Autore Topic: Antitrust su NOTIFICHE multe codice della strada (Settembre 2019)  (Letto 1674 volte)

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Antitrust su NOTIFICHE multe codice della strada (Settembre 2019)
« Risposta #1 il: 03 Settembre 2019, 05:51:48 »
Antitrust su NOTIFICHE multe codice della strada (Settembre 2019)



AS1610 – REGOLAMENTAZIONE SERVIZI DI NOTIFICAZIONE DI ATTI
GIUDIZIARI E DI VIOLAZIONI DEL CODICE DELLA STRADA

Roma, 23 luglio 2019
Presidente del Senato della Repubblica
Presidente della Camera dei Deputati
Presidente del Consiglio dei Ministri
Ministro della Giustizia
Ministro dello Sviluppo Economico
Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle
Comunicazioni
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella sua adunanza del 17 luglio 2019, ha
ritenuto opportuno formulare, ai sensi dell’art. 22 della legge n. 287/90, alcune considerazioni in
merito al processo di liberalizzazione dei servizi di notificazione a mezzo posta di atti giudiziari e
comunicazioni connesse di cui alla legge 20 novembre 1982, n. 890 e s.m.i., come integrata dal
comma 461, dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, e delle violazioni del Codice della
strada di cui all’art. 201 del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285. In particolare, l’Autorità intende
evidenziare le criticità che emergono, allo stato, nell’ambito del processo di liberalizzazione e che
non ne consentono un concreto avvio, pur a distanza di quasi due anni dalla sua previsione da parte
del Legislatore.
Al riguardo, l’Autorità esprime apprezzamento sulla circostanza che l’art. 1, commi 57 e ss. della
legge 4 agosto 2017, n. 124, “Legge annuale per il mercato e la concorrenza”, ha posto fine al
regime di esclusiva di questi servizi riconosciuto alla societĂ  Poste Italiane S.p.A. (di seguito, Poste),
a decorrere dal 10 settembre 2017
, rimuovendo uno degli ostacoli alla piena liberalizzazione dei
servizi postali, pur subordinando l’esercizio dell’attività di notificazione a mezzo posta di atti
giudiziari e comunicazioni connesse e di violazioni del Codice della strada al possesso di una licenza
individuale speciale da parte dei soggetti economici operanti nel mercato. L’Autorità, inoltre, è
consapevole che la liberalizzazione di tali servizi debba essere accompagnata da requisiti di
affidabilità, professionalità e onorabilità, nonché da particolari obblighi di sicurezza, qualità,
continuitĂ , disponibilitĂ  e di esecuzione dei servizi di notifica in capo ai titolari della suddetta
licenza.
L’art. 1, comma 58, della legge n. 124/2017, in particolare, ha demandato all’Autorità per le
Garanzie nelle Comunicazioni (di seguito, AGCom), “sentito il Ministero della Giustizia”, il potere
di determinare quanto sopra.
Con la Delibera n. 77/18/CONS, recante “Approvazione del regolamento in materia di rilascio delle
licenze per svolgere il servizio di notificazione a mezzo posta di atti giudiziari e comunicazioni
connesse (legge 20 novembre 1982, n. 890) e di violazioni del Codice della strada (articolo 201 del
d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285)” (di seguito, la “Delibera”), l’AGCom ha enucleato specifici requisiti
e obblighi per il rilascio delle licenze individuali speciali, al fine di costituire un quadro regolatorio
coerente, idoneo a garantire certezza, sicurezza e corretta esecuzione dei servizi di notifica de quibus
che, per loro natura, necessitano di precipue cautele.
All’art. 9 dell’Allegato A alla Delibera sono stati disposti gli obblighi in materia di personale
dipendente degli operatori titolari di licenza individuale speciale ottenuta ai sensi dell’art. 6
dell’Allegato A della Delibera 129/15/CONS. Tra questi è prevista, al comma 1, lett. c), la
“frequenza, per gli addetti all’accettazione e al recapito, nonché alla consegna degli invii inesitati,
di un corso di formazione della durata complessiva di quaranta ore, di cui venti in aula e venti in
affiancamento, con prova di esame finale; il medesimo obbligo dovrĂ  essere rispettato ove
intervengano modifiche al quadro regolamentare.”. Ancora, il comma 2 del medesimo articolo
sancisce che “il programma e i contenuti dei corsi di formazione di cui al co. 1 lett. c), nonché le
modalitĂ  di svolgimento degli esami finali, sono conformi alle Linee Guida elaborate dal Ministero
della Giustizia.”.
