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Post - Chiara1978

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Toscana / mercatino su area privata
« il: 18 Giugno 2019, 10:38:06 »
Buongiorno,
mi sono state richieste informazioni, da parte di un'associazione, circa la possibilità di organizzare un mercatino di una giornata, con operatori non alimentari (commercianti e artigiani) IN POSSESSO DI PARTITA IVA, in area privata nella disponibilità degli organizzatori (nello specifico, il resede di una Cantina Sociale appartenente alla predetta associazione).
Potete confermarmi che l'organizzazione di tale iniziativa è consentita e libera da adempimenti (ferma restando la necessità per gli operatori di essere abilitati all'esercizio dell'attività)?
Grazie
 

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Il Comune ha recentemente affidato la gestione di un servizio educativo extrascolastico a un’Associazione di Promozione Sociale.  Si tratta di un servizio senza rilevanza economica, offerto gratuitamente alla cittadinanza, di importo complessivo ampiamente inferiore alla soglia dei 40.000 euro.
L’affidamento è avvenuto mediante procedura ai sensi del Codice Appalti, con relativa acquisizione del CIG, e NON secondo le regole dettate dal Codice del Terzo Settore (convenzione a rimborso spese ex art. 56 del D. Lgs. 117/2017). 
Siamo pertanto di fronte a una tradizionale prestazione di servizi svolta da parte di un operatore economico, e il corrispettivo dovuto si configura come prezzo per una prestazione e NON come rimborso di spese documentate.
Successivamente all’aggiudicazione del servizio, l’Associazione ha comunicato all’Ente che, ai fini della richiesta periodica di pagamento delle prestazioni effettuate, non intende emettere fattura (sostenendo che, in quanto APS, non è tenuta ad emettere un documento fiscale), bensì una lettera di “richiesta corrispettivo”, recante il CIG, gli estremi delle Determinazioni di affidamento e impegno di spesa, l’importo dovuto e la dicitura “Prestazione fuori campo iva in riferimento all’art. 4 della DPR 633/72 e successive integrazioni e modifiche”.
Nella nostra esperienza, tale modalità di richiesta di corrispettivo è tipica delle richieste di contributo o di rimborso spese (alle quali vengono allegate le varie pezze d’appoggio), mentre ci risulta che, negli appalti di servizio, a prescindere dal fatto che l’operatore economico possa essere una APS, occorre sempre emettere fattura (eventualmente in regime di esenzione iva). 
Potete confermarmelo, o al contrario ritenete che la modalità di richiesta di corrispettivo sopra descritta possa essere considerata idonea e che a fronte di tale documento si possa effettuare la liquidazione di spesa?
Grazie per il supporto.
Chiara

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Toscana / Re:punto vendita stampa
« il: 07 Novembre 2018, 09:55:50 »
Grazie per il chiarimento. 
Per "prodotti editoriali" intendete esclusivamente le testate giornalistiche, giusto?
Grazie ancora.
Chiara

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Toscana / punto vendita stampa
« il: 03 Ottobre 2018, 10:07:04 »
Domanda secca: un punto vendita di stampa quotidiana e periodica su area pubblica è di per sé abilitato ad effettuare anche la vendita di altri articoli non alimentari, nello specifico libri scolastici?
Dalla visura camerale dell'esercizio commerciale in questione risulta, quale unico codice attività, quello relativo al "commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici" (47.6.2.1).
Pongo questa domanda poiché tale esercente ha richiesto all'Ufficio Istruzione del nostro Comune di poter essere coinvolto, al pari delle varie cartolibrerie cittadine,  nella fornitura (a carico dell’Ente quale obbligo di legge) dei libri di testo ad alunni residenti della scuola primaria.
Grazie.

