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Post - Mario Maccantelli

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Le manifestazioni di sorte locali sono esercitate da soggetti non qualificabili come imprese/produttivi. Per questo possono esulare dall’applicazione del DPR n. 160/2010. I soggetti esercenti, quindi, possono dare seguito al DPR 430/01 e al DL 269/03 (art. 39, comma 13-quinquies) nei modi lì previsti ovvero procedere direttamente alla comunicazione verso gli enti diversi dal comune. Se rientrassero nel campo applicativo SUAP, allora tutto dovrebbe passare dal quel Servizio.

Assicurati che una copia sia stata inviata alla Prefettura e puoi inviare la tua copia ai VVUU ai fini dell’eventuale controllo

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TAXI, NCC / Re:Approfondimento Cooperativa Trasporto Disabili
« il: 16 Agosto 2019, 15:14:02 »
Se il trasporto disabili è una concessione di servizi/appalto pubblico nell’ambito dei servizi sociali allora non rientra nel campo applicativo della normativa NCC. Non è un servio da rimessa aperto al pubblico ma un vero servizio pubblio relativo ai disabili (credo su determinati percorsi e relativamente a determinate strutture). Il CQC occorre per pulmini sopra i 9 posti ma nel bando può essere indicato come obbligatorio in ogni caso.

Per contro, la cosa potrebbe essere considerata come una specifica caratteristica delle auto limitatamente a “n” autorizzazioni NCC da mettere a bando. In questo caso il CQC persone sostituisce il vecchio KB.
I requisiti professionali sono gli stessi per chi materialmente guida il veicolo (dipendente o meno)

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Toscana / Re:Vendita tartufi
« il: 16 Agosto 2019, 14:52:33 »
La LR toscana prende spunto dalla legge statale n. 752/85 (per buona parte è un copia/incolla).
Anche la legge statale non aggiunge niente.
La raccolta di tartufi (come dei funghi) spontanei NON effettuata nell'ambito di una coltivazione non è un'attività agricola ma, a parere mio, può rientrare fra le attività connesse integrative del reddito agricolo se effettuata da un imprenditore agricolo. Occorre vedere le proporzioni con i vari prodotto agricoli propri.
Diverso sarebbe il discorso se i tartufi provengono dalla vera e propria attività di coltivazione tramite “tartufaia coltivata”.
In sintesi, bisogna vedere caso per caso ma se Tizio si limita ad andar per boschi a cercare tartufi allora non è un’attività agricola.

Vedi l’art. 2135 cc
È imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse.
Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attività dirette alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine.
Si intendono comunque connesse le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge.

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Sicurezza, polizia e sanità / Re:fiera paesana con premio
« il: 12 Agosto 2019, 14:17:34 »
- doveva essere trasmessa notifica igienico sanitaria? Se si, da chi Comune o singolo negozio/produttore agricolo?

La cosa è opinabile e le prassi si rincorrono. Ai sensi della normativa comunitaria spetta all’OSA (operatore del settore alimentare) notificare alla PA ciascuno stabilimento posto sotto il  suo  controllo  che  esegua una qualsiasi delle fasi di produzione, trasformazione e distribuzione di alimenti ai fini della registrazione del suddetto stabilimento.
Le linee guida dell’UE vorrebbero che nelle circostanze che descrivi non debba essere presentata la Notificata dato che non si tratta di uno stabilimento con il carattere della stabilità (Tizio è un esercente, quindi ha già notificato la usa impresa oppure, se si tratta di una festa estemporanea con soggetti che si improvvisano venditori di frittelle allora non dovrebbero notificare. Tuttavia, la Regione ha sempre indicato come necessaria la Notifica anche per le sagre ecc.
Sul punto specifico, la Regione, con la nota del 01/02/2018 ci dice, in pratica, che occorre ANCHE una notifica omnicomprensiva che riguarda la manifestazione nel suo complesso, quindi sia l’operatore singolo che il soggetto organizzatore/responsabile. La nota Regionale parla anche di ENTE. Testualmente:
Deve essere presentata la notifica sanitaria per tutti i casi di manifestazioni collettive, a scopo espositivo o commerciale, alle quali partecipano più operatori del settore alimentare già “registrati” ai sensi del Reg. CE 852/2004 o “riconosciuti” ai sensi del Reg. CE 853/2004 - sul modulo dovrà essere barrata la voce Commercio ambulante. Si precisa al riguardo che in questi casi viene presentata una unica notifica da parte dell’ente o soggetto organizzatore. che provvede altresì al versamento della tariffa sanitaria di cui al tariffario regionale dei dipartimenti della prevenzione, da considerarsi come corresponsione omnicomprensiva per tutti gli operatori partecipanti; Non sono invece tenuti alla notifica i singoli operatori partecipanti, che, in sede di  controllo ufficiale, devono però potere esibire la documentazione inerente la registrazione o il riconoscimento CE in loro possesso. La citata notifica di avvio attività presentata da parte dell’ente o soggetto organizzatore dell’evento, non solleva comunque i singoli operatori partecipanti dalle responsabilità connesse ai propri requisiti e alla gestione delle proprie procedure di igiene e autocontrollo durante la manifestazione;
La voce del tariffario ASL per la Notifica complessiva è la numero Z34-bis, pari a 50,00 €

