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Post - Staff Omniavis

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1
Buongiorno,
grazie del parere.
Chiedevo tuttavia come procedere per recuperare le spese.
Nel primo caso ad esempio, se le spese non vengono versate nei 5 gg, alcuni comandi procedono a rideterminare l'importo della sanzione (già pagata con il preavviso scontata del 30%) nell'importo pieno (PMR) cui viene detratto l'importo già pagato con il preavviso a titolo di acconto.
(Es. preavviso di sosta per violazione art 158 comma 2 lett. g (invalidi). PMR 87,00€ - entro 5gg 60,90. Il conducente paga entro 5gg dal preavviso l'importo di 60,90 € ma non comunica i dati conducente. Il Comando di Pl notifica pertanto un verbale contenente l'importo delle spese (13.00 €) con la dicitura che tali spese vanno pagate entro 5gg dalla notifica pena il pagamento (comunque entro 60gg) dell'importo di 39,10 (dato da 13.00 di spese più 26,10 € che è la differenza tra la sanzione scontata del 30% e quella con PMR). A mio parere avendo già pagato il preavviso non posso rideterminare l'importo della sanzione a causa del mancato pagamento delle spese ma alcuni colleghi ribattono affermando che il preavviso non ha alcuna validità normativa e che pertanto, notificando il verbale, faccio ripartire tutto il procedimento sanzionatorio del quale considero quanto già versato quale "acconto".
Chiedo pertanto vostro parere il merito ed in particolare con quale procedura recuperare le sole spese.
Grazie

Concordiamo con la ricostruzione.
Se il pagamento dell'importo "scontato" è considerato valido e residuano solo le spese non si può dare luogo a ricalcoli.
Il debito è di 13,00 euro e rimane tale salvo, in caso di mancato pagamento, l'attivazione della riscossione coattiva e l'imputazione degli interessi.

3
REVOCA DELLA GARA PER SOPRAVVENUTE DIFFICOLTÀ ECONOMICHE DELLA STAZIONE APPALTANTE – AGGIUDICATARIO – INDENNIZZO – NON CONFIGURABILE (ART. 32 D.LGS. N. 50/2016)

Consiglio di Stato, sez. III, 06.08.2019 n. 5597

motivazioni di carattere finanziario, ed in particolare sopravvenute difficoltà economiche, possono indubbiamente costituire valide ragioni di revoca degli atti di una gara (cfr. ex multis Sez. III, 29 luglio 2015, n. 3748; Cons. Stato, sez. III, 26 settembre 2013, n. 4809) e ciò vieppiù a dirsi rispetto a manifestazioni di ius poenitendi che non impattano su una situazione di affidamento qualificato, quale quello espresso dall’aggiudicazione definitiva, qui non in rilievo.

https://www.sentenzeappalti.it/2019/08/20/revoca-della-gara-per-sopravvenute-difficolta-economiche-aggiudicatario-indennizzo-non-configurabile-art-32-d-lgs-n-50-2016/

4
“Secondary use”, così la Ue ribalta il Gdpr e apre all’accesso indiscriminato ai nostri dati

https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/secondary-use-cosi-la-ue-ribalta-il-gdpr-e-apre-allaccesso-indiscriminato-ai-nostri-dati/

La nuova proposta di direttiva Ue sull’uso secondario dei dati, con l’introduzione dei principi di apertura “by design” e “by default” ribalta tutta l’impostazione del Gdpr che ha edificato le sue fortune proprio sul concetto di “privacy by design”. Ecco tutte le conseguenze di un cambiamento pericoloso e autolesionistico


5
L’Intelligenza Artificiale nell’utilizzo e nel rispetto dei dati personali



http://www.amministrativamente.com/article/view/13031

Abstract

Il contributo affronta il tema dell’Intelligenza Artificiale (IA). In particolare, si analizzano i contenuti principali del Libro Bianco sull’Intelligenza Artificiale al servizio del cittadino, presentato dall’Agenzia per l’Italia digitale il 21 marzo 2018, con delle riflessioni sulle sfide, sui problemi e sui principi che devono guidare lo Stato, la PA, le imprese e i cittadini nell’uso dell’IA.

Successivamente vengono esaminate le Linee Guida Etiche sull’Intelligenza Artificiale del Gruppo di Esperti della Commissione europea, con delle riflessioni sui requisiti necessari per un’IA affidabile, con un focus su quelli della sicurezza, della riservatezza e della governance dei dati. Infine, viene analizzata la Convenzione 108+ del Consiglio europeo.

6
Contributo alla riflessione in materia di qualificazione ed esecuzione di contratti pubblici da parte dei consorzi stabili.



http://www.amministrativamente.com/article/view/13052

Abstract

The expression "cumulo alla rinfusa" refers to the instrument through which the stable consortia of companies (“consorzi stabili”), one of the possible forms of aggregation of economic operators for the participation in public tender procedures in Italy, attests the possession of the economic and technic requirements through the use of those of the associated companies and, successively, assume on their own or distribute among their members, in whole or in part, the execution of the awarded contracts. The above mentioned description of the “cumulo alla rinfusa” arises from the repealed public contracts code but its continuing existence seems to be questionable in the light of art. 47 of the new public contract code (legislative decree n. 50/2016). The paper aims to critically analyze the legal institute in its evolution under both the old public contract code and the new one.

7
Il rapporto tra la pianificazione territoriale e la disciplina delle attività commerciali alla luce dei più recenti sviluppi giurisprudenziali



http://www.amministrativamente.com/article/view/13049

Abstract

Based on the recent case-law, this work aims to focus on the impact over the public administration of a normative approach oriented to the competition and to the liberalization of the economic activities. More precisely, this work seeks to prove that the Municipalities do represent the main players called to implement in concreto the liberalization process due to their autonomy and discretion in the implementation of all administrative policies. As a matter of fact, Municipalities do know which are the peculiarities of the territory under their competence and shall combine them with the national and European policies aiming to liberalize the commercial activities.

9
Approfondimenti di dottrina e giurisprudenza (HOME PAGE)



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APPALTI E CONTRATTI
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10
Buongiorno,
si richiede Vs. parere in relazione ai seguenti aspetti operativi anche in virtù delle due sentenze della corte di cassazione 14181/12 e 9507/14:
- preavviso CDS inerente sanzione che comporta la decurtazione dei punti dalla patente (es. sosta su stalli invalidi) integralmente pagato nei 5gg senza però la prevista comunicazione dei dati conducente. Si procede quindi di norma alla notifica di un verbale CDS contenente le sole spese di notifica e accertamento con indicazione del pagamento entro 5 giorni. Quali misure adottare qualora tali spese NON vengano pagate?
Corretto. Se si ritiene superata la Cassazione 14181/12 allora si deve procedere come indicato

- verbale CDS che comprenda sanzione e spese di notifica, notificato e pagato parzialmente nei termini (es. € 141,00 invece di € 141,60). Come determinare se la differenza è relativa alla sanzione (con conseguente avvio delle procedure di iscrizione a ruolo) o delle spese di notifica e accertamento?In generale come procedereste?
Se la somma pagata copre la sanzione a questa va imputata e quindi il "debito" residuo va senz'altro imputato alle spese di notifica - Cassazione (n.9507/2014) che supera la 14181/12 - più recentemente https://www.automoto.it/news/multe-importante-sentenza-a-milano-le-spese-di-notifica-non-fanno-parte-della-sanzione-amministrativa.html

11
Buonasera,
Volevo sapere, come faccio a riconoscere se il CQC di una persone è per trasporto di cose o di persone?
Poi per quanto riguarda il numero del CQC, questo, dov'è riportato sulla PatenteCQC (escluso il codice universale 95)??
Grazie Mille e Buona serata.

