Autore Topic: armi da taglio hobbisti  (Letto 4326 volte)

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Re:armi da taglio hobbisti
« Risposta #7 il: 07 Febbraio 2019, 07:36:54 »
Hobbisti, occasionalità e controlli - commento a parere Agenzia Entrate - 6/2



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Offline Marco Bartoli

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Re:armi da taglio hobbisti
« Risposta #6 il: 12 Aprile 2016, 10:00:36 »
Per coloro che sono interessati all'argomento, segnaliamo il seminario "COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE", svolto recentemente dalla Omniavis, riguardante:
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Offline Mario Maccantelli

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Re:armi da taglio hobbisti
« Risposta #5 il: 17 Agosto 2015, 21:23:27 »
Simone ha riassunto bene.

E' bene rimarcare che è difficile trovare la definizione di "opere del proprio ingegno". Tale opere, per prassi, si identificano con ciò che ricade nella tutela del diritto d'autore: opere letterarie, musicali, fotografiche, artistiche o espressive in genere.
la normativa commerciale (vedi d.lgs. n. 114/98 e leggi regionali in genere) non si applica in ogni caso (sede fissa, su aree pubbliche, per corrispondenza ecc.) a chi venda o esponga per la vendita le proprie opere d'arte, nonché dell'ingegno a carattere creativo, comprese le proprie pubblicazioni di natura scientifica o informativa, realizzate anche mediante supporto informatico.

Codice Civile ‚Äď art. 2575 - Oggetto del diritto
Formano oggetto del diritto di autore le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. Si veda anche la legge 22 aprile 1941 n. 633 ‚Äď legge sul diritto d‚Äôautore.

In genere nessuno hobbista o quasi vende o espone opere dell'ingegno in senso stretto. L'hobbista vende ed espone semplici realizzazioni artigianali che per quantit√ , valore e frequenza di vendita portano a ritenere che tale soggetto non sia un soggetto professionale ma solamente qualcuno che sta portando avanti un hobby. La normativa sul commercio non si applica a chi svolge un hobby anche se questo implica la vendita dei prodotti frutto della passione hobbistica. E' chiaro che i problemi sorgono a livello locale quando il comune √® chiamato a stabilire quale sia il confine della professionalit√  e del modico valore.

Io consiglio di regolamentare, se pur minimamente, la vendita su area pubblica degli operatori hobbisti, sia che producano sia che rivendano o barattano cose usate o naturali o altro (la vedo dura qualificare un hobbista come tale se commercia cose nuove: abbigliamento, accessori, ecc.).
Ad esempio, se trattasi di hobby è bene che tutti possano dare seguito alle propria passione quindi è appropriato un criterio che premia chi ha partecipato meno volte alle manifestazioni comunali.

Pui vedere l'esempio della normativa regionale della Emilia Romagna, qui trovi una sintesi:
http://www.cattolica.net/retecivica-citta-di-cattolica/sites/default/files/allegati/procedimenti/2014/03/07/5913_5c2d391c8d8a612d529c312cf900b133.pdf
La regione E.R. dispone esplicitamente che l'hobbista NON è un operatore che vende o espone opere dell'ingegno.
« Ultima modifica: 17 Agosto 2015, 21:25:04 da Mario Maccantelli »
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Offline Simone Chiarelli

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Re:armi da taglio hobbisti
« Risposta #4 il: 17 Agosto 2015, 20:21:15 »
La produzione e vendita di strumenti da taglio in modo occasionale  rientra nella casistica delle opere del proprio ingegno o degli hobbisti ovvero uno √® sinonimo dell'altro oppure sono da definirsi diversamente?
Grazie.

SONO DUE CONCETTI DIVERSI (è come se mi domandassi se andare all'EXPO rientra fra le "vacanze" o le "gite di lavoro").
Provo a spiegare:

A) Simone Chiarelli, a casa sua, disegna e realizza degli acquerelli. Queste sono OPERE DEL PROPRIO INGEGNO che lui fa come Hobbista, cioè non le fa per professione perchè nella vita fa altro. Si diverte e se gli capita le vende ad amici, parenti o altro.

