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Post - Brunoanto

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Egregio Dottore,
 devo sospendere un'autorizzazione tipo B ai sensi dell'art. 29 comma 3 D.lgs. 114/98 per recidiva nella violazione.
In questo caso, considerato che è la prima volta appilcherò la sospensione per 5 giorni (decisa arbitrariamente). Pensate vada bene (considerato che la legge prevede un periodo non superiore a 20 giorni).
ho già fatto avvio del procedimento e il trasgressore non ha presentato memorie.
Dal punto di vista operativo, trattandosi di "paninaro" con negozio ambulante, per impedire che nonstante tuto continui a lavorare cosa devo fare?  Mi devo far restituire l'autorizzazione per questi 5 giorni oppure non c'è bisogno? Devo far controllare che il mezzo resti in sosta con ritiro del libretto? Devo fare comunicazione alla Camera di Commercio?
GRAZIE.

1232
Grazie Dottore.

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TAXI, NCC / liberalizzazione NCC ambulanza
« il: 23 Febbraio 2015, 18:54:58 »
Egregio Dottore,
le risulta che il DM dell'1 settembre del 2009 abbia liberalizzato le licenze NCC? O devo comunque fare un bando previa adozione di regolamento?

1234
Egregio Dottore nel mio Comune si è verificata questa situazione.
Sono il Responsabile del Settore Polizia Locale, Commercio ed AA.PP., nonchè del SUAP. Ora succede spesso che, a causa della scarsità di risorse (siamo solo due in una popolazione di quasi 6 mila abitanti) debba fare personalmente dei controlli e così sanzionare per violazione di regolamenti o comunali o leggi.
La legge 689/1981 prevede che eventuali scritti difensivi debbano essere indirizxzati al Sindaco entro trenta giorni e successivamente questi (rectius il Dirigente) debba emettere ordinanza- ingiunzione di pagamento nel caso in cui ritenga gli scritti difensivi "nno ricevibili".
Ora il mio problema è questo: nel caso in cui sia stato io a sanzionare, posso istruire la pratica (scritti difensivi ed emissione di ordinanza) in qualità di figura apicale, oppure si creerebbe incompatibilità, con per4dita della causa davanti al giudice?
Avevo suggerito al Sindaco di individuare, con proprio decreto, altro Responsabile (es del Settore Affari Generali - legale) per evitare che si crei tale situazione, ma ad oggi non mi ha ascoltato.
Considerato ceh stanno quasi pèer passare i 5 anni per l'emissione dell'ordinanza-ingiunzione di alcune sanzioni, è il caso che comunque la emetta io o che scrivi al sidaco chiedendo ufficialmente la nomina di altro Reponsabile per tali casi? Grazie per la cortesde risposta.

1235
Egregio Dottore, è arivata, in Comune, in questi giorni una richiesta che ci ha messo in crisi.
A seguito di emissione di ordinanza ex art. 9 L.n. 447/95 controparte ha chiesto la sospensione dei termini per impugnare la stessa in attesa di fare i rilievi fonometrici richiesti.
Secondo Lei è possibile sospendere i suddetti termini, concedendo più giorni per la presentazione della perizia? (tale richiesta è giustificata dal fatto che in questi giorni c'è troppo vento che influirebbe sui risultati e che comunque gli istanti non vogliono precludersi la possibilità di impugnare l'ordinanza. Das parte dell'amministrazione ove possible fare ciò non ci sarebbero problemi.Ma io ho dubbi che sui possa fare).
Grazie per la cortese risposta

1236
Egregio Dottore, ho quattro dubbi. 1- Con la liberalizzazione degli orari un p.e. puó decidere di non fare riposo settimanale ovvero di rimanere aperto tutta la settimana 24 ore su 24? 2 - qualora decida di stare chiuso ad esempio il lunedì nei giorni festivi (esempio lunedi dell'angelo) puó restare aperto? 3 - e durante una settimana festiva (esempio natale o ferragosto o pasqua) puó rimanete aperto? 4 - In questo caso ad esempio potrebbe fare una comunicazione con la quale avvisa che durante tali settimane sospenderà la chiusura settimanale per non incorrere in sanzioni?
Grazie per la cortese risposta

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EGREGIO DOTTORE, AIUTO !!!!!!!!

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Commercio al dettaglio / Vendita vino produzioner propria
« il: 12 Gennaio 2015, 12:20:16 »
Egregio Dorttore avrei bisogno di una delucidazione.
Una società (sas) che produce vino (è titolare di diversi ettari di vigneto nel Salento)  che vende in tutta italia (ed anche all'estero) mi ha presentato SCIA per la vendita dello stesso nei locali dell'azienda.
In questo caso occorrono i requisiti professionali soggettivi ed oggettivi, oppure rientra nella categoria dei produttori agricoli considerato che è "produzione propria"?

1239
Egregio Dottore, la ringrazio per le cortesi e puntuali risposte.
Dopo la trasmissione della perizia difatti abbiamo subito emesso ordinanza sindacale.
Ora il mio dubbio è sulla sanzione amministrativa perchè il perito ha concluso la relazione in questo modo.
---    alla lue di quanto esposto nei paragrafi precedenti è possibile affermare che le immissioni ascrivibili alla citata attività di diffusione musicale (denominata all’insegna  . . . . . .), sono da ritenersi, almeno per lo specifico intervallo di rilevamento, non accettabili in quanto sono stati superati i limiti di cui all’art.2 comma 3 lettera b) della legge 447/1995 e l’art. 4 del D.P.C.M. 14.11.1997 sia nella condizione “a finestra aperta” che nella condizione “a finestra chiusa” nello specifico intervallo di rilevamento. --------
L'art. 10 della legge 447/1995 prevede che:
 -------- 10. Sanzioni amministrative

1. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 650 del codice penale, chiunque non ottempera al provvedimento legittimamente adottato dall'autorità competente ai sensi dell'articolo 9, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 2.000.000 a lire 20.000.000.

