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Post - commercio1

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Al fine di garantire il distanziamento sociale, nel nostro centro storico alcuni ristoranti avrebbero chiesto di poter aprire delle sale in locali (ex negozi, attualmente chiusi) vicini, ma non comunicanti, perché non ci sono aree pubbliche adatte e senza questo spazio aggiuntivo si troverebbero (considerati gli spazi già contenuti) con un numero di tavoli assolutamente irrisorio. Vorremmo evitare di far presentare SCIA per nuova apertura con conseguente apertura di unità locale in camera di commercio. Come Comune possiamo, con apposito atto (pensavo a ordinanza contingibile ed urgente), derogare temporaneamente e far presentare ‘solo’ SCIA per ampliamento della superficie di somministrazione e relativa notifica sanitaria (l’ULSS concorda)?

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Dopo la sentenza 56/2020 della Corte Costituzionale che ha eliminato l'obbligo di rientro in rimessa dopo ogni servizio, si pone il problema di interpretare le altre norme della L. 21/1992 che non sono state dichiarate incostituzionali per capire le ricadute sulla effettiva modalità con cui è possibile espletare i vari servizi.
E’ condivisibile l’interpretazione che riporto di seguito?
L'inizio di un servizio di noleggio con conducente può avvenire al di fuori di una rimessa in disponibilità del vettore NCC a condizione che:
- non si effettui alcun stazionamento al di fuori delle rimesse in disponibilità del vettore NCC ubicate nel bacino territoriale
- sia registrato, eventualmente assieme ad altri servizi prenotati prima che sia iniziato il primo servizio di essi, sul foglio di servizio tenuto a bordo, la cui copia conforme, qualora abbia formato cartaceo, è stata lasciata presso la rimessa, ubicata nel bacino territoriale, da cui è partito il primo servizio in esso registrato.
Dopo il primo viaggio, che può avere destinazione sia l'interno del bacino territoriale sopraindicato, che una località fuori di esso (nazionale o europea), il successivo servizio, regolarmente registrato sul foglio di servizio sin dalla partenza dalla rimessa del predetto primo servizio, non ha alcun limite territoriale per il suo inizio o il suo termine.
Ciò che occorre considerare è che tali servizi ulteriori al primo, purché prenotati e registrati sul foglio di servizio prima dell'inizio di quest'ultimo, possono iniziare o terminare ovunque.
Per tutti i successivi servizi, già registrati sul foglio di servizio sin dalla partenza dalla rimessa per il primo viaggio, potrà essere adottato il medesimo schema. La prenotazione deve essere ricevuta dal vettore, anche con strumenti telematici, prima di lasciare la rimessa, in quanto, nel caso di foglio di servizio in formato cartaceo, copia conforme di detto foglio deve essere lasciata presso tale rimessa.
Dopo l'ultimo servizio prenotato, tuttavia, si ritiene che sia necessario il rientro presso una rimessa nella disponibilità del vettore, situata nel bacino territoriale di cui sopra, in quanto è vietato lo stazionamento del veicolo in attesa dei clienti al di fuori di essa
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L’art. 181 del DL 34 ha introdotto una procedura semplificata per richiedere l’occupazione del suolo pubblico da parte dei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, con esonero fino al 31.10 dal pagamento della TOSAP e dell’imposta di bollo.
In situazioni normali, avremmo chiesto anche la presentazione (via SUAP!) di SCIA per l’ampliamento della superficie di somministrazione. Il Comune può introdurre delle semplificazioni per la presentazione di queste SCIA?

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Parrucchieri ed estetisti che hanno presentato SCIA di vicinato e hanno iscrizione in camera di commercio con codice ATECO 47.75.10 (Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l'igiene personale) possono vendere anche in negozio?

