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Approfondimenti di diritto => SUAP e commercio (per regione) => Lombardia => Topic aperto da: Emiliano - 12 Settembre 2019, 11:36:23

Titolo: Somministrazione e norme edilizie
Inserito da: Emiliano - 12 Settembre 2019, 11:36:23
Buongiorno, come si conciliano le previsioni dell'art. 19 della L. 241/90 dove si dice che:
"L'amministrazione competente, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti di cui al comma 1, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione di cui al medesimo comma, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa. Qualora sia possibile conformare l'attività intrapresa e i suoi effetti alla normativa vigente, l'amministrazione competente, con atto motivato, invita il privato a provvedere prescrivendo le misure necessarie con la fissazione di un termine non inferiore a trenta giorni per l'adozione di queste ultime."

con quanto previsto dall'art. 69 comma 8 della L.r. 6/2010 che dice: "Prima di iniziare l'attività e comunque entro trecentosessantacinque giorni dal rilascio dell'autorizzazione comunale il soggetto deve porsi in regola con le vigenti norme, prescrizioni e autorizzazioni in materia edilizia, urbanistica ed igienico-sanitaria, nonché con le disposizioni sulla destinazione d'uso dei locali e degli edifici, prevenzione incendi e sicurezza".

Il caso in questione è quello di un pubblico esercizio che ha presentato Scia di apertura. Ho chiesto parere al mio Ufficio Tecnico che ha rilevato diverse problematiche relative all'agibilità. In base a questo parere ho dato all'impresa 60 giorni per le integrazioni (da prassi diamo sempre 60 o 90 gg). In questo caso, però, visto quanto dice il comma 8 dell'art. 69 dovrei dare 365 giorni di tempo per la conformazione senza bloccare l'attività?

Onestamente mi sembra un tempo smisurato, che crea oltretutto una palese disparità tra i tipi di attività commerciale. Cioè un bar può lavorare tranquillo per 1 anno senza essere a posto, un negozio invece no?

Grazie.
Titolo: Re:Somministrazione e norme edilizie
Inserito da: Alberto Valenti - 12 Settembre 2019, 12:49:31
Il comma 8 dell'art. 69 era stato inserito quando i PE si aprivano solo con l'autorizzazione... per cui si voleva limitare il termine entro il quale si doveva avviare l'attività (che decade se entro 2 anni non si attiva).

Nel 2011 è stata introdotta la SCIA ma non è stato aggiornato il c. 8 che pertanto si applica solo in caso di autorizzazione (in zone tutelate).
La SCIA si basa sul principio di autocertificare il possesso di TUTTI i requisiti.
Quindi viene meno il termine di 365 (anche perchè la norma dice "prima dell'avvio".

Ciò premesso il tuo è un caso diverso.
Se i locali sono agibili ma manca il certificato/SCIA di agibilità (art. 24 DPR 380/2001) interviene l'ufficio Tecnico e sanziona ai sensi della norma edilizia.
Se i locali NON sono agibili (sono quindi privi dei requisiti di agibilità), l'ufficio Tecnico deve adottare un atto di inagibilità (art. 222 R.D. 635/1934), per cui tu devi intervenire successivamente con il divieto di prosecuzione dell'attività se sei nei 60 giorni (intervieni sulla SCIA), con atto del competente Ufficio oltre.