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Post - Simone Chiarelli

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 Ricordo tuttavia i LIMITI alla compensazione in virtù della procedura di infrazione e conseguente modifica delle LINEE GUIDA ANAC 4

https://www.youtube.com/watch?v=BT3yTg6l5Zs&feature=youtu.be

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buongiorno, la mia Ditta NCC nella regione Sicilia è iscritta alla camera di commercio come Ditta individuale: ho 2 licenze di 2 Comuni diversi (di provincie diverse) e 3 rimesse (2 nei 2 comuni di rilascio delle licenze e 1 nel comune dove risiedo che appartiene ad una terza provincia).
adesso vorrei iscrivere la ditta all'albo delle imprese artigiane: vorrei sapere come fare e se posso utilizzare come sede quella della provincia dove risiedo e dove ho la terza rimessa.
grazie

L'iscrizione va presentata alla CCIAA dove si ha la sede principale (quindi anche quella di residenza va bene).
http://www.pa.camcom.it/content.aspx?33/37/63-159-Imprese-Artigiane

La Commissione valuterà il carattere artigianale dell'impresa tenuto conto delle varie articolazioni.

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Buongiorno,
un cittadino, tempo fa, ha inoltrato al Comune la SCIA per avvia attività ricettiva in forma non imprenditoriale (casa vacanze). Oggi, lo stesso cittadino, mi chiama dicendo che ha intenzione di affittare la casa ai fini turistici per un anno (con regolare contratto registrato); mi chiedo, il cittadino deve cessare l'attività ricettiva avviata o può tenere l'attività anche se affitta per un anno? In quest'ultimo caso è obbligato a dare comunicazione mensile alla Provincia dei flussi turistici?
Grazie

Può sospendere la CAV per 1 anno e fare quel che vuole in quel periodo (compresi affitti turistici). Comunichi a SUAP e Provincia così da non avere adempimenti.
Entro 1 anno o riapre o decade.

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Lombardia / Re:pubblico spettacolo
« il: 22 Agosto 2019, 15:48:42 »
Una attività di somministrazione di alimenti e bevande, ha ottenuto regolare licenza per pubblico spettacolo su un area privata nella sua disponibilità, allegando alla stessa un calendario dove specifica i giorni in cui gli eventi autorizzati si terranno.
Nei giorni non inseriti in tale calendario, parte integrante della licenza, il titolare non può utilizzare tale area per nessun motivo, o comunque puoi esercitare la semplice somministrazione di alienati e bevande senza procedere ad alcun evento.

Ringrazio anticipatamente.

Certo che può usare l'area purchè sia già compresa nella superficie di somministrazione o presenti comunicazione di ampliamento della superficie

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Non ho parole.... alla faccia della certezza del diritto.
Il 10 bis sulla Scia mi mancava 🧐

Una volta si diceva “Ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit”

Spero che simile giurisprudenza resti minoritaria

Anche io sono rimasto scioccato, anche perchè non è un TAR qualsiasi ... è il Consiglio di Stato.

E' vero che gli le società di installazione di antenne sono "forti" (da tanti punti di vista) e dubito che analogo orientamento sarebbe sorto per una officina o esercizio commerciale ... però così è ... ne va preso atto! in attesa forse della Adunanza Plenaria

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Spettacolo viaggiante / Re:REQUISITI MORALI
« il: 22 Agosto 2019, 15:44:00 »
I precedenti sono per furto, ricettazione, abusi edilizi e per gestione rifiuti non autorizzata.
Per l'art.11 Tulps mi dà pensiero il reato di furto, anche in concorso, per il quale è stato condannato più volte, e l'ultima condanna risale al 2007. 
Secondo Voi posso comunque non tenerne conto ed archiviare?
Grazie

Diciamo che la giurisprudenza sulla BUONA CONDOTTA c'è e dà ampia discrezionalità all'Amministrazione ma fondamenalmente nel PORTO D'ARMI. Lì è evidente la pericolosità di mettere un fucile o una pistola nelle mani di un soggetto che ha già commesso reati, anche molto datati.

Qui si tratta di attività economica ... reati abbastanza vecchi (12 anni sono una enormità) ed alcuni non pertinenti (abusi edilizi ecc...). Il furto preoccuperebbe se fosse più recente e commesso nell'esercizio della stessa attività .... come la ricettazione ....

ma come detto ... archivierei!

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Egregio Dottore, la aggiorno sulla situazione.
il controinteressato ha presentato opposizione all'accesso adducendo che la richiesta di ottenere copia degli atti non può essere accolta in quanto:
1. essa proviene da persone non identificate (non è specificata nella richiesta la data ed il luogo di nascita, non sono allegati i documenti di identificazione e comunque manca la delega nei confronti dell'ignoto depositante l'istanza);
2. la richiesta non è documentata quanto alla titolarità del diritto di proprietà da parte dei richiedenti di immobili adiacenti o confinanti con quello del controinteressato;
3. la richiesta non indica e non documenta alcun apprezzabile interesse ad effettuare l'accesso ai sensi della legge 241/1990 ossia non reca l'indicazione dell'uso che i richiedenti intendano fare della documentazione richiesta e dunque della ragione per le quali essa possa e debba essere rilasciata.
I richiedenti NON hanno titolo per effettuare l'accesso ai sensi della l.n. 241/1990;
Si diffida, pertanto, la P.A. a non accogliere l'istanza che consentirebbero ai richiedenti di conoscere senza titolo i miei dati personali. Eventuali provvedimenti illeciti adottati saranno perseguiti in tutte le sedi di giustizia.

