Autore Topic: Revoca dell'aggiudicazione  (Letto 168 volte)

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Offline Giulio Saffioti

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Revoca dell'aggiudicazione
« Risposta #1 il: 07 Dicembre 2020, 15:24:34 »
La revoca dell’aggiudicazione di una gara d’appalto  deve essere ADEGUATAMENTE MOTIVATA.
Un’amministrazione può decidere, nell’esercizio dei suoi poteri di autotutela, di revocare una precedente aggiudicazione.
Se si tratta di un illecito commesso dall’impresa partecipante, la stazione appaltante deve dimostrare, con mezzi adeguati, la colpevolezza dell’operatore economico per aver dato luogo a gravi illeciti professionali tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità.
Il concetto di grave illecito professionale non è delineato in maniera chiara e puntuale.
Oggi si assiste ad una riduzione di fattispecie tipiche (previste dal legislatore e qualificabili come illeciti) in favore di un ampliamento dei poteri discrezionali.
In sostanza, l’amministrazione può valutare discrezionalmente se la condotta rientra nel grave illecito.
Nonostante ciò, l’esclusione di un concorrente può avvenire solo a fronte di un’adeguata attività istruttoria e nel rispetto del contraddittorio, dovendo essere garantita al destinatario dell’esclusione la possibilità di difendersi nel procedimento.
Per questo, l’amministrazione può benissimo revocare un’aggiudicazione, ma deve motivare adeguatamente l’interesse pubblico concreto che giustifica il suo provvedimento.
Se manca l’esternazione dei motivi, o se questa è troppo sintetica; se la valutazione è disancorata da fatti oggettivi che non vengono presi in considerazione o se non viene rispettato il principio del contraddittorio, la revoca è illegittima.
L’atto è impugnabile davanti al giudice amministrativo, il quale potrà decidere per un suo eventuale annullamento.