Forum del Portale Omniavis.it

Approfondimenti di diritto => Procedimento amministrativo (L. 241/1990) => Topic aperto da: Staff Omniavis - 13 Febbraio 2019, 07:47:38

Titolo: Non impugnabile una nota di chiarimento del Dirigente
Inserito da: Staff Omniavis - 13 Febbraio 2019, 07:47:38
Non impugnabile una nota di chiarimento del Dirigente

TRGA, SEZ. TRENTO – sentenza 8 febbraio 2019 n. 30

DIRITTO

I) In limine litis deve essere affrontata la questione, oggetto di puntuale eccezione sollevata dall’amministrazione resistente, dell’inammissibilità del ricorso.

La questione è fondata.

La nota dirigenziale impugnata non ha contenuto provvedimentale, non costituendo la conclusione di un procedimento e neppure essendo riconoscibile quale atto endoprocedimentale, dal momento che non esiste un procedimento avviato, tanto meno finalizzato al cambio di destinazione d’uso. La nota suddetta, con cui l’amministrazione esprime meramente il proprio orientamento in ordine alla questione posta, senza assumere al riguardo alcuna determinazione, assume, infatti, analogamente al precedente parere reso dalla commissione edilizia comunale il 28.02.2018, la connotazione di un parere preventivo richiesto presumibilmente al fine di valutare se dare o meno corso alla presentazione di una domanda in campo edilizio. Si tratta in particolare di un atto di mera scienza, al quale è estraneo qualsiasi contenuto volitivo (contenuto proprio, invece, del provvedimento), con cui l’amministrato è stato preventivamente informato della posizione dell’amministrazione sull’argomento, posizione che, nondimeno, non vincola quest’ultima rispetto all’eventuale provvedimento definitivo, che ben potrebbe discostarsene in forza di nuovi argomenti e di nuovi avvenimenti.. Attesa la natura che lo caratterizza l’atto impugnato è, quindi, inidoneo a determinare una lesione immediata, concreta e attuale dell’interesse sostanziale dedotto in giudizio, con la conseguenza che e non v’è quindi alcun interesse giuridicamente tutelabile a ottenerne l’annullamento dal giudice amministrativo.

II) Anche la domanda di accertamento proposta con il ricorso è inammissibile. La praticabilità di azioni di accertamento atipiche ed autonome nell’ambito del giudizio amministrativo è, infatti, da escludersi, a meno che essa non risulti concretamente indispensabile per la soddisfazione della pretesa sostanziale di parte ricorrente (circostanza insussistente nella fattispecie in esame, in cui non è stato instaurato neppure il procedimento suscettibile di determinare l’azione impugnatoria del provvedimento conclusivo). In altri termini la tutela degli interessi legittimi passa attraverso il vaglio della legittimità di un provvedimento amministrativo, e tale non è, come si è detto, il parere preventivo impugnato.

Il ricorso deve essere, quindi, dichiarato inammissibile per le suesposte ragioni di carattere preliminare ed assorbente, che precludono la possibilità di esaminare nel merito i motivi del gravame e le connesse domande.

In considerazione della decisione in rito della presente controversia e di talune peculiarità che la connotano, le spese di lite possono essere eccezionalmente compensate fra le parti costituite.

P.Q.M.

Il Tribunale regionale di giustizia amministrativa della Regione autonoma Trentino – Alto Adige/Südtirol, sede di Trento, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe indicato, lo dichiara inammissibile