Autore Topic: Gr007 - Gruppo "Diritto del lavoro e politiche attive" - PARTENZA 5 MARZO  (Letto 1032 volte)

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Re:Gr007 - Gruppo "Diritto del lavoro e politiche attive" - PARTENZA 5 MARZO
« Risposta #12 il: 26 Febbraio 2021, 17:58:39 »
Il nuovo Esecutivo sta pensando a mettere mano al Reddito di Cittadinanza e si ipotizzano alcuni correttivi, di seguito stralcio di un articolo del Messaggero:

"Reddito di cittadinanza più breve per chi è in condizione di lavorare. Tra le ipotesi al vaglio del governo, chiamato a ricalibrare il sussidio, c’è quella di non concedere più il rinnovo ai cosiddetti occupabili dopo i primi diciotto mesi di assegnazione del reddito. Ma i tecnici del ministero del Lavoro guidato da Andrea Orlando ragionano anche sulla possibilità d’introdurre un sistema premiante, una sorta di bonus, a favore dei percettori che trovano lavoro.

Come? Oggi, in caso di variazione della condizione occupazionale, il maggior reddito da lavoro concorre alla rideterminazione del beneficio economico nella misura dell’80 per cento a decorrere dal mese successivo alla variazione: in questo modo, in pratica, chi accetta un’offerta va incontro alla perdita quasi totale del sussidio. L’idea quindi è di calcolare la quota di assegno che spetta al beneficiario che trova un’occupazione conteggiando il maggior reddito da lavoro nella misura del 50 per cento anziché dell’80 per cento, perlomeno relativamente ai primi sei mesi. Per chi invece non è considerato attivabile non dovrebbe cambiare nulla.

Il piano a cui sta lavorando il neo ministro Orlando, e che il Pd sponsorizza da tempo, prevede in sostanza di sdoppiare il sussidio. I non occupabili continueranno a ricevere il caro vecchio Reddito di cittadinanza, mentre chi è tenuto a sottoscrivere un patto per il lavoro prenderà un sussidio su misura. L’aiuto durante l’emergenza si è rivelato una valida indennità anti-Covid e la platea dei beneficiari è cresciuta al punto che la spesa quest’anno sfiorerà dieci miliardi di euro, circa tre in più rispetto a quanto era stato previsto prima della pandemia".
Fonte: Il Messaggero 23 2 2021

l'articolo completo al seguente link https://www.ilmessaggero.it/economia/news/reddito_di_cittadinanza_2021_requisiti_premio_18_mesi_ultime_notizie_24_febbraio_2021-5786471.html
« Ultima modifica: 26 Febbraio 2021, 17:59:56 da MARA SPINOSA »

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Re:Gr007 - Gruppo "Diritto del lavoro e politiche attive" - PARTENZA 5 MARZO
« Risposta #11 il: 25 Febbraio 2021, 16:02:53 »
Ho realizzato un breve video informativo relativo al gruppo di studio 007 di Diritto e Politiche Attive del Lavoro, di seguito il link:
https://youtu.be/jnDXz5JCQrU
Resto a disposizione per qualsiasi informazione