In merito devo dire che:
1. effettivamente nell'istanza di accesso ci sono solo i nomi dei richiedenti senza dati anagrafici, residenza e NON vi è allegata alcuna copia di documento di identità, MA L'ISTANZA E' SOTTOSCRITTA DA TUTTI I RICHIEDENTI L'ACCESSO);
2. Quanto al fatto che controparte riferisca che non vi è documentazione in merito alla titolarità del diritto di proprietà da parte dei richiedenti ad effettuare l'accesso io credo che sia sufficiente verificare se i richiedenti sono effettivamente residente nella zona del pubblico esercizio e NON credo che debbano necessariamente depositare anche i documenti comprovanti la proprietà degli immobili confinanti con il Bar;
3. non comprendo cosa intende dire controparte quando parla di delega al deposito dell'istanza (Mah !!!!!!!!!);
4. il controinteressato INSISTE nel dire che la richiesta non indica e non documenta alcun apprezzabile interesse ad effettuare l'accesso ai sensi della legge 241/1990 ossia non reca l'indicazione dell'uso che i richiedenti intendano fare della documentazione richiesta e dunque della ragione per le quali essa possa e debba essere rilasciata; (in merito al punto 4 devo dire che gli istanti NON rendono noti i motivi dell'acceso agli atti ma nella nota si legge: il sottoscritti ..... in seguito a numerosi atteggiamenti offensivi che turbano il quieto vivere del vicinato o da atteggiamenti provocatori del titolare del Bar, chiedono: 1. intestatario della licenza; 2. autorizzazione e concessione suolo pubblico con dimostrazione ricevuta di pagamento; 3 chiarimenti su come l'amministrazione abbia concesso le citate autorizzazioni senza adeguate misure igieniche come pedana legno . . . . 

EGREGIO DOTTORE SECONDO LEI, A QUESTO PUNTO, COSA DEBBO FARE?
1. INOLTRARE LA NOTA DI DINIEGO AGLI ISTANTI SENZA CONCEDERE L'ACCESSO AGLI ATTI?
2. OPPURE FARGLI MEGLIO SPECIFICARE LE MOTIVAZIONE DELL'ACCESSO AGLI ATTI E INSERIRE NELLA RICHIESTA DOCUMENTI DI TUTTI I RICHIEDENTI?
3. COSA ALTRO SECONDO LEI?
GRAZIE

La documentazione è ACCESSIBILE sia come accesso ai documenti (L. 241/1990) che come ACCESSO CIVICO GENERALIZZATO (Art. 5 dlgs 33/2013).

A questo punto suggerisco di procedere in questo modo:
1) comunicare ai richiedenti che la documentazione è disponibile presso l'ufficio XXX dal giorno YYYY
2) quando un soggetto viene a visionare chiedere copia documento e far autocertificare condizione di vicino o residente
3) in alternativa far dichiarare che intende visionare quale accesso civico

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I termini perentori per l'iscrizione del ricorso, avverso il Tar per il silenzio/diniego da parte di un ente locale,avverso la richiesta di accesso agli atti,i tempi sono dimezzati da 30 a 15gg(procedura semplificata),MI CHIEDO:la sospensiva di agosto dal 01 al 31, e' cmq valida anche per le iscrizioni suddette?oppure i TERMINI( 15 gg) trascorrono anche nel mese di agosto?grazie.

A favore della sospensione feriale:
T.A.R. Catanzaro - Sentenza 21 aprile 2016 , n. 866
http://www.centrostudi-sv.com/attachments/article/1379/Tar%20Catanzaro%20%20866%202016.doc

T.A.R. Lazio, sez. II, 9-12-2015 n. 13750; T.A.R. Basilicata, 12-6-2015 n. 295; T.A.R. Toscana, sez. II, 3-3-2015 n. 357
http://www.centrostudi-sv.com/index.php/servizi/giurisprudenza/1379-ricorso-contro-il-silenzio-presupposti-e-termini-t-a-r-catanzaro-sentenza-21-aprile-2016-n-866
T.A.R. LOMBARDIA – SENT. N. 6380/2007 DEL 20/11/2007
http://www.iuav.it/Facolta/facolt--di/OSSERVATOR/ambiente/DOCUMENTI/INFORMAZIO/TAR/Tar-Lombardia--Milan-1FB5BC.pdf

Riepilogo
https://books.google.it/books?id=NpxoTleN8zYC&pg=PA335&lpg=PA335&dq=%22rito+speciale%22+accesso+15+giorni+sospensione+feriale&source=bl&ots=PV4ys1tJJm&sig=ACfU3U0xRNPxwrkzPRAfoFJIsGjo8Mfipg&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjY6cOvy5bkAhUjpnEKHUzWCPwQ6AEwBnoECAkQAQ#v=onepage&q=%22rito%20speciale%22%20accesso%2015%20giorni%20sospensione%20feriale&f=false

La tutela dei diritti di accesso ai documenti amministrativi e alle informazioni nella prospettiva giurisdizionale
http://www.astrid-online.it/static/upload/pari/parisio_federalismi.pdf

*************
Legge 7 ottobre 1969, n. 742
Sospensione dei termini processuali nel periodo feriale

Art. 1.