Salve, non siamo sepcializzati nel settore ma dalle informazioni assunte:

1) il CQC è indicato in patente attraverso il codice 95
2) il codice 95 non è codice "universale" ma unionale (europeo) valido su tutte le patenti
3) la verifica se alla base del CQC indicato in patente ci sia una abilitazione per persone o merci va fatta alla motorizzazione

http://www.patente.it/attualita/2017-cambiano-codici-patente?idc=3451
https://www.accademia-italia.it/notizie/attualita/471-c-q-c-nuovo-codice-95.html
https://web.archive.org/web/20140719152103/http://img.poliziadistato.it/docs/circolare_cqc.pdf
https://www.poliziadistato.it/articolo/10543-La_carta_di_qualificazione_del_conducente_professionale

12
Peculato d’uso: il pubblico ufficiale non deve usare a piacimento auto e telefono di servizio

Cassazione penale, sezione VI, sentenza 9 luglio 2019, n. 30178 

http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2019/08/19/peculato-d-uso-il-pubblico-ufficiale-non-deve-usare-a-piacimento-auto-e-telefono-di-servizio

13
“Prime linee guida per l’applicazione della legge sul CODICE ROSSO” 
https://buff.ly/30gNznu
 Procura di Tivoli

14
Come si verifica il requisito professionale dell'esercizio in proprio per almeno due anni...?
E' sufficiente la visura camerale?

e l'iscrizione al registro imprese? anche questa è sufficiente la visura camerale con numero corrispondente?

Sufficiente la visura camerale per entrambe

15
Decreto 1/8/2019 - aggiornati PRINCIPI CONTABILI (anche su APPALTI)



Al paragrafo 5.2, lettera a), prima delle parole “Per quanto riguarda la spesa nei confronti dei dipendenti addetti all’Avvocatura” sono inserite le seguenti: “Gli impegni di spesa riguardanti gli incentivi per le funzioni tecniche di cui all’articolo 113 del d.lgs. 50 del 2016, compresi i relativi oneri contributivi ed erariali, sono assunti a carico degli stanziamenti di spesa riguardanti i medesimi lavori, servizi e forniture cui si riferiscono, nel titolo II della spesa ove si tratti di opere o nel titolo I, nel caso di servizi e forniture. L’impegno è registrato, con imputazione all’esercizio in corso di gestione, a seguito della formale destinazione al fondo delle risorse stanziate in bilancio, nel rispetto dell’articolo 113, comma 2 e seguenti ed è tempestivamente emesso il relativo ordine di pagamento a favore del proprio bilancio, al Titolo terzo delle entrate, tipologia 500 “Rimborsi e altre entrate correnti”, categoria 3059900 “Altre entrate correnti n.a.c.”, voce del piano dei conti finanziario E.3.05.99.02.001 Fondi incentivanti il personale (art. 113 del d.lgs. 50/2016). La spesa riguardante gli incentivi tecnici è impegnata anche tra le spese di personale, negli stanziamenti riguardanti il fondo per la contrattazione integrativa, nel rispetto dei principi contabili previsti per il trattamento accessorio e premiale del personale. La copertura di tale spesa è costituita dall’accertamento di entrata di cui al periodo precedente, che svolge anche la funzione di rettificare il doppio impegno, evitando gli effetti della duplicazione della spesa. Tali modalità di registrazione sono adottate anche per la quota del 20% prevista dal comma 4 dell'art. 113 del d.lgs. 50/2016 (c.d. "fondo innovazione") destinata all'acquisto di beni, strumentazioni e tecnologie funzionali a progetti di innovazione nonché per l'attivazione di tirocini formativi e di orientamento, che, a seguito della formale destinazione al fondo delle risorse stanziate in bilancio, nel rispetto dell’articolo 113, comma 2 e seguenti, è impegnata a carico degli stanziamenti di spesa riguardanti i lavori, servizi e forniture con imputazione all’esercizio in corso di gestione, ed è tempestivamente emesso il relativo ordine di pagamento a favore del proprio bilancio, al Titolo terzo delle entrate, tipologia 500 “Rimborsi e altre entrate correnti”, categoria 3059900 “Altre entrate correnti n.a.c.”. Tale quota del 20% è impegnata anche tra le spese correnti o di investimento in base alla natura economica della spesa, nel rispetto del principio contabile della competenza finanziaria. La copertura di tale spesa è costituita dall’accertamento di entrata di cui al periodo precedente, che svolge anche la funzione di rettificare il doppio impegno, evitando gli effetti della duplicazione della spesa”.

Al paragrafo 5.3.14 le parole “della validazione” sono sostituite dalle seguenti “dell’approvazione”, e la correlata nota è sostituita dalla seguente “(43) L’ultimo periodo del comma 3 dell’articolo 21 del d.lgs. 50 del 2016 stabilisce che “Ai fini dell’inserimento nel programma triennale, le amministrazioni aggiudicatrici approvano preventivamente, ove previsto, il documento di fattibilità delle alternative progettuali, di cui all’articolo 23, comma 5.”;

Al paragrafo 5.4.9 la parola “validato” è sostituita dalla seguente “verificato” con la seguente nota “(53) Si fa riferimento alla verifica preventiva della progettazione di cui all’articolo 26 del d.lgs. n. 50 del 2016”;

Alla fine del paragrafo 5.6 sono inserite le seguenti parole “Per gli impegni riguardanti il rimborso delle anticipazioni di liquidità si rinvia ai paragrafi 3.20-bis, 3.20-ter e 3.26”;

Al paragrafo n. 3 del principio contabile applicato concernente la contabilità economico patrimoniale degli enti in contabilità finanziaria di cui all’allegato 4/3 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, dopo le parole “(e non considera gli impegni e gli accertamenti imputati all’esercizio in corso se registrati negli esercizi precedenti).” inserire le seguenti “Gli accertamenti effettuati a valere della voce del piano finanziario E.3.05.99.02.001 “Fondi incentivanti il personale (art. 113 del d.lgs. 50/2016)” non determinano la formazione di ricavi. La liquidazione degli impegni correlati a tale entrate, assunti a carico degli stanziamenti di spesa riguardanti gli incentivi tecnici e il fondo risorse finanziarie di cui all’articolo 113, comma 2, del d.lgs. n. 50 del 2016, non determina la formazione di costi”.





16
Per i tabulati telefonici della persona offesa non ci sono i limiti all’acquisizione previsti dal codice della privacy



http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2019/08/08/per-i-tabulati-telefonici-della-p-o-non-ci-sono-i-limiti-all-acquisizione-previsti-dal-codice-della-privacy

17
Buongiorno,
a causa della crisi del settore immobiliare un’impresa edile lascia a metà un cantiere, fermo da anni, con palazzo costruito al rustico.
Da anni una gru resta montata.
Possibile?
Alcuni cittadini temono che lasciandola lì senza controlli possa cadere, dopo anni.
Si è invitata la ditta a presentare la documentazione attestante la verifica annuale, la questa non ha trasmesso nulla.

https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-contenuto-C-6/manutenzioni-verifiche-periodiche-C-113/la-verifica-periodica-della-gru-a-torre-dopo-ogni-installazione-AR-14834/

“… cadenza annuale stabilita attualmente dall’All. VII”.