B) Simone Chiarelli, professionalmente, disegna e realizza degli acquerelli o temperini (sotto le misure per cui diventano armi). Queste sono OPERE DEL PROPRIO INGEGNO che lui fa come professionista. Ci ricava il proprio reddito principale e le vuole vendere.

C) Simone Chiarelli, a casa sua, realizza dei temperini (sotto le misure per cui diventano armi). Queste sono OPERE DEL PROPRIO INGEGNO che lui fa come Hobbista, cioè non le fa per professione perchè nella vita fa altro. Si diverte e se gli capita le vende ad amici, parenti o altro.

D) Simone Chiarelli acquista nei mercatini dei temperini (sotto le misure per cui diventano armi). Queste NON sono OPERE DEL PROPRIO INGEGNO, ma lui le acquista per rivenderle nei mercatini e lo fa come Hobbista, cioè non le fa per professione perchè nella vita fa altro.

Quindi la produzione non professionale di strumenti da taglio può (dipende dal livello di innovatività e personalità che ci mette) costituire creazione di opere del proprio ingegno.

CONSEGUENZE:
1) alle opere del proprio ingegno NON si applica la disciplina sul commercio sia per chi lo fa come hobbista (ma non gli si applica la norma anche se non realizza opere del proprio ingegno) sia per chi lo fa professionalmente
2) chi realizza opere del proprio ingegno potrebbe farlo professionalmente

CONSEGUENZE SU AREE PUBBLICHE:
- se il Comune vuole realizzare un MERCATINO PER OPERATORI NON PROFESSIONALI (cosiddetti hobbisti) può ben escludere anche chi realizza opere del proprio ingegno (es. temperini) perchè lo fa professionalmente!!!!!!!!!!!!
- ma il Comune potrebbe anche aprire il mercatino agli operatori professionali (sconsigliamo) che realizzano opere del proprio ingegno.

CONSEGUENZE SU AREE PRIVATE:
- chi realizza opere del proprio ingegno può venderle dove vuole, senza adempimenti amministrativi (ma solo fiscali)
- lo stesso per chi vende non professionalmente qualsiasi bene (es. io a casa mia posso vendere i miei libri usati come e quando voglio!!!)
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Offline cristhiane

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Re:armi da taglio hobbisti
« Risposta #3 il: 17 Agosto 2015, 19:40:04 »
La produzione e vendita di strumenti da taglio in modo occasionale  rientra nella casistica delle opere del proprio ingegno o degli hobbisti ovvero uno √® sinonimo dell'altro oppure sono da definirsi diversamente?


Grazie.

Offline Simone Chiarelli

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Re:armi da taglio hobbisti
« Risposta #2 il: 17 Agosto 2015, 18:27:04 »
Hai fatto un bel po' di domande che consentono di chiarire vari punti:


1) un hobbista può vendere nelle aree pubbliche armi da punta e da taglio frutto del suo ingegno e creatività?
Nessuno p'uò vendere ARMI da punta e da taglio. Ciò che si può vendere sono STRUMENTI (diversi dalle armi) DA PUNTA E DA TAGLIO come definiti dal TULPS.
L'art. 37 prevede tale fattispecie richiamando una "licenza del Questore" che oggi va intesa come SCIA


2) Deve presentare al Comune di residenza o al Comune dove intende vendere una dia o autocertificazione?
La SCIA va presentata nel COMUNE DI RESIDENZA una tantum ed abilita su tutto il territorio nazionale (scia o autocertificazione sono, a questo effetto, sinonimi, anche se √® pi√Ļ corretto parlare di scia).


