Visualizza post

Questa sezione ti permette di visualizzare tutti i post inviati da questo utente. N.B: puoi vedere solo i post relativi alle aree dove hai l'accesso.


Post - Adri

Pagine: [1]
1
Piemonte / Re:arrotino itinerante
« il: 30 Settembre 2020, 09:58:27 »
Buongiorno,
come è inquadrabile l'attività dell'arrotino itinerante che utilizza mola elettrica su veicolo e come è disciplinato? grazie
"Donne ... è arrivato l'Artigiano itinerante ... libero senza adempimenti"

quindi nulla, nemmeno iscrizione CCIAA?

2
e relativamente all'utilizzo di strumenti elettrici (mola), alcuna formalità è comunque richiesta?

3
Piemonte / arrotino itinerante
« il: 24 Settembre 2020, 16:45:16 »
Buongiorno,
come è inquadrabile l'attività dell'arrotino itinerante che utilizza mola elettrica su veicolo e come è disciplinato? grazie

4
Buongiorno a tutti,
esistono giuridicamente tutele reali nei confronti di persone senza fissa dimora che 'dimorano' appunto in luoghi di fortuna, come baracche ovviamente abusive (su suolo pubblico o privato occupato senza averne titolo) o su veicoli insistenti su suolo pubblico, relativamente ai concetti di domicilio o privata dimora? mi riferisco ad esempio alla rivendicazione del diritto a dimorarvi od alla proprietà dei beni ivi contenuti...grazie

5
Certo. La violazione delle norme può essere effettuata anche da attività abusive. Gli illeciti si sommano.
Un soggetto privo di patente che parcheggia in divieto di sosta risponde dei due illeciti ... idem per il commercio

Chi sostiene il contrario, per quanto riguarda il commercio, afferma che i precetti imposti dalla legge (ad es. il D.lvo 114/98) ad un'attivit√† commerciale per l'esercizio della medesima, lo sono in virt√Ļ di un titolo autorizzativo ed in mancanza di questo, i precetti perdono di significato. grazie

6
Buongiorno,
chiedo se √® legittima la contestazione di violazioni amministrative qualsiasi relative alle modalit√† di esercizio del commercio (diversa dalla mancanza di documentazione, ovviamente), quando l'attivit√† commerciale stessa √® abusiva. Ad esempio, banalmente, la mancata indicazione dei prezzi sulla merce esposta al pubblico o  violazioni alle norme igienico/sanitarie, oppure, il mancato obbligo di chiusura imposto dai decreti COVID per negozi o commercio su area pubblica completamente abusivi perch√® senza autorizzazione ed iscrizione camera commercio. Possibilmente argomentando con riferimenti normativi, grazie 1000

7
Per ovviare a tutta le pastoie burocratiche sulla privacy, con le ovvie conseguenze che hai premesso, ipotizzi, argomentando dovutamente, la commissione del reato di abbandono di rifiuti a carico di ignoti, e non metti nessun cartello informativo muovendoti in ambito giudiziario...

8
scusate, torno sull'argomento... potrei avere riferimenti normativi e/o gurisprudenzali a riguardo dell'accertamento di violazioni amm.ve su fatti riferiti, o il tutto si deduce da un'interpretazione dell'art. 13 L.689? e poi... se la violazione prevede il sequestro amm.vo finalizzato alla confisca delle cose, ma essendo trascorsa la flagranza, queste non sono pi√Ļ disponibili o cmq quantificabili? 
grazie


è un argomento controverso, sul quale esiste anche giurisprudenza contraddittoria: la legittimità di un accertamento violazione amministrativa su un fatto illecito riferito da una terza parte, qualificata o meno.
Il caso pratico.   Il personale "addetto al controllo e vigilanza" (bagnini e responsabili dell'impianto) delle piscine comunali richiedono l'intervento della Polizia Locale a fronte del comportamento scorretto dell'utenza. Tale comportamento scorretto costituisce violazione delle norme del regolamento comunale delle piscine, ma quando la pattuglia interviene, ovviamente, non vengono riscontrati illeciti. Tra l'altro, il regolamento prevede una sorta di DASPO a seguito di due contestazioni nell'arco di 12 mesi.
E' legittima la contestazione di accertamento violazione al suddetto regolamento da parte degli agenti a seguito di formale ricezione informazioni, ex art. 13 L.689/81, dal personale addetto alla sorveglianza, in questo caso soggetto incaricato di pubblico servizio?