Vedi il nuovo tariffario in vigore dal 01/08/2019

https://www.uslcentro.toscana.it/images/Prevenzione/tariffario_tabella_Internet_sintetica.pdf

e qui: http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=50510.0

A parere mio, ogni operatore che vende alimenti al consumatore finale in modo professionale deve avere la sua Notifica ab origine ma nulla più, altrimenti occorrerebbe anche una per ogni singolo mercato. La regione Toscana, però, ha indicato questa cosa e quindi, anche se mal volentieri, diamole seguito, almeno per le feste/sagre e ecc.

-  per la consegna del biglietto con conseguente estrazione di premi ci sono adempimenti che dovevano essere fatti e, in caso affermativo, da chi?

La cosa andrebbe vista meglio nei dettagli. Da quello che comprendo Tizio non compra nessun biglietto ma gli è offerto. Si tratta quindi di un eventuale regalo che riceve, se estratto.
Direi che si può applicare la lettera d) dell’art. 6 del DPR 430/01:
Non si considerano concorsi e operazioni a premio: le manifestazioni nelle quali i premi sono costituiti da oggetti di minimo valore, sempreché la corresponsione di essi non dipenda in alcun modo dalla natura o dall'entità delle vendite alle quali le offerte stesse sono collegate.
sperando che siano davvero di modico valore, è soddisfatta la condizione: la corresponsione di essi non dipenda in alcun modo dalla natura o dall'entità delle vendite alle quali le offerte stesse sono collegate. In altre parole, Tizio riceve il regalo a prescindere dal fatto che faccia acquisti o si impegni ad acquistare.

- il fatto che sia il Comune (inteso come Amministrazione)  l'organizzatore materiale della manifestazione e che per l'organizzazione il Suap è stato totalmente bypassato e la PM è stata interessata solo per quanto attiene alla viabilità,  in caso siano di irregolarità chi può esserne ritenuto responsabile?

Il SUAP può essere bypassato limitatamente alla organizzazione generale della cosa ma non per le singole procedure. Se un’impresa deve presentare una notifica sanitaria la presenta al SUAP; se un’impresa deve presentare una domanda di partecipazione la deve presentare al SUAP. In ogni caso occorre vedere come si articolano gli uffici del comune (SUAP / sviluppo economico / ecc.) e “chi fa che cosa”.

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TAXI, NCC / Re:Cooperativa Trasporto Disabili
« il: 12 Agosto 2019, 13:13:00 »
La cosa può essere vista sotto vari punti di vista.
Tendenzialmente, la questione va a ricadere nei servizi sociali e quindi nell'affidamento.
Vedi un esempio di un comune toscano:
http://www.comune.fortedeimarmi.lu.it/index.php?option=com_docman&view=list&slug=bando10-1&Itemid=885


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TAXI, NCC / Re:C.Q.C. o C.A.P. per esame NCC
« il: 12 Agosto 2019, 12:51:39 »
vedi qua:
http://www.patente.it/ecom.dll/noAjax?idc=3922

Circolare - 07/06/2019 - Prot. n. 18559 - Corsi CQC iniziale e periodica

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La locazione è possibile anche fra persona giuridica e privato. Al più ciò è rilevante ai fini fiscali (non è applicabile la cedolare secca) ma non civilistici.
Lo stesso dicasi per i giorni. Non è scritto da nessuna parte che le locazioni turistiche devono essere sotto ai 30 gg. Anche in questo caso ci saranno conseguenze fiscali, di registrazione ecc.