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Re:Gr007 - Gruppo "Diritto del lavoro e politiche attive" - PARTENZA 5 MARZO
« Risposta #10 il: 24 Febbraio 2021, 15:28:25 »
Occhio alla quarantena fiduciaria dopo il rientro dall’estero. Infatti, il dipendente che dovesse assentarsi dal posto di lavoro per rispettare l’obbligo di quarantena fiduciaria, dopo essere rientrato da un periodo di ferie dall’estero, può essere licenziato per giusta causa. Infatti, una simile condotta integra una grave violazione dei doveri inerenti il rapporto di lavoro, in quanto l’assenza non è affatto giustificata. Quindi, il comportamento del lavoratore lede in maniera irreversibile il vincolo fiduciario con il datore di lavoro.
A stabilirlo è il Tribunale Ordinario di Trento, con l’ordinanza n. 496 del 21 gennaio 2021, dettando in maniera chiara e ineccepibile le regole di condotta che devono essere seguite durante il periodo di emergenza sanitaria Covid-19.
La vicenda riguarda una lavoratrice che, dopo un periodo di ferie concesse dal datore di lavoro trascorso all'estero, e dopo un ulteriore periodo di congedi fruiti per motivazioni varie, non rientrava in servizio. L'assenza veniva motivata con la necessità di rispettare l'obbligo di quarantena fiduciaria, imposta a tutte le persone che tornavano da un paese straniero.
Il datore di lavoro, però, contestava alla lavoratrice il fatto che si fosse recata all’estero nonostante fosse a conoscenza dei divieti e restrizioni imposti alla circolazione delle persone. Inoltre sapeva che dopo il rientro dal Paese estero sarebbe dovuta restare a casa per quarantena fiduciaria. Periodo che avrebbe inevitabilmente impedito la ripresa, per almeno 14 giorni, della prestazione lavorativa.
l Tribunale di Trento ha ritenuto il licenziamento valido. Infatti, evidenziano i giudici, al momento della partenza per il Paese estero, la dipendente era consapevole che al suo rientro non avrebbe potuto riprendere immediatamente servizio, in quanto avrebbe dovuto seguire l’obbligo di restare in quarantena fiduciaria per chi rientrava dall'estero.
Poiché la dipendente ha seguito una condotta negligente, la stessa si era messa in maniera consapevole in una situazione di impossibilità di riprendere il lavoro alla fine delle ferie. Pertanto, la sua assenza risultava priva di giustificazione. Difatti, sottolinea il tribunale, il comportamento della lavoratrice non può considerarsi limitativo del diritto di fruire liberamente del periodo di ferie previsto dalla legge. Questo perché le esigenze di sanità pubblica hanno imposto a tutta la popolazione sacrifici ben più gravi, come la limitazione temporanea della libertà di movimento personale e del godimento di alcuni diritti civili.
In conclusione, i giudici ritengono il licenziamento legittimo non solo nella prolungata assenza della lavoratrice ma anche nella noncuranza con la quale la dipendente ha gestito l'intera vicenda. Fonte: Edotto.com

https://www.tcnotiziario.it/Articolo/Index?settings=MGE0aTB6VDNnQkFDdVhBbURFa3FDb0IzNmtKREZoNWt5YUtreEpXMGhoMGtQUklHa2pkelBLb3NNMnhwc2IxcUhSeTZaaEpPTUliMTZuM0Jzd3k3ekJDWVQzcE95ZEZTQVFNUTBvZEExQ2JHMzBQNzltNVBUZEVIMENxdzdrbnQ=

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Re:Gr007 - Gruppo di studio di "Diritto del lavoro e politiche attive"
« Risposta #9 il: 23 Febbraio 2021, 14:42:57 »
Il tema dello smart working e' molto attuale in questo momento storico, anche se a mio avviso alcune volte si usa impropriamente il termine, tuttavia lo smart working deve rimanere ancorato al concetto di lavoro agile, altrimenti rischia di essere scambiato per telelavoro.
Oggi vi propongo un articolo di Huffingtonpost.it sul diritto alla disconnessione, concetto sul quale e' intervenuto di recente il Parlamento Europeo:

"Diritto alla disconnessione per i lavoratori da remoto: mai più email alle 9 di sera"
La giuslavorista Rosita Zucaro commenta la risoluzione approvata dal Parlamento Europeo sul diritto alla disconnessione: "Necessario con lo smart working di massa"

https://www.huffingtonpost.it/entry/diritto-alla-disconnessione-per-i-lavoratori-da-remoto-mai-piu-email-alle-9-di-sera_it_602fcfecc5b673b19b67d5f4?ref=fbpr

« Ultima modifica: 23 Febbraio 2021, 18:43:44 da MARA SPINOSA »

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Re:Gr007 - Gruppo di studio di "Diritto del lavoro e politiche attive"
« Risposta #8 il: 22 Febbraio 2021, 10:46:14 »
Buongiorno, oggi parliamo di Reddito di Cittadinanza e delle "problematiche" ancora presenti a due anni dall'avvio della misura di sostegno alla poverta' e strumento fondamentale di Politica Attiva del Lavoro.

