Autore Topic: trasformazione pizzeria al taglio/rosticceria in esercizio somministrazione  (Letto 83 volte)

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Offline Mario Maccantelli

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Confermo che si pu? ancora fare riferimento al Dec. Dir. 7225/02, molte ASL lo citano nei loro provvedimenti. Fra l'altro, l'allegato A a tale decreto dimostra come il dirigente dell'epoca avesse compreso l'importanza del SUAP. L'allegato B, come gi? detto, ? applicabilissimo anche oggi ma riguarda il tuo caso fino a un certo punto. L'allegato B riguarda gli ambienti di lavoro sulla scia della c.d. 626 dell'epoca (d.lgs. n. 626/94).

Specificatamente, sulle caratteristiche igienico sanitarie degli ambienti e delle attivit? occorre rifarsi al pacchetto igiene CE. Nel tuo caso, soprattutto,  al Reg. CE 852/04.
Una volta verificata la 13/89 e i requisiti di agibilit? (reg. edilizio/urbanistico + DecDir. 7225/02) per il resto SPETTA ALL'OSA, CON METODO SCIENTIFICO, DIMENSIONARE E STRUTTURARE IL SUO "STABILIMENTO" SULLA BASE DEI PRINCIPI STABILITI DAL PACCHETTO IGIENE E TRAMITE LE VERIFICHE IN CONTINUO IMPLEMENTATE CON IL PIANO DI AUTOCONTROLLO (ad esempio, se occorre o meno un locale magazzino sar? stabilito in base all'effettiva tipologia di attivit?).

Con la normativa europea del 2004 fu introdotta una svolta epocale: la responsabilit? ricade sull'OSA e non ? pi? la ASL che lo deve autorizzare. La ASL controlla. In base a questo principio i reg. comunali furono declassati a meri atti di indirizzo.
Sul punto ? importante citare la vecchia circale regionale di cui alla DGR 470/2007. Ne riporto un pezzetto: ... Si ricorda, infatti, che il regolamento (CE) 852/2004, nell?indicare i requisiti generali e specifici di igiene degli alimenti (allegati I e II), utilizza i termini ?ove necessario?, ?ove opportuno?, ?adeguato? o ?sufficiente? per significare che, a livello di organizzazione e gestione dell?attivit? di impresa, spetta all?operatore del settore alimentare stabilire, dandone dimostrazione su base scientifica, se una misura ? necessaria, opportuna, adeguata o sufficiente per raggiungere gli obiettivi di sicurezza fissati dalla legislazione alimentare, anche in rapporto alla tipologia ed al volume dell?attivit?.
Pertanto, le disposizioni che, ai vari livelli del nostro ordinamento contengono indicazioni obbligatorie in ordine alle concrete modalit? operative con le quali le imprese alimentari devono assicurare la sicurezza delle attivit? e dei prodotti trattati, necessitano di una rilettura alla luce del nuovo principio comunitario della responsabilit? primaria dell?operatore nel dimostrare il raggiungimento di tale obbiettivo. E? questo il caso dei regolamenti comunali in materia di igiene degli alimenti, i quali, non potendo pi? spiegare nel nuovo contesto normativo alcun effetto prescrittivo e cogente, possono valere soltanto come linee guida tecniche per gli operatori del settore alimentare e per l?autorit? di controllo ai fini della valutazione dei requisiti d?igiene previsti dai regolamenti (CE) 852/2004 e 853/2004, in particolare per quanto attiene ai requisiti strutturali...

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Dott. Mario Maccantelli - esperto OV
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Offline Federica@

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trasformazione pizzeria al taglio/rosticceria in esercizio somministrazione
« Risposta #1 il: 13 Gennaio 2021, 12:53:01 »
Toscana: quesito legato alla trasformazione di un locale attualmente adibito a pizzeria al taglio/rosticceria in esercizio di somministrazione (piccolo ristorante).
Il nostro Regolamento edilizio non dà indicazioni sul dimensionamento minimo dei locali (cucina, servizi igienici, spogliatoio dipendenti etc) e il Regolamento di Igiene comunale in materia di alimenti e bevande, seppur vigente è obsoleto, in molte parti non conforme alle attuali normative, mi è stato confermato anche dalla locale Usl che mi ha consigliato di “eliminarlo” tra i regolamenti vigenti presenti sul sito del Comune. In assenza di un regolamento comunale più aggiornato quali sono i requisiti minimi igienici sanitari da rispettare per trasformare il locale in esercizio di somm.ne?La nostra Usl non ha adottato linee guida… i tecnici chiedono al Suap quali sono i riferimenti normativi da seguire per la progettazione dei locali….io, come Suap, ho indicato loro il Reg. CE 852/04, il d.lgs. 81/08, la legge 13/89…loro pensano di dover comunque rispettare il regolamento di igiene comunale in materia di alimenti e bevande…e  non riescono a ricavare gli spazi necessari…Ho fatto un giro sul web per farmi un’idea, molti comuni fanno riferimento agli “Indirizzi tecnici di igiene edilizia per i locali ed ambienti di lavoro" predisposti dalla Regione Toscana con la collaborazione delle Aziende USL regionali ed approvati con decreto dirigenziale n.7225 del 18/12/2002. Sono ancora validi?? Cosa mi consigliate di fare?
Grazie per la vs. preziosa collaborazione.