Per parte sua, in data 12 marzo 2019, il Ministero della Giustizia ha provveduto a emanare le “Linee
guida per i corsi di formazione per gli addetti alla notifica a mezzo posta degli atti giudiziari e delle
violazioni del Codice della strada”
. Per quel che in questa sede rileva, le Linee Guida dispongono
che, nell’ambito delle complessive quaranta ore di formazione, sei debbano essere svolte in
affiancamento al personale UNEP (i.e. degli Uffici Notificazioni, Esecuzioni e Protesti presso i
distretti delle Corti di Appello) addetto alle attivitĂ  di notificazione degli atti giudiziari e che, al suo
termine, sia espletato un esame, con prova scritta e pratica, da parte di una commissione, composta
da un numero dispari di componenti, non superiore a cinque, dei quali uno avente mansioni e
qualifica di funzionario UNEP.
Delineate così le coordinate normativo-regolamentari entro le quali si svolgono le valutazioni a
seguire, l’Autorità intende rilevare talune criticità concorrenziali e formulare alcune osservazioni
affinché il sistema delle nuove licenze individuali speciali sia effettivamente orientato ai principi di
apertura del mercato, semplificazione e non discriminazione.
In primo luogo, si rileva che, con specifico riferimento ai requisiti e obblighi richiesti per la
prestazione dei servizi de quibus, nonostante la formale eliminazione del regime di esclusiva in capo
a Poste ad opera della legge n. 124/2017, essa di fatto opera nel mercato in questione in virtĂą della
sua originaria qualitĂ  di affidataria ex lege per la prestazione dei servizi postali di notificazione a
mezzo posta di atti giudiziari e comunicazioni connesse e di violazioni del Codice della strada (art.
4 del D.Lgs. 22 luglio 1999, n. 261 nella versione previgente all’abrogazione disposta dall’art. 1,
comma 57, della legge 4 agosto 2017, n. 124). Inoltre, il combinato disposto della legge n. 124/2017
con la citata Delibera n. 77/18/CONS dell’AGCom e le suddette Linee Guida del Ministero della
Giustizia, facendo espresso riferimento unicamente ai “titolari di licenza speciale individuale”,
parrebbe escludere Poste dall’ambito di applicazione soggettivo e oggettivo della normativa de qua,
comprensiva dell’iter formativo per ottenere il rilascio della licenza individuale speciale. Tuttavia,
per completezza di indagine, si rileva che è ancora vigente l’art. 5 del D.Lgs. n. 261/1999 nella parte
in cui prevede che “l’offerta al pubblico di singoli servizi non riservati, che rientrano nel campo di
applicazione del servizio universale, è soggetta al rilascio di licenza individuale da parte del
Ministero dello sviluppo economico”. Per ciò, essendo stata eliminata ogni forma di “servizio
riservato” con l’abrogazione dell’art. 4 del D.Lgs. n. 261/1999, l’interpretazione letterale delle
norme richiamate parrebbe suggerire che, oggi, a qualunque operatore del mercato sia richiesto il
possesso della licenza speciale individuale.
In disparte da quest’ultima considerazione, quanto esposto già determina un assetto del mercato
asimmetrico tra Poste e gli altri operatori economici, prevedendo una disciplina nei fatti differente
pur a paritĂ  di servizi svolti.
In particolare, il richiamato obbligo di formazione dovrebbe valere per
tutti i soggetti che operano in questo mercato, proprio per non creare discriminazioni e evitare un
quadro regolamentare sbilanciato a favore dell'incumbent. Inoltre, circa l’applicazione pro futuro
della normativa, risulta che, per gli operatori economici titolari di licenza individuale speciale, i corsi
e gli affiancamenti devono essere effettuati negli anni per ogni nuovo addetto assunto o per ogni
nuova risorsa destinata ai servizi di notificazione. Lo stesso non vale, invece, per Poste.