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Riporto per comodità alcune parti del D.LGS 228/2001:
Comma 2: La vendita diretta dei prodotti agricoli in forma itinerante è soggetta a comunicazione al comune del luogo ove ha sede l'azienda di produzione
Comma 5: La presente disciplina si applica anche nel caso di vendita di prodotti derivati, ottenuti a seguito di attività di manipolazione o trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici, finalizzate al completo sfruttamento del ciclo produttivo dell'impresa
Comma 8-bis. …., nell'ambito dell'esercizio della vendita diretta è consentito vendere prodotti agricoli, anche manipolati o trasformati, già pronti per il consumo, mediante l'utilizzo di strutture mobili nella disponibilità dell'impresa agricola, anche in modalità itinerante su aree pubbliche o private, nonché il consumo immediato dei prodotti oggetto di vendita, utilizzando i locali e gli arredi nella disponibilità dell'imprenditore agricolo, con l'esclusione del servizio assistito di somministrazione e con l'osservanza delle prescrizioni generali di carattere igienico-sanitario.
La mia domanda è dunque questa: la comunicazione di vendita in forma itinerante di prodotti agricoli ex comma 2, in base al comma 8-bis, consente la vendita di prodotti, anche manipolati, già pronti per il consumo, nonché il consumo immediato, senza il servizio di somministrazione.
Orbene chiedo: cosa deve presentare il produttore agricolo se ha un mezzo di proprietà che consente di fare alcune preparazioni sul mezzo (esempio frittura, cottura alla piastra)? cosa vuol dire già pronti per il consumo? vuol dire che è ammesso il solo riscaldamento, ad esempio?

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A fronte di disposizioni contrastanti tra DPCM e ordinanze regionali, il Comune come deve comportarsi?
In particolare in Veneto, per i mercati, l’ultima ordinanza appena adottata prevede:
nei mercati e nelle analoghe forme di vendita su area pubblica o privata è ammessa la vendita di prodotti florovivaistici e di abbigliamento per bambini, comprese le scarpe per i bambini medesimi; mentre il DPCM 26.04.2020, art. 1, comma 1, let z) dispone: sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari.

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Una cooperativa agricola nel settore dell’apicoltura chiede se deve presentare una comunicazione ai sensi dell’art. 4 del D.lgs 228/2001 per vendere ai soci nuclei di api e apparecchiatura per la smielatura

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Non riuscendo a garantire il rispetto delle raccomandazioni di cui alla lettera f) dell’art. 2 del DPCM 8 marzo 2020, ed in particolare “l'adozione di misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee ad evitare assembramenti di persone, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro tra i visitatori”, il mercato settimanale nel nostro Comune è stato sospeso anche per i banchi alimentari e dei prodotti agricoli fino al 3 aprile con ordinanza sindacale ai sensi dell’art. 50, comma 5 del D.lgs 267/2000.
Vorremmo prorogare questa sospensione fino al 13 aprile, ma ci viene il dubbio che sia possibile in base al combinato disposto delle seguenti disposizioni contenute nel DL 25.03.2020, n. 19:
- art. 1 ‘Misure per evitare la diffusione del COVID-19’, comma 2, let. aa):
"limitazione allo svolgimento di fiere e mercati, a eccezione di quelli necessari per assicurare la reperibilità dei generi agricoli, alimentari e di prima necessità"
- art. 3 ‘Misure urgenti di carattere regionale o infraregionale’, comma 2:
"I Sindaci non possono adottare, a pena di inefficacia, ordinanze contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l'emergenza in contrasto con le misure statali, né eccedendo i limiti di oggetto cui al comma 1)" (che sono le misure elencate nell’art. 1, comma 2 sopra citato, tra le quali c’è il punto aa).

Cosa ne pensate? Grazie

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Gratta e vinci
« il: 26 Marzo 2020, 11:37:40 »
Nella disposizione di sospensione dei giochi effettuata dall'Agenzia delle Dogane e dei monopoli sono ricompresi i gratta e vinci?