Reddito di Cittadinanza: due anni dopo mancano ancora sette decreti attuativi
Reddito di Cittadinanza: i ritardi del Ministero del Lavoro nell'approvare i decreti attuativi previsti dalla normativa penalizzano la misura. Spesso si sente dire che il Reddito di Cittadinanza non ha funzionato in quanto i risultati ottenuti in merito al ricollocamento dei beneficiari sono stati inferiori alle attese. Si dà la colpa ai Navigator, ai Centri per l’Impiego, persino agli stessi beneficiari: quel che non si dice, però, è che da parte del Ministero del Lavoro ci sono state diverse mancanze in quanto dopo due anni dall’introduzione del Reddito di Cittadinanza non sono stati approvati tutti i decreti attuativi previsti dal decreto 4/2019 (poi convertito dalla legge 26 del 2019).
Nel dettaglio, i decreti attuativi intervengono dopo l’attività governativa e parlamentare, in quanto è con questi che vengono definiti gli aspetti pratici, burocratici e tecnici necessari per applicare e implementare le leggi. L’applicazione dei decreti attuativi è demandata ai Ministeri competenti; nel caso del Reddito di Cittadinanza, quindi, doveva essere perlopiù il Ministero del Lavoro ad occuparsene.
Dopo circa due anni dall’approvazione del decreto 4/2019 con il quale è stato introdotto il Reddito di Cittadinanza, però, mancano all’appello ancora sette decreti attuativi, di cui alcuni di vitale importanza ai fini del funzionamento della misura. Reddito di Cittadinanza: quali sono i decreti attuativi mancanti
Il percorso di riforma dei servizi pubblici per il lavoro annunciato con il Reddito di Cittadinanza, quindi, non è ancora a regime: la colpa non è dei soggetti che ne fanno parte, bensì di coloro che avrebbero dovuto implementare la norma approvando i decreti attuativi richiesti.
Prima di pensare ad un’eventuale riforma del Reddito di Cittadinanza e della politica attiva ad esso collegata, bisognerebbe procedere alla piena attuazione della norma approvando tutti i decreti attesi da circa due anni.
Una situazione di cui il nuovo Ministro del Lavoro dovrà prendere atto, riprendendo il lavoro laddove lasciato dal suo predecessore. Sono diversi, infatti, i decreti attuativi ancora mancanti.
Il Comitato tecnico scientifico
Ad esempio, non è ancora operativo il Comitato tecnico scientifico che avrebbe dovuto valutare l’efficacia del Reddito di Cittadinanza, come previsto dall’articolo 10, comma I bis, del decreto 4/2019. Un provvedimento per cui, secondo quanto spiegato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, è stato predisposto lo schema di decreto che tuttavia non è stato ancora condiviso con gli Uffici di diretta collaborazione. Non esiste, quindi, un organo preposto in grado di rispondere alla domanda su qual è stato l’effetto del Reddito di Cittadinanza, in quanto non esistono valutazioni e non si hanno notizie in merito alla loro preparazione.
Il Comitato di regia
Ma non è il solo a mancare all’appello: non sono state ancora approvate, infatti, le modalità operative della Cabina di regia costituita al fine di agevolare l’attuazione del Reddito di Cittadinanza. In realtà, su questo decreto attuativo l’iter dovrebbe essere ormai vicino a conclusione: sono state, infatti, acquisite le designazioni da parte degli Organismi competenti e la composizione della cabina di regia è già stata definita con il decreto del Ministero del Lavoro 134/2019.
Le modalità di erogazione del RdC che comunque ha impedito - ad oggi - di stabilire quali sono le modalità di erogazione del Reddito di Cittadinanza suddiviso per ogni singolo componente maggiorenne.
Il Patto di Lavoro
E ancora: mancano gli “indirizzi e i modelli nazionali” per la redazione del Patto per il Lavoro (articolo 4, comma 7). I Centri per l’Impiego, infatti, ancora oggi fanno firmare il Patto di Servizio come predisposto dal d.lgs 150/2015 ai beneficiari del RdC sottoposti alla condizionalità. Non esiste, quindi, quello che negli intenti del legislatore sarebbe dovuto essere il documento con cui si dà ufficialmente avvio al percorso di ricollocamento. E ciò ha ripercussioni anche sulla cosiddetta offerta di lavoro congrua.
Sgravi contributivi per chi assume un beneficiario del RdC
Mancano anche le “Modalità di determinazione della contribuzione versata all’INPS dal Fondo di solidarietà per il lavoro in somministrazione, per i periodi non coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa” e - ben più grave - anche quello concernente le modalità di accesso al credito di imposta che viene riconosciuto al datore di lavoro che assume beneficiari del Reddito di Cittadinanza. Ad oggi, quindi, i datori di lavoro non hanno indicazione rispetto a come fare per beneficiare degli sgravi previsti per le assunzioni dei percettori del RdC. Non ci sono modalità operative per beneficiare del cosiddetto “anticipo del Reddito di Cittadinanza” per quei percettori che - entro i primi 12mesi di fruizione del RdC - avviano un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale. A questi, infatti, la legge riconosce un’indennità una tantum addizionale pari a sei mensilità del RdC (nel limite di 780 euro).
Fonte: Money.it (16 2 2021) https://www.money.it/Reddito-Cittadinanza-due-anni-dopo-mancano-sette-decreti-attuativi