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SUAP / Re:art. 42 della l.r. 62/2018
« il: 12 Agosto 2019, 12:25:37 »
La dichiarazione sostitutiva è sempre ammissibile ai sensi del DPR 445/2000, vedi art. 46 o 47. Se qualcosa è escluso deve essere indicato in modo specifico e non spetta certo alla Regione farlo.
Sul punto vedi anche gli artt. 43 e 71 e seguenti dello stesso DPR.
Se Tizio è in possesso del contratto di lavoro e preferisce esibirlo in originale può farlo ma se procede con dichiarazione sostitutiva la PA non può non accettarla. Sarebbe una violazione dei doveri di ufficio.
Ogni rapporto di lavoro subordinato (fino anche ai voucher lavoro occasionale 2019) o autonomo può essere indicato tramite dichiarazione sostitutiva. Magari nei prossimi anni ci saranno altre forme di lavoro subordinato o collaborativo ma, anch’esse, potranno essere sicuramente dichiarate.
E’ chiaro che la PA deve poter controllare, quindi ha bisogno di informazioni necessarie per farlo: se Tizio di dichiara di “essere in regola” non ha valore. Deve indicare chi, dove, cosa, ecc. affinché la PA possa controllare subito. Vedi art. 43 citato: ...previa indicazione, da parte dell’interessato, degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti...

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Aree Pubbliche / Re:art. 127 LRT 62/2018 applicabilità alle fiere
« il: 12 Agosto 2019, 11:56:49 »
La norma che citi comporta molti problemi interpretativi.

A parere mio, dato che l’articolo è rubricato in modo generale (decadenza del titolo abilitativo per l'attività commerciale su aree pubbliche) ritengo che si applichi a tutte le concessioni pluriennali. Questo lo si capisce anche prendendo in considerazione la prima condizione (lett. a)): se tizio perde i requisiti morali o professionali decade la possibilità di esercitare, sarebbe impensabile che potesse continuare ad esercitare tramite concessione pluriennale di una fiera. Poi, limitatamente alla condizione temporale, per le fiere si applica il comma 2.

La nuova legge presenta vari problemi interpretativi (vedi la mancanza di sanzione per la mancata comunicazione di cessazione) e anche con la modifica le cose non sono migliorate, anzi. Proprio le nuove ipotesi di decadenza per inattività rappresentano un rebus.

All’art. 127, comma 1, lett. c-bis viene introdotta la decadenza diretta (testualmente): qualora il titolare non risulti iscritto nel registro delle imprese, quale impresa attiva per il commercio su aree pubbliche, salvo che l’inattività sia motivata da gravi e comprovate cause di impedimento all’esercizio dell’attività. Per questa ipotesi non si prevedono condizioni temporali né termini postumi di decorrenza (quindi applicabile dal 20/04/2019), da qua la difficoltà interpretativa: meglio attendere il 01/01/2021 anche per la decadenza. Infatti, ai sensi dell’art. 35, comma 2 le disposizioni sul mancato rinnovo per inattività si applicano dal 01/01/2021, che senso avrebbe decadere subito se devo considerare la stessa condizione al momento del rinnovo. Inoltre, il concetto di "gravi e comprovate" è rimesso alla discrezionalità del comune: relativamente ad uno stesso soggetto con concessione in più comuni, un comune potrebbe accettare la situazione e un altro no (vediamo se il prossimo Reg. regionale detterà delle indicazioni).

All’art. 129 (disposizioni transitorie) viene introdotta una sorta di deroga alle nuove condizioni di validità dei titoli abilitativi per le AAPP riguardanti l’iscrizione al R.I. da parte del titolare. Sicuramente anche questa disposizione non è di facile interpretazione, testualmente: i comuni possono rinnovare, con validità fino al 31 dicembre 2024, anche a soggetti non iscritti al registro delle imprese, fino ad un massimo di tre concessioni di posteggio complessive su tutto il territorio regionale. Quel “possono” dà la possibilità di farlo ma anche no, in questo caso le gravi e comprovate cause di impedimento non servono. Se si tratta di rinnovo allora l’applicazione effettiva decorrerà dal 01/01/2021 e ciò è coerente con il termine del 31/12/2024.
Inoltre, se è possibile il rinnovo allora, va da sé, a maggior ragione, che non si applichi la decadenza ex art. 127, comma 1, lett. c-bis). Infine, è da notare come i comuni interessati dovranno attivarsi reciprocamente al fine di verificare il limite delle tre concessioni complessive in tutta la Regione e dovranno decidere quali (tre) delle “n” concessioni rinnovare fino al 2024 (magari potrà essere chiesto direttamente al privato quale preferisce salvare).