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La sospensione dei termini disposta dall'art. 103 del DL 17.03.2020, n. 18 si applica anche alle SCIA? Il Ministero dell'Interno afferma ciò nella circolare del 19 marzo, per effetto di questa previsione contenuta nel citato articolo: Sono prorogati o differiti, per il tempo corrispondente, i termini di formazione della volontà conclusiva dell'amministrazione nelle forme del silenzio significativo previste dall'ordinamento. E' condivisibile tale posizione?

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Direi di no, perchè la vendita (formazione del consenso tra le parti) si forma per telefono. Nella vendita itinerante (commercio su area pubblica in forma itinerante) tale consenso si forma invece sul suolo pubblico dove si è fermato l'operatore che incontra lì il cliente. Non vedo neanche possibile configurare la vendita al domicilio per lo stesso motivo (il consenso si forma c/o il domicilio) 

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Un produttore agricolo, iscritto al registro imprese, per vendere tramite telefono e consegnare poi al richiedente deve fare una pratica di vendita al dettaglio 'per corrispondenza, televisione e altri sistemi di comunicazione'? Io direi di no: il D.lgs 228/2001 all'art. 4 parla solo di comunicazione per commercio elettronico

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Scusate, ma da dove si trae che il commercio ambulante è sospeso?

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Un bar con lotto e tabacchi mi chiede se deve tenere aperto dopo le 18:00 per garantire lotto e vendita tabacchi. Secondo noi no, perchè il locale di bar deve essere chiuso al pubblico dopo le 18:00

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In questo difficile momento, le classiche pizzerie (quindi non le attività artigiane di vendita per asporto) chiedono se possono consegnare a domicilio la pizza ordinata per telefono dopo la chiusura disposta alle 18:00

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Ci viene segnalato che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha emanato il decreto n. 4 del 19 febbraio 2020 con il quale istituisce il Registro Informatico Pubblico Nazionale per taxi, NCC, motocarrozzette e natanti, previsto dall’articolo 10 bis, comma 3, del DL 14 dicembre 2018, n.135.
E' quindi possibile ritenere concluso il periodo di divieto di rilascio di nuove autorizzazioni di cui al comma 6 del citato art. 10 bis?

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Studio odontoiatrico
« il: 11 Febbraio 2020, 11:49:29 »
Il commercialista dello studio odontoiatrico (X) chiede al nostro SUAP che pratica dovrà predisporre un altro odontoiatra (Y) al quale (X) ha intenzione di 'cedere' la sua attività attraverso la 'cessione del pacchetto clienti e dell'attrezzatura'. Per i locali ci sarà contratto affitto muri. Per questa operazione (X) farà fattura a (Y). Il commercialista specifica che non si configurerebbe subentro, trattandosi di attività professionale e non commerciale. Non faranno quindi nessun atto notarile o scrittura privata autenticata. Premesso che è la prima volta che ci viene sottoposto un simile quesito, secondo noi si tratta di apertura di nuova attività. Corretto?

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / B&B e corsi di cucina
« il: 05 Febbraio 2020, 16:47:55 »
Un’attività di Bed & Breakfast intende promuovere dei corsi di cucina e degli show cooking tenuti da esperti del settore, usando la cucina del B&B, da proporre sia agli alloggiati, sia agli esterni, a pagamento con fattura/ricevuta che verrà staccata direttamente dal cuoco. Tutto ciò sarà oggetto di promozione tramite volantini, sito internet e social network. Lo scopo dei corsi è quello di favorire la conoscenza per la preparazione di piatti caratteristici della cucina tipica locale. Nello svolgimento dei corsi è previsto l’assaggio delle pietanze preparate. Sulla base di quanto sopra esposto, si chiede se sono necessarie particolari autorizzazioni per lo svolgimento di tali corsi.

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Scusate l'ignoranza abissale, ma c'è una norma che disciplina l'esecutività delle delibere di Giuna regionale, analogamente all'art. 134 TUEL?