2. Chiunque, nell'esercizio o nell'impiego di una sorgente fissa o mobile di emissioni sonore, supera i valori limite di emissione o di immissione di cui all'articolo 2, comma 1, lettere e) e f), fissati in conformità al disposto dell'articolo 3, comma 1, lettera a), è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 1.000.000 a lire 10.000.000.
(comma così modificato dall'art. 11 della legge 25 giugno 1999, n. 205 sulla depenalizzazione)

3. La violazione dei regolamenti di esecuzione di cui all'articolo 11 e delle disposizioni dettate in applicazione della presente legge dallo Stato, dalle regioni, dalle province e dai comuni, è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 500.000 a lire 20.000.000. -------

Il comma 2 non richiama (a fini sanzionatori) l'art. 2 comma 3 lett.B) richiamato della relazione tecnica.
Il perito mi ha spiegato che secondo lui andrebbe applicata la saznione del comma 2 art. 10 perchè con i differenzali ha rilevato i limiti differenzaili di  immissioni nell'ambiente abitativo, sanzionate appunto dal comma 2.

Ora il mio dubbio è l'applicazione del comma 2 art. 10 o comma 3 come Lei ha consigliato?
Grazie per la cortese risposta.



1240
Dottore nella precedente risposta mi ha detto che solo se si tratta di locali di pubblico spettacolo in senso stretto (sotto le 100 persone) occorre l'art. 80 TULPS. Ma allora se si tratta di un bar o di un pub (sotto le 100 persone) che davanti ad alcuni tavoli si crea una piccola area per mettere la strumentazione per suonare (senza predisposizione di area ballo o palchetto ecc e senza carattere di imprenditorialità) non serve la relazione ex art. 80 giusto?

1241
Scusi ancora dottore.
L'asseverazione del tecnico deve passare dal parere della CCVPS, oppure è sufficiente che la presenti al mio ufficio?

1242
TAXI, NCC / Re:Concessione nuove licenze NCC
« il: 15 Dicembre 2014, 18:26:10 »
Egregio Dottore, scrivo dalla Regione Puglia.
Ma non è che in questo caso è la Provincia competente a dirmi quante licenze devo rilasciare?

1243
Egregio dottore, scusi ma ho un pò di confusione.
1. per quanto riguarda l'abrogazione dell'art. 124 co. 2 mi pare di aver capito che l'intrattenimento o l'allietamento( a meno che non si tratti di ballo) anche se ripetitivo (una o due volte a settimana) non necessita di nulla, quindio sbagliano i comune che si fanno fare SCIA.
Per quanto riguarda invece l'art. 80 (per questi locali che ho io che non superano le 100 persone di capienza perchè i locali sono piccoli) lo stesso non occorre, giusto?

1244
Egregio Dottore, ho un problema.
Un bar mi ha presentato scia per attività di intrattenimento con relativa dichiarazione sostitutva dell'atto di notorietà di non superamento dei limiti di emissione rumore (ai sensi dell'art. 8, comma 5, della legge 447/1995 e ai sensi dell'art. 4, commi 1 e 2 del D.P.R. 227/2011 con la quale il legale rappresentante del P.E. dichiara:" ai sensi e per gli effetti dell'art. 47 D.P.R. 445/2000 che trattasi di attività a basa rumorosità come descritta dall'art. 4 co. 1 del D.P.R. 227/2011 con relativa dichiarazione che le emissioni sonore prodotte non saranno superiori ai valori limiti di immissioni/emissione cojnsentiti dalla normativa nazionale in materia e dal vigente regolamento comunale sulla disciplina delle attività rumorose adottando in ogni caso tutte le misure necessarie a minimizzare un'eventuale disturbo del vicinato".
Questa dichiarazione mi è stata presentata in luogo della perizia fonometrica (considerate che nekl mio comune non vi è zonizzazione acustica).
Ora, a seguito di esposto della famiglia confinante con il Bar abbiamo fatto (con tecnico nominato dal comune) perizia fionometrica e risulta che vi è inquinamento acustico.
Il mio dubbio è questo:
Avrei dovuto chiedere da subito la perizia fonometrica, considerato che si tratta di evento ripetitivo (ogni giovedì - da ottobre scorso - musica con Dj) oppure è sufficiente la predetta autodichairazione?
In questo caso in attesa della relazione del tecnico che ufficializzerà l'inquinamento acustico, posso sospendere l'attività per mancanza della perizia oppure a quesrto punto considerati i risultati della rilevazione mi conviene aspettare?

1245
TAXI, NCC / Re:Concessione nuove licenze NCC
« il: 14 Dicembre 2014, 20:31:51 »
Scusi dottore ma il piano + regolamento sulla base di quali presupposti lo devo fare? intendo dire che il numero di licenze del mio comune in passato date erano 5. Ora una è stata restituita, quindi siccome sono + di 4 posso darla (con bando).
Ma l'ulteriore numero di licenze come faccio a stabilirlo? Lo decido io?