In questi casi la "testimonianza" degli addetti al controllo e vigilanza è una testimonianza qualificata anche se non pienprobante.
Quindi per costituire fonte di accertamento ai fini sanzionatori deve essere corroborata da altri elementi quali ad esempio:
- dichiarazioni dei responsabili
- altre testimonianze di terzi
- pluralità di testimonianze

In sintesi: se è solo il bangino che riferisce di illeciti NON PROCEDEREI alla verbalizzazione. Sarebbe attaccabile.
Se sono due bagnini, bagnino e direttore, bagnino ed un testimone ... vi sono elementi per procedere a condizione che la descrizione dei testimoni sia chiara, puntuale ed inequivoca.

9
Commercio AAPP (aree pubbliche) / Re:vendita Cannabis Sativa
« il: 03 Aprile 2019, 17:31:48 »

[/quote]

E' un prodotto NON ALIMENTARE. Se il banco è riservato alla vendita alimentare NON può venderlo se non variando la tipologia. Altrimenti può venderlo liberamente.
[/quote]

Certo, per la questione alimentari/non alimentari non ci sono problemi, ma se a richierderlo fosse un NON alimentari, non ci sarebbero altri vincoli, quindi...
e l'eventuale  mancato rispetto della vendita ai maggiorenni come sarebbe sanzionato?
ed ancora, i diversi usi (alimentare, da combustione, etc...) come sono disciplinati?
grazie

10
Commercio AAPP (aree pubbliche) / vendita Cannabis Sativa
« il: 02 Aprile 2019, 10:48:47 »
Buongiorno,
come va inquadrata la vendita su area pubblica (mercatale) di Cannabis Sativa 'legale', in particolare  su banco di frutta e verdura? Le indicazioni sulla confezione del prodotto, tra l'altro, informano che: "...√® da intendersi come prodotto tecnico per ricerca e da collezione, ornamentale o da profumo per ambiente e comunque tra quelli previsti dall'art. 2 L.242/16 ed esclusi dal DPR 309/90... Non √® un prodotto alimentare, medicinale da combustione, inalazione o ingestione..."
Grazie

11
scusate, m'inserisco.... e nel caso in cui venga aperto un 'luogo sensibile', successivamente all'installazione regolare di apparecchi presso PE?

12
buongiorno, nel caso di attività di autoriparazioni totalmente abusiva che accumula parti di veicoli, ricambi usati e soprattutto olio esausto, la contestazione del reato di gestione (stoccaggio ed eventuale smaltimento) di rifiuti pericolosi non autorizzato può concorrere con la violazione amministrativa della mancata tenuta del registro di carico e scarico di cui agli artt. 190 e 258 dl testo unico ambiente? grazie

13
Sale giochi e ludopatia / Re:pseudo bar all'interno di sala giochi
« il: 07 Settembre 2018, 15:42:22 »
In via generale, sono del parere che la gratuità implichi la NON costituzione di un esercizio di somm.ne. Se non c'è corresponsione di un prezzo non è commercio. Tuttavia, sul caso specifico, si potrebbe aggiungere che la somm.ne di bevande rappresenti una sorta di "all inclusive" che l'imprenditore offre al cliente che usufruisce delle macchinette. Quindi, da questo punto di vista, il cliente non paga le bevande a parte ma le paga in quanto comprese nel prezzo che paga quando gioca, ergo: occorre la SCIA per la somm.ne non prevalente legata ad attività principale (la vecchia tipologia C)