« Ultima modifica: 22 Febbraio 2021, 12:43:48 da MARA SPINOSA »

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Re:Gr007 - Gruppo di studio di "Diritto del lavoro e politiche attive"
« Risposta #7 il: 21 Febbraio 2021, 00:00:03 »
Il datore di lavoro può chiedere ai dipendenti di vaccinarsi  per accedere ai luoghi di lavoro e svolgere determinate mansioni?

E ancora, può chiedere al medico competente i nominativi dei dipendenti vaccinati contro il covid-19?

Una prima risposta è provenuta dal Tribunale di Messina, il quale recentemente si è pronunciato sul tema dichiarando illegittimo l'obbligo di vaccinazione in ambito sanitario ( si rinvia al link per la sentenza (http://bit.ly/3uhpigD).

Sullo stesso tema e alle stesse domande ha risposto anche  il Garante per la privacy pubblicando delle FAQ.

L'autorità vigilante ha spiegato che il datore di lavoro non può acquisire, neanche con il consenso del dipendete e  tramite il medico competente, i nominativi del personale vaccinato o la copia delle certificazioni vaccinali. Ciò non è consentito dalla disciplina in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ma nemmeno dalle disposizioni relative all’emergenza sanitaria.

Il consenso del dipendente non può costituire una condizione di liceità del trattamento. Il datore di lavoro può invece acquisire, in base al quadro normativo vigente, i soli giudizi di inidoneità alla mansione specifica redatti dal medico competente.

Fonte: Lavorosi.it
« Ultima modifica: 21 Febbraio 2021, 00:03:09 da MARA SPINOSA »

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Re:Gr007 - Gruppo di studio di "Diritto del lavoro e politiche attive"
« Risposta #6 il: 20 Febbraio 2021, 00:35:58 »
Min. Lavoro – Decreto 22 gennaio 2021 : Fondo Nuove Competenze prorogato al 30.06.2021

È stato pubblicato il Decreto del 22 gennaio 2021 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze che, modificando il precedente Decreto del 9 ottobre 2020, regola i termini e le modalità di accesso al Fondo Nuove Competenze istituito dal D.L. n. 34/2020 (art. 88, comma 1), convertito con modificazioni in L. n. 77/2020 e successivamente integrato dal D.L. n. 104/2020.

Il Fondo Nuove Competenze è uno strumento inedito in quanto, puntando sulla formazione e riqualificazione delle risorse, ha una connotazione fortemente attiva e si pone quale misura alternativa alla Cassa Integrazione, con benefici quindi sia per i datori di lavoro sia per i lavoratori.

Mediante accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro, il Fondo Nuove Competenze consente di ottenere il finanziamento di percorsi formativi finalizzati al soddisfacimento di nuovi fabbisogni dei datori di lavoro, in ragione dell’introduzione di innovazioni organizzative, tecnologiche, di processo in risposta alle mutate esigenze produttive dell’impresa o, in alternativa, alla creazione di veri e propri percorsi di politica attiva per lo sviluppo di nuove competenze e l’incremento dell’occupabilità dei lavoratori in vista di processi di mobilità e ricollocazione.

La dotazione del Fondo è stata ampliata dai 230 milioni di euro iniziali agli attuali 730 milioni di euro.

Con il Decreto del 22 gennaio 2021 sarà possibile sottoscrivere gli accordi collettivi e inoltrare le domande sino al 30 giugno 2021. Il termine è da considerarsi perentorio per questo le intese andranno concluse con largo anticipo rispetto alla scadenza.

Sulla stesura degli accordi collettivi, l’ ANPAL ha confermato la possibilità che le intese possano assumere efficacia “ erga omnes “ anche se stipulate da una singola organizzazione sindacale, purché maggiormente rappresentativa a livello aziendale. La responsabilità sul possesso effettivo del requisito di maggiore rappresentatività resta comunque in capo all’azienda e all’organizzazione stessa che sottoscrive l’accordo collettivo.