L’Amministrazione comunale come può tutelare i residenti?
Trattandosi di cantiere fermo dove NON lavora nessuno da anni, ASL e INAIL hanno comunque competenza e si può fare una segnalazione a loro?
Grazie.

A nostro avviso vi sono pochi margini di intervento. La questione è di natura privatistica a meno che non si dimostri che le attrezzature costituiscono RIFIUTI (quindi sono abbandonate per non essere più utilizzate) ovvero non si dimostrino seri pericoli di incolumità tali da motivare una ordinanza contingibile ed urgente.

18
Buongiorno,
un condominio con 10 appartamenti NON ha un amministratore.
Considerato che è obbligatorio, ci sono sanzioni?
L’Amministrazione comunale come può obbligare il condominio a nominarne uno?

Qui:
https://www.condominioweb.com/cosa-succede-se-non-nomina-un-amministratore.1035

leggo: “ quando i condomini sono più di quattro, l'assemblea nomina un amministratore. Se l'assemblea non provvede, la nomina è fatta dall'autorità giudiziaria, su ricorso di uno o più condomini”.

Quindi se nessun condomino agisce, l'Amministrazione comunale NON può fare nulla?

Grazie mille.

E se invece l’Amministratore ci fosse ma la targhetta con il nome non fosse esposta? Ci sono sanzioni? Grazie mille

1) il Comune non può intervenire. Solo uno dei condomini ha titolo a rivolgersi al giudice
2) sulle conseguenze della mancata apposizione della targa https://www.condominioweb.com/targa-dellamministratore-di-condominio.15092

19
Il 48% dei dipendenti ha accesso a troppi dati aziendali



https://www.federprivacy.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=978:il-48-dei-dipendenti-ha-accesso-a-troppi-dati-aziendali&Itemid=527

Secondo un rapporto di GetApp, nelle piccole e medie imprese il 48% dei dipendenti ha un livello di accesso ai dati aziendali eccessivo rispetto a quello effettivamente necessario per svolgere le proprie mansioni. Ancora più allarmante, è che il 12% delle imprese prese in esame riferisce che i propri dipendenti hanno accesso a tutti quanti i dati dell’azienda senza alcuna restrizione, e questo espone a rischi che potrebbero essere disastrosi.


20
Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Re:Fuochi d'artificio
« il: 19 Agosto 2019, 11:23:56 »
Purtroppo non riesco a visualizzare l'allegato... sicuramente è un problema mio, risulta vuoto o con carattere non leggibile. Lo trovo in qualche altra sezione del portale? Mi sarebbe di grande utilità. grazie

Link diretto: http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?action=dlattach;topic=50366.0;attach=6694

21
Distruzione di atti (in ente pubblico): la privacy non può costituire “esimente”



https://www.forensicsgroup.eu/2019/08/distruzione-di-atti-in-ente-pubblico-la-privacy-non-puo-costituire-esimente/

I termini di conservazione si calcolano dalla data di chiusura della trattazione dell’affare, e non dalla data dei singoli documenti. In ogni caso lo scarto di documenti dell’archivio dell’Ente è subordinato ad autorizzazione della Soprintendenza Archivistica,…..; la distruzione non autorizzata di documenti dell’archivio, non a caso, è punita con l’arresto da sei mesi a un anno e con l’ammenda da euro 775,00 ad euro 38.734,50, ex art. 169, comma 1, d. Igs. 42/2004”.

E quindi “… ai sensi della normativa sulla trasparenza amministrativa, í documenti dell’archivio corrente e di deposito, compresi gli atti interni, si presumono accessibili a chiunque vi abbia interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti, ai sensi degli artt.22 e 23 legge n. 241/1990, come modificata dalla legge n. 15/2005, salvo le eccezioni previste dalla legge e dal regolamento dell’Ente, venendo meno il dovere di rendere accessibili i documenti quando viene meno l’obbligo di detenerli”.

In conclusione, anche la normativa sul trattamento dei dati personali comporta obblighi specifici di riservatezza, che non fanno venir meno il generale principio della trasparenza amministrativa .....

22
I contributi del dott. Simone Chiarelli sul GDPR (video gratis)



http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=50676.0

23
L'ambito in cui sorge l'immobile non prevede la destinazione urbanistica commerciale. Siete sicuri quando affermate che non occorre scia, oneri o altro titolo se il mutamento d'uso non è rilevante?
Potrebbe invece essere necessaria la variante PUC per aggiungere una nuova destinazione d'uso all'ambito ma essere assorbita dall'immobile solo parzialmente tanto che non sarà necessario il versamento di oneri? Posso quindi utilizzare l'immobile in altro modo non prevalente anche se un ambito non prevede quella destinazione d'uso o la variante è imprescindibile?

Se la destinazione "nuova" non è compatibile con l'area allora si pone il problema della variante PUC.
Se, invece, il PUC non esclude la diversa destinazione allora erssendo un mutamento non rilevante non si ha necessità di variante.

24
Diritto all’oblio può prevalere su vicende di cronaca passata - Secondo la Cassazione (sentenza n. 19681/2019) il giudice deve valutare l'interesse pubblico, concreto ed attuale all'identificazione dei protagonisti di vicende passate



https://www.segretaricomunalivighenzi.it/19-08-2019-diritto-all2019oblio-puo-prevalere-su-vicende-di-cronaca-passata-secondo-la-cassazione-sentenza-n-19681-2019-il-giudice-deve-valutare-linteresse-pubblico-concreto-ed-attuale-allidentificazione-dei-protagonisti-di-vicende-passate

In tema di rapporti tra il diritto alla riservatezza (nella sua particolare connotazione del c.d. diritto all'oblio) e il diritto alla rievocazione storica di fatti e vicende concernenti eventi del passato, il giudice di merito - ferma restando la libertà della scelta editoriale in ordine a tale rievocazione, che è espressione della libertà di stampa e di informazione protetta e garantita dall'art. 21 Cost. - ha il compito di valutare l'interesse pubblico, concreto ed attuale alla menzione degli elementi identificativi delle persone che di quei fatti e di quelle vicende furono protagonisti.

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Indice di libertà economica - Italia scende ed è quasi fra i Paesi "mostly unfree"
https://buff.ly/2RpVg5z

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Sport gratuito alle elementari  - LEGGE 8 agosto 2019, n. 86



LEGGE 8 agosto 2019, n. 86
Deleghe al Governo e altre disposizioni in materia di ordinamento sportivo, di professioni sportive nonche' di semplificazione. (19G00098)
(GU Serie Generale n.191 del 16-08-2019)
note: Entrata in vigore del provvedimento: 31/08/2019
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/08/16/19G00098/sg