1246
TAXI, NCC / Concessione nuove licenze NCC
« il: 13 Dicembre 2014, 09:00:43 »
Egregio Dottore,
in qualità di Responsabile SUAP del mio Comune, mi è stata restituita una licenza NCC.
Il Comune è di 5.700 abitanti circa e negli anni scorsi sono state rilasciate 5 licenze NCC.
Ora è intenzione dell'Amministrazione procedere all'assegnazione della licenza restituita e, inoltre, vorrebbe fare un nuovo bando per concedere (ove possibile) ulteriori licenze.
Come bisogna fare per aumentare il numero di licenze che ad oggi è contingentato?
Se ad esempio il Comune volesse portare dalle attuali 5 a ad esempio 10 licenze qual è la procedura da seguire?

1247
QUESTO QUELLO CHE HO CAPITO IO.
ORA VEDO UN COMPORTAMENTO CHE CAMBIA DA COMUNE IN COMUNE:
A) in alcuni comuni il tutto (intrattenimento e allietamento - non pubblico spettacolo - ) è liberalizzato, ed è sufficiente  presentare la perizia fonometrica per proseguire (purchè non si rientri nell'area imprenditoriale dell'attività.
B) altri comuni chiedono la SCIA (entro le ore 24.00 del giorno stesso) per ogni evento;
C) in altri (purchè non si tratti di eventi sporadici o occasionali) si convoca comunque la CCVPS (COME DICE DI FARE IL SUDDETO PARERE DEL MINISTERO).
A questo punto secondo LEI qual'è il comportamento giusto?
Io nel mio comune ho liberalizzato l'allietamento re l'intrattenimento, nel senso che chiedo solo perizia fonometrica ( non convoco CCVPS per art. 80 TULPS che chiedo solo per pubblico spettacolo ex art. 68 TULPS) e il P.E., ANCHE PUBBLICIZZANDO SU FACEBOOK, può liberamento fare allietamento o intrattenimento (senza ballo e senza carattere di imprenditorialità) più volte a settimana o anche con cadenza settimanale (ad esempio ogni martedì e ogni giovedì).
SECONDO LEI COME STANNO LE COSE?
HO BISOGNO DI CHIAREZZA.

1248
egregio dottore in questo settore l'incertezza regna sovrana.
riporto un passaggio del ministero interno del febbraio 2013 indirizzato alla prefettura di firenze,nel quale si legge testualmente:

"Il Ministero dell’Interno con una recente nota indirizzata alla Prefettura di Firenze, ha fornito importanti chiarimenti interpretativi su due questioni di rilevante interesse per le aziende d’intrattenimento danzante e musicale.
In particolare, le questioni trattate si riferiscono:
a) alla applicabilità o meno della S.C.I.A. (segnalazione certificata di inizio attività) al parere di agibilità (ex art. 80 del TULPS);
b) alla necessità o meno della licenza per “spettacoli di qualsiasi specie” organizzati nei pubblici esercizi di cui all’art. 86 del TULPS, a seguito della
abrogazione dell’art. 124 secondo comma, del regolamento TULPS Regio decreto n. 635/1940.
In merito alla prima problematica, il Ministero dell’interno – confermando la tesi interpretativa già sostenuta dal Silb-Fipe ritiene che vada escluso dal campo di applicazione della SCIA il parere di agibilità della commissione di vigilanza di cui all’art. 80 delTULPS, poiché il presupposto per l’applicabilità della SCIA è la
natura vincolata dell’atto autorizzativo; natura che invece non ha il parere della Commissione di Vigilanza, caratterizzato com’è da un’ampia discrezionalità tecnica commisurata a ciascuno specifico locale o impiantosoggetto a verifica.
Inoltre, a conferma di ciò, l’art. 141 lett. b) regolamento TULPS attribuisce alle suddette Commissioni il potere di “indicare le cautele ritenute necessarie sia nell’interesse dell’igiene che della prevenzione infortuni”. Una ulteriore motivazione escludente, nella fattispecie, l’operatività della SCIA è rappresentata,
secondo il Ministero, dalla circostanza che i pareri delle Commissioni di Vigilanza non hanno natura autorizzatoria (unica prevista per la SCIA) ma sono invece atti che si inseriscono nel complesso procedimento finalizzato al rilascio della licenza di agibilità o di esercizio da parte dell’amministrazione comunale.
Per quanto attiene poi alla seconda problematica – in ordine alla necessità o meno della licenza per“spettacoli di qualsiasi specie” organizzati nei pubblici esercizi di cui all’art. 86 del TULPS, a seguito della abrogazione dell’art. 124 secondo comma, del regolamento TULPS – nella nota in commento il Ministero
dell’Interno ha osservato che l’abrogazione del secondo comma dell’art. 124 del Regolamento TULPS ha semplicemente sancito a livello normativo un principio già in precedenza ricavato in sede interpretativa.
Secondo un orientamento più volte espresso in passato dal Ministero, non ogni spettacolo o intrattenimento musicale o danzante svolto in un pubblico esercizio è soggetto al regime di cui agli articoli 68, 69 e 80 del TULPS con il conseguente obbligo del parere della Commissione di vigilanza.
Devono infatti essere ritenuti esenti dal suddetto sistema autorizzatorio (esclusivamente) gli spettacoli e/o intrattenimenti musicali e danzanti allestiti occasionalmente (es. festa dell’ultimo dell’anno), sempreché rappresentino un’attività meramente complementare e accessoria rispetto a quella principale della ristorazione e della somministrazione di alimenti e bevande. Qualora invece finiscano per prevalere le caratteristiche tipiche del locale di pubblico spettacolo (ad esempio, con allestimento di apposite sale, con allestimenti scenici, con il richiamo di un pubblico più ampio di quello cui si rivolge normalmente l’attività di somministrazione, con il pagamento di un biglietto di ingresso, ecc.), così come quando l’intrattenimento e/o danzante sia previsto con cadenza saltuaria ma ricorrente (es. nei fine settimana), vanno ritenute senz’altro applicabili le suddette disposizioni del TULPS e quelle,connesse, del suo Regolamento di esecuzione, con il relativo sistema di controlli e verifiche, primo fra tutti il parere della Commissione di vigilanza.
Secondo il parere espresso dal Ministero dell’Interno nella nota in commento, una diversa interpretazione della portata abrogativa dell’art. 124, secondo comma, del Regolamento TULPS – in base alla quale si volesse ritenere esclusa la necessità delle verifiche connesse al rilascio delle licenze di agibilità nei confronti di qualsiasi iniziativa di spettacolo o intrattenimento svolta nei pubblici esercizi, indipendentemente dall’entità della stessa – determinerebbe un incomprensibile deficit di sicurezza e un altrettanto incomprensibile disparità di trattamento rispetto allo svolgimento
delle stesse attività all’aperto o all’interno dei locali pacificamente soggetti alla disciplina dell’art. 68 del TULPS, quali ad esempio discoteche e sale da ballo.
Occorre infine osservare come nella nota in commento, il Ministero ha anche inteso ribadire un’importante interpretazione dell’art. 141 del Regolamento del TULPS.
Ha difatti riaffermato come riguardo ai locali e agli impianti con capienza pari o inferiore alle 200 persone, la relazione del tecnico abilitato può sostituire esclusivamente le verifiche previste alla lettera b) e gli accertamenti di cui alle lettere c) e d) del primo comma di detto articolo, ma non anche il parere sul cosiddetto “esame progetto” relativo appunto a “progetti di nuovi teatri e di altri locali o impianti”.
Tale parere della Commissione di vigilanza non è dunque sostituibile e va reso sempre, qualunque sia la capienza del locale anche se pari o inferiore alle 200 persone; ciò a pena della illegittimità della licenza eventualmente rilasciata in assenza di detto parere, fatti salvi gli eventuali profili di responsabilità penale dell’autorità rilasciante.
Va difatti ricordato come per pacifica giurisprudenza della Suprema Corte il parere reso dalla Commissione di vigilanza ai sensi dell’art 80 del TULPS, quando previsto, ha natura obbligatoria (cioè non può essere omesso) e vincolante (cioè non può essere disatteso dall’Autorità rilasciante l’autorizzazione)."
EBBENE, LEGGENDO LA PRESENTE IO CAPISCO CHE:
1. non è affatto vero che l'attività di intrattenimento nei P.E. è stata totalmente liberalizzata e che è sufficiente presentare perizia fonometrica per poter fare anche tutti i giorni allietamento o intrattenimento (non imprenditoriale);
2. che la liberalizzazione (con presentazione di perizia fonometrica) è solo per gli spettacoli e/o intrattenimenti occasionali o sporadici e che se l'evento è ricorrente (fine settimana) occorre passare dalla CCVPS;
3. che la SCIA entro le ore 24.00 introdotta dal decreto cultura si presenta solo per gli spettacoli occasionali esterni (e anche interni) purchè appunto occasionali o sporadici.
4. che nel caso di spettacoli e/ o intrattenimenti ricorrenti nei P.E. occorre comunque passare dalla CCVPS con la differenza tra più o meno 200 avventori.
5. Che comunque l'evento sporadico o occasionale non deve essere pubblicizzato perché in questo modo si "indirezzerebbe" a un numero maggiore di avventori, diverso dai "soliti frequentatori del P.E" e pertanto ricadrebe nell'attività imprenditoriale.




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Pubblico spettacolo / Re:Pub e pubblico spettacolo
« il: 11 Dicembre 2014, 16:18:09 »
DOTTORE SCUSI ANCOARA, LE MIE ULTIME CONCLUSIONI SONO CORRETTE?
GRAZIE

1250
Pubblico spettacolo / liberalizzazione e art. 80 TULPS
« il: 22 Novembre 2014, 13:09:14 »
Dottore ho un quesito da porvi. Considerato che nell'ambito della semplificazione amministrativa e riduzione di adempimenti burocratici stabiliti dal TULPS e dal Regolamento di esecuzione l'art. 13 del D.L. 9 febbraio 2012 n. 5, convertito con modificazioni nella legge 4 aprile 2012 n. 35 ha abrogato il comma 2 dell'art. 124 del regolamento di esecuzione TULPS.
E' stato quindi eliminato l'obbligo per i titolari dei pubblici esercizi di richiedere la licenza ex art. 69 per effettuare, nelle aree di tali esercizi piccoli spettacoli e trattenimenti, liberalizzando l'esecuzione di ogni tipologia di intrattenimento, quali juKe box, musica dal vivo o da ascolto piccoli spettacoli senza impianti scenici o palchi in pub, ristoranti, bar, alberghi, stabilimenti balneari.
Ora la mia domanda è questa:
ma i suddetti esercizi pubblici, ed in pasrticoare i Bar o i Pub che possono accoglierer all'interno meno di 100 persone (e a volte molti di meno) devono comunque presentare relazione tecnica ai sensi dell'art. 80 TULPS?
E nel caso in cui la debbano presentare deve essere sottoposta al parere della CCVPS o nno è necessario?
Grazie a chiunque mi risponderà.