Da un punto di vista igienico sanitario, al contrario, ci sono elementi per aderire subito all'interpretazione pi√Ļ restrittiva per la quale ci√≤ che √® determinante per l'applicabilit√† della normativa √® la messa a disposizione di alimenti e bevande a terzi da parte di un soggetto imprenditoriale, durante l'esercizio dell'attivit√†, questo a prescindere dal fatto che il cliente paghi direttamente la bevanda o sia compresa nella prestazione complessiva.
Ci√≤ √® corroborato dalle definizioni del c.d. "pacchetto igiene" di cui al Reg. CE 178/2002. All'art. 3 di tale reg. si legge: ¬ęimmissione sul mercato¬Ľ, la detenzione di alimenti o mangimi a scopo di vendita, comprese l'offerta di vendita o ogni altra forma, gratuita o a pagamento, di cessione, nonch√© la vendita stessa, la distribuzione e le altre forme di cessione propriamente detta;

esatto, di fatto è un servizio offerto per motivi concorrenziali, considerata la massiccia presenza di sale in alcune zone di Torino...
grazie per l'ottima argomentazione, come al solito

14
Sale giochi e ludopatia / Re:pseudo bar all'interno di sala giochi
« il: 06 Settembre 2018, 12:57:55 »
√ą e deve restare somministrazione asserviita ai clienti della sala come attivit√  accessoria e non prevalente rispetto a quella prevalente di sala giochi. I Monopoli hanno  previsto delle ‚Äúprescrizioni‚ÄĚ su tale forma di attivit√  nel d.d. 27.7.2011. Vedi anche la risoluzione  del MISE  reperibile in

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/attachments/article/2032716/52705sommalibev(2).pdf

certo, ma il caso, piuttosto diffuso dalle mie parti, riguarda il mettere a disposizione dei clienti della sala giochi (quindi no servizio assistito) bevande varie delle quali l'unica preparata dal personale della sala giochi è il caffè, a titolo gratuito ammesso che non si provi il contrario (quindi no vendita), senza alcuna autorizzazione ed ovviamente emissione di scontrino.
Pertanto, mi chiedo se è lecito "offrire" gratuitamente bevande/alimenti all'interno di una sala giochi. E poi, l'aspetto igienico-sanitario?

15
Sale giochi e ludopatia / pseudo bar all'interno di sala giochi
« il: 04 Settembre 2018, 22:22:20 »
In una sala giochi, la messa a disposizione dei 'giocatori' di bevande varie come il caffè, birre e bibite, con tanto di bancone e macchinetta del caffè tipici dei bar, ma senza servizio assistito (le consumazioni vengono consegnate al bancone) ed a titolo gratuito, come viene inquadrata? grazie

16
bene, grazie

17
è un argomento controverso, sul quale esiste anche giurisprudenza contraddittoria: la legittimità di un accertamento violazione amministrativa su un fatto illecito riferito da una terza parte, qualificata o meno.
Il caso pratico.   Il personale "addetto al controllo e vigilanza" (bagnini e responsabili dell'impianto) delle piscine comunali richiedono l'intervento della Polizia Locale a fronte del comportamento scorretto dell'utenza. Tale comportamento scorretto costituisce violazione delle norme del regolamento comunale delle piscine, ma quando la pattuglia interviene, ovviamente, non vengono riscontrati illeciti. Tra l'altro, il regolamento prevede una sorta di DASPO a seguito di due contestazioni nell'arco di 12 mesi.
E' legittima la contestazione di accertamento violazione al suddetto regolamento da parte degli agenti a seguito di formale ricezione informazioni, ex art. 13 L.689/81, dal personale addetto alla sorveglianza, in questo caso soggetto incaricato di pubblico servizio?

18
Nella fattispecie mi riferisco al contenuto dei freezer, per lo pi√Ļ, di molti "alimentari etnici" o ristoranti "orientali", dove vengono acquistati alimenti in grandi confezioni dalle quali attingono poi poco per volta. Nei migliori dei casi tali alimenti vengono conservati in sacchi/sacchetti richiusi (se e quando chiusi) con un nodo, altrimenti alla rinfusa senza alcuna protezione. per far entrare pi√Ļ alimenti possibile, in genere viene eliminata la confezione principale che riporta l'etichetta, per cui non sono nemmeno rilevabili tutte le relative informazioni: natura del prodotto, provenienza, date di produzione e scadenza, etc...
Grazie!