Il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni ordinarie ed a quelle amministrative è sospeso di diritto dal 1º al 31 agosto di ciascun anno, e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Ove il decorso abbia inizio durante il periodo di sospensione, l'inizio stesso è differito alla fine di detto periodo.
(termini così modificati dal 1° gennaio 2015 dall'art. 16 della legge n. 162 del 2014)

La stessa disposizione si applica per il termine stabilito dall'articolo 201 del codice di procedura penale.

Art. 2.

In materia penale la sospensione dei termini procedurali, compresi quelli stabiliti per la fase delle indagini preliminari, non opera nei procedimenti relativi ad imputati in stato di custodia cautelare, qualora essi o i loro difensori rinunzino alla sospensione dei termini.

La sospensione dei termini delle indagini preliminari di cui al primo comma non opera nei procedimenti per reati di criminalità organizzata.

Nei procedimenti per reati la cui prescrizione maturi durante la sospensione o nei successivi quarantacinque giorni, ovvero nelle ipotesi in cui durante il medesimo periodo scadano o siano prossimi a scadere i termini della custodia cautelare, il giudice che procede pronuncia, anche di ufficio, ordinanza non impugnabile con la quale è specificamente motivata e dichiarata l'urgenza del processo. In tal caso i termini processuali decorrono, anche nel periodo feriale, dalla data di notificazione dell'ordinanza. Nel corso delle indagini preliminari l'urgenza è dichiarata nella stessa forma dal giudice su richiesta del pubblico ministero.

Nel corso delle indagini preliminari, quando occorre procedere con la massima urgenza nel periodo feriale al compimento di atti rispetto ai quali opera la sospensione dei termini stabilita dall'articolo 1, il giudice per le indagini preliminari, su richiesta del pubblico ministero o della persona sottoposta alle indagini o del suo difensore, pronuncia ordinanza nella quale sono specificamente enunciate le ragioni dell'urgenza e la natura degli atti da compiere.

Allo stesso modo il pubblico ministero provvede con decreto motivato quando deve procedere al compimento degli atti previsti dall'articolo 360 del codice di procedura penale.

Gli avvisi sono notificati alle parti o ai difensori. Essi devono far menzione dell'ordinanza o del decreto e i termini decorrono dalla data di notificazione.

La sospensione dei termini non opera nelle ipotesi previste dall'articolo 467 del codice di procedura penale.

Quando nel corso del dibattimento si presenta la necessità di assumere prove nel periodo feriale, si procede a norma dell'articolo 467 del codice di procedura penale. Se le prove non sono state già ammesse, il giudice, nella prima udienza successiva, provvede a norma dell'articolo 495 dello stesso codice; le prove dichiarate inammissibili non possono essere utilizzate.

Art. 2-bis

1. Nei procedimenti per l'applicazione di una misura di prevenzione, le disposizioni dell'articolo 1 non si applicano quando sia stata provvisoriamente disposta una misura personale o interdittiva o sia stato disposto il sequestro dei beni, qualora gli interessati o i loro difensori espressamente rinunzino alla sospensione dei termini, ovvero il giudice, a richiesta del pubblico ministero, dichiari, con ordinanza motivata non impugnabile, l'urgenza del procedimento.

Art. 3.

In materia civile, l'articolo 1 non si applica alle cause ed ai procedimenti indicati nell'articolo 92 dell'ordinamento giudiziario 30 gennaio 1941, n. 12, nonché alle controversie previste dagli articoli 429 e 459 del codice di procedura civile.

Art. 4.

Le norme degli articoli 2 e 3 si applicano alle cause prevedute dagli articoli 91 e 92 dell'ordinamento giudiziario di competenza del pretore e, per quelle indicate dall'articolo 92, anche a quelle di competenza del conciliatore.

Art. 5.

In materia amministrativa, l'articolo 1 non si applica nel procedimento per la sospensione della esecuzione del provvedimento impugnato.

Art. 6.

La presente legge entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Re:Casa vacanze - cucina
« il: 22 Agosto 2019, 15:26:05 »
E' possibile adibire a casa vacanze due unità abitative con più camere, due soggiorni e senza il locale cucina (come da scheda catastale)?
La L.R. 27/2015 non prevede espressamente che ci sia il locale cucina?

la CUCINA è OBBLIGATORIA:
"Art. 26 comma  3. Le case e appartamenti per vacanze mantengono la destinazione urbanistica residenziale e devono possedere i requisiti igienico-sanitari ed edilizi previsti per i locali di civile abitazione".

Decreto ministeriale Sanità 5 luglio 1975
Modificazioni alle istruzioni ministeriali 20 giugno 1896, relativamente all'altezza minima
ed ai requisiti igienico-sanitari principali dei locali di abitazione

Art. 1

L'altezza minima interna utile dei locali adibiti ad abitazione è fissata in m 2,70 riducibili a m 2,40 per i corridoi, i disimpegni in genere, i bagni, i gabinetti ed i ripostigli.

Nei comuni montani al di sopra dei m 1000 sul livello del mare può essere consentita, tenuto conto delle condizioni climatiche locali e della locale tipologia edilizia, una riduzione dell'altezza minima dei locali abitabili a m 2,55.