Concludo dicendo che, a prescindere da tutto, LA COMUNICAZIONE DI AVVIO PROCEDIMENTO E’ SEMPRE OBBLIGATORIA. O agisci in modo contingibile e urgente o fai la comunicazione di avvio procedimento.

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Re:Vendita alcolici
« il: 01 Agosto 2019, 22:41:40 »
La risposta è sì.
Comma 2, art. 29 del d.lgs. n. 504/95 in vigore prima del 29/08/2017 e dopo il 30/06/2019:
Sono soggetti alla denuncia di cui al comma 1 anche gli esercizi di vendita ed i depositi di alcole denaturato con denaturante generale in quantità superiore a 300 litri.

Comma 2, art. 29 del d.lgs. n. 504/95 in vigore dal 29/08/2017 al 29/06/2019 (come modificato dalla legge n. 124/2017, art. 1, comma 178)
Sono soggetti alla denuncia di cui al comma 1 anche gli esercizi di vendita, ad esclusione degli esercizi pubblici, degli esercizi di intrattenimento pubblico, degli esercizi ricettivi e dei rifugi alpini, ed i depositi di alcole denaturato con denaturante generale in quantità superiore a 300 litri.

Interpretazione pacifica vuole che gli “esercizi di vendita” siano qualsiasi esercizio di commercio o pubblico (non si riferisce all’alcole denaturato). Proprio su questa interpretazione si è basata la modifica del 2017: fra tutti gli esercizi di vendita sono esclusi gli esercizi di intrattenimento pubblico, degli esercizi ricettivi e dei rifugi alpini. Sul punto è stata adottata una circolare dell’agenzia delle Dogane (09/10/2017, n. 113015) all’indomani della legge 124/2017 che ha spiegato bene la cosa: Per quanto qui interessa, la vendita al minuto di prodotti alcolici ricomprende quelle attività che si rivolgono direttamente al consumatore finale inclusi la vendita al dettaglio e la somministrazione di bevande alcoliche, qualsivoglia siano le classificazioni ed i requisiti per l’esercizio fissati dalla rispettiva normativa di riferimento

Ti allego un commento di alcune disposizioni del DL 34/2019 che Omniavis ha pubblicato qualche giorno fa. Fra le altre cose c'è la fattispecie che hai indicato

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Re:Palestre
« il: 31 Luglio 2019, 21:30:18 »
Il discorso è lungo e occorrerebbe vedere il caso specifico. Qua posso fornirti le chiavi di lettura della normativa.
In sintesi:
•   palestre afferenti a scuole - si applica il DM 18/12/1975 con le relative casistiche.

•   impianti sportivi aperti al pubblico (D.M. 18.03.1996) ove si svolgono manifestazioni "sportive" così come definite dagli elenchi CONI e come disciplinate dalle “Norme CONI per l’impiantistica sportiva”.

•   luoghi riabilitativi in cui esercita un medico o un professionista sanitario (fisiatria - fisioterapista) - vedi la materia delle strutture sanitarie - "medicina fisica e riabilitazione" (LR n. 51/09 e DPGR n. 79R/2016).

•   caso residuale: locali finalizzati alle attività motorio/ricreative non soggette alle norme di cui sopra. Qua si può applicare la LR 21/2015 ma, soprattutto, il DPGR n. 42R/2016.

I casi più frequenti, quindi, sono:
- l’impianto sportivo.
- la palestra ludico-motoria

Più che il soggetto esercente, è dirimente l’attività esercitata

L’impianto sportivo è l’ambiente dove vengono esercitate le attività regolamentate dalle Federazioni Sportive Nazionali e dalle Discipline Sportive Associate (vedi elenco CONI). Ai sensi della DCN CONI n. 1379/2008 si distinguono:
a) impianti sportivi agonistici, in cui possono svolgersi attività ufficiali (agonistiche) delle FSN e DSA;
b) impianti sportivi di esercizio, in cui possono svolgersi attività regolamentate dalle FSN e DSA ma non destinate all'agonismo, ovvero tutte le attività propedeutiche, formative o di mantenimento delle suddette discipline sportive.
L’impianto sportivo è realizzato secondo la “normativa “del CONI – vedi anche “Regolamento approvato dal Consiglio Nazionale del CONI con deliberazione n. 1219 del 27 marzo 2002 - regolamento per l’emissione dei pareri di competenza del CONI sugli interventi relativi all’impiantistica sportiva.