1251
Pubblico spettacolo / apertura teatro
« il: 22 Novembre 2014, 12:32:38 »
Egregio Dotttore vorei porLe la seguente questione:
  c'è un'associaizone culturale che vuole aprire un teatro nel quale svolgere le loro manifestazioni.
Si tratta di un immobile che può accogliere meno di 100 persone.
Ho detto al Presidente che mi serve relazione acustica e relazione tecnica per l'agibilità ex art. 80.
Successivamente dovrò convocare la CCVPS per l'esame progetto (senza bisogno di sopralluogo.
Dopo rilascerò liceza ex art. 68 e 80 TULPS.
La procedura è corretta o mi sfugge qualcosa?

1252
Scusi Dottore, ma si tratta di sentenze tutte riferite al Codice della Strada per le quali non ci sono dubbi sulla giurisdizone.
Il mio problema è la competenza giurisdizonale ex art. 666 c.p. che come le dicevo per alcuni è della giurisdizioee ordinaria ai sensi dell'art. 22, mentre per altri è del TAR (con sanzione amminstrativa che fanno impugnare, con separata ordinanza, davanti al giudice di Pace)
Non ha a portata di mano qualche senztenza che chiarisca la situazione, perchè anche il Giudice di Pace (con il quale ho parlato) ha dubbi in mertio alla propria esclusiva giurisdizione).

1253
Pubblico spettacolo / Re:Pub e pubblico spettacolo
« il: 14 Novembre 2014, 09:10:04 »
Dottore la ringrazio, penso di aver capito che mi conviene comportarmi in questo modo:
Considerato che siamo sotto le 100 persone e si tratta di spettacoli/intrattenimenti senza ballo di musica dal vivo mi farò presentare solo la previsione di impatto acustico (non credo che in questo caso ci sia bisogno di esame progetto).
Inoltre mi farò presentare una SCIA per piccoli trattnimenti o spettacoli senza ballo complementari all'esercizio dell'attività di sommistrazione di alimenti e bevande all'interno del pubblico esercizio.
In sostanza l'art. 80 non dovrebbe applicarsi quando si svolgono trattenimenti musicali (anche musica dal vivo purchè non coinvolga l'avventore) allestiti occasionalmente e temporaneamente in locali pubblici dove l'attività principale è la ristorazione (si tratta di un pub) e lo spettacolo rappresenta solo un'attività complementare.
Per i locali allestiti occasionalmente o temporanea possono ruientrare anche i pubblici esercizi che organizzano 2 o 3 volte a settimana un intrattenimento/spettacolo.
Dottorte ho capito bene o mi sfugge ancora qualcosa?


1254
Pubblico spettacolo / Re:Pub e pubblico spettacolo
« il: 13 Novembre 2014, 17:33:20 »
Scusi dottore ma l'esame progetto non lo fa la CCVPS? Quindi la devo convocare?
A questo punto il pub non rientra nell'abrogazione del comma 2 dell'art. 124 reg. esec. TULPS? :-\

1255
Pubblico spettacolo / Pub e pubblico spettacolo
« il: 13 Novembre 2014, 11:57:37 »
Nel mio Comune c'è un pub con meno di 100 persone che vorrebbe far fare della musica dal vivo.
In questo caso occorre convocare la CCVPS oppure rientra tra i locali ex art. 124 reg. ed è sufficiente la perizia acustica?

1256
scusi dottore, ma forse non mi sono espresso bene. Si tratta di un grande immobile, limitrofo all'enoteca, (ed affittato dalla stessa ad un'associazione) all'interno del quale è stato predisposto un palco e dove si terrà l'evento. La locandina pubblicizzata su facebook riporta (ingresso libero).
Secondo me ci sono i presupposti per sanzionare ai sensi dell'art. 68, 80 e 666 c.p..
Pertanto non si tratta di evento riservato a clienti, ma aperto a tutti, dove addirittura si cucina e si mangia, cosa per la quale non sono autorizzati.

1257
DOTTORE HO BISOGNO DI UN AIUTO. VI E' UN ENOTECA CHE HA UNA STRUTTURA ABBASTANZA GRANDE. E' arrivato esposto che dice che:
1. è stato organizzato un concerto con una band abbastanza famosa nel mio comune.
2. è stato pubblicizzato l'evento sulla pagina facebook;
3. sarà preparata carne arosto, crepe, castagne ecc e ci sarà del vino.
Il concerto è gratis e chi vorrà potrà comprarsi da mangiare e bere.
Ora di concerto con l'ASL stiamo facendo un intervento.
Non hanno alcuna autorizzazione. Per i prodotti alimentari se ne occuperà l'ASL.
Io invece come devo agire? Considerate che ho saputo che in questa struttura limitrofa all'enoteca è stato predisposto un teatrino dove a volte fanno spettacoli (meno di 100 persone) ma non mi è stata mai presentata documentazione in merito.
Devo sanzionare ai sensi dell'art. 68 e 80 TULPS e art. 666 c.p.?
Ove l'evento fosse di portata inferiore alle 200 persone deve sanzionare come sopra o c'è qualcos'altro che mi sfugge?

1258
SCUSI DOTTORE MA IO HO TROVATO QUESTA SENTENZA NELLA QUALE A PRONUNCIARSI E' STATO IL TAR (LA RIPORTO PER ESTESO. LEI COSA NE PENSA? PROCEDO CON LA COMPETENZA UNICA DEL GDP  O FACCIO LE DUE PROCEDURE DISTINTE?


REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia

Lecce - Sezione Prima

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1247 del 2012, proposto da:

Societa' Dad Srl, rappresentata e difesa dagli avv. Cristiana Giorgiani, Daniela Gatto, con domicilio eletto presso Cristiana Giorgiani in Lecce, Via Garibaldi, 43;

contro

Comune di Melendugno, rappresentato e difeso dall'avv. Assunta Rita Serafini, con domicilio eletto presso Assunta Rita Serafini in Lecce, via G. Chiriatti n. 6;

e con l'intervento di

ad opponendum:

E.P., rappresentato e difeso dagli avv. Elio Perrone, Raffaella Perrone, con domicilio eletto presso Elio Perrone in Lecce, via XXV Luglio 2/B;

per l'annullamento

dell'ordinanza emessa dal Responsabile del V servizio, Polizia Municipale, commerciale, attività produttive, Com. A.N., del Comune di Melendugno (LE) n. 107/12, prot. n. 14924 del 31.07.2012, di cessazione di attività di pubblico esercizio e di trattenimento irregolare del bar "El Chiringuito"; dei verbali n. 196/3-0-12 e 196/3-1-12; del verbale n. 12/8-2012 del 05.06.2012 , di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale, comunque lesivo dei diritti del ricorrente, per il risarcimento dei danni subiti e subendi.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Melendugno;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 9 gennaio 2013 il dott. Roberto Michele Palmieri e uditi per le parti i difensori Giorgiani Cristiana, anche in sostituzione di Gatto Daniela, Serafini Assunta Rita, Valente Angelo, in sostituzione di Perrone Elio e Perrone Raffaella.;


ATTI AMMINISTRATIVI
Annullamento d'ufficio o revoca dell'atto amministrativo
Atti amministrativi
in genere

CONCESSIONI E AUTORIZZAZIONI AMMINISTRATIVE

SICUREZZA PUBBLICA
Spettacoli e trattenimenti pubblici



Fatto - Diritto P.Q.M.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia

Lecce - Sezione Prima

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1247 del 2012, proposto da:

Societa' Dad Srl, rappresentata e difesa dagli avv. Cristiana Giorgiani, Daniela Gatto, con domicilio eletto presso Cristiana Giorgiani in Lecce, Via Garibaldi, 43;

contro

Comune di Melendugno, rappresentato e difeso dall'avv. Assunta Rita Serafini, con domicilio eletto presso Assunta Rita Serafini in Lecce, via G. Chiriatti n. 6;

e con l'intervento di

ad opponendum:

E.P., rappresentato e difeso dagli avv. Elio Perrone, Raffaella Perrone, con domicilio eletto presso Elio Perrone in Lecce, via XXV Luglio 2/B;

per l'annullamento

dell'ordinanza emessa dal Responsabile del V servizio, Polizia Municipale, commerciale, attività produttive, Com. A.N., del Comune di Melendugno (LE) n. 107/12, prot. n. 14924 del 31.07.2012, di cessazione di attività di pubblico esercizio e di trattenimento irregolare del bar "El Chiringuito"; dei verbali n. 196/3-0-12 e 196/3-1-12; del verbale n. 12/8-2012 del 05.06.2012 , di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale, comunque lesivo dei diritti del ricorrente, per il risarcimento dei danni subiti e subendi.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Melendugno;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 9 gennaio 2013 il dott. Roberto Michele Palmieri e uditi per le parti i difensori Giorgiani Cristiana, anche in sostituzione di Gatto Daniela, Serafini Assunta Rita, Valente Angelo, in sostituzione di Perrone Elio e Perrone Raffaella.;

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

La ricorrente società è titolare di licenza di pubblico esercizio di tipo A e B n. 35/06, in località Torre dell'Orso, marina di Melendugno, nonché SCIA finalizzata all'effettuazione di piccoli intrattenimenti musicali senza ballo all'interno del medesimo esercizio.

In data 27.7.2012 agenti della legione CC Puglia hanno contestato alla ricorrente trasgressione a tale autorizzazione, avendo rilevato che all'interno dell'esercizio era stato organizzato "uno spettacolo danzante. Presenti numerosissime persone intente ad eseguire balli", in assenza del titolo legittimamente prescritto dall'art. 68 TULPS.

A seguito di tale infrazione, e tenuto conto altresì di una pregressa contestazione del 5.6.2012, l'amministrazione resistente ha ordinato la chiusura del locale per giorni sei, nonché "la cessazione a tempo indeterminato di ogni attività di trattenimento in difetto con le leggi e le norme vigenti in materia".

Avverso tale provvedimento la ricorrente ha proposto ricorso, affidato ai seguenti motivi di gravame, appresso sintetizzati: 1) violazione e falsa applicazione dell'art. 666 c.p. e 68 TULPS; 2) violazione e falsa applicazione del Reg. IT9150004 Torre dell'Orso; eccesso di potere per erroneità dei presupposti; 3) violazione e falsa applicazione degli artt. 68 e 17 ter TULPS; eccesso di potere per travisamento dei fatti, illogicità manifesta; 4) violazione e falsa applicazione dell'art. 6 comma 7 D.P.R. n. 380 del 2001; 5) violazione e falsa applicazione dell'art. 7 L. n. 241 del 1990.

Costituitosi in giudizio, il Comune di Melendugno ha preliminarmente eccepito il difetto di giurisdizione del giudice adito. Nel merito, ha chiesto il rigetto del ricorso.

Intervenuto in giudizio ad opponendum, l'avv. Elio Perrone ha chiesto il rigetto del ricorso.

All'udienza del 9.1.2013 il ricorso è stato trattenuto in decisione.