Le altezze minime previste nel primo e secondo comma possono essere derogate entro i limiti già esistenti e documentati per i locali di abitazione di edifici situati in ambito di comunità montane sottoposti ad interventi di recupero edilizio e di miglioramento delle caratteristiche igienico sanitarie quando l'edificio presenti caratteristiche tipologiche specifiche del luogo meritevoli di conservazione ed a condizione che la richiesta di deroga sia accompagnata da un progetto di ristrutturazione con soluzioni alternative atte a garantire, comunque, in relazione al numero degli occupanti, idonee condizioni igienico-sanitarie dell'alloggio, ottenibili prevedendo una maggiore superficie dell'alloggio e dei vani abitabili ovvero la possibilità di una adeguata ventilazione naturale favorita dalla dimensione e tipologia delle finestre, dai riscontri d'aria trasversali e dall'impiego di mezzi di ventilazione naturale ausiliaria.
(comma aggiunto dall'articolo 1 del d.m. Sanità 9 giugno 1999, pubblicato sulla G.U. n. 148 del 26 giugno 1999)

Art. 2

Per ogni abitante deve essere assicurata una superficie abitabile non inferiore a mq 14, per i primi 4 abitanti, ed a mq 10, per ciascuno dei successivi.

Le stanze da letto debbono avere una superficie minima di mq 9, se per una persona, e di mq 14, se per due persone.

Ogni alloggio deve essere dotato di una stanza di soggiorno di almeno mq 14.

Le stanze da letto, il soggiorno e la cucina debbono essere provvisti di finestra apribile.

Art. 3

Ferma restando l'altezza minima interna di m 2,70, salvo che per i comuni situati al di sopra dei m. 1000 sul livello del mare per i quali valgono le misure ridotte già indicate all'art. 1, l'alloggio monostanza, per una persona, deve avere una superficie minima, comprensiva dei servizi, non inferiore a mq 28, e non inferiore a mq 38, se per due persone.

Art. 4

Gli alloggi debbono essere dotati di impianti di riscaldamento ove le condizioni climatiche lo richiedano.

La temperatura di progetto dell'aria interna deve essere compresa tra i 18 °C ed i 20 °C; deve essere, in effetti, rispondente a tali valori e deve essere uguale in tutti gli ambienti abitati e nei servizi, esclusi i ripostigli.

Nelle condizioni di occupazione e di uso degli alloggi, le superfici interne delle parti opache delle pareti non debbono presentare tracce di condensazione permanente.

Art. 5

Tutti i locali degli alloggi, eccettuati quelli destinati a servizi igienici, disimpegni, corridoi, vani-scala e ripostigli debbono fruire di illuminazione naturale diretta, adeguata alla destinazione d'uso.

Per ciascun locale d'abitazione, l'ampiezza della finestra deve essere proporzionata in modo da assicurare un valore di fattore luce diurna medio non inferiore al 2%, e comunque la superficie finestrata apribile non dovrà essere inferiore a 1/8 della superficie del pavimento.

Per gli edifici compresi nell'edilizia pubblica residenziale occorre assicurare, sulla base di quanto sopra disposto e dei risultati e sperimentazioni razionali, l'adozione di dimensioni unificate di finestre e, quindi, dei relativi infissi.

Art. 6

Quando le caratteristiche tipologiche degli alloggi diano luogo a condizioni che non consentano di fruire di ventilazione naturale, si dovrà ricorrere alla ventilazione meccanica centralizzata immettendo aria opportunamente captata e con requisiti igienici confacenti.

E’ comunque da assicurare, in ogni caso, l'aspirazione di fumi, vapori ed esalazioni nei punti di produzione (cucine, gabinetti, ecc.) prima che si diffondano.

Il "posto di cottura", eventualmente annesso al locale di soggiorno, deve comunicare ampiamente con quest'ultimo e deve essere adeguatamente munito di impianto di aspirazione forzata sui fornelli.

Art. 7

La stanza da bagno deve essere fornita di apertura all'esterno per il ricambio dell'aria o dotata di impianto di aspirazione meccanica.

Nelle stanze da bagno sprovviste di apertura all'esterno è proibita l'installazione di apparecchi a fiamma libera.

Per ciascun alloggio, almeno una stanza da bagno deve essere dotata dei seguenti impianti igienici: vaso, bidet, vasca da bagno o doccia, lavabo.

Art. 8

I materiali utilizzati per le costruzioni di alloggi e la loro messa in opera debbono garantire un'adeguata protezione acustica agli ambienti per quanto concerne i rumori da calpestio, rumori da traffico, rumori da impianti o apparecchi comunque installati nel fabbricato, rumori o suoni aerei provenienti da alloggi contigui e da locali o spazi destinati a servizi comuni.

All'uopo, per una completa osservanza di quanto sopra disposto occorre far riferimento ai lavori ed agli standards consigliati dal Ministero dei lavori pubblici o da altri qualificati organi pubblici.

Art. 9

Tutta la parte delle istruzioni ministeriali 20 giugno 1896 incompatibile o, comunque, in contrasto con le presenti disposizioni deve ritenersi abrogata.

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Grazie dottore. Quindi l'autorizzazione come responsabile dell'ufficio commercio non la devo lasciare io allora nel caso in cui venga inoltrata al suap???