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Aree Pubbliche / Re:Macelleria e posteggio
« il: 31 Luglio 2019, 21:21:35 »
Ci sono fiere previste dal Piano del commercio, che si ripetono ogni anno e per le quali, gli operatori, hanno concessioni pluriennali (decennali/dodicennali), al pari dei mercati.

Si sono poi le fiere straordinarie, quelle non previste nel Piano, che possono essere declinate in varie fattispecie, la cui ripetizione annuale può essere incerta o assente. Per queste vigono concessioni temporanee rilasciate di volta in volta.

E' il comune che decide il carattere di ognuna

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la soluzione è già stata fornita e ci si arriva anche considerando la ratio di fondo. Nella legge 28/05 sostanzialmente si riproduceva lo stesso sistema ma usando un formulazione più felice: Per ogni altra violazione delle disposizioni del
titolo II...

Con la LR 62/2018 l'attenzione redazionale è un po' calata (lo si è visto in altre circostanza) ma occorre sottendendere la stessa formola: Per ogni altra violazione delle disposizioni ...

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Siamo al limite...
Le sanzioni sarebbero probabili.
Un elemento chiave della  definizione di NCC riguarda la domanda di servizio su  itinerari  e secondo orari stabiliti di volta in volta.
Nei fatti  è un servizio aperto al pubblico indifferenziato che presenta domanda di trasporto per ogni dove.
Se il servizio è limitato a determinate persone (preciso status: già clienti di...) su itinerari fissi e come corollario di altra attività prevalente, allora ritengo che ci possano essere gli estremi per non giudicare quel trasporto come NCC. Meglio sarebbe un regolamento comunale, che nel definire le varie fattispecie e modalità NCC prendesse in considerazione anche queste ipotesi, magari prevedendo delle forme comunicative per chi lo effettua, al fine di poter controllare

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Toscana / Tariffario ASL - aggiornamento 2019
« il: 24 Luglio 2019, 22:00:50 »
Vedi in allegato il nuova tariffario ASL applicabile dal 01/08/2019

Si riporta solo l'allegato A del tariffario.

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Puglia / Re:Legge ludopatia distanza 250 mt
« il: 22 Luglio 2019, 15:26:14 »
Per gli esercizi già esistenti al 17/06/2019 (entrata in vigore della LR di modifica) non è più previsto alcun termine di decadenza.

vedi qua:
http://www.consiglio.puglia.it/dettaglio/contenuto/64543/Legge-su-ludopatia--Pellegrino---Regole-piu-stringenti-contro-gioco-d-azzardo--In-Consiglio-si-trovi-posizione-unica-

art. 7, comma 2 - PRIMA

Fuori dai casi previsti dall'articolo 110, comma 7, del r.d. 773/1931, l'autorizzazione all'esercizio non viene concessa nel caso di ubicazioni in un raggio non inferiore a cinquecento metri, misurati per la distanza pedonale più breve, da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, oratori, impianti sportivi e centri giovanili, centri sociali o altri istituti frequentati principalmente da giovani o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale e, inoltre, strutture ricettive per categorie protette. L'autorizzazione è concessa per cinque anni e può essere chiesto il rinnovo dopo la scadenza

art. 7, comma 2 - ADESSO
Fuori dai casi previsti dall'articolo 110, comma 7, del r.d. 773/1931, le nuove autorizzazioni all'esercizio non vengono concesse nel caso di ubicazioni in un raggio inferiore a 250 metri, misurati per la distanza pedonale più breve su suolo pubblico, da istituti scolastici primari e secondari, università, biblioteche pubbliche, strutture sanitarie e ospedaliere e luoghi di culto. Restano valide le autorizzazioni comunque concesse prima della data di entrata in vigore della presente disposizione

art. 7, comma 2-bis - ADESSO
Ai fini della presente legge per nuova autorizzazione si intende l'installazione di apparecchi aggiuntivi, esclusa la sostituzione di apparecchi esistenti. L'ampliamento dei locali superiore al 75 per cento della superficie esistente o il trasferimento dell'attività in altro locale è equiparato a nuova apertura. Non rientrano nei casi di cui al presente comma, per gli esercizi già esistenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione, le ipotesi di variazioni della titolarità di esercizi, di variazioni del concessionario o della nomina di nuovo rappresentante legale

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Il riferimento normativo è quello giusto. In Toscana vige la LR 86/2016 e il relativo regolamento, il DPGR n. 47R/2018.