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5. Esecuzione / proroga e rinnovo
« il: 03 Agosto 2018, 14:28:50 »
Nel contratto triennale inerente la gestione in concessione di un servizio, avente scadenza 30/06/2018, si prevedeva la facoltà di rinnovo per un periodo massimo di ulteriori 3 anni.  All’atto della scadenza del rapporto contrattuale, il rup non ha preso in considerazione l’opzione di rinnovo, disponendo invece una proroga del contratto di alcuni mesi, per non interrompere il servizio nelle more della definizione della nuova procedura di gara (che ha richiesto più tempo di quello inizialmente previsto).  Tale contratto è pertanto attualmente in regime di proroga.  A seguito di un ripensamento, ritenete che sia ancora possibile, con adeguate motivazioni, attivare il rinnovo, dando atto di un mero errore materiale o di valutazione del rup che, a suo tempo, aveva disposto una proroga in luogo di un rinnovo? In caso positivo, dovremmo includere nel periodo complessivo di rinnovo i mesi di proroga in precedenza autorizzati?
Grazie.

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2. Affidamento / Re:calcolo valore concessione
« il: 11 Luglio 2018, 10:44:24 »
In effetti neppure io l'ho trovato esplicitato in nessun bando di altre s. a., però avevo fatto le Vostre medesime considerazioni, anche leggendo codesta sentenza.
Grazie del confronto sempre proficuo.

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2. Affidamento / calcolo valore concessione
« il: 10 Luglio 2018, 18:26:22 »
Stiamo progettando la procedura per l'affidamento della gestione di impianti sportivi comunali, inquadrando tale affidamento come concessione di servizi.
Sono stati stimati e previsti sia un canone di concessione a carico dell'aggiudicatario, sia un corrispettivo a carico dell'Ente a titolo di contributo di gestione.
Mi chiedo se ai fini del calcolo del valore della concessione, da effettuare secondo l'art. 167 del D. Lgs. 50 (e quindi considerando i vari introiti del concessionario + il contributo comunale di gestione, per tutta la durata del contratto incluse opzioni e rinnovo), debba essere considerato anche il canone di concessione posto a carico del concessionario.
Il dubbio mi è sorto leggendo il comma 4 lettera f dell'art. 167, a norma del quale va tenuto conto, per il calcolo del valore stimato, anche "del valore dell'insieme delle forniture e servizi messi a disposizione del concessionario dalle amministrazioni aggiudicatrici...".
Grazie per il consueto supporto!
Chiara

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Il Comune deve procedere a breve a riaffidare in concessione pluriennale la gestione di alcuni impianti sportivi, con procedura a evidenza pubblica ex D. Lgs. 50/2016, suddivisa in lotti funzionali,  e secondo quanto previsto dalla LR 21/2015.  I vigenti contratti di concessione scadono fra due mesi e sono già stati prorogati per alcuni mesi rispetto alla scadenza originaria, sussistendone i presupposti.
In uno di questi impianti (Stadio) è in corso, da parte dell'Ente, la programmazione di una serie di necessari interventi di manutenzione straordinaria di un certo rilievo, anche conseguenti agli esiti di verifiche statiche e sismiche, da realizzarsi e concludersi auspicabilmente entro la prossima estate.
Tali interventi non obbligheranno alla chiusura totale dell'impianto, ma sicuramente ne limiteranno l'attività, in particolare quella agonistica, e richiederanno la sospensione delle attività sportive in alcuni periodi dell’anno.  Inoltre, risulta al momento difficile determinare l’incremento di valore che l’impianto sportivo subirà al termine dei lavori di manutenzione e che influirà sull’importo del canone di concessione da applicare e, in generale, sul piano economico finanziario di gestione della struttura.
Ci chiediamo pertanto se, per questo singolo impianto, con le dovute motivazioni, si possa optare per un affidamento diretto della gestione alla società concessionaria uscente, per un breve periodo coincidente con l’anno sportivo (settembre-giugno), per poi procedere a un affidamento pluriennale con gara una volta completata la ristrutturazione. 
Il ricorso ad affidamento diretto permetterebbe, diversamente da una ulteriore proroga del vigente contratto (che peraltro, essendo già in regime di proroga, crediamo non sarebbe corretto prolungare ulteriormente), una ridefinizione degli elementi contrattuali sostanziali che, vista la ridotta potenzialità temporanea dell’impianto, riterremmo necessaria.
L'affidamento avrebbe un valore di gran lunga inferiore ai 40.000 euro, ma i nostri dubbi riguardano in particolare:

- se si possa procedere a un affidamento diretto anche di contratti di concessione,  o se l'art. 36 del Codice sia applicabile soltanto ai contratti di appalto, e non alle concessioni;

- se si possa derogare, per questo specifico caso e tenendo conto della brevità del periodo contrattuale e di una presunta “scarsa appetibilità” per il mercato, alla normativa di riferimento per l’affidamento in gestione degli impianti sportivi che prevede, come criterio generale, l’utilizzo dell’avviso pubblico (art. 15 LR 21/2015).

