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Post - fabiomich

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Buongiorno, avrei un dubbio da chiarire in merito alle assegnazioni di posteggi nella fiera che si tiene nel mio comune: premesso che è stato approvato un bando annuale nel quale viene detto che "possono partecipare alla selezione le persone fisiche, le società di persone, le società di capitale o cooperative regolarmente costituite purché in possesso dei requisiti per l'esercizio dell'attività commerciale di cui all'articolo 71 del Decreto Legislativo 26 marzo 2010 n. 59 e successive modifiche e integrazioni", mi chiedevo come comportarsi se viene presentata domanda di partecipazione da parte di un produttore agricolo. Lo stesso è regolarmente iscritto al registro imprese e non è in possesso di alcuna autorizzazione al commercio su aree pubbliche. Specifico anche che il bando non prevede nulla di particolare a proposito dei produttori agricoli e che la regione di riferimento è la Lombardia.
Ringrazio anticipatamente per l'aiuto.

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Cessione posteggio fiera
« il: 13 Maggio 2019, 12:06:23 »
Buongiorno, un operatore in possesso di autorizzazione al commercio su aree pubbliche su posteggio rilasciata dal Comune x vanta presenze in una delle fiere che si svolgono nel comune y (regione Lombardia) su un determinato posteggio: preciso che i posteggi di questa fiera ad oggi vengono assegnati annualmente tramite bando e relativo calcolo dei punteggi (anzianità iscrizione registro imprese sommata ad anzianità presenze sul singolo posteggio). La ditta vorrebbe ora cedere esclusivamente le presenze maturate sul posteggio della fiera del Comune y ad un altro operatore, mantenendo però la propria autorizzazione al commercio su aree pubbliche, dato che a questa è collegata la concessione di posteggio in un mercato del Comune x. Nel momento in cui si fa una cessione di un ramo d'azienda è possibile che questo riguardi solo le presenze maturate in una singola fiera in virtù di una determinata autorizzazione che però la ditta cedente mantiene (insieme alle altre concessioni ad essa collegate)? Grazie in anticipo e cordiali saluti

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E' stato chiarissimo, la ringrazio molto!
Cordiali saluti

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Buongiorno, riprendo questo mio precedente quesito, innanzitutto ringraziando per le risposte fornite e per chiedere un ulteriore chiarimento in proposito: posto che ad oggi il bando (che abbiamo riproposto annualmente a partire dal 2017 ad oggi mantenendolo pressochè inalterato), prevede, sulla scorta del modello fornito dalla Regione Lombardia e approvato con il decreto n. 7240 del 22/07/2016, che una parte del punteggio da assegnare (max 60 punti) sia dato dall'"anzianità dell’esercizio dell’impresa, comprovata dalla durata dell’iscrizione nel registro delle imprese, quale impresa attiva per il commercio su aree pubbliche; l’anzianità è riferita a quella del soggetto titolare al momento della partecipazione al bando sommata a quella dell’eventuale dante causa", senza ulteriori specificazioni o chiarimenti, come ritenete che debba agire nell'assegnazione dei punteggi dati dall'anzianità di iscrizione al registro imprese? L'azienda subentrante A avrebbe solo 40 punti di anzianità di iscrizione, ma se dovessi considerare anche quella del dante causa B (che era iscritto dal 1995 e che ora risulta cessato), dovrei invece assegnarne 60. Più in generale, dato quanto dice il bando attuale approvato per il 2019 e riportante la dicitura sopra indicata, come comportarsi in caso di subentri nel calcolo del punteggio ai fini della graduatoria? Ringrazio in anticipo per l'aiuto e mi scuso per l'ulteriore richiesta di chiarimenti.