Questo dipende dall'organizzazione interna ma normalmente è il SUAP

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Buona sera nel nostro comune un associazione ha chiesto di svolgere una manifestazione paesana che prevede la somministrazione da parte di operatori su aa pp. Ci chiedevamo, è compatibile con il disposto dell'art. 52 del codice del commercio, dove specifica che la stessa non può essere affidata in gestione a soggetti diversi dagli organizzatori. Grazie.

E' compatibile nella misura in cui IL COMUNE individua gli operatori mediante bando/avviso.
Non è possibile che gli organizzatori gestiscano direttamente l'assegnazione dei posteggi su AAPP a meno che non si faccia apposito avviso per individuare gli organizzatori stessi (ma in questo caso vale il limite art. 52)

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Edilizia e ambiente / Re:Gru montata da anni
« il: 22 Agosto 2019, 13:51:35 »
Buongiorno, un cantiere si blocca in quanto l'impresa decide di interrompere i lavori ma lascia po' per anni una gru montata. Possibile? Se ricordo bene d' necessario un collaudo annuale per le gru. Come si può verificare se tutto ok se la ditta non fornisce la documentazione richiesta? Grazie mille

Segnalo anche questo interessante articolo:
https://www.passiamo.it/le-ordinanze-lo-smontaggio-delle-gru/

l ricorso appare ai giudici piemontesi fondato in quanto la gru, secondo quanto affermato in ricorso, è ininterrottamente presente in loco da almeno dieci anni e non risulta che la società titolare del cantiere ne abbia trascurato la manutenzione, o che il Comune non ne abbia accertato la pericolosità;

L’annullamento, quindi, consegue, all’assoluta carenza di motivazione, in relazione ai presupposti richiesti per l’emissione di un’ordinanza contingibile e urgente ai sensi dell’art. 54 del d.lgs. n. 267 del 2000, non essendovi alcun indizio concreto della pericolosità della gru per l’incolumità pubblica e per la sicurezza degli abitanti del quartiere.

13
Mi pare di capire che la questione è complessa. E forse la raccolta con il trasporto sono due cose diverse.
A chi possso chiedere delucidazioni in merito? E sopratutto questa persona denunciata può con autorizzazione svolgere l'attività?

Non ti immischiare. Un denunciato non è condannato. Ed anche in caso di condanna definitiva NON è detto che non possa lavorare ... non hai gli strumenti conoscitivi e tecnici per intervenire.

Manda tutto a Regione e Provincia + Nucleo Ambientale Carabinieri ...

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Spettacolo viaggiante / Re:REQUISITI MORALI
« il: 21 Agosto 2019, 15:03:32 »
Dai carichi pendenti è risultato quanto comunicato.
Dal casellario, pervenuto in seguito, invece sono risultati altri precedenti, in totale 5, il primo del 1993 l'ultimo del 2014...
Come devo procedere??

Anche se queste informazioni aumentano la "criticità" rispetto al profilo della BUONA CONDOTTA concordo con Mario.
Sono comunque reati più vecchi di 5 anni ... ed applicando analogicamente la disciplina del commercio (anche se il TULPS non fa riferimento ad una soglia temporale) non rischierei un ricorso.

Controlla solo che non siano REATI GRAVI e PERTINENTI all'esercizio dello spettacolo viaggiante ... altrimenti archivia

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Buongiorno
essendo nuovo del settore e lavorando in ambito pubblico (ATER) ricevo da parte di un nostro inquilino la richiesta di avere via mail o altro mezzo tutto il fascicolo che riguarda la sua situazione che consta nel contratto, nelle spese, nella morosità.
Qui mi sorge il dubbio, per mia ignoranza, la messa a disposizione di tale documentazione che non è sottoposta alla pubblicazione per trasparenza è sottoposta ad altro tipo di regolamentazione e se si a quale?
Grazie mille a chi mi risponderà.

Lo puoi configurare come:
- accesso civico generalizzato
- accesso agli atti L. 241/1990
- accesso GDPR ai dati

In ogni caso non vedo alcun ostacolo. Risponderei tempestivamente inviando tutta la documentazione, in ogni caso gratuita se in formato elettronico.

16
Sanzioni amministrative pecuniarie: gestione delle procedure (18/8/2019)



VIDEOCOMMENTO su FB: https://www.facebook.com/simone.chiarelli/videos/10220973490796251/

VIDEOCOMMENTO su YOUTUBE: https://www.youtube.com/playlist?list=PLnc9N-ztTF5eC7PxWgOomj-0hM-Lxti3D

Scarica il materiale commentato

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Io sono rappresentante di un'azienda di cosmetica. Ho fatto varie esposizioni senza vendita (con annesso cartello) in un bar.
Altri commercianti sono andati in comune a lamentarsi che la mia esposizione non è compatibile con l'attività di bar.
C'è una lette o un dls o dl qualsiasi cosa che attesti che io posso esporre i prodotti in un luogo aperto al pubblico ?
L'esposizione non finalizzata alla vendita ma alla sola presentazione di prodotti o della propria capacità NON SOGGIACE ad alcun adempimento ed è ben possibile farla nei bar, ristoranti, esercizi commerciali, alberghi ecc....