Sport gratuito alle elementari 
di MICHELE DAMIANI - Italia Oggi - 17 Agosto 2019
Lo sport approda sui banchi delle scuole elementari. Dal prossimo anno gli istituti di formazione primaria potranno costituire Centri sportivi scolastici (Css), nei quali gli alunni avranno la possibilità di esercitare gratuitamente fino a sei ore di pratica sportiva a settimana. Sarà possibile la collaborazione con le associazioni sportive dilettantistiche del territorio. Inoltre, i Css potranno essere costituiti secondo le modalità e nelle forme proprie del Codice del terzo settore (dlgs 117/2017).
È quanto prevede la riforma dell' ordinamento sportivo (legge 86/2019), approvata dal Senato in via definitiva lo scorso 6 agosto e pubblicata ieri nella Gazzetta Ufficiale n. 191. L' entrata in vigore è prevista per il prossimo 31 agosto. La legge è composta da dieci articoli, sei dei quali prevedono una delega al governo per l' emanazione di un decreto attutivo (la cui approvazione è, quindi, a rischio data la crisi di governo, si veda altro articolo in pagina), uno dispone una clausola di invarianza finanziaria mentre altri tre istituiscono norme che saranno in vigore da fine agosto. Centri sportivi scolastici.
Tra le disposizioni che entreranno in vigore già dalla prossima stagione c' è quella relativa alla nuova regolamentazione dei Centri sportivi scolastici. L' articolo 2 della legge, infatti, stabilisce che «al fine di organizzare e sviluppare la pratica sportiva nelle istituzioni scolastiche, le scuole di ogni ordine e grado possono costituire un centro sportivo scolastico secondo le modalità e le norme previste dal Codice del terzo settore». La norma presenta tre caratteri di novità: per prima cosa viene disciplinata a livello legislativo la realizzazione dei Centri sportivi scolastici, fino ad oggi guidata dalle «Linee guida per le attività di educazione fisica, motoria e sportiva nelle scuole secondarie di primo e secondo grado», emanate dal Miur il 4 agosto 2019.
In secondo luogo, la possibilità «finora prevista a livello amministrativo nelle sole scuole secondarie», come si legge nel dossier di commento alla riforma, viene estesa anche alle scuole primarie ovvero alle elementari. In questo modo, gli alunni potranno svolgere attività sportive per un massimo di sei ore settimanali extra scolastiche (come stabilito dalle linee guida ministeriali) e le suddette attività dovranno essere rese agli studenti «di norma, a titolo gratuito». Questa dicitura è stata aggiunta con un emendamento durante l' esame dell' articolato a Montecitorio. Per quanto riguarda lo svolgimento delle discipline sportive, dovranno essere affidate esclusivamente a laureati in scienze motorie (si veda ItaliaOggi dello scorso 13 agosto).
La terza novità riguarda la possibilità di costituire i Css secondo modalità e forme previste dal Codice del terzo settore. Tuttavia, l' elemento innovativo riguarda la possibilità di conformarsi al nuovo codice, non quella di istituire i Centri come Ets, visto che questa facoltà era già possibile per gli istituti scolastici come afferma la relazione tecnica alla legge in commento. Le altre norme in vigore da quest' anno. La seconda norma (articolo 4) che non dovrà essere attuata da un decreto riguarda la disciplina del titolo sportivo, introdotta per la prima volta nell' ordinamento statale (prima era presente solo nell' ordinamento sportivo). La terza, invece, fa riferimento all' articolo 4 della riforma e stabilisce l' obbligo per le società di prevedere negli atti costitutivi la presenza di un organo consultivo che «provveda alla tutela degli interessi specifici dei tifosi», (si veda ItaliaOggi del 15 giugno scorso).

https://www.segretaricomunalivighenzi.it/19-08-2019-sport-gratuito-alle-elementari

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Esclusione dalla gara per omessa dichiarazione di debito con il fisco



C.g.a. 16 agosto 2019, n. 758 – Pres. De Nictolis, Est. Simonetti

Contratti della Pubblica amministrazione – Esclusione dalla gara – Omessa dichiarazione debito con il fisco – Non oggetto di atto dell’Amministrazione finanziaria – Non comporta l’esclusione.

     Non è motivo di esclusione dalla gara la mancata dichiarazione di un debito con il fisco ancora non oggetto di (o contenuto in) un atto dell’amministrazione finanziaria in pendenza del termine per presentare la domanda di partecipazione alla procedura, che nel suo complesso il contribuente ha poi chiesto di rateizzare e la cui istanza è stata accolta (1).

 

(1) Ha affermato la Sezione che la disciplina nazionale in tema di esclusione dalla gare per irregolarità fiscale, anche in ragione del recepimento incompleto della direttiva è molto garantista nei confronti del privato e non del tutto coordinata con il diritto tributario. Rilevano infatti, in senso escludente, solamente i debiti fiscali definitivamente accertati, per tali intendendosi quelli non contestati in giudizio nei termini di legge ovvero se contestati confermati dal giudice tributario sulla base di una sentenza non più soggetta ad impugnazione; con la conseguenza che la proposizione di un ricorso dinanzi alla competente commissione tributaria (o di un appello o di un ricorso per cassazione), quand’anche manifestamente infondato, è comunque sufficiente a determinare (a perpetuare) la non definitività del debito e, in ultima analisi, a permettere nelle more la partecipazione alle gare, oltre tutto, a scapito degli altri concorrenti che siano invece (del tutto) in regola con il fisco (e magari, proprio per tale ragione, impossibilitati ad offrire ribassi oltre una certa misura).

Si intende, quindi, secondo la legislazione in materia di contratti pubblici, che qualunque debito, per quanto rilevante in termini economici, purché (e finché) ancora oggetto di un giudizio tributario (proponibile o) pendente, non potrà essere motivo di esclusione ai sensi dell’art. 80, comma 4, del codice dei contratti del 2016.

La Sezione ha aggiunto che la previsione della direttiva 24/2014, che permette alle stazioni appaltanti di valutare anche l’esistenza di debiti non ancora definitivi, sulla base di un prudente apprezzamento e attraverso una causa di esclusione di tipo facoltativo, non è stata recepita nel nostro sistema, neppure in occasione dell’ultimo intervento dedicato alla modifica di talune parti del codice dei contratti del 2016 (con il d.l. n. 32 del 2019 e la legge di conversione n. 55 del 2019).

Ha quindi affermato la Sezione che l’art. 80, comma 4, del Codice dei contratti pubblici non si coordina alla perfezione con la disciplina fiscale propriamente intesa.

L’art. 80, nel fare riferimento a “sentenze e atti non più soggetti ad impugnazione” sembra scritto, infatti, pensando essenzialmente alle pretese fiscali (che sono) oggetto di avvisi di accertamento, la cui inoppugnabilità o la cui conferma in giudizio rende “definitivamente accertate” le violazioni (ossia gli omessi pagamenti, nella soglia minima ritenuta rilevante) del contribuente. Molto meno chiaro è invece se, a fronte di un avviso di accertamento divenuto già definitivo ovvero inoppugnabile, possa bastare l’impugnazione della cartella di pagamento, quale atto di riscossione esecutivo di detto avviso, per permettere al contribuente di invocare – magari a distanza di anni dal verificarsi del presupposto - la non definitività della sua irregolarità.

https://www.giustizia-amministrativa.it/web/guest/-/esclusione-dalla-gara-per-omessa-dichiarazione-di-debito-con-il-fisco

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Limiti all'esecuzione anticipata del contratto in via di urgenza



Delibera numero 716 del 23 luglio 2019
Oggetto: Affidamento ed esecuzione del contratto di gestione in concessione dei parcheggi dell’Azienda Ospedaliera Cannizzaro
Fasc. UVCS 4972/2017

Il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione nell’adunanza del 23 Luglio 2019;

Visto l’articolo 19, comma 2, del d.l. 24.6.2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla l. n. 114 11.8.2014 secondo cui i compiti e le funzioni svolti dall’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture sono trasferiti all’Autorità nazionale anticorruzione;

Visto il d. lgs. n. 50 del 18.4.2016 e successive modificazioni;

Vista la relazione dell’Ufficio Vigilanza centrali di committenza e concessioni di servizi