Grazie per il supporto,
Chiara

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Servizi sociali e culturali / organizzazione Notte Bianca
« il: 06 Giugno 2018, 09:24:46 »
Buongiorno,
il Comune organizza da anni, in collaborazione con la locale Associazione Pro Loco, la Notte Bianca.
Premetto che il rapporto tra Comune e Pro Loco è disciplinato da una convenzione inerente anche la realizzazione condivisa di manifestazioni e attività di comune interesse in ambito culturale e ricreativo, nel cui contesto il supporto dell’Associazione all’Amministrazione può consistere nell’espletamento di determinate attività logistiche o promozionali, nella messa a disposizione di personale volontario etc…
In occasione della Notte Bianca, per motivi di convenienza organizzativa, il Comune vorrebbe incaricare la Pro Loco, nel contesto del rapporto convenzionale sopra citato, di curare direttamente, secondo una programmazione condivisa, l’organizzazione di una parte della manifestazione, facendo sostenere alla Pro Loco anche le relative spese (noleggi, caché artisti, disbrigo pratiche…). Al termine della manifestazione, il Comune rimborserebbe tali spese all’Associazione, previa esibizione di dettagliata rendicontazione munita di pezze d’appoggio.  L’Associazione non avrebbe alcun guadagno da questa attività.
Mi chiedo se tale importo corrisposto dal Comune alla Pro Loco come rimborso spese si configuri o meno come corrispettivo per una prestazione di servizio (a nostro avviso no) e se sia pertanto nuovamente soggetto a iva.
Spero di essermi spiegata.
Grazie come sempre per il supporto.

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Buongiorno,
chiedo cortesemente conferma che è possibile, a norma di quanto previsto dall'art. 16 della LR 86/2016 e dell'art. 5 del DPGR 18/R/2001, affidare la gestione dei servizi di informazione e accoglienza turistica direttamente all'unica Associazione Pro Loco esistente nel territorio comunale, anche qualora si tratti di affidamento pluriennale per un importo complessivo superiore a € 40.000, senza pertanto applicare la disciplina sugli appalti pubblici e senza transitare da un sistema telematico di acquisto.
Grazie come sempre.

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grazie!!!

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Professionisti / incarico professionale: necessario acquisire il CIG?
« il: 08 Febbraio 2018, 10:33:06 »
Buongiorno,
ai fini dell'affidamento, da parte di una PA, di un incarico professionale, per il quale non viene applicato il Codice Appalti (non trattandosi di acquisizione di servizio), bensì la specifica disciplina in materia di incarichi professionali, è comunque necessario acquisire il codice CIG presso l'ANAC?
Grazie per il supporto.

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Bene, grazie di nuovo Simone. 
Avevo appunto il dubbio che un contratto stipulato potesse contenere elementi di riservatezza limitanti l'accesso generalizzato, che intendo adesso non esserci.
Questo forum per me è una risorsa irrinunciabile!

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Grazie.
Quindi non dovrei neanche richiedere la motivazione, né fare la notifica al controinteressato?
Potrei procedere direttamente a far visionare all'interessato quanto richiesto?
Chiarisco che il cittadino ha richiesto copia del contratto stipulato, non dello schema di contratto approvato con provvedimento amministrativo.
Grazie per le ulteriori delucidazioni che potrete darmi.
Chiara