Quand’anche si volesse ritenere che gli addetti di Poste abbiano già idonea esperienza nello
svolgimento di tali servizi, non pare giustificabile, tuttavia, che i nuovi assunti siano assoggettati a
procedure formative diverse rispetto a quelle previste dal Ministero della Giustizia.
In secondo luogo, occorre rilevare che sussistono criticità circa l’espletamento della procedura
formativa
. Si fa riferimento, precisamente, a lacune di natura informativa e organizzativa circa: i)
gli esatti contenuti dei corsi di formazione, che esporrebbero gli organizzatori degli stessi al rischio
di produrre del materiale formativo non perfettamente idoneo alla preparazione degli addetti; ii) le
concrete modalitĂ  di svolgimento dei medesimi, i.e. quelle relative alla loro diffusione, se nazionale
ovvero limitata ad alcune aree territoriali; iii) la partecipazione, ivi prevista, del personale UNEP
addetto alle attivitĂ  di notificazione degli atti giudiziari, ad oggi ancora non destinatario di formali
indicazioni e disposizioni in tal senso da parte del Ministero della Giustizia; iv) i precisi contenuti
delle menzionate prove di esame; v) l’indicazione delle sessioni di queste prove di esame.
Ne deriva, per i nuovi operatori economici, la sostanziale preclusione ad attendere gli obblighi
formativi richiesti dalla legge e, per conseguenza, l’impossibilità di prendere parte, prima, e
aggiudicarsi, poi, procedure a evidenza pubblica che abbiano per oggetto l’affidamento di tali
servizi. In ottica concorrenziale, ciò rappresenta, evidentemente, un fattore di ostacolo e di concreto
rallentamento rispetto all’entrata nel mercato di nuovi operatori economici.
In conclusione, al fine di favorire il pieno sviluppo delle dinamiche concorrenziali in questo mercato
di recente liberalizzazione, l’Autorità, apprezzando il complessivo impianto normativoregolamentare già posto in essere, ritiene che il medesimo debba essere modificato ovvero integrato
in modo tale da: i) prevedere un’omogenea formazione tra Poste e operatori economici diversi e ii)
rendere possibile l’eliminazione di ogni lacuna informativa e organizzativa che impedisca, nel
concreto, l’espletamento dei suddetti corsi di formazione.
A tale riguardo, infatti, non sono da ritenersi risolutivi i “Chiarimenti alle Linee Guida” pubblicati
dal Ministero della Giustizia, in data 7 giugno 2019, a seguito di richieste avanzate dagli operatori
economici. Ciò in quanto il Dicastero, per un verso, ha evidenziato che l’esclusione di Poste
dall’obbligo formativo “deriva da una scelta regolamentare sulla quale, in mancanza di lacune o
incertezze interpretative, non gli è consentito intervenire in sede di elaborazione delle linee guida”
(punto n. 6) e, per altro verso, non ha provveduto a sciogliere i dubbi interpretativi e operativi prima
elencati circa il concreto espletamento della procedura formativa.
L’esigenza di una pronta risposta alle criticità sinora rilevate ben si comprende considerando che il
valore economico del mercato di riferimento si aggira intorno ai 360 milioni di euro, di cui un terzo
è costituito dagli atti giudiziari, mentre in termini di volumi di raccolta, invii e giacenza, le violazioni
del Codice della strada rappresentano l’80-85% e che, ad oggi, in tale mercato sta ancora operando
esclusivamente l'incumbent Poste con le proprie tariffe di servizi postali universali.
A tale ultimo riguardo, occorre evidenziare che, peraltro, dal 10 giugno 2019 Poste ha rincarato sino
al 40% circa le tariffe previste proprio per le notifiche degli atti giudiziari e comunicazioni connesse
e delle violazioni del Codice della strada.

Il presente parere sarà pubblicato sul bollettino di cui all’art. 26 della legge n. 287/90, salvo che non
vengano rappresentate, entro 30 giorni dal ricevimento della presente comunicazione, eventuali
ragioni ostative alla pubblicazione.
IL PRESIDENTE
Roberto Rustichelli
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