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Post - Simone.19

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Buongiorno,
vorrei capire se un biologo nutrizionista pu? continuare ad accogliere pazienti presso lo studio in "zona rossa", potendosi qualificare quale "prestazione sanitaria". Ci sono riferimenti normativi/regolamentari che qualificano le prestazioni sanitarie consentite?

Ringrazio e saluto

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Intanto ringrazio per l'attenzione.
Facevo riferimento al precedente DPCM (di gennaio), per? la sostanza non cambia e concordo con la risposta.
Unica cosa, avevo il dubbio se gli utenti del centro commerciale si debbano intrattenere all'interno esclusivamente per il tempo necessario ad effettuare gli acquisti consentiti...ma non ho trovato nulla in merito sulla normativa (sia allora che attualmente) vigente. Sul punto la prefettura di riferimento non si esprime, dicendo che la determinazione della norma violata ? di esclusiva competenza dell'organo accertatore.
Grazie ancora

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Buongiorno,
formulo un quesito relativo al precedente DPCM, quello del 14.01.2021.
Nel caso in cui IN ZONA GIALLA venga sanzionato un pubblico esercizio in un centro commerciale in un giorno prefestivo (quindi violazione art. 1, punto 10, lett. ff)), quale sanzione deve essere applicata agli eventuali avventori seduti al tavolo? Parto dal principio che non ravvedo profili di colpa per i clienti che usufruiscono di un pubblico esercizio aperto (potrebbero non sapere dell'obbligo di chiusura?), tuttavia rilevo che si intrattengono in un centro commerciale in un esercizio che a stretto rigore dovrebbe restare chiuso e oltre il tempo strettamente legato - ad es. - agli acquisti al supermercato...Chiedo un vs. autorevole parere sugli articoli che si ritengono violati.
Ringrazio per le risposte e saluto cordialmente

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il primo DPCM di DRAGHI, in vigore dal 06/03/2021) dispone:
Nelle giornate festive e prefestive restano chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.

Nel precedente DPCM non erano state indicati le lavanderie e tintorie fra le attivit? deroganti al divieto. Questo depone ancora di pi? verso l'interpretazione che gli "gli esercizi commerciali" sia un'indicazione non tecnica

Concordo pienamente (tintorie e lavanderie sono attività artigianali) ed è la medesima interpretazione fornita dalla mia Prefettura di riferimento. Mi resta il dubbio di che sanzione debba essere applicata ai clienti degli eventuali esercizi aperti (intendo nelle giornate festive e prefestive)... ho fatto un quesito specifico in proposito, ma non ho ancora ricevuto risposta, voi cosa ne pensate?

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Buonasera.
Io ritengo che l'elenco di cui all'art. 1, punto 10. lett. ff) sia tassativo. Se la ratio della norma è quella di evitare assembramenti in luoghi chiusi, mi sembra coerente che per questo tipo di strutture non possano essere ricompresi i servizi alla persona, né l'apertura i pubblici esercizi (penso, ad esempio, ad una domenica piovosa che potrebbe attirare un numero rilevante di persone creando situazioni non gestibili). Inoltre, penso che l'elenco di cui alla lettera ff) avrebbe ricompreso esplicitamente queste attività se ritenute consentite.

Vi chiedo: nell'eventualità che venga sanzionato un pubblico esercizio all'interno di un centro commerciale in un prefestivo/festivo, come vi comportereste nei confronti dei clienti (pur rispettosi di tutte le altre regole COVID)? Io non vedo profili di responsabilità se non da parte dell'esercente, tuttavia si tratta sempre di fruitori che utilizzano un servizio che dovrebbe restare chiuso..... vorrei capire la vostra posizione.
Ringrazio e saluto

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