Qui puoi trovare i testi aggiornati: http://raccoltanormativa.consiglio.regione.toscana.it/

Ai sensi della normativa regionale, la guida turistica è una professione turistica esercitabile previa procedura abilitativa da coloro che sono in possesso di determinati requisiti professionali.
Ai sensi dell’art. 104 della LR 86/2016, è guida turistica chi, per professione, accompagna persone singole o gruppi di persone con lo scopo di illustrare le attrattive storiche, artistiche, monumentali, paesaggistiche, nonché le risorse produttive del territorio. (tralascio le considerazioni sulla figura dell'Accompagnatore Turistico)

Ai sensi dell’art. 112 della stessa legge, chiunque esercita l'attività professionale di guida turistica senza aver presentato la SCIA o in mancanza della specifica abilitazione […] è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000,00 a euro 6.000,00

Detto questo, fin qui tutto ovvio, posso aggiungere che è difficile trovare il confine fra l’esercizio abusivo di una professione (sanzionabile) e la facoltà, data a ogni cittadino dalla Costituzione stessa, come diritto fondamentale (quindi incomprimibile), di associarsi, riunirsi e condividere scopi culturali, ricreativi, ecc. La questione, nella sua sostanza, si può ripetere in varie circostanze, ad esempio posso citarti il caso più classico: il gruppo di soci amanti del ballo che, alla fine, trasformano il loro luogo di ritrovo in discoteca abusiva (locale aperto al pubblico con il carattere dell’imprenditorialità e quindi necessitante di autorizzazione).

Quindi, la risposta univoca e certa non c’è. Occorre vedere caso per caso. Posso aggiungere che la giurisprudenza (ce n'é molta sul caso “discoteca” che ti ho detto) afferma che quando i soci sono tesserati al momento e la tessera assume, nei fatti, il valore di ticket per usufruire di una prestazione e non per partecipare alla vita sociale di un gruppo, allora va da sé che siamo di fronte ad un’attività aperta al pubblico di natura commerciale. Nel tuo caso siamo di fronte alla vendita del servizio di “guida turista” e, come tale, necessitante delle relative abilitazioni.

Su chi sanzionare, il discorso è molto tecnico. Diciamo che i principi giurisprudenziali vogliono che la contestazione sia fatta alla persona fisica mentre la persona giuridica è chiamata come responsabile in solido a garanzia del pagamento della sanzione.

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ai sensi dell'attuale normativa è una possibilità legittima e consentita. Attento però, la sede operativa del vettore e almeno una rimessa devono essere situate nel territorio del comune che ha rilasciato l'autorizzazione. Nessuno ha compreso bene che cosa si intenda per sede operativa ma è chiaro che deve essere una sede funzionalmente in grado di erogare il servizio

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TAXI, NCC / Re:utilizzo auto NCC fuori servizio
« il: 18 Luglio 2019, 17:19:51 »
Non è un discorso legato alla legge 21/92 ma al codice della strada e alla destinazione d'uso dei veicoli.
I taxi e gli ncc sono veicoli immatricolati "a uso di terzi", quindi non è ammesso l'"uso proprio".
L'art. 82 del CdS prevede le regolle e le sanzioni:
Ferme restando le disposizioni di leggi speciali, chiunque utilizza un veicolo per una destinazione o per un uso diversi da quelli indicati sulla carta di circolazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 87 ad euro 345.
[omissis]

L’interpretazione più ricorrente, quindi, vuole che solo il tassista o l’NCC da piazza (dove è previsto) possa usare in proprio l’auto fuori dal servizio.
La norma di riferimento è il d.lgs. n. 422/1997 che, all’art. 14 dispone:
Comma 6 - Ad integrazione dell'articolo 86 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, ai veicoli adibiti al servizio di piazza per il trasporto di persone di cui all'articolo 82, comma 5, lettera b), dello stesso decreto, è consentito l'uso proprio fuori servizio.