[/quote]


Da quanto descritto entrambe le situazioni NON APPAIONO CONFORMI ai principi della normativa in materia anche se il primo potrebbe risultare idoneo in relazione a specifici prodotti o modalità di attingimento dalla confezione).
[/quote]

19
Buongiorno,
le seguenti situazioni violano le norme sulle condizioni di conservazione degli alimenti?:

1. prodotti alimentari conservati da esercenti il commercio/la somministrazione, all'interno di frigo-congelatori una volta aperta la confezione (consistente spesso in un sacco di plastica) alla quale vi attingono poco per volta;
2. rotolo di carne per Kebab avanzato a fine giornata, riposto nel frigo-congelatore (quindi ri-congelato) sino al giorno seguente, oppure lasciato sullo spiedo da un giorno all'altro, a temperatura ambiente. grazie
Adri

20
Prevenzione incendi / shopper a contatto con alimenti deperibili
« il: 05 Giugno 2018, 10:54:11 »
Buongiorno,
nel rispetto della nuova normativa sugli shopper, quali caratteristiche devono avere i sacchetti utilizzati per contenere alimenti sfusi deperibili ed umidi, come la carne, le mozzarelle e le olive, o gastronomia in genere? per tali prodotti sono sempre stati utilizzati i sacchetti in plastica riportanti la dicitura "per alimenti" ed ora i commercianti sostengono, come anche alcune autorevoli pareri, che il materiale bio-plastico non è idoneo al contatto con tali alimenti a causa del rischio contaminazione. grazie

21
certo, ma m'interessava andare un p√≤ pi√Ļ nei dettagli del sanzionatorio.  poi, in quali casi un pubblico esercizio √® soggetto a cpi?

1.esercizio di somministrazione che ha i servizi igienici nel cortile condominiale, al quale vi si accede da una porta posta sul retro del locale. Dal cortile si può eventualmente uscire sulla pubblica via dal portone carrabile del condominio od accedere alla tromba delle scale dello stesso condominio.
Poichè i servizi igienici fanno parte dell'esercizio ... tale situazione fa venir meno i requisiti sdi sorvegliabilità

2. per raggiungere la porta sul retro mediante la quale si accede al cortile, si deve attraversare necessariamente la saletta ove sono poste le Slot. questa saletta in alcuni casi viene predisposta come sala fumatori, in altri no. caso analogo in cui comunque per raggiungere i servizi igienici è necessario attraversare la sala fumatori.
NON va bene

3. la sala fumatori non è sparata dagli altri locali dell'esercizio da una porta o cmq se c'è, non si chiude automaticamente, rimanendo spesso aperta.
Irregolare

4. la saletta riservata alle slot viene chiusa a chiave negli orari in cui è vietato l'utilizzo delle macchinette.
OK, va bene se ciò non determina situazioni di pericolo (es. ostruzione per vie d'esodo)

5. il pubblico esercizio, diciamo un pub ove viene anche fatta musica dal vivo (senza sovrapprezzo o strutture fisse dedicate all'intrattenimento) in un'ampia sala al piano interrato, non ha uscite di sicurezza.
NON è detto che occorrano se non è soggetta a cpi

22
buongiorno a tutti,
sperando di non fare confusione mettendo insieme pi√Ļ casistiche, chiedo chiarimenti, procedura sanzionatoria (sanzioni, autorit√† competente e proventi) per le seguenti situazioni:
1.esercizio di somministrazione che ha i servizi igienici nel cortile condominiale, al quale vi si accede da una porta posta sul retro del locale. Dal cortile si può eventualmente uscire sulla pubblica via dal portone carrabile del condominio od accedere alla tromba delle scale dello stesso condominio.
2. per raggiungere la porta sul retro mediante la quale si accede al cortile, si deve attraversare necessariamente la saletta ove sono poste le Slot. questa saletta in alcuni casi viene predisposta come sala fumatori, in altri no. caso analogo in cui comunque per raggiungere i servizi igienici è necessario attraversare la sala fumatori.
3. la sala fumatori non è sparata dagli altri locali dell'esercizio da una porta o cmq se c'è, non si chiude automaticamente, rimanendo spesso aperta.
4. la saletta riservata alle slot viene chiusa a chiave negli orari in cui è vietato l'utilizzo delle macchinette.
5. il pubblico esercizio, diciamo un pub ove viene anche fatta musica dal vivo (senza sovrapprezzo o strutture fisse dedicate all'intrattenimento) in un'ampia sala al piano interrato, non ha uscite di sicurezza.

