Autore Topic: Procedimento disciplinare  (Letto 1103 volte)

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Offline zitello

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Re:Procedimento disciplinare
« Risposta #4 il: 08 Marzo 2021, 08:03:09 »
Se invece il dipendente viene assolto nel processo disciplinare, l'intero fatto va totalmente dimenticato come nel segreto confessionale. Altrimenti basta un'accusa pure strampalata e in malafede per giustificare l'emarginazione in tutte le componenti discrezionali del rapporto di lavoro.

Offline Colantonio Gabriele

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Re:Procedimento disciplinare
« Risposta #3 il: 21 Febbraio 2021, 09:22:35 »
In merito al tema trattato da Vincenzo e alla recente sentenza 3659 2021 ricordo che io stesso sto organizzando un gruppo di studio che tratter√  trasversalmente tutte le materie nel pubblico impiego in particolar modo in riferimento alle responsabilit√ 
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php/topic,57831.0.html

Offline Colantonio Gabriele

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Re:Procedimento disciplinare
« Risposta #2 il: 21 Febbraio 2021, 09:20:52 »
Grazie Vincenzo mi permetto di consigliare il suo gruppo di studio http://www.omniavis.it/web/forum/index.php/topic,57824.0.html

Offline Vincenzo Giangreco

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Procedimento disciplinare
« Risposta #1 il: 15 Febbraio 2021, 10:02:03 »
Procedimento disciplinare, l'assoluzione penale del dipendente non ne impedisce il licenziamento

√ą legittimo il licenziamento del dipendente del Comune che accetta regalie, considerate da lui d'uso e quindi lecite, per velocizzare gli atti. Si tratta, infatti, di un comportamento di gravit√† tale da impedire la prosecuzione del rapporto di lavoro. La sanzione disciplinare scatta, inoltre, a prescindere dall'esito del processo penale instaurato per il medesimo fatto. Il potere disciplinare del datore di lavoro pu√≤ esercitarsi indipendentemente dalla configurabilit√† dell'azione come reato. A dirlo √® la Cassazione con la sentenza n. 3659/2021.
Tutto nasce da un servizio di "Striscia la Notizia", che riprendeva attraverso una videocamera un funzionario amministrativo di Roma capitale, addetto allo sportello dei Cimiteri capitolini, il quale chiedeva ai cittadini che presentavano denuncia di morte, in diverse occasioni, 5 euro per ottenere pi√Ļ velocemente il relativo e gratuito certificato. La vicenda non passava inosservata e si apriva nei confronti del dipendente sia un procedimento penale per il reato di corruzione, sia un procedimento disciplinare. Sul versante penale, la vicenda si √® conclusa con una assoluzione, sostanzialmente perch√© non c'era stata una esauriente indagine volta a corroborare l'accusa di corruzione; il versante disciplinare, invece, si √® concluso con un licenziamento senza preavviso.

Di qui la vicenda √® passata al vaglio dei giudici i quali, sia in primo che in secondo grado, hanno confermato la bont√† della massima sanzione disciplinare. In particolare, la Corte d'appello ha ritenuto il licenziamento proporzionato alla gravit√† dei fatti contestati, anche considerando che il codice di comportamento adottato dalla giunta capitolina vietava l'accettazione di regali o altre utilit√† di modico valore se ¬ęnon d'uso¬Ľ e se collegati a una pratica amministrativa.

La questione è passata così all'esame della Corte di cassazione, dinanzi alla quale il dipendente licenziato ha contestato la sproporzione della sanzione inflittagli, nonché il fatto che i giudici non avessero preso in considerazione l'assoluzione in sede penale. I giudici di legittimità hanno rigettato però il ricorso, ritenendo impeccabile la decisione impugnata e cogliendo l'occasione per sottolineare l'autonomia del procedimento disciplinare dal processo penale.

In primo luogo, la Suprema corte ha confermato che il licenziamento ben pu√≤ essere irrogato quando c'√® una violazione del codice disciplinare tale ¬ęda non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro¬Ľ. E nel caso di specie, si √® trattato di una violazione di un obbligo espresso, ovvero quello ¬ędi non ricevere regali o denaro in ragione dell'assolvimento di compiti d'ufficio¬Ľ; violazione che ha leso gravemente l'immagine dell'amministrazione ¬ędeterminando una irreparabile lesione del rapporto di fiducia con il datore di lavoro¬Ľ.

In secondo luogo, i giudici di legittimit√† hanno precisato che l'assoluzione nel processo penale ha riguardato il fatto corruttivo, ¬ęma non ha certo escluso il fatto materiale costituito dalla ricezione da privati, nell'esercizio delle funzioni, di somme di denaro¬Ľ. Tanto basta a fondare una valutazione in sede disciplinare. Difatti, ricorda il Collegio, nell'ambito dei rapporti tra procedimento penale e procedimento disciplinare, il giudicato penale non preclude ¬ęuna rinnovata valutazione dei fatti accertati, ¬ęattesa la diversit√† dei presupposti e delle rispettive responsabilit√†¬Ľ, fermo soltanto il limite dell'immutabilit√† dell'accertamento dei fatti nella loro materialit√†. Ci√≤ significa, che stante la ricostruzione dell'episodio come risultante dal procedimento penale, anche in caso di assoluzione questo pu√≤ essere valutato e posto a fondamento di un provvedimento disciplinare.

Il procedimento disciplinare, infatti, non è posto a tutela di interessi della collettività, né assolve alla funzione propria della pena. Esso intende tutelare l'interesse del datore di lavoro al corretto adempimento della prestazione lavorativa, sicché l'accertata circostanza di ricevere denaro in occasione delle proprie funzioni integra un inadempimento di tale prestazione che, data la sua gravità, giustifica il licenziamento.