Premessa

Con esposto acquisito al protocollo Anac in data del 17.10.2017 n. 117944 la Società Eco Tourist         (Società Cooperativa sociale), seconda classificata nella  procedura gara per l’affidamento ed esecuzione del contratto di gestione in concessione dei parcheggi dell’ Azienda Ospedaliera per l’Emergenza Cannizzaro, segnalava delle criticità nei rapporti contrattuali intercorsi tra la Stazione Appaltante  Azienda Ospedaliera  dell’ Emergenza Cannizzaro e la Società  Gestopark srl risultata prima in graduatoria nella procedura de quo.
Nel merito delle criticità segnalate, l’esponente principalmente lamentava l'illegittimità della condotta della Stazione appaltante la quale a fronte dell’aggiudicazione definitiva disposta con provvedimento n. 2699 del 9.11.2016 in favore della ditta Gestopark s.r.l., autorizzava , ai sensi del comma 8 dell’art 32 del d.lgs 50/2016, l’avvio in urgenza del servizio nelle more della formalizzazione del contratto in favore della ditta aggiudicataria con le medesime modalità tecnico gestionali svolte dalla Società F.lli Catalano Srl, precedente concessionario in amministrazione straordinaria prefettizia in scadenza in data 31.12.2016, sino al 30.6.2017 per poi avviare dalla data del 1.7.2017  il servizio secondo le previsioni della esperita gara pubblica.
Sulla base dei fatti segnalati e all’esito dell’esame della documentazione richiesta alla Amministrazione, con comunicazione di risultanze istruttorie approvata dal Consiglio nell’Adunanza del 5.07.2018, l’Autorità ha inoltrato le proprie determinazioni che sono state riscontrate, nei termini indicati dalla Azienda ospedaliera con memoria agli atti dell’Autorità.
In data 10.9.2018 si è svolta un’audizione dinanzi al competente Ufficio dell’Autorità a seguito di esplicita richiesta della Stazione Appaltante assentita con prot. n 72476 del 30.08.2018

Fatto

Occorre premettere che con delibera nr.1338 del 9.6.2010 veniva aggiudicata in favore della Società “F.lli Catalano, la gestione delle aree parcheggio multipiano dell’Azienda Ospedaliera Cannizzaro a far data dal 1.7.2010 per una durata di sette anni con scadenza  il 30.06.2016 . Il servizio in questione prevedeva una remunerazione della Azienda Ospedaliera sotto forma di percentuale del 27,82% degli incassi mensili ed era basata sulla regolamentazione dell’accesso da barriera centralizzata.
Con successivi provvedimenti a scadenza annuale veniva altresi disposto in favore del concessionario    il servizio navetta  interno all’Azienda ospedaliera in regime di estensione contrattuale ex comma 5 dell’art.57 del d.lgs 163/2006, medio tempore applicabile, al costo mensile di  € 2.500, Iva esclusa, riconosciuti dalla Stazione appaltante mediante compensazione sugli importi creditori dovuti dal concessionario per l’espletamento del servizio di gestione di parcheggi aziendali, proseguito dal 2014 in poi in regime di proroga fino alla conclusione del rapporto concessorio.
Con decreto della Prefettura di  Reggio Calabria nr 59417 del 19.6.2015 la Società Fratelli Catalano veniva colpita da interdittiva antimafia e conseguentemente l’Amministrazione procedeva all’immediato recesso dal rapporto contrattuale.
Il Prefetto di Reggio Calabria  nominava un Amministratore prevedendo dapprima una scadenza a giugno 2016 poi, nelle more del perfezionamento di una gara pubblica finalizzata alla ricerca di un operatore in bonis, la gestione in amministrazione straordinaria veniva prorogata fino al 31.12.2016.
L’Azienda Ospedaliera esperiva quindi, con delibera n.1823 del 14.7.2016, una nuova procedura di gara per l’affidamento del servizio di gestione in concessione delle aree a parcheggio dell’Azienda per un periodo di anni cinque, più due anni di proroga, da svolgere secondo le modalità previste nel capitolato speciale d’appalto ai sensi del comma 4 dell’art. 95 del d.lgs 50/2016, quindi del prezzo più basso considerato attraverso la formulazione del prezzo al rialzo sulla base d’asta di € 12.000, Iva esclusa, quale canone mensile dovuto al concedente.
La gara veniva aggiudicata con delibera nr 2699 del 9.11.2016, immediatamente esecutiva, dopo aver effettuato le verifiche di rito, in favore dell’operatore economico GestoparK alle modalità di cui al capitolato tecnico per un canone mensile di € 24.142, 00 oltre Iva.
Con la suddetta deliberazione veniva altresì disposta,vista la scadenza della proroga della amministrazione straordinaria prevista per il 31.12.2016, la immissione in urgenza ai sensi del comma 8 dell’art 32 del d.lgs 50/2016, nella gestione del servizio del nuovo aggiudicatario attraverso due fasi denominate Fase 1 e Fase 2:

Fase 1, di mesi 6, valida fino al 30.6.2017, al fine di consentire il passaggio di consegne tra la Società F.lli Catalano e il nuovo gestore, con lo svolgimento da parte dell’operatore economico Gestopark del servizio con le stesse modalità svolte dalla precedente gestore ed agli stessi patti e condizioni del contratto stipulato con lo stesso;

 
Fase 2 avvio del  servizio secondo le previsioni di gara a decorrere dal 1.7.2017.
L’Amministrazione con nota prot 17354 del 15.11.2016 autorizzava la società Gestopark srl, ai sensi del comma 8 dell’art 32 del d. lgs 50/2016, all’avvio in urgenza nelle more della formalizzazione del contratto e con successiva nota disponeva l‘avvio del servizio a decorrere dal 14.12.2016 sino al 30.6.2017 secondo le modalità previste nella Fase 1.
La Società Gestopark in ragione della proposta di affidamento anticipato del servizio e della gestione in Fase 1 del servizio, subentrando a parità di condizioni gestionali al precedente gestore, formalizzava specifica richiesta al differimento del termine di stipula del contratto come previsto dal comma 8 dell’art 32 del d.lgs 50/2016 ed evidenziava, altresì, come le “attuali condizioni di effettuazione del servizio nella fase denominata 1 e dunque fino al 30.6.2017 differiscano radicalmente da quelle previste nel capitolato d’ appalto della nuova gara aggiudicata con delibera 2699/2016” inoltre “la presa in carico della gestione degli accessi a pagamento, per quanto repentina, ci sta permettendo di rilevare particolarità-non indicate nel dettaglio in capitolato-che potrebbero incidere in maniera sostanziale sulle strategie future, in particolare in riferimento alla gestione della viabilità interna dell’ospedale nella fase 2”
In data 24.1.2017 con verbale di presa d’atto di immissione in servizio, congiuntamente, l’Azienda Ospedaliera Cannizzaro e l’operatore Gestopark concordano il differimento della stipula del contratto, l’avvio del servizio in Fase 1 nonché l’avvio del servizio a regime in Fase 2 dal 1.7.2017 e presentazione di un piano della sosta entro il 30.3.2017.
In ossequio a quanto stabilito nel verbale di presa d’atto d’ immissione in servizio in Fase 1, la società Gestopark presentava un piano della sosta contenente in dettaglio i flussi e le criticità riscontrate dalla data di avvio in urgenza del servizio, nonché un’analisi comparativa tra migliori ipotesi gestionali e di regolamentazione degli accessi oltre alla formulazione di una proposta alternativa rispetto al modello previsto in gara ritenuta dalla stessa proponente tecnicamente superiore.
Per la valutazione tecnica del suddetto piano della sosta la AOEC stipulava apposita convenzione per attività di consulenza tecnico-scientifica con l’Università di Catania Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura allo scopo di supportare l’Azienda nella valutazione delle proposte tecniche presentate dalla Gestopark.
Il citato dipartimento con propria relazione, oltre a valutare la proposta presentata dal concessionario in relazione a quella originaria, proponeva una terza opzione che combinava e modificava le modalità gestionali previste nella gara originaria e l’opzione presentata dalla stessa Gestopark.
Con   prot.10322 del 30.6.2017 a decorrere dal 1.7.2017, veniva comunicato alla Gestopark l’avvio della Fase 2 con canone forfettario, formulato in sede di gara, di € 24.142 Iva esclusa.
Con deliberazione nr 3845 del 22.12.2017 la Stazione Appaltante, prendendo atto dello studio presentato dal Dipartimento del Università degli Studi di Catania, modifica ai sensi dell’art.175 del D.lgs 50/2016 la concessione originaria e con lettera contratto nr 19512 del 21.12.2018 stipula il contratto di concessione del servizio di gestione dei parcheggi dell’Ospedale dell’ Emergenza  Cannizzaro con decorrenza 1.7.2017.
Il procedimento di vigilanza, secondo quanto previsto al co.2 dell’art 10 dal Regolamento di Vigilanza, è stato parzialmente sospeso poiché pendente un Ricorso Straordinario al Presidente della Regione Siciliana giudicato dal con decreto presidenziale n 85 del 1.4.2019 inammissibile.