Quindi, il divieto generale c'è e la deroga al divieto è puntuale: veicoli adibiti al servizio di piazza

Detto questo, per esigenze di imparzialità e ragionevolezza io estenderi anche all'NCC questa possibilità ma, sulla bese di quello che ho relazionato, al 99% sarà elevata sanzione per l'uso proprio. DIfficile convincere gli organi di controllo

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Re:Fuochi d'artificio
« il: 18 Luglio 2019, 15:39:21 »
Purtroppo manca una norma di sintesi che faccia chiarezza in materia. In sintesi, Amministrazione che vai, usanza che trovi.
Ti allego una sintesi che abbio redatto qualche tempo fa. Puoi andare direttamente alla fine e trovi la risposta.

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le verifiche periodiche annuali si applicheranno dal 10/01/2019. Per adesso la regolarità contributiva si usa solo per le attribuzioni di punteggio, vedi art. 4, comma 9 e art. 7, comma 1, lett. b) del Reg. regionale

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Lombardia / Re:Trasferimento licenza NCC
« il: 17 Luglio 2019, 15:19:03 »
la norma prevede un elenco TASSATIVO di condizioni.
Se Tizio cessa l'attività prima dei 5 anni non può vendere. come suol dirsi: riconsegnerà la licenza in comune

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Spettacolo viaggiante / Re:Certificato 14960 sui giochi gonfiabili
« il: 17 Luglio 2019, 15:16:00 »
ci può stare...

Da una parte è vero che le norme UNI-EN sono norme ad adesione/applicazione volontaria. Diventano cogenti quando sono espressamente richiamate da una norma (fonte normativa). Nel caso dei gonfiabili nessuna norma richiama la necessità dell’adesione alla norma UNI citata. C’è solo un rimando generico alle “norme di buona tecnica emanate dagli organismi di normalizzazione nazionali o europei o, in assenza, da standard di buona tecnica di riconosciuta validità”.

È la discrezionalità tecnica amministrativa che valuta la sicurezza delle attrazioni sulla base del manuale di uso e manutenzione e del libretto di attività. Per questo, occorre il parere della CCVLPS.
Tuttavia, per le piccole attrazioni, è la norma stessa a rimandare alla possibilità della “certificazione dell’organismo di certificazione”, dove, per organismo di certificazione, si intende l’organismo di certificazione autorizzato per le attività del presente decreto o organismo notificato per le direttive applicabili all’attività da certificare. In questo caso, però, si tratta di un caso generale (organismo autorizzato per le certificazioni su tutte le attrazioni)

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CLU - Comuni Lombardi Uniti (SUAP) / Re:Fuochi di artificio
« il: 16 Luglio 2019, 15:11:06 »
allego una sintesi in materia - aggiungo che la questione non può che presentare dei motivi incertezza applicativa.

Saluti

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Per come la descrivi non vedrei preclusioni. Va da sé che ai sensi del d.lgs. n. 228/01 (vedi art. 4, comma 1), solo gli imprenditori agricoli iscritti al registro IMPRESE possono vendere su AAPP. Detto questo, gli imprenditori agricoli sono parificati a qualsiasi altra impresa che può partecipare al bando. Se non bando non ha messo altre condizioni limitative o specificazioni, non vedo motivi giuridici per dover rifiutare una domanda di un agricoltore.
E’ vero che la LR lombarda definisce le fiere come quelle caratterizzate dall’afflusso di operatori autorizzati al commercio su AAPP, ma in tale ottica devono essere visti anche gli imprenditori agricoli in quanto, in senso lato, anch’essi sono legittimati a farlo. Sul punto vedi la sintesi regionale:
Gli operatori agricoli coltivatori diretti possono poi partecipare, come noto, in appositi spazi loro dedicati ai mercati e alle fiere previsti dalla l.r. 6 / 2010 senza necessità di assegnazione della concessione di singolo posteggio ma nell’ambito dei suddetti spazi individuati dal Comune.
tratto da:
https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioAvviso/servizi-e-informazioni/enti-e-operatori/commercio-e-fiere/commercio-ambulante-e-mercati/nota-riepilogativa-sagre-fiere-manifest-fieristiche-eventi/nota-riepilogativa-sagre-fiere-manifest-fieristiche-eventi

Magari, potresti indicare nel bando (meglio sarebbe nel regolamento comunale), che il 3% dei posteggi riservati di cui al punto 3.2.5 della DGR 5345/2016 si applica in ogni caso

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Pubblico spettacolo / Re:festa
« il: 15 Luglio 2019, 16:20:38 »
Se ti stai riferendo all'art. 5 del d.lgs. n. 222/2016, questo non prevede termini, pare più un aspicio per il futuro e un mantenimento di quello già fatto in passato:
Le regioni e gli enti locali, nel disciplinare i regimi amministrativi di loro competenza, fermi restando i livelli di semplificazione e le garanzie assicurate ai privati dal presente decreto, possono prevedere livelli ulteriori di semplificazione.