SOLO SE, invece, si raccolgono ordinativi (es. tizio prenota tot prodotti che gli recapiti a casa) allora occorre fare scia per commercio al domicilio del consumatore (nel dubbio consigliamo di farla, a maggior tutela). La si fa una volta sola e poi si può operare tranquillamente.
SE, invece, si espongono prodotti che lì non si vendono ma che nel proprio negozio invece si vendono, si deve presentare SCIA PER AGENZIA D'AFFARI (senza registro e senza tariffario). Anche questo adempimento molto semplice ma meglio farlo.

QUINDI il consiglio è: fai la scia per commercio al domicilio e per agenzia d'affari ... e continua a fare le tue presentazioni tranquillamente. La pubblicità è l'anima del commercio e la concorrenza la linfa vitale.

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Puglia / Re:volantinaggio- sanzione
« il: 16 Agosto 2019, 19:12:23 »
a)- Chi sono i soggetti da verbalizzare (l'incaricato e le due società)?
Secondo me l'incaricato NON deve essere verbalizzato. E' chiaro che agiva per conto della PINCO (di una delle due o di entrambe).
Trasgressori sono:
- la Pinco srl in persona del legale rappresentante (un verbale per ogni amministratore)
- la Pinco sas in persona del legale rappresentante (un verbale per ogni amministratore)

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b)- chi è il trasgressore principale e chi l'obbligato in solido.
Da quanto precisi ora appare chiaro che entrambi sono trasgressori per l'illecito omissivo della pubblicità senza titolo
+ le società medesime quali obbligate in solido


c)- Gli eventuali verbali alle società possono essere intestati alle società medesime o e necessario intestarli ai rispettivi rappresentanti legali?
Un verbale per ogni amministratore/legale rappresentante
+
1 verbale alla pinco sas (obbligato in solido)
1 verbale alla pinco srl (obbligato in solido)


d) a chi vanno poi notificati gli eventuali verbali, alle società medesime o ai loro rappresentanti legali (di cui però non conosciamo le generalità). 

Ai legali rappresentanti personalmente via pec se possibile (ma non alla pec aziendale) altrimenti direttamente o tramite messo.
Alle società comunque per pec.

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Re:regolamento comunale
« il: 16 Agosto 2019, 12:30:26 »
Non sono d'accordo.
Nel senso che avverso il verbale di accertamento, a mio modo di vedere, il ricorso va presentato direttamente al Sindaco (non così, nelo CdS, dov'è previsto, specificatamente il ricorso al Prefetto o, alternativamente al GdP).
Quindi, avverso l'ordinanza-ingiunzione il ricorso va presentato al GdP o al Tribunale, in ragione del diverso oggetto giuridico tutelato dalla norma e cioè, la gestione amministrativa dei rifiiuti a tutela del patrimonio comunale e del decoro urbano (uso indebito dei cassonetti e simili) o l'ambiente, qualora dall'abbandono dei rifiuti, l'ambiente ne subisca le conseguenze dirette.

Siamo d'accordo. Il quesito infatti parlava del ricorso contro l'ordinanza ingiunzione (non gli scritti difensivi - impropriamente chiamati "ricorso" - ai sensi della 689).
Si tratta solo di capire se si rientra nella competenza per materia del TRIBUNALE o in quella del GIUDICE DI PACE.

A mio avviso è sempre la prima.

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No dottore scusi, forse mi sono spiegato male...la persona è titolare di autorizzazione amministrativa per il commercio su suolo pubblica per i prodotti alimentari.
E gli era stato assegnato un posteggio per la festa patronale. Solo che con la bancarella di crepes aveva occupato un altro posteggio.
Quindi si è proceduto come ho scritto nel post.
Potrebbe darmi un parere se andava appicato l'art. 20 co. 1 2 co. 4  e se andava fatta la rimozione? Perchè leggendo bene l'artoicolo se si sanziona il comma 1 non è prevista la rimozione (secondo il comma 5).
Grazie

RIPETO, se uno ha la concessione per il posto ALFA e occupa il posto BETA non ha titolo a stare in beta e sta operando senza titolo (concessione). Quindi si applica la sanzione della legge regionale.

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Mantenere una condizione di illiceità non è mai una soluzione valida. Quando non esistono alternative o sono effettivamente controproducenti ... non si combatte con i mulini a vento.

ESITO:
1) dovete applicare 61 comma 3 della legge regionale (http://www.regione.puglia.it/documents/10192/30054391/CODICE_COMMERCIO.pdf/a6233b75-c05b-4e99-910e-5a21b251d659?version=1.0)
AVRESTE (ma ormai è fatta) "4. Nel caso di operatori su aree pubbliche la chiusura è integrata dal sequestro cautelare delle attrezzature e
delle merci e alla successiva confisca delle stesse, nonché degli automezzi usati dai sanzionati, ai sensi della
legge 24 novembre 1981 n. 689 (Modifiche al sistema penale)."

2) quando nell'inviare il rapporto informativo, qualora non paghi i 5000 euro nei 60 giorni, segnalate la gravità del fatto così che l'autorità competente possa disporre ordinanza ingiunzione per 12/15 mila euro

3) prossima volta suggerisco sequestro!!!!!!!!

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La superficie di suolo pubblico per la installazione di stazioni di ricarica auto elettriche da parte di soggetti privati può essere concessa dal comune gratuitamente considerando il servizio pubblico e la rilevanza per l’ambiente ?