Per quanto riguarda la redazione degli accordi, restano grosso modo invariati i requisiti richiesti per l'accesso al Fondo Nuove Competenze. Gli accordi devono contenere:

1. Numero di lavoratori coinvolti;
2. Numero di ore da destinare alla formazione per ciascun lavoratore nel limite delle 250 ore;
3. Fabbisogni del datore di lavoro in termini di nuove o maggiori competenze.

Destinatari degli interventi possono essere tutti i lavoratori dipendenti a prescindere dall’inquadramento contrattuale . Il Fondo Nuove Competenze rimborsa il costo del lavoro dei lavoratori impegnati nei progetti e copre la retribuzione comprensiva dei contributi previdenziali e assistenziali. Sono esclusi dal rimborso i ratei delle mensilità aggiuntive, del TFR o dei premi di produzione.

Per ogni altro approfondimento, l’ ANPAL ha predisposto delle Frequently Asked Question ( FAQ ) periodicamente aggiornate, riguardanti la presentazione domanda ; il progetto formativo e soggetti erogatori e i  Costi finanziati. L'ultimo aggiornamento risale al 29 gennaio.

Fonte : Min. Lavoro

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« Risposta #5 il: 18 Febbraio 2021, 11:37:33 »
Cod606 - Lezione individuale (1 ora) in data/orario da concordare (Spinosa)



https://formazione.omniavis.com/courses/cod606
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Dott. Simone Chiarelli - simone.chiarelli@gmail.com - tel. 3337663638
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Re:Gr007 - Gruppo di studio di "Diritto del lavoro e politiche attive"
« Risposta #4 il: 18 Febbraio 2021, 09:13:33 »
Buongiorno, vi riporto di seguito un link interessante, avremo modo di approfondire nel gruppo di studio le diverse leggi di politiche attive del lavoro regionali
https://www.ansa.it/umbria/notizie/la_giunta_informa/2021/02/17/regione-giunta-approva-riforma-mercato-del-lavoro_dfed4532-4977-4c3e-a5ef-fe45733cd515.html

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« Risposta #3 il: 17 Febbraio 2021, 09:59:54 »
Buongiorno, appena completato il gruppo di studio potremo valutare, in base alle esigenze unanime di tutti gli iscritti, ed eccezionalmente, eventuali cambi di calendarizzazione degli incontri e degli argomenti
« Ultima modifica: 17 Febbraio 2021, 17:04:21 da MARA SPINOSA »

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« Risposta #2 il: 15 Febbraio 2021, 10:43:18 »
Buongiorno, allego il mio curriculum vitae

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« Risposta #1 il: 12 Febbraio 2021, 11:43:38 »
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Supervisore: dott. Simone Chiarelli

Coordinatrice: dott.ssa Mara Spinosa
Contatto: niara72@hotmail.com

Giorno di riunione: Venerdì ore 17:00

Programma:
1. Principi del diritto del lavoro, principali forme di rapporto di lavoro e riferimenti normativi (leggi in materia di lavoro ed evoluzione normativa)
2. Contratti flessibili e speciali, focus su somministrazione di lavoro e contratto a tempo determinato, il Jobs Act e il Decreto Dignità
3. La prestazione di lavoro: assunzione, diritti e doveri delle parti, svolgimento dell’attività lavorativa, la retribuzione
4. La cessazione del rapporto di lavoro (dall’art. 18 al Jobs Act) e le politiche passive del lavoro
5. Politiche Attive del Lavoro europee, nazionali e regionali e glossario definizioni del Mercato del Lavoro
6. I servizi per l’impiego, il ruolo dei CpI e dei soggetti della rete pubblico/privata dei servizi per il lavoro, i LEP (D.Lgs. 150/2015)
7. Lo stato occupazionale e la DID, il Patto di Servizio personalizzato e il Patto per il Lavoro, la SAP
8. Il Reddito di Cittadinanza e l’Assegno di Ricollocazione
9. Altri interventi di politiche attive del lavoro: art. 16 L. 56/1987, collocamento mirato, Tirocinio, Garanzia Giovani, Incentivi all’occupazione
10. Aggiornamenti normativi di diritto del lavoro e PAL legati all’emergenza COVID-19 e nuovi scenari di intervento

ISCRIZIONE AL GRUPPO: https://formazione.omniavis.com/courses/gr007

REGOLAMENTO DEI GRUPPI: http://www.omniavis.it/web/forum/index.php/topic,57794.0.html
« Ultima modifica: 25 Febbraio 2021, 05:48:15 da Simone Chiarelli »
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