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Lazio / Re:SCIA SOMMINISTRAZIONE TEMPORANEA
« il: 15 Luglio 2019, 15:46:59 »
Il discorso sulla safety e security è ampiamente discrezionale e potrebbe essere applicato, nella misura più opportuna, a qualunque fattispecie, anche alla processione di Pasqua. La safety e security concerne una serie di direttive e raccomandazioni che trovano luogo in atti a contenuto NON normativo (circolari e simili), anche per questo la cosa è discrezionale, non solo per l’auspicato “approccio flessibile” auspicato dalle stesse direttive.

Detto questo, il comune valuterà caso per caso come gestire la sicurezza passiva e attiva degli avventori di un dato evento. Tendenzialmente la safety e security entra in gioco a fronte di eventi rilevati che riguardano il trattenimento/spettacolo ma anche una sagra e simili (somm.ne temporanea), fattispecie completamente esclusa dal campo applicativo degli artt. 68/69/80 TULPS può rappresentare l’occasione per ordinare (ad esempi) l’installazione di dispositivi antintrusione o la verifica della sicurezza dei luoghi che ospitano l’evento (magari legare la concessione di suolo pubblico al soddisfacimento di certe condizioni). Quindi, vedi tu quali possano essere i profili di rischio e, eventualmente, indicare al privato le condizioni da soddisfare.

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sui confine fra esercizio liberalizzato e non vedi il TAR Lecce n. 3171/2015 (abbastanza liberalizzante) e il relativo appello, CdS n. 818/2018, che ha un po' ridimensionato la portata della sentenza di primo grado

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La faccenda è dibattuta. Nel complicato panorama normativo che riguarda le farmacie non troviamo una disposizione che indica con esattezza le fattispecie da sottoporre ad autorizzazione e quella da sottoporre a mera procedura dichiarativa. Anche il fatto dell’ampliamento non trova un esplicito riferimento normativo, credo sia più una prassi.

Vista la discrezionalità tecnica che sta alla base del giudizio sui locali dove viene esercitata l’attività, io protendo di più nel considerare necessaria l’autorizzazione anche per le modifiche (quantomeno quelle rilevanti – modificanti il layout)
Il presupposto potrebbe essere l’art. 111 del RD 1265/1934:
L'apertura e l'esercizio di una farmacia non possono aver luogo se non dopo che sia stata eseguita una ispezione, disposta dal prefetto, al fine di accertare che i locali, gli arredi, le provviste, la qualità e la quantità dei medicinali sono regolari e tali da offrire piena garanzia di buon esercizio

Incrocia con l’art. 14, comma 3 della LR 16/00.

Sul punto potrei citarti il TAR Veneto n. 104/2011 il quale afferma che l’ispezione di cui all’art. 111 deve seguire e non precedere il rilascio:
Sulla base di ciò, deve, pertanto, concludersi (Consiglio di Stato, Sez. IV, 20.6.1989 n. 424) che, in base al combinato disposto degli articoli 111 del R.D. 27 luglio 1265, 20 del R.D. 30 settembre 1938 n. 1706 e 9, 10 e 11 del D.P.R. 21 agosto 1971 n. 1275, l'ispezione dei locali deve seguire, e non precedere, il rilascio dell'autorizzazione.
Anche se, in ogni caso, tale ispezione riguarda il procedimento autorizzatorio (deve essere fatta subito dopo – vedi le disposizioni citate nella sentenza)


Per contro ( e qui assecondo le tue intenzioni) a prescindere dall’ispezione dell’art. 111, potresti ritenere che le variazioni dei locali non siano soggette ad autorizzazione per mancanza di preciso riferimento normativo. Le variazioni sono soggette a mera comunicazione oppure  anessun adempimento e sono valutate dalla commissione di cui all’art. 127 del RD 1265/1934 nell’ambito delle ispezioni biennali – incrocia con l’art. 23 della LR 16/00

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