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Buongiorno, un'attività di estetista a partire dal 2006 ha affittato il ramp d'azienda fino a che nel 2017 l'affittuario ha cessato e l'attività da allora è rimasta chiusa. Adesso, la società vorrebbe riaprire l'attività affittando nuovamente ad altro soggetto. Quale procedura va seguita? Che tipo di SCIA va presentata (subingresso o nuova attività?) e chi la deve presentare?
Grazie mille e cordiali saluti

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Buongiorno, per l'assegnazione di posteggi per l'edizione della fiera è stato approvato un bando valido solo per l'anno in corso: si prevede l'attribuzione di un max di 60 punti in base all'anzianità di iscrizione al registro imprese del richiedente sommata a quella dell'eventuale dante causa ed un max di 40 per le presenze sul posteggio richiesto.
Il mio dubbio è questo: nel caso di un subingresso (attività iscritta come ditta individuale da X passata per donazione alla ditta individuale Y, con X che ora risulta cessato), come va calcolata l'anzianità di iscrizione al registro imprese? Nel caso in questione, la ditta individuale a nome del subentrante Y risulta attiva dal 2018 (cioè dalla donazione), mentre quella intestata ad X era attiva dal 1995: andrà considerata l'anzianità di X (quindi 60 punti) o quella di Y (quindi 40 punti)?
Grazie mille e cordiali saluti

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Buongiorno, una persona (con p.Iva e titolare di una palestra) vorrebbe acquistare on-line prodotti alimentari, tenerli depositati in un magazzino e, pubblicizzando la cosa tramite volantini da lasciare in palestra/a voce etc., vorrebbe venderli a chi interessato; la vendita si perfezionerebbe telefonicamente e i prodotti verrebbero consegnati direttamente al cliente.
Come si configura questa tipologia di attività? Rientrerebbe nella tipologia di una vendita al dettaglio per corrispondenza, televisione o altri sistemi di comunicazione con deposito? E la consegna del prodotto può avvenire all'interno di altra attività (in questo caso la palestra) o vi sono delle limitazioni a cui attenersi (p.es. il pagamento deve essere già avvenuto)?
Grazie e cordiali saluti

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Estetica / Re:Attestato tatuatore altra regione
« il: 31 Gennaio 2019, 09:54:52 »
Buongiorno, mi scuso se torno ancora su questo topic, ma credo di non aver capito esattamente la risposta: intende dire che se il soggetto risulta in possesso solamente di un attestato di superamento di un corso igienico sanitario, svolto da un'associazione accreditata presso la regione Friuli, per l'attività di tatuatore, questo non è sufficiente allo svolgimento dell'attività stessa in Lombardia? Dovrebbe procedere alla richiesta di riconoscimento del titolo in Regione Lombardia in modo che la Regione rilasci eventualmente l'attestato di competenza richiesto?
Ringrazio ancora per l'aiuto

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Buongiorno, è possibile per una impresa artigiana la cui attività consiste nella produzione e vendita di gioielli di bigiotteria, effettuare negli stessi locali vendita per conto terzi (con una percentuale di ricavi in base alle vendite effettuate) di oggetti di maglieria? Il dubbio che ho è duplice: da una parte, mi chiedo se una ditta artigiana possa anche esercitare come agenzia d'affari, tenendo conto che l'art. 3 della legge-quadro per l'artigianato n. 443/1985 al comma 1 sembrerebbe escludere dalle attività esercitate da un'impresa artigiana quelle di intermediazione nella circolazione di beni.
In secondo luogo, può essere compatibile per entrambe le tipologie di attività un locale la cui destinazione d'uso è quella di laboratorio artigianale accatastato come C3?
Grazie mille per l'aiuto

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Estetica / Attestato tatuatore altra regione
« il: 18 Gennaio 2019, 10:35:48 »
Buongiorno, un operatore in possesso di un attestato di tatuatore riconosciuto dalla regione Friuli può esercitare l'attività in Lombardia? Cercando in altri topic, avevo inteso che fosse possibile per il rispetto della libertà di concorrenza, ma ho agli atti uno scambio di comunicazioni con Regione Lombardia risalente al 2013 e riferita proprio all'attività di tatuatore nella quale si specificava che al momento non era previsto il mutuo riconoscimento dei percorsi formativi svolti in altre regioni. Non so se ad oggi qualcosa sia cambiato in proposito.
Grazie in anticipo

