Autore Topic: conferimento autorizzazione  (Letto 2379 volte)

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Offline Mario Maccantelli

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Re:conferimento autorizzazione
« Risposta #2 il: 27 Marzo 2019, 15:32:27 »
Non esiste una norma che disciplini la faccenda e tutto è lasciato alla prassi e agli statuti delle varie cooperative. Sul punto si è espresso il Ministero dei Trasporti co una circolare che ti allego. La circolare non è una norma ma rappresenta una specie di “ordine” che il Ministero dà alle Motorizzazioni civili. Quindi, al di là di che cosa possiamo o non possiamo reputare giusto, alla fine la motorizzazione agisce secondo le indicazioni. Vedi allegato.

Vedi qua sul motivo di quella circolare:
https://www.taxistory.it/wordpress/2017/01/13/tar-del-lazio-si-a-intestazione-delle-autovetture-taxi-alle-cooperative-di-produzione-e-lavoro/

Quindi, se si tratta di coop di lavoro, l’intestazione passa alla coop e il socio diventa un lavoratore subordinato

Ti incollo un pezzo di una sentenza del TAR Roma che riassume la faccenda.
Sentenza del Tar Lazio (Roma) n. 6606/2013

... L’articolo 7 della legge n. 21 del 1992, “Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea”, rubricato “Figure giuridiche.”, dispone testualmente che:

“1. I titolari di licenza per l'esercizio del servizio di taxi o di autorizzazione per l'esercizio del servizio di noleggio con conducente, al fine del libero esercizio della propria attività, possono:
a) essere iscritti, nella qualitĂ  di titolari di impresa artigiana di trasporto, all'albo delle imprese artigiane previsto dall'articolo 5 della legge 8 agosto 1985, n. 443;
b) associarsi in cooperative di produzione e lavoro, intendendo come tali quelle a proprietĂ  collettiva, ovvero in cooperative di servizi, operanti in conformitĂ  alle norme vigenti sulla cooperazione;
c) associarsi in consorzio tra imprese artigiane ed in tutte le altre forme previste dalla legge;
d) essere imprenditori privati che svolgono esclusivamente le attivitĂ  di cui alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 1. (ndr. solo NCC)

2. Nei casi di cui al comma 1 è consentito conferire la licenza o l'autorizzazione agli organismi ivi previsti e rientrare in possesso della licenza o dell'autorizzazione precedentemente conferita in caso di recesso, decadenza od esclusione dagli organismi medesimi.

3. In caso di recesso dagli organismi di cui al comma 1, la licenza o l'autorizzazione non potrà essere ritrasferita al socio conferente se non sia trascorso almeno un anno dal recesso.”.

[...]

I singoli titolari di licenza taxi, possono, pertanto, ai sensi della richiamata normativa in materia, associarsi in cooperativa, dando vita ad un nuovo soggetto giuridico.
Le figure giuridiche che vengono a configurarsi sono, tuttavia, tra di loro distinte e, pertanto, assoggettate ad diverso regime giuridico nei termini che seguono:

1- Il singolo soggetto, che una volta acquisita la licenza taxi, sceglie di esercitare in qualità di artigiano, entrerà a pieno titolo in quella che è la legge quadro degli artigiani, ossia la n. 443 del 1985. Quindi, dovrà oltre che iscriversi all’albo degli artigiani, aprire la propria partita iva, iscriversi all’INAIL. Il pagamento dei contributi previdenziali, avverrà ogni tre mesi. Ogni anno dovrà essere fatta la dichiarazione dei redditi. Il tassista artigiano è, pertanto, titolare a tutti gli effetti di un’impresa di trasporto. Il tassista artigiano può, peraltro, organizzarsi in consorzi, in cooperative per i servizi o, infine, esercitare il proprio lavoro, senza aderire a nessuna organizzazione.

2- I consorzi associano un certo numero di operatori artigiani ai quali forniscono tutta una serie di servizi o di beni che vengono utilizzati nell’ambito della singola impresa tassistica aderente. Il Consorzio ha, pertanto, come oggetto sociale, il servizio di beni e di supporti tecnici agli aderenti. Il singolo tassista rimane, tuttavia, in ogni caso, un’impresa singola e i compiti specifici relativi al suo lavoro, (ossia trasporto persone, incasso, costi, fatturazione, assunzione di un sostituto ed altro), rimangono solo ed esclusivamente di sua competenza e di sua responsabilità.