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Buongiorno.
Un privato cittadino ha presentato formale richiesta di rilascio/visione di copia della convenzione stipulata tra la nostra Amministrazione e una società sportiva per la gestione in concessione di un impianto sportivo.
Nella richiesta non viene indicata la motivazione ("l'interesse diretto, concreto e attuale" collegato al documento che costituisce il presupposto della richiesta di accesso in base al DPR 184/2006).
Pensavo di procedere richiedendo intanto al cittadino la motivazione, sotto forma di richiesta di integrazione all'istanza (che interrompe i termini del procedimento, giusto?). 
Una volta acquisite e valutate le motivazioni dell'istante, intenderei procedere secondo l'art. 3 del DPR 184 con la notifica ai controinteressati e tutto quello che segue.
Ma è corretto applicare questo procedimento inerentemente alla richiesta di accesso ad un contratto?
Grazie per il consueto supporto.
Chiara

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Professionisti / Re:professionista e partita iva
« il: 28 Novembre 2017, 10:29:01 »
Grazie mille!
Chiara

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Professionisti / Re:professionista e partita iva
« il: 28 Novembre 2017, 08:26:01 »
In relazione al medesimo argomento, potreste per cortesia confermarmi che il destinatario di un incarico professionale deve essere necessariamente una persona fisica e non anche una Società, dato che, in quest'ultimo caso, si configurerebbe la prestazione di servizi, e quindi la necessità di seguire la normativa e le procedure relative agli appalti pubblici (nonché di ricorrere a strumenti telematici di acquisto o centrali telematiche di committenza per importi sopra i mille euro)?
Grazie ancora.

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Professionisti / professionista e partita iva
« il: 15 Novembre 2017, 12:03:19 »
Buongiorno,
chiedo cortesemente la seguente delucidazione, al fine di poter utilizzare la corretta terminologia negli atti amministrativi relativi al conferimento di un incarico.
Per poter qualificare un soggetto come "professionista", è necessario che lo stesso sia munito di partita iva?  O posso utilizzare tale terminologia anche per un soggetto che opera attraverso notula e ritenuta d'acconto?
Grazie mille.

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Ero titolare, presso il Comune nel quale lavoro, di un incarico di posizione organizzativa, più volte prorogato e in ultimo fino a due giorni fa.

Durante l’estate è stata indetta la procedura di manifestazione di interesse per il nuovo conferimento degli incarichi di P.O. (fra cui anche quello a me precedentemente assegnato) con decorrenza da ieri.  Io NON ho partecipato al bando, non avendo interesse a ricoprire nuovamente quel ruolo.

Ieri mattina mi è stato notificato dal messo comunale un provvedimento di incarico di posizione organizzativa della durata di un anno a decorrere da ieri stesso, per il medesimo servizio del quale ero già responsabile, ma, tra l’altro, con maggior delega di funzioni dirigenziali.

Preciso anche che il bando per l’incarico da me precedentemente ricoperto NON è andato deserto.  Un collega (qualificato) ha presentato domanda per quella e per un’altra posizione, e gli è stata assegnata l’altra.

Due domande “secche”:
1)   È legittima l’assegnazione diretta di questo incarico, non avendo io partecipato al bando, e non avendomi il dirigente neppure preventivamente consultato per richiedere la mia disponibilità ad assumerlo? Il conferimento diretto degli incarichi di PO rientra tra i poteri dei dirigenti, e del resto anche l’incarico originario mi fu assegnato senza l’emanazione di un apposito bando (con la motivazione, in quel caso, anche dell’urgenza di dover sostituire un collega dimissionario), ma credo che non si possa prescindere da un’acquisizione, anche informale, di disponibilità del dipendente ad assumere il ruolo (che allora ci fu);  potete confermarmelo?
2)   Nella narrativa del provvedimento, si dà addirittura atto che io risulto il dipendente idoneo a ricoprire il ruolo “dall’esame del curriculum professionale e dall’esito della procedura comparativa”, mentre, come ho già scritto, io non ho partecipato alla procedura comparativa e non ho inviato il mio CV.  Posso almeno chiedere la modifica dell’atto? Quanto tempo ho?

Grazie mille per l'aiuto.

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Toscana / autorizzazione di pubblica sicurezza
« il: 10 Giugno 2017, 13:17:27 »
Scusate la domanda sintetica: il Comune, per la realizzazione di un evento pubblico (Notte Bianca), deve ancora dotarsi di licenza di pubblica sicurezza?
Grazie mille.