 

Contenuto della CRI,  controdeduzioni della S.A. e valutazioni dell’Ufficio
Venendo in merito alla istruttoria, nella CRI, dall’esame dei documenti depositati in atti, sono stati evidenziati rilievi riguardanti alcuni aspetti dell’ affidamento  posto in essere dall’ Azienda ospedaliera di seguito riportati congiuntamente alle controdeduzioni della S.A.

Violazione delle norme ex comma 8 art 32 del d.lgs 50/2016 “avvio in urgenza”:
E’ indubbio che la consegna anticipata dell’appalto è espressamente prevista dal d.lgs 50/2016. L’ art. 32, comma 13, prevede che l’esecuzione del contratto può avere inizio solo dopo che lo stesso è divenuto efficace, salvo che, in casi di urgenza, la stazione appaltante ne chieda l’esecuzione anticipata, nei modi e alle condizioni previste dal comma 8.  Al citato comma 8, tra l’altro, vengono  definite le ipotesi riconducibili all’esecuzione d’urgenza “eventi  imprevedibili, per ovviare a situazioni di pericolo per persone, animali o  cose, ovvero per l’igiene e la salute pubblica, ovvero per il patrimonio,  storico, artistico, culturale ovvero nei casi in cui la mancata esecuzione immediata  della prestazione dedotta nella gara determinerebbe un grave danno  all’interesse pubblico che è destinata a soddisfare, ivi la perdita di  finanziamenti comunitari”.           
Volendo aderire, nel caso di specie, alla tesi dedotta dalla Stazione Appaltante per cui “l’urgenza” legittimante l’esecuzione anticipata del servizio, è qualificata dalla complessa attività dell’ Azienda Ospedaliera per l’ Emergenza Cannizzaro   che risulta essere  strategica non solo in ambito sanitario, ma anche  per il sistema di protezione civile in quanto sede operativa del 118 e del Coordinamento NUE 112,nonché sede di eliporto e pertanto ha la  necessità di assicurare  la fluidità del traffico, non si comprende dalle memorie in atti il motivo per cui stante le necessità indicate, la Stazione appaltante  non abbia proceduto, potendolo fare , a stipulare il contratto già dal 14.12.2016.
Nel caso di cui si discute, infatti, l’Amministrazione a fronte di una aggiudicazione efficace   disposta in data 09.11.2016, piuttosto che stipulare il contratto nel rispetto del previsto termine dilatorio, dal 14.12.2016 autorizza l’avvio in urgenza in favore dell’aggiudicatario, in Fase 1, peraltro agli stessi patti e condizioni dell’affidamento del precedente gestore colpito da interdittiva antimafia.
Sul punto l’Amministrazione ha argomentato che il servizio necessitava, da un lato di essere garantito senza soluzione di continuità rispetto alla scadenza dell’amministrazione straordinaria prefettizia, e dall’altro, che il contratto da eseguire nella specie postulava la realizzazione di opere necessarie per il suo avvio a regime.
Orbene dagli atti di gara non emerge l’esigenza di una fase propedeutica (Fase 1)  alla stipula ed alla esecuzione del contratto salvo un richiamo all’art. 30 del Capitolato speciale di Appalto che indica il  termine non superiore a 60 giorni  per “eventuali lavori  che si renderanno necessari per la migliore fruizione del servizio come da offerta tecnica prodotta” a sottintendere che, al momento della redazione del capitolato, tali lavori non presentavano carattere di necessità per l’esecuzione del contratto.
Vieppiù  che la procedura de quo è stata disposta con il criterio del prezzo più basso, ossia del canone posto a base d’asta a rialzo, e non con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa tipica quando la stazione appaltante ritenga opportuno acquisire e valutare proposte tecniche anche migliorative rispetto alle previsioni del capitolato tecnico.
Giova precisare a tal proposito che nella delibera di indizione della procedura di gara la Stazione appaltante in ossequio al disposto normativo di cui ai commi 4 e 5 dell’art 95 del d.lgs 50/2016  ha motivato la scelta del  criterio di aggiudicazione  “trattandosi di servizio standardizzato da aggiudicare sulla base di quanto previsto in capitolato”.
In ogni caso, come indicato nelle risultanze istruttorie, l'esecuzione in via d'urgenza, in forza dell'espressa previsione normativa, anticipa il prodursi degli effetti della disciplina negoziale prima della formale stipulazione del contratto, è implicito, quindi, che il contratto da eseguire è quello che viene concluso a seguito della procedura di gara allo scopo indetta e non il contratto del precedente gestore.
Non a caso  nella  richiesta di differimento della stipula del contratto da parte della aggiudicataria GestoparK la stessa segnala che le “attuali condizioni di effettuazione del servizio nella fase denominata Fase 1 e dunque fino al 30.6.2017 differiscano radicalmente da quelle previste nel capitolato d’ appalto della nuova gara aggiudicata con delibera 2699/2016” inoltre, ponendo le basi per successive valutazioni da parte della Stazione appaltante, in relazione alla possibile modifica della gara aggiudicata, aggiunge  “la presa in carico della gestione degli accessi a pagamento, per quanto repentina, ci sta permettendo di rilevare particolarità-non indicate nel dettaglio in capitolato-che potrebbero incidere in maniera sostanziale sulle strategie future, in particolare in riferimento alla gestione della viabilità interna dell’ospedale nella fase 2” riferendosi alla successiva fase cosiddetta a regime.
Non può essere sottaciuta inoltre  la circostanza che il deposito cauzionale di € 72.426,00 prestato a garanzia degli adempimenti delle obbligazioni del contratto discendente dalla aggiudicazione della procedura aperta della concessione quinquennale nel caso specifico andava a garantire delle obbligazioni differenti rispetto a quelle per cui è stata costituita.
E’ evidente che l’avvio in urgenza per il periodo di sei mesi nella cosiddetta fase 1 si è di fatto concretizzato in un affidamento diretto disposto in favore dell’aggiudicatario al di fuori delle previsioni di legge con conseguente violazione delle norme sulla concorrenza.