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Estetica / Re:Requisiti per applicazione trucco permanente
« il: 11 Gennaio 2019, 15:20:27 »
Buongiorno, torno sull'argomento del requisito professionale per il trucco permanente perchè il soggetto in questione (quindi con attestato di tatuatore) sostiene che per eseguire questo tipo di trattamento (che consiste in sostanza nel disegnare le sopracciglia) non utilizza il dermografo, ma uno strumento metallico simile a una penna tramite una tecnica che si chiama "microblading". Da profano, cercando in Internet in effetti sembrerebbe trattarsi di un tipo di trattamento diverso, ma non saprei se si tratta di una differenza sostanziale rispetto al trattamento con dermografo o no. Come mi consiglia di muovermi per capire se effettivamente anche in questo caso si debba rientrare nella disciplina di estetista o se invece siamo nel campo dell'attività di un tatuatore? Grazie anticipatamente

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Estetica / Requisiti per applicazione trucco permanente
« il: 18 Dicembre 2018, 15:51:09 »
Salve, in Lombardia una persona in possesso di attestato di tatuatore, avendo partecipato ad un corso di formazione riguardante fra l'altro la disciplina del trucco permamente, può eseguire questo tipo di trattamento o è necessario che sia in possesso del titolo di estetista?
Grazie e cordiali saluti

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CCIAA / Commercio ingrosso farmaci con deposito
« il: 13 Dicembre 2018, 16:21:11 »
Salve, una ditta che si occupa di commercio all'ingrosso di farmaci con deposito (con varie unità locali in diverse regioni) per l'apertura di una ulteriore unità locale in Lombardia ha presentato al SUAP una SCIA di notifica sanitaria nella quale si specifica che si tratta di commercio all'ingrosso con deposito senza ulteriori indicazioni, allegando esclusivamente la ricevuta dell'avvenuto versamento dei diritti sanitari: è corretto o doveva essere seguito un altro procedimento? Non serve anche una planimetria del deposito utilizzato? Nel caso fosse tutto corretto, è sufficiente l'invio all'ATS come autorità competente?
Grazie mille

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Salve, avrei un quesito da porre: la ditta A procede all'acquisto di materiale da affidare ad una ditta B che provvede, ovviamente a pagamento, alla sua lavorazione (in questo caso si tratta di produzione di calzature); a prodotto ultimato, la ditta A si occupa della vendita e introita il relativo incasso. E' possibile fare ciò o ci sono limitazioni/accorgimenti particolari? Dal punto di vista amministrativo, si tratta di un normale esercizio di vicinato? Specifico che mi riferisco alla regione Lombardia.
Grazie in anticipo

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Commercio al dettaglio / Re:Associazione e vendita ad offerta
« il: 10 Dicembre 2018, 09:24:32 »
Molte grazie, è stato chiarissimo!

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Commercio al dettaglio / Associazione e vendita ad offerta
« il: 07 Dicembre 2018, 11:10:21 »
Salve, avrei un quesito da porre in merito ad una onlus che ha intenzione di effettuare all'interno di un locale una sorta di mercatino dell'usato che nello specifico riguarderebbe la vendita di oggetti usati quali vestiti, piccoli elettrodomestici etc..
I miei dubbi sono:
1) se la vendita fosse ad offerta, come si configura? E' comunque un'attività commerciale che necessita di SCIA di vicinato + tenuta registro usato? Se invece fosse un'attività libera, significa che non devono comunicare nulla al Comune e che non hanno l'obbligo di tenuta del registro?
2) Nello specifico della tenuta del registro dell'usato, dal momento che l'art. 247 del regolamento di attuazione del Tulps stabilisce che quanto disposto dall'art. 128 Tulps non si applica a cose usate prive di valore o di valore esiguo, nella pratica ciò cosa implica? Nel caso in cui il Comune non abbia quantificato il "valore esiguo", il commerciante come si deve comportare? C'è qualche indicazione a riguardo o deve essere soggettivamente valutato cosa annotare nel registro e cosa no?
3) Sempre invece nel caso di una onlus che volesse vendere, per un periodo limitato alle festività natalizie, oggetti artigianali da loro acquistati e rivenduti ad offerta libera, il cui ricavato andrebbe in beneficienza, come deve configurarsi questa attività? Quali sarebbero in questo caso gli adempimenti amministrativi?
4) Se l'attività descritta al punto 3) fosse organizzata da un privato (volontario dell'associazione) invece che dall'associazione, cambierebbe qualcosa?
Come sempre ringrazio per il prezioso aiuto.