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Concessioni / Re:affidamento in concessione nido d'infanzia
« il: 22 Febbraio 2017, 11:14:26 »
Grazie mille.
Ma ritenete che l'affidamento in gestione parziale di A sia comunque possibile farlo in forma di concessione, pur in presenza di una situazione anomala, in quanto la manutenzione, l'acquisto dei materiali, la preparazione dei pasti etc.. rimarrebbero (in questa struttura a prevalente gestione diretta) a carico del Comune?
Grazie ancora.

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Concessioni / affidamento in concessione nido d'infanzia
« il: 21 Febbraio 2017, 10:51:05 »
Il Comune ha due asili nido, uno (A) gestito direttamente con personale comunale, uno (B) affidato in concessione a privato sociale.
Alla fine di questo anno educativo, scadrà il contratto di concessione del nido B e, contemporaneamente, ci saranno pensionamenti di personale comunale impiegato nel nido A, che non sarà possibile ripristinare mediante assunzioni, neanche a tempo determinato.
L’amministrazione vorrebbe mantenere pressoché invariata l’offerta di posti nel nido A, ma da settembre, a seguito dei pensionamenti, mancherà il personale per formare un’intera sezione.
Stiamo elaborando la documentazione di gara per procedere al nuovo affidamento in concessione, ai sensi del nuovo Codice, del nido B.  Ritenete che sia possibile prevedere, nell’ambito di questa procedura, la facoltà di ESTENDERE IL REGIME CONCESSORIO anche a una parte del nido A, alle medesime condizioni? 
Mi spiego meglio:  oltre a riaffidare in concessione la gestione del nido B, vorremmo dare in concessione anche la gestione di una sezione del nido comunale A, mantenendo qui una prevalente gestione diretta.  Gli utenti della sezione del nido A affidata in concessione (analogamente a quanto accade nel nido B) pagherebbero la retta direttamente al soggetto concessionario.  La struttura e l’organizzazione del nido A, però, rimarrebbero INTERAMENTE comunali, per quanto riguarda la manutenzione dell'immobile, l'acquisto di materiale igienico-sanitario e di derrate alimentari, gli orari etc... (mentre nel nido B tutto ciò è a carico del concessionario).
Siamo abbastanza convinti della fattibilità “tecnica” di quanto sopra descritto, ma ci rimangono dubbi sulla legittimità giuridica.
Mi farebbe molto piacere conoscere il vostro punto di vista.
Grazie mille.

23
Toscana / Re:DURC
« il: 07 Febbraio 2017, 10:09:49 »
Grazie infinite come sempre!

24
Toscana / Re:DURC
« il: 07 Febbraio 2017, 09:09:02 »
Forse vi è sfuggito questo quesito...
Se possibile, mi sarebbe davvero utile un confronto con voi sulla questione.
Grazie mille.

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Toscana / DURC
« il: 02 Febbraio 2017, 15:28:17 »
Dal certificato DURC di un'Impresa acquisito attraverso il sistema Durc On Line, risulta quanto segue:

Con il presente documento si dichiara che il soggetto risulta REGOLARE nei confronti di:
- INAIL
- INPS - NON ISCRITTO

E' possibile che l'Impresa non sia iscritta all'INPS?
Posso considerare il DURC valido ai fini della liquidazione di una fattura?

Grazie mille.

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Toscana / deroga acustica
« il: 22 Dicembre 2016, 17:17:53 »
Domanda secca:  per richiedere al Comune l'autorizzazione in deroga ai limiti di rumorosità ai sensi della L. 447/95, finalizzata all'organizzazione di una manifestazione temporanea in luogo pubblico, occorre allegare documentazione tecnica redatta da tecnico acustico ambientale?
Grazie come sempre.