Violazione delle norme di cui all’art 175 del d.lgs 50/2016
Come è noto nell’ambito di un rapporto concessorio è prevista la possibilità per la stazione appaltante di   procedere ad una modifica della convenzione conclusa con il concessionario originario, senza una nuova procedura di aggiudicazione, per l’affidamento allo stesso dei lavori e dei servizi supplementari, non inclusi nella predetta convenzione. Tale possibilità è subordinata alla   sussistenza dei presupposti tassativamente indicati dall’art. 175 del Codice, tra questi il rispetto del comma 7, il quale dispone che la modifica del rapporto concessorio non può alterare considerevolmente gli elementi essenziali del contratto, secondo le indicazioni di cui alle lettere da a) a d) della predetta disposizione. L’accertamento dei presupposti legittimanti la modifica   del contratto in corso di esecuzione, è rimesso all’esclusiva competenza e responsabilità dell’amministrazione, la quale è tenuta a valutare in concreto le reali esigenze sottese al ricorso all’istituto di cui all’art. 175 del Codice.
Il presupposto di fatto e di diritto ai fini dell’applicazione della predetta norma è l’esistenza di un contratto concluso e discendente da una procedura ad evidenza pubblica.       
Come puntualmente esplicitato in fatto l’ Amministrazione, a seguito delle interlocuzioni e delle proposte effettuate dal nuovo gestore, preso atto dello studio presentato dal Dipartimento del Università degli Studi di Catania con deliberazione nr 3845 del 22.12.2017 , giunge alla modifica  ai sensi dell’art.175 del D.lgs 50/2016 della concessione originaria  e  con lettera contratto nr 19512 del 21.12.2018 stipula il contratto di concessione del servizio di gestione dei parcheggi dell’Ospedale dell’  Emergenza  Cannizzaro.
Nel caso di specie è evidente che la richiamata modifica ha riguardato la procedura ad evidenza pubblica indetta con delibera 1823/2016 ed il suo il suo progetto esecutivo posto a base di gara e non il contratto conseguente alla procedura di gara che legittima il ricorso all’istituto delle “modifiche del contratto in corso di esecuzione” previsto e disciplinato dall’art.175 del Codice degli Appalti, avendo stipulato il contratto con le modifiche già ricomprese.
Tanto ha determinato a cascata la violazione delle regole della concorrenza, parità di condizione dei concorrenti e tutela del libero mercato, nonché gli obblighi di trasparenza e pubblicità delle commesse pubbliche.

Tutto ciò premesso il Consiglio
 

Delibera


sono confermati i rilievi contestati alla Azienda Ospedaliera dell’Emergenza Cannizzaro con la comunicazione di risultanze istruttorie che hanno evidenziato significativi profili di illegittimità nelle modalità di gestione dell’attività contrattuale oggetto di indagine innanzi evidenziate e di seguito indicate:
Illegittimità dell’affidamento diretto disposto nel periodo 14.12.2016 - 30.6.2017 in favore della società Gestopark;

 
Violazione dell’art. 32 del d.lgs 50/2016

 
Violazione delle norme di cui all’art 175 del d.lgs 50/2016

 
violazione delle regole della concorrenza, parità di condizione dei concorrenti e  tutela del libero mercato, nonché gli obblighi di trasparenza e pubblicità delle commesse pubbliche.
Dispone per eventuali profili di competenza la trasmissione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania ed alla Corte dei Conti competente per territorio.

Raffaele Cantone

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 30 luglio 2019

Il Segretario,
Rosetta Greco
http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?id=4df69e9b0a7780425192eaed1abe1b7b

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Omessa pubblicazione e conseguenze disciplinari (ANAC 17/7/2019)



Delibera numero 670 del 17 luglio 2019
Oggetto: natura delle sanzioni previste nel caso di omessa pubblicazione delle informazioni relative ai titolari di incarichi di collaborazione o consulenza di cui all’art. 15 del d.lgs. 33/2013

Il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione

Visto il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”, e in particolare gli artt. 15, 43, 45, 46 e 47;
Vista il proprio Regolamento del 16 novembre 2016 recante “Regolamento in materia di esercizio del potere sanzionatorio ai sensi dell’articolo 47 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, come modificato dal decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97”;
Visto il proprio Regolamento del 29 marzo 2017 “sull’esercizio dell’attività di vigilanza sul rispetto degli obblighi di pubblicazione di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33”;

Considerato in fatto
Con nota pervenuta all’Autorità in data 1.02.2019 n. prot. 0008390, il Segretario Generale, nonché Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e della trasparenza (RPCT) del Comune di Carpi, chiede chiarimenti in merito alla natura delle sanzioni previste nel caso di omessa pubblicazione delle informazioni relative ai titolari di incarichi di collaborazione o consulenza di cui all’art. 15 del d.lgs. 33/2013.
Ad avviso dell’istante l’art. 15 non fornirebbe alcuna indicazione sulla natura della sanzione prevista nel caso di omessa pubblicazione dei dati relativi ai titolari di incarichi di collaborazione o consulenza, né sull’Autorità competente ad irrogare tale sanzione, limitandosi a definire il procedimento al cui esito la sanzione è irrogata come “disciplinare”.