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Estetica / Affitto poltrona tatuatore
« il: 30 Novembre 2018, 08:51:05 »
Buongiorno, è possibile per un tatuatore (regione Lombardia) procedere all'affitto di poltrona ad altro tatuatore nel caso in cui gli spazi utilizzati siano gli stessi? Chiaramente, i due lavorerebbero in maniera alternata e mai contemporaneamente. Eventualmente è necessario qualche accorgimento particolare rispetto al "classico" affitto di poltrona?
Grazie mille

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Sicurezza, polizia e sanità / RInnovo licenza fochino
« il: 07 Novembre 2018, 15:26:05 »
Salve, per il rinnovo di una licenza di fochino, è corretto che alla domanda da presentare al Comune di residenza (regione Lombardia) vadano allegati: 1) nulla osta rilasciato dal Questore della Provincia di residenza del richiedente.
2) certificato medico di idoneità psico-fisica
Serve altro? Vi è necessità del nulla osta della Questura anche in caso di rinnovo della licenza? A mio parere è necessario, tanto più perchè è esplicitamente di durata pari a tre anni, ma dato che all'art. 163, comma 2 lett. e) del D.Lgs. 112/1998 si parla di rilascio, mi era sorto il dubbio se queste disposizioni valessero anche in caso di rinnovo.
Grazie e cordiali saluti

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Lombardia / Panificazione - Limiti attività
« il: 02 Novembre 2018, 16:41:34 »
Buongiorno, ho un dubbio: in Lombardia vi sono delle limitazioni per quanto riguarda l'attività di panificazione la domenica e nei giorni festivi? Avevo capito che anche in questo caso era intervenuta la liberalizzazione dell'attività, però l'art. 103, comma 4, della l.r. 6/2010 conserva ancora delle limitazioni (preciso che il Comune interessato non ha regolamentato in alcun modo questa attività).
Grazie e buon fine settimana

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Lombardia / Validità attestato per apertura attività di estetista
« il: 31 Ottobre 2018, 14:56:11 »
Buongiorno, una persona è in possesso di un attestato di specializzazione professionale di "specializzazione estetica"conseguito nell'anno 2004 a seguito di un corso, riconosciuto ai sensi dell'art. 27 della l.r. 95/80,  di durata annuale (600 ore) che a sua volta era stato preceduto da un corso biennale di estetista: tale attestato è considerato titolo valido per il possesso della qualificazione professionale richiesta per l'apertura di un centro estetico? Ringrazio anticipatamente.

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Buongiorno, un artigiano vuole aprire un'attività in Lombardia di laboratorio alimentare, senza vendita all'interno dei locali ma effettuando esclusivamente consegna a domicilio dei piatti che produce: dal punto di vista amministrativo, deve fare anche una Scia per trasporto alimenti, oltre a quella per l'apertura del laboratorio artigianale o il trasportto con vendita a domicilio viene considerato complementare all'attività di produzione e quindi non serve nulla? Nel caso dovesse presentare la Scia per trasporto alimenti, sono richiesti i requisiti professionali?
Grazie mille

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Lombardia / Autorizzazione commercio itinerante e cambio residenza
« il: 11 Ottobre 2018, 16:31:16 »
Buongiorno, avrei bisogno di un chiarimento: nel caso in cui un soggetto titolare di ditta individuale, in possesso di autorizzazione per il commercio itinerante, cambi Comune di residenza (con conseguente variazione della propria sede legale), è sufficiente che ne dia comunicazione al Comune che ha rilasciato l'autorizzazione per l'aggiornamento? Non vi sono adempimenti nei confronti del Comune in cui ora ha la nuova sede legale?
Grazie e cordiali saluti