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La nostra Provincia ha iniziato ad inviare tramite SUAP indizioni di conferenze di servizi di sua competenza ai sensi del DPR 59/2013. Oggi ne sono arrivate due per conferenze semplificate, per altrettante pratiche che, ai sensi del D.lgs 152/2006, prevederebbero dei termini di procedimento rispettivamente di 90 e 120 giorni. Il problema che ci poniamo come SUAP è che i 90 giorni sono già scaduti, mentre mancano solo 15 giorni per la scadenza dei 120. Ci limitiamo a inviare tali indizioni o dobbiamo fare qualcosa?

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Si chiede se la determinazione conclusiva della conferenza di servizi simultanea debba valere quale 'preavviso di diniego' ex art. 10-bis della L. 241/1990 analogamente a quanto previsto per la conferenza semplificata ex art. 14-bis, comma 5.

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Sincere grazie!

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Un produttore agricolo intende avviare un'attività di produzione e vendita di pane  quale attività connessa alla principale agricola. Deve presentare SCIA di panificazione ai sensi del del DL 223/2006?

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La Regione Veneto con legge 10.09.2019 n. 38 all’art. 8 ha disposto quanto segue:
“La Giunta regionale, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, adotta il provvedimento, sul quale acquisisce il parere della competente commissione consiliare, per rendere omogenee sul territorio regionale le fasce orarie di interruzione quotidiana del gioco, secondo quanto previsto dall'intesa sottoscritta ai sensi dell'articolo 1, comma 936, della legge 28 dicembre 2015, n.208 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato di cui al comma 1".
Con DGR n. 2006 del 30 dicembre 2019, pubblicata lo scorso 10 gennaio, ha individuato le citate fasce orarie.
Chiedo se sia necessario da parte del Comune recepire tali fasce orario con apposita ordinanza sindacale, o quanto normato dalla Regione è da ritenere di immediata applicazione?

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Un collega mi ha ricordato la risposta che il MISE diede nel 2018 ad un Comune, che allego, dalla quale parrebbe trarsi la conclusione che un bar può solo essere un punto di vendita non esclusivo. Analogamente una media struttura?

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Una media struttura di 626 mq può attivare un punto vendita di quotidiani e periodici al suo interno? e se si, esclusivo o non esclusivo? Per me non avendo una superficie di vendita di almeno 700 mq non può attivare un pv non esclusivo, visto che il D.lgs 170/2001 non mi risulta abrogato. Mi rimane il dubbio per il punto di vendita esclusivo perchè ricordo di aver letto che i punti di vendita esclusivi possono vendere presso la propria sede qualunque altro prodotto, fermo restando che l'attività principale deve rimanere quella di vendita di giornali e riviste. Tale affermazione si trova in una delibera di Giunta della Regione Veneto (da cui scrivo), la nr. 1010 del 05.06.2012, ma mi pare fosse anche contenuta in un decreto Monti o comunque altra norma di liberalizzazione, ma non sono in effetti riuscito a tovarla.

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Noleggio sci
« il: 19 Dicembre 2019, 17:06:46 »
Ci chiama una ditta che intende far annotare nel registro imprese l'attività in oggetto, ma la Camera di Commercio competente non procede se non previa SCIA al Comune. Sono convinto che si tratti di attività libera. Sentita la Camera, mi dicono che loro si basano su quanto riportato nel sito http://ateco.infocamere.it. alla voce noleggio sci, codice 77.21.09, che effettivamente (ho controllato) alla voce 'Indicazioni normativa NAZIONALE (adempimenti necessari per l'esercizio dell'attività)' indica una SCIA al Comune. Sinceramente non ho trovato in base a quale norma. Chi ha ragione?

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Insegna
« il: 15 Novembre 2019, 15:41:54 »
Scusate l'ignoranza abissale, ma il Sindaco mi chiede se un'edicola, nella sua insegna, può inserire (cosa già fatta) il simbolo i (i in corsivo blu su sfondo bianco), tipicamente usato per gli uffici informativi turistici (pare non dia alcuna informazione...)?

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Grazie per la risposta. Saluti cordiali

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Chiedo cortese supporto al quesito postato il 7 novembre, perché l'ULSS ci sollecita. Grazie.

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