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Toscana / Re:evento organizzato dal Comune
« il: 22 Dicembre 2016, 10:21:44 »
Grazie per la pronta risposta Simone. 
A questo punto ne approfitto per chiederti cortesemente di aiutarmi a chiarire il concetto di offerta al pubblico. 
Si può sostenere che, in un evento quale quello sopra descritto, manca l'offerta al pubblico perché l'evento NON è aperto a chiunque passi di lì per caso, ma solo a chi ha già acquistato - in anticipo - il relativo biglietto di ingresso?
Oppure, al contrario, si configura l'offerta al pubblico proprio perché, acquistando il biglietto (e non su invito!), virtualmente CHIUNQUE può accedere alla manifestazione (fino all'esaurimento dei posti disponibili, s'intende)?
Potrebbe essere rilevante, ai fini della configurazione o meno dell'offerta al pubblico, anche il fatto che il biglietto va prenotato con alcuni giorni di anticipo, e non può essere acquistato lì per lì?
Spero di essere stata chiara, ancora grazie per gli ulteriori chiarimenti che potrai darmi. 
Chiara

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Toscana / evento organizzato dal Comune
« il: 14 Dicembre 2016, 14:11:03 »
Il Comune organizza direttamente, da alcuni anni, una manifestazione annuale a carattere culturale della durata di un giorno, incentrata sulla promozione di un piatto tipico attraverso una sfida ai fornelli.  La manifestazione si svolge al chiuso, in locali di proprietà di terzi, concessi in uso all’organizzatore per questa occasione e in regola dal punto di vista igienico-sanitario. 
Dal punto di vista pratico, l’evento consiste nella somministrazione di pietanze, preparate da cuochi professionisti, ad un pubblico che paga un biglietto “di ingresso alla manifestazione” per partecipare come giurato alla gara enogastronomica, ovvero, in concreto, per sedersi a tavola e consumare le varie pietanze (attribuendo un punteggio).
L’evento viene promosso attraverso manifesti, locandine e pubblicità sul web.  Mediamente partecipa ad ogni edizione un pubblico pagante di circa 100 persone.
Mi chiedo se questa iniziativa, con le caratteristiche sommariamente descritte sopra, possa configurare somministrazione temporanea e quindi essere soggetta alla relativa SCIA + notifica sanitaria da presentare da parte del Comune in qualità di organizzatore.
Grazie mille.

29
Toscana / studi medici e non
« il: 15 Settembre 2016, 10:40:36 »
Buongiorno,
Vi chiederei una cortese conferma su quanto segue.
Un odontoiatra cede in affitto una stanza del proprio ambulatorio, precedentemente utilizzata per la sua attività, a una psicologa che vi insedierà il proprio studio professionale.
Dal punto di vista amministrativo:
-   la psicologa non deve comunicare niente;
-   l’odontoiatra dovrà presentare SCIA riduzione locali.
E’ corretto?
Grazie mille.
Chiara

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Toscana / ampliamento attività struttura sanitaria
« il: 02 Settembre 2016, 12:38:37 »
Buongiorno,
ho in corso un procedimento di autorizzazione all’ampliamento dell’attività di una struttura sanitaria privata, avviato poco prima delle modifiche recentemente apportate alla LR 51/2009 dalla LR 50/2016.
Sull’istanza di autorizzazione avevo richiesto, ai sensi dell’allora vigente art. 6, c. 1, il parere del dipartimento di prevenzione della USL, del quale sono ancora in attesa.   
Nel frattempo, l’art. 6 è stato aggiornato e adesso dispone che il Comune debba avvalersi, per la verifica tecnica sul possesso dei requisiti, non più del dipartimento prevenzione USL, ma del “gruppo tecnico regionale di verifica”.   
Avendo intrapreso il procedimento prima della modifica della norma, devo adesso richiedere un parere a questo nuovo soggetto, o sarà piuttosto il dipartimento prevenzione USL, se necessario, a coinvolgerli o a dirottare la mia precedente richiesta di parere verso di loro?
Per il resto, non mi sembra che l’aggiornamento della LR 51 abbia apportato modifiche inerenti i requisiti delle strutture sanitarie private o altro di cui il SUAP debba tener conto prima di rilasciare l'autorizzazione.  Potreste per cortesia confermarmelo?
Grazie per la consueta assistenza.
Chiara Olmastroni

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