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Sale giochi e ludopatia / Apertura sala giochi
« il: 26 Settembre 2018, 16:20:22 »
Salve, avrei bisogno di chiarire alcuni punti relativi ad una nuova apertura di una sala giochi (Lombardia):
1) regime di avvio dell'attività: SCIA, è corretto? So che la tabella allegata al D.Lgs 222/2016 crea dei dubbi a riguardo, ma da quel che ho capito anche questo tipo di attività è sottoposto a SCIA. Mi era rimasto questo dubbio perchè il portale telematico in uso dal mio comune per l'apertura di sala giochi prevede unicamente la presentazione di una domanda di autorizzazione...
2) dato che verranno installati esclusivamente giochi non rientranti nel comma 6 dell'art. 110 TULPS, ma solo giochi quali biliardo e calcio balilla, mi confermate che non si applicano le limitazioni introdotte dalla normativa regionale sulle distanze dai luoghi sensibili?
3) per l'installazione dei giochi, va presentata una comunicazione successiva alla SCIA per l'apertura della sala giochi, nella quale viene specificata la tipologia ed il numero dei giochi da installare?
Ringrazio per l'aiuto puntuale che fornite sempre.

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Buongiorno, un esercizio di vicinato (regione Lombardia) intende mettere in svendita tutti i capi del settore uomo, avendo deciso di non tenerlo più e vorrebbe quindi avviare una vendita straordinaria riferita solo a questo settore: la sua idea era di avviarla come vendita di liquidazione, ma non mi risulta che un caso del genere sia contemplato fra quelli previsti dall'art. 114 della l.rl. 6/2010 e pertanto ritengo che la cosa debba configurarsi come vendita promozionale. Mi potete confermare che sia effettivamente così?
Grazie e cordiali saluti

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Aree Pubbliche / Modifica tipologia prodotti in commercio itinerante
« il: 20 Settembre 2018, 08:33:32 »
Salve, nel caso di una cooperativa sociale in possesso di autorizzazione al commercio itinerante di prodotti alimentari con somministrazione che decida di modificare la tipologia dei prodotti che vende/somministra (si rimane sempre nell'ambito del settore alimentare, ma oltre che vendita di bevande intendono anche preparare e vendere all'interno di furgone attrezzato patatine fritte), ci sono adempimenti particolari che deve compiere? Dal momento che non cambia il settore, nulla si modifica per quanto riguarda l'autorizzazione, ma devono comunque presentare al SUAP una notifica di aggiornamento ai sensi dell'art. 6 del Reg. CE 852/2004 da inoltrare all'ASL di competenza?
Grazie anticipatamente

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Estetica / Solarium con lettini self-service
« il: 19 Settembre 2018, 12:05:39 »
Buongiorno, mi è stato posto un quesito in merito alla possibilità di aprire un'attività consistente nella messa a disposizione della clientela di lettini per l'abbronzatura "self-service" (faccio riferimento alla regione Lombardia): in pratica, non sarebbe presente nessun personale e ognuno dovrebbe fare da sè tramite l'acquisto e l'utilizzo di gettoni. A mio parere ciò non è possibile, in quanto l'utilizzo di lettini abbrozanti rientra necessariamente nell'ambito dell'attività di estetista e quindi dovrà rispettare quanto previsto dalla normativa a riguardo (in particolare mi riferisco alla designazione di un responsabile in possesso dei requisiti professionali che sia presente durante l'orario di apertura), come era stato ribadito anche dal Consiglio di Stato nella sentenza n. 413 del 04/08/2014. Dal momento però che la persona interessata insiste sulla possibilità di fare una cosa del genere, sostenendo che ci siano Comuni in cui già viene svolto questo tipo di attività, volevo chiedere conferma per capire se è corretto quanto da me sostenuto.
Grazie

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Commercio al dettaglio / Attività vendita auto usate
« il: 11 Settembre 2018, 16:38:15 »
Buongiorno, un titolare di un esercizio di commercio di cose usate (mobili e altra oggettistica) che voglia mettere in vendita anche altre tipologie di prodotti (nello specifico auto usate), cosa deve fare? Va fatta una comunicazione al Comune o trattandosi comunque di prodotti appartenenti allo stesso settore (non alimentare), non è necessario e deve solo procedere con l'aggiornamento in Camera di Commercio? E per quanto riguarda la disponibilità di una idonea rimessa per i veicoli, è tenuto a dichiarare la cosa?
Grazie in anticipo e cordiali saluti