Va anzitutto rigettata l'eccezione preliminare del Comune, di difetto di giurisdizione del giudice adito. A tal riguardo, è sufficiente rilevare che il provvedimento in esame è stato emesso nell'esercizio di tipici poteri autoritativi della p.a, a fronte del quale la posizione del privato non può che essere qualificata in termini di interesse legittimo. Per tali ragioni, si versa, in ipotesi di giurisdizione generale di legittimità, che ai sensi dell'art. 7 c.p.a. fonda la potestas iudicandi dell'odierno Collegio.

Nel merito, con il primo motivo di gravame, deduce la ricorrente la violazione, ad opera dell'amministrazione resistente, delle previsioni di cui all'art. 666 c.p. e 68 TULPS, stante l'insussistenza dei presupposti normativamente richiesti per far luogo alla chiusura temporanea (giorni sei) del locale.

Il motivo è infondato.

L'art. 666 comma 1 c.p. vieta la prestazione di spettacoli di intrattenimento di qualsiasi natura in locali pubblici o aperti al pubblico, in assenza di titolo legittimante rilasciato dalla competente autorità amministrativa.

Ai sensi del successivo 3 comma, poi, "è sempre disposta la cessazione dell'attività svolta in difetto di licenza. Se l'attività è svolta in locale per il quale è stata rilasciata autorizzazione o altro titolo abilitativo all'esercizio di diversa attività, nel caso di reiterazione delle violazioni di cui al primo comma e nell'ipotesi prevista dal secondo comma è disposta altresì la chiusura del locale per un periodo non superiore a sette giorni".

Così definite le coordinate normative di riferimento, e venendo ora al caso di specie, vi è in atti SCIA n. 11973/12, con cui la società ricorrente ha segnalato "l'inizio di attività per effettuazione di piccoli trattenimenti musicali senza ballo riservati alla clientela che accede per la consumazione. ... Dichiara inoltre che ... non sarà richiesto pagamento di un biglietto per l'ingresso".

Senonché, con verbale CC Puglia del 27.7.2012, i militari verbalizzanti hanno accertato che la società, "senza la prescritta licenza del Comune ... dava uno spettacolo danzante. Presenti numerosissime persone intente ad eseguire balli".

Infine, vi è C.N.R. del 5.6.2012, in cui si legge che la società, in assenza di autorizzazione ex art. 68 TULPS, ha fatto eseguire all'interno del proprio locale un "concerto della band musicale BoomDaBash. ... Il luogo era aperto al pubblico previo pagamento del biglietto di ingresso del costo di 10,00 Euro, compreso di consumazione".

Orbene, alla luce di tali verbali - che in quanto redatti da pubblici ufficiali sono fidefacenti quanto alle dichiarazioni ivi riportate (art. 2700 c.c.), sino a querela di falso, mai proposta dalla ricorrente - è di tutta evidenza la ricorrenza di entrambe le previsioni richieste ai fini della chiusura temporanea del locale in esame. Invero, sotto un primo profilo, vi è stato in data 27.7.2012 intrattenimento musicale danzante non autorizzato, essendo la ricorrente munita di SCIA soltanto per intrattenimenti musicali "senza ballo", e senza pagamento di biglietto e/o aumento del prezzo della consumazione.

In secondo luogo, la ricorrente è recidiva, avendo commesso analoga violazione in data 2.6.2012.

Ne discende il rigetto del primo motivo di gravame.

Va poi dichiarata l'inammissibilità del secondo, terzo e quarto motivo di gravame, con cui la ricorrente si duole dell'illegittimità della chiusura indeterminata del locale. A tal fine, rileva il Collegio che, in uno alla chiusura del locale per giorni sei, l'amministrazione resistente ha ordinato "la cessazione a tempo indeterminato di ogni attività di intrattenimento in difetto con le leggi e le norme vigenti in materia".

All'evidenza, tale previsione è priva di un contenuto concretamente lesivo, posto che essa non impone la cessazione tout court di ogni attività di intrattenimento, ma soltanto di quelle non conformi alle leggi vigenti in materia. È pertanto sufficiente, per la società, conformarsi alla prescrizioni previste dalla vigente normativa, per non andare incontro alla minacciata chiusura.

Con l'ultimo motivo di gravame, la ricorrente si duole infine della mancata comunicazione di avvio del procedimento di chiusura del locale in esame.

Il motivo è infondato.

Gli istituti di partecipazione procedimentale, per quanto ispirati ad evidenti esigenze di trasparenza e democraticità dell'azione amministrativa - corollari, a loro volta, dei principi di buon andamento e imparzialità della stessa (art. 97 Cost.) - non godono di applicazione indiscriminata, potendo risultare recessivi rispetto ad altre esigenze, del pari dotate di analogo rilievo costituzionale. Così, sotto un primo profilo, la novella di cui alla L. n. 15 del 2005 ha inciso, tra l'altro, sui c.d. vizi non invalidanti (art. 21 octies L. n. 241 del 1990), escludendo l'annullabilità del provvedimento anzitutto in caso di violazioni di ordine formale, quante volte la sua natura vincolata sia tale da escludere che il contenuto del relativo provvedimento avrebbe potuto essere differente (art. 21 octies, 2 co, prima parte). Si è in tal modo inteso codificare una diffusa prassi giurisprudenziale, tesa ad escludere la declaratoria di annullamento dell'atto, tutte le volte in cui la disciplina sostanziale della funzione, di cui l'atto è espressione formale, non privi l'amministrazione del potere - e in certi casi del dovere - di emettere un nuovo atto, di contenuto analogo a quello affetto dai (rilevati) vizi formali.