1) se previsto nel regolamento comunale
2) se siamo in regime COSAP
3) se assegnate con BANDO PUBBLICO

A queste condizioni sì

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Re:regolamento comunale
« il: 16 Agosto 2019, 04:45:21 »
Nel mio comune vige il sistema di raccolta porta a porta tramite appositi contenitori individuali. Il consiglio comunale ha adottato un regolamento nel quale sono previste delle sanzioni come ad esempio l'utilizzo scorretto dei vari tipi di contenitori, il deposito al suolo dei rifiuti ecc. Nel caso vengano comminate delle sanzioni e vengano confermate con l'emissione di ordinanza ingiunzione, l'opposizione a quest'ultima può essere presentata al GdP. A parere del GdP competente che ho interpellato l'opposizione deve essere presentata al Tribunale in quanto materia ambientale. Personalmente non concordo in quanto le finalità del regolamento non è la tutela ambientale ma la corretta gestione della raccolta differenziata e da una ricerca sul web ho notato che diversi GdP trattano i ricorsi riferibili a regolamenti comuni simili a quello del mio comune. Che ne pensate?

Ci sono vari giudici di pace che valutano i ricorsi (https://www.lavorincasa.it/raccolta-differenziata-illegittima-la-sanzione-per-documento-nel-bidone/), ma in Cassazione sono giunte già sentenze di Tribunale (http://www.unitel.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4754:2016-07-21-10-19-53&catid=162:rifiuti&Itemid=159, https://www.imperiapost.it/372244/imperia-rifiuti-chi-paga-le-sanzioni-dei-bidoni-condominiali-confedilizia-risponde-alle-domande-sul-nuovo-servizio-porta-a-porta).

A mio avviso la materia è chiaramente ambientale e quindi la competenza è del tribunale. Anche per questo motivo SCONSIGLIO di indicare nel verbale l'autorità specifica e lasciare "la decisione" sull'autorità giudiziaria al ricorrente ... al momento non possiamo che confermare l'ambiguità di orientamenti giurisdizionali.

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Puglia / Re:volantinaggio- sanzione
« il: 16 Agosto 2019, 04:27:48 »
Siccome il regolamento comunale, per tale tipologia di attività, prevede una sanzione da € 100,00 a € 600, a chi dobbiamo intestare il verbale di contestazione della citata violazione?
Se il ragazzo non ha precisato che opera per la società X come dipendente (indicando espressamente la società) rimane al monento UNICO TRASGRESSORE e come tale va verbalizzato

Dobbiamo fare ricerche d’ufficio per  accertare anche le generalità del legale rappresentante?
Sì, se è evidente che la pubblicità è svolta per conto di altra società X devi verificare l'esistenza e generalità di questa nonchè dell'eventuale società Y pubblicizzata nel volantino

E qualora fosse giusta detta procedura, il verbale a chi deve essere intestato, alla società o al responsabile legale della medesima?
Se riesci a recuperare X allora questa è trasgressore in solido in quanto opera direttamente ed inoltre è anche OBBLIGATA IN SOLIDO (quindi doppio verbale)

In questi casi chi è l’obbligato in solido?
Sia X (che è trasgressore e obbligato in solido) che Y (società pubblicizzata quale obbligata in solido)

Saranno poi X e Y a doversi discolpare (più facilmente Y)

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Somministrazione / Re:sorvegliabilità - pubblico esercizio
« il: 13 Agosto 2019, 20:55:14 »
Buongiorno il quesito riguarda i requisiti di sorvegliabilità di un pubblico esercizio .
Il ristorante è disposto su tre piani
Piano interrato :  cantina magazzino , non accessibile ai clienti.
Piano terra :  sala di accoglienza con  bar . Ingresso posto sulla pubblica via , sorvegliabile
Piano primo : sala da pranzo con cucina .
Nella sala da pranzo  è presente una porta dalla quale si  accede ad una scala condominiale che conduce ad  abitazioni private.
Alla stessa scala si accede dalla strada pubblica con ingresso posto  a pochi metri dall’ingresso del pubblico esercizio.
Cosiderate tali caratteristiche,  il locale risponde ai requisiti di sorvegliabilità con particolare riferimento all’art 1 comma 2 del DM 17-12-1992 n° 564  ??
Si rimane in attesa di un Vs autorevole parere.
Cordiali saluti

Da quanto descritto non hai requisiti a meno che non metta una catenella rossa e cartello "vietato accesso" così da evitare che i clienti accedano all'area condominiale (evitare è parola "grossa" ma sufficiente per realizzare la sorvegliabilità)

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La medesima società possiede due bar attigui. Inizialmente i due locali avevano entrate indipendenti, ora invece sono diventati anche comunicanti (è stata aperta una porta che consente il passaggio anche all'interno). Posso considerarlo alla stessa stregua di un aumento di superficie (non autorizzato), anche se i bar appartengono allo stesso soggetto?