3) Il Comune deve protocollarela dia/autocertificazione?
Certo, deve protocollarla e l'interessato terrà copia della ricevuta di consegna (se inviata con pec) o del protocollo se inviata cartacea ai fini della dimostrazione del suo adempimento

4) l'una è alternativa all'altra?
Sono la stessa cosa

5) Un hobbista potrebbe partecipare anche ai mercati settimanali oppure solo a sagre, eventi occasionali?
Questione COMPLESSA che ti sintetizzo:
1) ai mercati partecipano SOLO gli operatori professionali
2) il Comune potrebbe però organizzare un "mercato parallelo", cioè dei banchi a fianco del mercato principale aperti agli hobbisti (ma non si applica la disciplina del commercio su aapp)

VEDI gli approfondimenti, soprattutto di MARIO MACCANTELLI in questo forum e nella sezione ABBONATI


VERITA' DA SFATARE: la vendita di bigiotteria non è automaticamente artigianato:
1) se io compro e rivendo bigiotteria professionalmente sono commerciante
2) se io non esercito professionalmente e vendo bigiotteria comprata in negozio sono HOBBISTA
3) se io non esercito professionalmente e vendo bigiotteria fatta da me sono HOBBISTA
4) se io compro le materie prime, le rielaboro e realizzo bigiotteria professionalmente e la rivendo (ed ho gli altri requisiti, compresa l'iscrizione come tale in CCIAA) posso (non sono tenuto) essere artigiano

A chi fare riferimento? Agli autorevoli docenti di seminari oppure ai Comuni che legittimano la partecipazione di operatori del proprio ingegno che svolgono  non professionalmente  attivit√† di produzione e vendita di manufatti di modico valore (quale √® il modico valore?)?
DIPENDE DAL COMUNE
Un hobbista non ha il diritto a ottenere un posteggio su area pubblica. Sicuramente non può pretendere un posteggio del mercato, fiera o fuori mercato.
Il Comune può istituire mercatini di hobbisti (come detto vedi gli approfondimenti) e può stabilire regole anche sul MODICO VALORE (tematica, attenzione, che non riguarda l'hobbista ma la vendita dell'usato).

Ciò detto ... approfondisci e se del caso facci altre domande!!!!!!!!
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Offline cristhiane

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armi da taglio hobbisti
« Risposta #1 il: 17 Agosto 2015, 17:05:16 »
Buonasera, domando :
1) un hobbista può vendere nelle aree pubbliche armi da punta e da taglio frutto del suo ingegno e creatività?
2) Deve presentare al Comune di residenza o al Comune dove intende vendere una dia o autocertificazione?
3) Il Comune deve protocollarela dia/autocertificazione?
4) l'una è alternativa all'altra?
5) Un hobbista potrebbe partecipare anche ai mercati settimanali oppure solo a sagre, eventi occasionali?
Nei seminari ci insegnano che la vendita di bigiotteria o oggetti simili sono da inquadrare nel campo dell'artigianato, pertanto non √® corretto autorizzare gli hobbisti che vendono tali oggetti in quanto prerogativa degli artigiani, anche perch√® la legge sul diritto d'autore definisce le opere dell'ingegno quali quelle prettamente intellettuale a carattere creativo ( opere letterarie, arti figurative, divulgative di tipo scientifico etc)  Orbene, nella pratica nelle sagre partecipano hobbisti/operatori del proprio ingegno che vendono manufatti di tipo artigianale. I Comuni, in assenza di regolamentazione, disciplinano gli oggetti che possono essere messi in vendita, a titolo esemplificativo:  quadri, sculture, articoli vari decorati a
mano, pizzi, ricami, composizioni di fiori secchi e simili, bigiotteria, manufatti della creatività in genere). Come si vede bene sono inclusi anche manufatti.
A chi fare riferimento? Agli autorevoli docenti di seminari oppure ai Comuni che legittimano la partecipazione di operatori del proprio ingegno che svolgono  non professionalmente  attivit√† di produzione e vendita di manufatti di modico valore (quale √® il modico valore?)?

Grazie.