Ciò chiarito quanto agli atti vincolati, si è del pari esclusa l'annullabilità quante volte, pur in presenza di atti discrezionali, l'adottato provvedimento non avrebbe, comunque, potuto essere differente (art. 21 octies, 2 co, seconda parte). Si privilegia, sotto questo aspetto, una visione dei rapporti tra le parti fondata non soltanto sull'atto, ma sul rapporto sottostante, e che giunge a ritenere irrilevanti gli accertati vizi di natura formale, ove ininfluenti sul bene della vita richiesto dall'istante, e di cui si sia accertata l'insussistenza giuridica.

Infine, non va trascurato che, in uno alle eccezioni all'obbligo di comunicazione dell'avvio del procedimento codificate dall'art. 7 L. n. 241 del 1990, e ribadite - in punto di annullabilità del relativo atto - dall'art. 21 octies L. n. 241 del 1990, la giurisprudenza ha da tempo elaborato ulteriori ipotesi in cui un obbligo siffatto non può dirsi sussistente. Così, ad es, si è esclusa la sussistenza di detto obbligo nel caso di provvedimenti ad istanza di parte, ovvero di provvedimenti ampliativi della sfera giuridica del privato, o ancora nei casi in cui il provvedimento scaturisca, in chiave di derivazione procedimentale, da un pregresso atto emesso all'esito di un iter che abbia visto la partecipazione del privato (es. l'ordine di demolizione, emesso all'esito di quello di sospensione dei lavori, del cui avvio il privato sia stato legalmente notiziato).

Venendo ora al caso di specie, rileva il Collegio che, sotto un primo profilo, il provvedimento di che trattasi assume natura vincolata, costituendo la risultante, ai sensi dell'art. 666 c.p, delle violazioni accertate a carico del trasgressore, senza che all'amministrazione residui un sia pur limitato margine di discrezionalità quanto all'an della sanzione, potendosi avere discrezionalità al più quanto al quomodo della stessa (il numero di giorni di chiusura del locale).

Già soltanto per tale ragione, pertanto, la doglianza della ricorrente è infondata

A ciò aggiungasi - per mere ragioni di completezza espositiva - che l'impugnato provvedimento. scaturisce, in chiave di derivazione procedimentale, dalle violazioni accertate a carico della società, delle quali la stessa è stata sempre al corrente, essendo il legale rappresentante della stessa stato presente agli accertamenti compiuti dai militari verbalizzanti in data 2.6.2012 e 27.7.2012.

Anche sotto aspetto, pertanto, l'impugnato provvedimento si sottrae alla censura lamentata da parte ricorrente, non richiedendo esso la previa adozione degli istituti di partecipazione procedimentale, avendo la ricorrente avuto piena conoscenza degli atti prodromici all'emanazione del provvedimento finale.

Da ultimo, l'infondatezza - per le ragioni prima esposte - degli ulteriori profili di doglianza dedotti dalla ricorrente, esclude - ai sensi dell'art. 21 octies, 2 co, seconda parte, L. n. 241 del 1990 - la rilevanza giuridica della mancata comunicazione di avvio del procedimento atteso che, quand'anche la ricorrente fosse stata ritualmente compulsata in chiave procedimentale, il provvedimento finale avrebbe avuto identico tenore contenutistico.

Alla luce di tali considerazioni, la relativa doglianza è infondata, e va rigettata.

Conclusivamente, il ricorso va in parte dichiarato inammissibile, e in parte rigettato.

Sussistono giusti motivi per la compensazione delle spese di lite.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce - Sezione Prima,

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara in parte inammissibile, e in parte lo rigetta.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Lecce nella camera di consiglio del giorno 9 gennaio 2013 con l'intervento dei magistrati:

Patrizia Moro, Presidente FF

Claudia Lattanzi, Referendario

Roberto Michele Palmieri, Referendario, Estensore



 

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Egregio dottore scusi ma mi è sorto un dubbio.
Mi è giunto un rapporto della P.S. che mi dice di aver sanzionato un pub per violazione dell'art. 68 TULPS e 666 c.p..
Ora consderato che il pub è recidivo, e non ha presentato scritti difensivi, devo redigere ordinanza ingiunzione con applicazione di sanzione pecuniaria e chiusura fino a 7 giorni prevista dall'art. 666 c.p..
Ora ho visto che alcuni comuni emettono ordinanza ingiunzione con chiusura dell'attività e la fanno impugnare davanti al giudice di pace.
Altri comuni fanno due procedura:
1. emettono ordinanza ingiunzione da impugnare davanti al giudice di pace.
2. per la chiusura dell'attività (per recidiva) avviano il procedimento e poi emettono ordinanza di chiusura da impugnare davanti al TAR.
Secondo Voi qual'è la procedura corretta?

1260
SCUSI ANCORA DOTTORE,
MAPER MAGGIOR CHIAREZZA LE SCRIVO QUELLO CHE HO CAPITO:
ALLORA ESSENSO LA SANZIONE DEL 2010 LA PRIMA PER LA SANZIONE AMMINISTRATIVA APPLICHERO' IL MINIMO (€ 516,00) MENTRE L'APPLICAZIONE DELLA SANZIONE ACCESSORIA (CHIUSURA PER TRE GIORNI) LA POSSO APPLICARE CONSIDERATE LE REITERAZIONI?
OPPURE DEVO SOLO APPLICARE LA SANZIONE E NON LA CHIUSURA?
SCUSI MA CONSIDERATO CHE SONO STATI FATTI NUMEROSI ERRORI CON QUESTA PROCEDURA NON VORREI CONTINUARE A SBAGLIARE.
GRAZIE PER LA CORTESE RISPOSTA.

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