Spero di essermi spiegato.... grazie
Adry

23
Sale giochi e ludopatia / Re:trasgressore e coobbligato
« il: 18 Marzo 2018, 13:56:31 »
Nella realtà dei fatti, i noleggiatori spesso effettuano anche una sorta di consulenza nei confronti degli esercenti, spingendoli all'installazione degli apparecchi, ben consapevoli della violazione della norma, proponendo l'assistenza legale per gli eventuali ricorsi e forti del fatto di non essere chiamati in causa nella conseguente controversia.... insomma: sono proprietari della cosa utilizzata per commettere la violazione, sono spesso consapevoli della violazione, noleggiano e consegnano gli apparecchi nel posto in cui vengono utilizzati, ne traggono vantaggio economico...mi sembra assurdo non considerarli coobbligati. Aggiungerei che la L.R. Piemonte 9/16, letteralmente cita: "è vietata l'installazione....", senza specificarne esattamente il soggetto per cui a mio avviso ci sarebbe, per assurdo, da discutere chi è colui che "installa"

la violazione sul mancato rispetto delle distanze minime da "luoghi sensibili" per l'installazione di apparecchi da gioco di cui all'art. 110 c.6-7 TULPS, prevista da varie leggi regionali, è imputabile al titolare/gestore del locale che li installa, ritenendolo quindi il trasgressore.
E' corretto considerare, quale obbligato in solido della violazione, il proprietario degli apparecchi (cosa utilizzata per commettere la violazione) che glieli affitta con regolare contratto e che ne trae quindi vantaggio economico?
grazie

NO,
mentre si può ritenere che il PROPRIETARIO DELL'IMMOBILE utilizzato per svolgere attività "illecita" sia obbligato in solido in quanto, UTI DOMINUS, conserva poteri di disponibilità del bene ... salva la possibilità di dimostrare che l'uso è avvenuto contro la sua volontà ... nel caso di NOLEGGIO/LOCAZIONE di BENI MOBILI questo potere viene meno.
Il locatore non è tenuto a conoscere se il titolare utilizzerà i beni per sostituire apparecchi esistenti, metterne nuovi, se l'immobile è a distanze legali ecc... A MIO AVVISO manca il legame che la L. 689 impone al proprietario al fine di "collaborare" ad evitare la commissione di illeciti.


*************************
Legge 24 novembre 1981, n. 689
Modifiche al sistema penale

Art. 6. Solidarietà

Il proprietario della cosa che servi o fu destinata a commettere la violazione o, in sua vece, l'usufruttuario o, se trattasi di bene immobile, il titolare di un diritto personale di godimento, è obbligato in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta se non prova che la cosa è stata utilizzata contro la sua volontà.

Se la violazione è commessa da persona capace di intendere e di volere ma soggetta all'altrui autorità, direzione o vigilanza, la persona rivestita dell'autorità o incaricata della direzione o della vigilanza è obbligata in solido con l'autore della violazione ai pagamento delle somme da questo dovuta, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto.

Se la violazione è commessa dal rappresentante o dal dipendente di una persona giuridica o di un ente privo di personalità giuridica o, comunque, di un imprenditore nell'esercizio delle proprie funzioni o incombenze, la persona giuridica o l'ente o l'imprenditore è obbligato in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta.

Nei casi previsti dai commi precedenti chi ha pagato ha diritto di regresso per l'intero nei confronti dell'autore della violazione.

24
Sale giochi e ludopatia / trasgressore e coobbligato
« il: 16 Marzo 2018, 18:15:16 »
la violazione sul mancato rispetto delle distanze minime da "luoghi sensibili" per l'installazione di apparecchi da gioco di cui all'art. 110 c.6-7 TULPS, prevista da varie leggi regionali, è imputabile al titolare/gestore del locale che li installa, ritenendolo quindi il trasgressore.
E' corretto considerare, quale obbligato in solido della violazione, il proprietario degli apparecchi (cosa utilizzata per commettere la violazione) che glieli affitta con regolare contratto e che ne trae quindi vantaggio economico?
grazie

Pagine: [1]