NO, se hanno due licenze ne possono mantenere due. A condizione che la gestione sia separata anche fiscalmente.
Se il soggetto ha iniziato a gestire unitariamente (unico registratore) le due attività allora è incorso in due illeciti;
- ampliamento non autorizzato
- mancata comunicazione di cessazione

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Pubblico impiego / Re:possibilità di utilizzo di graduatorie
« il: 13 Agosto 2019, 20:51:20 »
Carissimo Simone,
quanto affermato in un tuo specifico approfondimento dal titolo: "E' abrogata la possibilità di utilizzo di graduatorie di altre amministrazioni" (ma per graduatorie ancora in vigore nel mio comune è anche  abrogata?) per l'assunzione di personale idoneo anche a tempo determinato, vale anche per le vecchie graduatorie  o è valida solo per i concorsi espletati dopo la data del 1/1/2019?
Per es., un idoneo di una graduatoria  per agenti di polizia locale part- - time e  a tempo indeterminato, approvata dal mio comune nell'anno 2015, può essere assunto in via temporanea ed eventualmente a tempo indeterminato per coprire un posto rimasto vacante  per mobilità? (il concorso era infatti per due agenti part-time a tempo indeterminato).
Vale per tutte. Il problema NON sta nelle graduatorie, ancora valide, ma nel fatto che CHI ASSUME applica le nuove norme e quindi deve attingere da graduatorie specifiche

Un'ultima cosa: mi confermi che la mobilità non è più necessaria per l'espletamento di nuovi concorsi?
Grazie.
Il Comune può non espletarla, ma può anche decidere di avvalersene. La deroga è una facoltà rimessa all'amministrazione

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Buongiorno, ho un locale di 100mq a destinazione d'uso artigianale in Liguria. Mi chiedo se è possibile in questo immobile far convivere l'attività di vendita commerciale esercizio di vicinato e l'attività di vendita artigianale di laboratorio. Il comune vorrebbe mutare la destinazione d'uso per tutta la superficie da artigianale a commerciale con pagamento di oneri molto pesanti (anche il contributo straordinario perché sembrerebbe necessaria una variante al PUC). Io mi chiedo se si può individuare nello stesso immobile una superficie di vendita a destinazione commerciale e una a destinazione artigianale. Quindi pagherò oneri per 20mq e non per 100mq. In altre parole la destinazione d'uso di un immobile deve essere perimetrata fisicamente da muri o può essere individuata a mezzo di una piantina senza limiti fisici. Grazie

La destinazione d'uso è data dall'uso prevalente. Se ho 100 mq e su 51 mq faccio l'artigiano posso usare gli altri 49 senza cambio di destinazione d'uso mantenendo tutto ad artigianale.
Tuttavia le leggi regionali possono disciplinare anche i cambi d'uso senza opere ai fini del calcolo degli oneri di urbanizzazione. Occorre approfondire la disciplina regionale e il regolamento comunale in materia.

Al momento non possiamo ... ma facciamo qualche approfondimento. Consigliamo comunque di consultare un tecnico (geometra/architetto) per le verifiche del caso.

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Buongiorno, sono il Presidente di un Circolo APS aderente alla AICS nazionale.
Avrei necessità di un parere relativamente alla somministrazione alimenti e bevande nel Bar dell'Associazione.
Non ho chiaro se l'attività di somministrazione possa essere fatta, oltre che da me, in qualità di Presidente,
anche da altri soci aventi, ovviamente, i requisiti HACCP richiesti, anche in mia assenza.
Nella dichiarazione di inizio attività, da me presentata all'ufficio SUAP competente (Unione Comuni Garfagnana) mediante portale STAR Toscana (codice attività 56.210 R), non mi pare di aver notato questa specifica. Anche l'autorizzazione concessa successivamente dal suddetto ufficio, non riporta nessuna condizione particolare circa la persona incaricata dell'attività di somministrazione.
Mi chiedo quindi se sia necessario formalizzare una delega che abilita un certo numero di soci volontari a effettuare l'attività di somministrazione, e quale sia la procedura corretta da utilizzare per comunicare questa lista di delegati all'uffico SUAP che ci ha concesso l'autorizzazione.
Aggiungo che il Circolo ha ottenuto anche un' autorizzazione per la gestione di "Spacci Interni" (Codice Attività 47.106.1 R): anche in questo caso mi chiedo se sia necessario delegare in modo formale dei soci volontari abilitati a tale attività e comunicarli all'ufficio SUAP.

Ringrazio per la disponibilità,
Saluti.

Certo che è possibile che a somministrare siano anche altri soggetti (soci) con formazione HACCP svolta.
Non serve alcuna comunicazione al SUAP ma la documentazione andrà tenuta agli atti in caso di vigilanza.

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Buongiorno, intervengo solo per chiedere cortesemente se qualcuno ha a disposizione una modulistica standard per richiedere l'intervento della commissione provinciale, e quale metodo utilizzate per richiederlo (PEC?).
Grazie mille

Lato interessato In realtà secondo me non occorre una specifica istanza ma nel momento in cui viene chiesta autorizzazione art. 80 tulps e il Comune non ha comunale è il comune stesso che attiva la Commissione ... solo in caso in cui la richiesta prescinda da istanza di autorizzazione ecco modello): https://www.pa-online.it/GisMasterWebClienti/008031/GisMasterData/Web/SU/Doc/Richiesta%20di%20convocazione.doc

LATO COMUNE è sufficiente inviare una PEC alla Prefettura chiedendo convocazione .... non serve modulistica specifica. Occorre inviare documentazione presentata dall'interessato ed eventualmente suggerire qualche data utile

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