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Lombardia / Re:Mercato prodotturi agricoli
« il: 03 Settembre 2018, 12:52:47 »
Buongiorno, riprendo questo post per avere un chiarimento rispetto a quanto chiesto da ultimo che probabilmente è sfuggito; posto che la tipologia di attività di vendita descritta nel primo post (associazione di produttori agricoli che intende avviare un'attività di vendita di propri prodotti all'interno di un immobile di proprietà privata e con cadenza settimanale/max bisettimanale, oltre a  iniziative didattiche e similari) sembra configurarsi come mercato agricolo ai sensi del D.M. 20/11/2007, la mia domanda è questa: potrebbe questa associazione di produttori agricoli non avviare l'attività come mercato agricolo (quindi in sostanza senza un disciplinare alla base), ma far presentare ad ogni singolo produttore la comunicazione prevista dall'art. 4 comma 4 del d.lgs. 228/2001? La cosa sarebbe legittima? Oppure data la natura e le modalità dell'attività da intraprendere, la stessa dovrebbe configurarsi come mercato agricolo? E in questo caso, in base a quale normativa? Molte grazie e cordiali saluti.

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Lombardia / Impianto carburanti e sospensione attività
« il: 10 Agosto 2018, 12:12:16 »
Buongiorno, mi trovo ad affrontare una situazione relativa ad un impianto di carburanti ad uso pubblico su cui ho dei dubbi. Riassumo i punti proncipali:
- nel 2014, il gestore dell'impianto ha comunicato la cessazione e la società "a", titolare dell'autorizzazione, non trovando un soggetto in sostituzione per la gestione, ha comunicato la sospensione dell'attività, inizialmente per quattro mesi;
- in seguito la società "a" ha presentato ulteriori richieste di proroga della sospensione, motivate sempre con l'impossibilità di trovare un gestore per l'impianto, e, da ultimo, il Comune ha concesso la proroga fino al 2016, specificando che dopo tale data l'impianto avrebbe dovuto riaprire (essendo a quel punto trascorsi i 24 mesi concessi dall'art. 95 comma 1 della l.r. 6/2010);
- dopo tale data, però, l'impianto non ha riaperto e in realtà nulla è stato portato avanti neanche da parte del Comune per quanto riguarda il procedimento di revoca dell'autorizzazione, mentre l'impianto è sempre rimasto inattivo;
- nel 2018, c'è stato un passaggio nella titolarità dell'impianto dalla società "a" alla società "b", la quale ha presentato opportuna comunicazione ed ha successivamento comunicato la sospensione dell'impianto per sei mesi.
Data questa situazione, cosa avrebbe dovuto fare il Comune in merito a questa ulteriore richiesta di sospensione? Di fatto, ha diffidato la società "b" alla riapertura dell'impianto secondo quanto previsto dall'art. 100 comma 1 lett. a) della l.r. 6/2010, ma era legittimo farlo, dal momento che a seguito della scadenza dei termini della sospensione concessa alla società "a" ed alla mancata riattivazione dell'impianto, il comune non aveva portato avanti nessuna azione in merito? E cosa dovrebbe fare ora in merito sia alla validità dell'autorizzazione sia alla richiesta di sospensione dell'impianto?
Ringrazio in anticipo, scusandomi per la lunghezza del post.

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Lombardia / Re:Mercato prodotturi agricoli
« il: 25 Luglio 2018, 16:30:52 »
Innanzitutto, grazie come sempre per la risposta. Quindi, nel caso si tratti, come sembra essere nelle intenzioni, di una tipologia di attività che ricade nelle previsioni del D.M. 20/11/2007 (oltre a tutto, ci sarebbe anche l'intenzione di organizzare contemporaneamente attività simili a quelle previste dall'art. 4, comma 2, del decreto in questione), la stessa dovrà necessariamente inquadrarsi come mercato agricolo con quanto ne consegue? Mi può confermare che non ci sono gli estremi perchè i singoli produttori possano avviare l'attività di vendita presentando la comunicazione prevista dall'art. 4, comma 4, del d.lgs. 228/2001 oppure si trattadi una strada percorribile?
Ringrazio ancora per l'aiuto fornito.

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