Ritenuto in diritto
Le norme che rilevano con riguardo ai temi oggetto dell’istanza di parere sono gli artt. 15, 43, 45, 46 e 47 del d.lgs. 33/2013.
In merito agli incarichi di collaborazione e consulenza, l’art. 15, co. 1, prevede la pubblicazione, entro tre mesi dal conferimento dell’incarico e per i tre anni successivi alla sua cessazione, di una serie di dati, ovvero: a) gli estremi dell'atto di conferimento dell'incarico; b) il CV; c) i dati relativi allo svolgimento di incarichi o la titolarità di cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione o lo svolgimento di attività professionali; d) i compensi percepiti. La pubblicazione costituisce condizione imprescindibile affinché l’atto di conferimento sia efficace e i compensi dei titolari dei suddetti incarichi vengano liquidati.
In caso di omessa pubblicazione dei dati richiamati, il medesimo art. 15 dispone al co. 3 che «il pagamento del corrispettivo determina la responsabilità del dirigente che l'ha disposto, accertata all'esito del procedimento disciplinare, e comporta il pagamento di una sanzione pari alla somma corrisposta, fatto salvo il risarcimento del danno del destinatario ove ricorrano le condizioni di cui all'articolo 30 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104».
In generale, sul rispetto degli obblighi di pubblicazione ivi inclusi, pertanto, quelli contenuti all’art. 15 in argomento, l’art. 45, co. 1, del d.lgs. 33/2013 attribuisce all’Autorità specifici compiti, che esercita d’ufficio o su segnalazione, al fine di verificare «l'esatto adempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente,  esercitando  poteri ispettivi  mediante  richiesta  di  notizie,  informazioni,  atti   e documenti alle amministrazioni pubbliche e  ordinando  l'adozione  di atti o provvedimenti richiesti dalla  normativa  vigente,  ovvero  la rimozione di comportamenti o atti  contrastanti  con  i  piani  e  le regole sulla trasparenza». Con apposito Regolamento del 29 marzo 2017 “sull’esercizio dell’attività di vigilanza sul rispetto degli obblighi di pubblicazione di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33” sono stati disciplinati tali poteri di vigilanza.
Compiti di vigilanza sono altresì attribuiti dall’art. 43 del d.lgs. 33/2013 al Responsabile della prevenzione della corruzione (RPCT) che è tenuto a svolgere stabilmente un’attività di monitoraggio sull’adempimento da parte dell’amministrazione degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, cui consegue il potere di segnalare gli inadempimenti rilevati, in relazione alla gravità, all’organismo indipendente di valutazione (OIV), all’organo di indirizzo politico, all'ANAC o all'ufficio di disciplina.
Gli artt. 46 e 47 delineano, invece, rispettivamente, la responsabilità derivante dalla violazione degli obblighi di pubblicazione e il regime sanzionatorio per la violazione di specifici obblighi di trasparenza.
Così l’art. 46 stabilisce che l'inadempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente costituisce elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale, eventuale causa di responsabilità per danno all'immagine dell'amministrazione ed è valutato ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale dei responsabili.
L’art. 47 prevede l’irrogazione di sanzioni pecuniarie per la violazione degli obblighi di comunicazione e di pubblicazione nei confronti dei soggetti tenuti a comunicare i dati previsti dagli artt. 14 e 22, co. 2, d.lgs. 33/2013. Le sanzioni sono applicate ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689 e, in proposito, l’Autorità ha adottato la delibera del 16 novembre 2016 recante “Regolamento in materia di esercizio del potere sanzionatorio ai sensi dell’articolo 47 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, come modificato dal decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97”.
Dal quadro normativo riportato possono chiaramente trarsi le seguenti indicazioni.
Il sistema di vigilanza posto dal d.lgs. 33/2013 è fondato sia sul potere di accertamento da parte dell’ANAC delle violazioni degli obblighi di pubblicazione, potere ad essa attribuito dal richiamato art. 45 del d.lgs. 33/2013, sia sull’autonomo potere di verifica, accertamento e segnalazione delle violazioni da parte del RPCT di ogni pubblica amministrazione in virtù di quanto disposto dall’art. 43 del medesimo decreto.
Ne discende che, ai sensi dell’art. 45, l’Autorità accerta l'esatto adempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente esercitando poteri ispettivi e ordinando di procedere, entro un termine non superiore a trenta giorni, alla pubblicazione dei dati e documenti mancanti, all'adozione di atti o provvedimenti richiesti ovvero alla rimozione di comportamenti o atti contrastanti con i piani e le regole sulla trasparenza.
L’Autorità, accertate le violazioni, segnala l'illecito all’Ufficio competente per i procedimenti disciplinari dell'amministrazione interessata ai fini dell'attivazione del relativo procedimento a carico del responsabile della pubblicazione o del dirigente tenuto alla trasmissione delle informazioni, potendo segnalare, altresì, gli inadempimenti ai vertici politici delle amministrazioni, agli OIV e, se del caso, alla Corte dei conti, ai fini dell'attivazione delle altre forme di responsabilità. Detto illecito, per espressa previsione normativa, ha natura disciplinare (art. 45, co. 4).
Il potere di accertamento di ANAC appena descritto, esercitabile anche nelle violazioni degli obblighi di cui all’art. 15 del d.lgs. 33/2013 oggetto del parere richiesto, non esclude l’esistenza di un autonomo potere di verifica, accertamento e segnalazione in capo ad ogni singola amministrazione e che trova disciplina nel richiamato art. 43 del d.lgs. 33/2013.
Ciò comporta che, laddove il RPCT riscontri l’inadempimento degli obblighi di pubblicazione dei dati e delle informazioni sugli incarichi di consulenza o collaborazione di cui all’art. 15 del d.lgs. 33/2013, spetta alla singola amministrazione individuare e irrogare la sanzione disciplinare prevista dal medesimo art. 15, co. 3 rispetto alla quale non può trovare applicazione la legge 24 novembre 1981, n. 689
recante «Modifiche al sistema penale» .
Si rammenta, inoltre, che sia nel caso in cui il procedimento disciplinare di cui all’art. 15, co. 3, d.lgs. 33/2013 sia nato su segnalazione di ANAC, che su segnalazione del RPCT, l'inadempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente costituisce elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale, eventuale causa di responsabilità per danno all'immagine dell'amministrazione ed è valutato ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale dei responsabili. (art. 46, d.lgs. 33/2013).
Deve, infine, escludersi l’applicazione “in via analogico-estensiva” dell’art. 47 d.lgs. 33/2013 ai procedimenti disciplinari in esame, e quindi la competenza dell’ANAC ad irrogare la sanzione prevista nel caso di omessa pubblicazione delle informazioni relative ai titolari di incarichi di collaborazione o consulenza di cui all’art. 15, tenuto conto che le violazioni e le relative sanzioni contenute all’art. 47  si riferiscono  a fattispecie di inadempimento tipizzate in cui non è inclusa la violazione delle misure di trasparenza previste all’art. 15.

Tutto ciò premesso e considerato,

Delibera

che la sanzione di cui all’art. 15, co. 3, del d.lgs. 33/2013 per la mancata pubblicazione dei dati inerenti gli incarichi di collaborazione o consulenza, ha natura disciplinare in quanto irrogata all’esito di procedimento disciplinare, come espressamente stabilito dal medesimo comma 3;
che il sistema di vigilanza posto dal d.lgs. 33/2013 è fondato sia sul potere di accertamento da parte dell’ANAC delle violazioni degli obblighi di pubblicazione, potere ad essa attribuito dall’art. 45 del d.lgs. 33/2013, sia sull’autonomo potere di verifica, accertamento e segnalazione delle violazioni da parte del RPCT di ogni pubblica amministrazione, in virtù di quanto disposto dall’art. 43 del medesimo decreto;
che, ai sensi dell’art. 45, del d.lgs. 33/2013, l’Autorità accerta l’esatto adempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente esercitando poteri ispettivi e ordinando di procedere, entro un termine non superiore a trenta giorni, alla pubblicazione dei dati e documenti mancanti, all'adozione di atti o provvedimenti richiesti, ovvero alla rimozione di comportamenti o atti contrastanti con i piani e le regole sulla trasparenza;
che, in attuazione di quanto disposto dal predetto art. 45 del d.lgs. 33/2013, pur rimanendo in capo ad ANAC il potere di accertamento delle violazioni degli obblighi in materia di pubblicazione del medesimo decreto, laddove il RPCT di una amministrazione riscontri l’inadempimento degli obblighi di pubblicazione dei dati e delle informazioni sugli incarichi di consulenza o collaborazione di cui all’art. 15 del d.lgs. 33/2013, spetta alla singola amministrazione individuare e irrogare la sanzione disciplinare prevista dallo stesso art. 15, co. 3;
che non si possa procedere all’applicazione “in via analogico-estensiva” dell’art. 47 del d.lgs. 33/2013 ai procedimenti di irrogazione della sanzione per la violazione degli obblighi di pubblicazione dei dati relativi ai titolari di incarichi di collaborazione o consulenza. Deve, quindi, escludersi la competenza dell’ANAC ad irrogare la sanzione prevista all’art. 15, co. 3 del d.lgs. 33/2013, tenuto conto che le violazioni e le relative sanzioni contenute all’art. 47 si riferiscono a fattispecie di inadempimento tipizzate, in cui non è inclusa la violazione delle misure di trasparenza contenute all’art. 15;
che le amministrazioni, nell’irrogazione delle sanzioni di cui all’art. 15, co. 3 del d.lgs. 33/2013, non possano fare riferimento ai criteri della legge 24 novembre 1981, n. 689
recante «Modifiche al sistema penale» in quanto, per espressa previsione dell’art. 12, essa non si applica ai procedimenti di natura disciplinare.
 

Il presente provvedimento è trasmesso all’istante e pubblicato sul sito istituzionale dell’Autorità.

Raffaele Cantone
Depositato presso la segreteria del Consiglio il 25 luglio 2019

Il Segretario, Maria Esposito

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