3- Le cooperative per i servizi hanno le stesse identiche caratteristiche del consorzio in quanto fornisco ai titolari di licenza taxi aderenti uno o più servizi; in particolare, nel settore taxi, operano diverse cooperative radiotaxi, le quali rappresentano centrali operative le quali hanno solo il compito di dare il servizio ai propri associati, nello specifico, di “lancio delle corse”, attraverso specifici apparati radio. In sostanza si tratta di una semplice organizzazione di ponte radio, fra l’utente del taxi e il tassista stesso. Di tal che, anche queste cooperative, non possono entrare assolutamente in merito alla gestione dell’impresa dei singoli taxisti aderenti.

4- La cooperative di produzione e lavoro a proprietà collettiva debbono essere “operanti in conformità alle norme vigenti sulla cooperazione”. Quindi le dette cooperative di produzione e lavoro devono non solo avere la disponibilità delle licenze taxi e la proprietà delle relative vetture che devono essere appunto intestate alla cooperativa stessa, in ciò concretizzandosi la richiamata proprietà collettiva, ma devono, altresì, in ogni sua parte, operare nel rispetto delle leggi sulla cooperazione. Il procedimento per il trasferimento si attua, per quanto concerne la vettura, attraverso un semplice passaggio di proprietà, e, per quanto concerne la licenza d’esercizio, con un conferimento autenticato dalla pubblica amministrazione, il quale, in termine tecnico si chiama “conferimento funzionale”, poiché il trasferimento della licenza è attuato per la gestione complessiva del lavoro del trasporto persone, e dura solo fino a quando il socio conferente non decida di recedere dalla cooperativa. Per conferimento non può, pertanto, che intendersi quello strumento concesso ai soci di cooperative mettendo a disposizione della società la propria licenza che, in tal modo, passa dal socio conferente alla società che ne acquista la piena disponibilità. Nel caso d’adesione alla cooperativa di lavoro, pertanto, il tassista perde la sua figura d’impresa, di soggetto fiscale, di responsabilità complessiva per la gestione del servizio e acquista, invece, la figura di socio subordinato della società cooperativa. La società cooperativa, attuando essa stessa il servizio di taxi, può, pertanto, rappresentare, in ogni sede, sia i propri interessi collettivi sia gli interessi dei soci. Nella struttura cooperativa, i singoli soci possono rapportarsi giuridicamente, fiscalmente e per i versamenti contributivi con la cooperativa in modo diverso, a seconda della forma contrattuale prescelta. E, infatti, dopo la legge n. 142 del 2001 e il successivo D.L. n. 276 del 2003, le possibilità offerte alla cooperativa si sono ampliate di molto, con la conseguenza che vi possono essere appunto diverse figure di soci, che sono in concreto prescelte secondo la convenienza del singolo socio nonché della cooperativa stessa. La prima figura di socio è quella del socio lavoratore subordinato, titolare di un contratto di lavoro subordinato di contenuto analogo a quello esistente nel settore. Una seconda possibilità è quella del socio lavoratore a progetto, il quale espleta la sua funzione all’interno di un progetto complessivo di lavoro, presentato dalla cooperativa. Altre e diverse possibilità possono comunque essere rinvenute anche alla luce delle disposizioni di cui al CCNL di categoria del 2008.
In definitiva la cooperativa di produzione e lavoro postula il diretto espletamento di servizi di trasporto, sia pure mediante l'utilizzazione delle forze lavorative dei soci lavoratori.
E la forma cooperativa (di produzione e lavoro) è quella scelta, storicamente, dai taxisti per organizzare il proprio lavoro, tanto è vero che i conducenti a Roma sono quasi tutti organizzati in cooperativa. Ne consegue che le cooperative di taxisti sono i principali operatori del trasporto pubblico nel settore taxi del mercato romano.


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Dott. Mario Maccantelli - esperto OV
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Offline gennaro maresca

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conferimento autorizzazione
« Risposta #1 il: 26 Marzo 2019, 18:08:01 »
Buongiorno, cortesemente volevo un chiarimento in merito al conferimento di autorizzazione NCC in Cooperativa.
E' possibile conferire autorizzazione e auto in cooperativa ed inquadrato come socio lavoratore? Ovviamente senza intestare l'auto alla cooperativa? Il conferimento sappiamo essere legittimo ma non è specificato nulla a riguardo l'auto. Mi risulta che auto e autorizzazione debbano appartenere alla medesima persona, ma col conferimento c'è obbligo di intestare l'auto alla cooperativa?
Mille Grazie
Gennaro