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Post - AgneseG

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / roulette
« il: 20 Gennaio 2020, 19:39:38 »
Salve,
siamo a porvi un quesito.
La Proloco vorrebbe svolgere all'interno del teatro comunale una proiezione della serata di San Remo ed, in quella occasione, organizzare una “roulette” . L’ingresso a teatro non sarà a pagamento. Non sarà richiesto nemmeno un prezzo per giocare e la vincita consisterà in prodotti offerti da alcuni esercizi di vicinato.
E’ possibile autorizzare?
Grazie per la disponibilità
AG


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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / festa privata
« il: 04 Dicembre 2019, 17:07:01 »

Salve,
una associazione, in occasione del capodanno, ha intenzione di prendere un locale di somministrazione alimenti e bevande per fare una festa privata con musica. Gli accessi saranno solo su invito e l'evento non sarà pubblicizzato. Per il momento gli ho suggerito di fare una scrittura privata dove il gestore del locale dichiara di concedere all'associazione il locale per lo svolgimento della festa.
Cosa deve essere presentato al suap?
Grazie dell'aiuto.
Agnese

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Buongiorno,
un gelataio, artigiano alimentare, vorrebbe subentrare in un esercizio di vicinato alimentare e vendere i propri prodotti.
L'esercizio di vicinato a cui è interessato non è adiacente all'attuale locale di produzione.
La regionale toscana prevede nello specifico:
La legge regionale toscana 62/2018 all'art 9, comma 2, lettera f)  la disciplina sulle attività commerciali non si applica alle imprese artigiane annotate nella sezione speciale del registro delle imprese ai sensi dell’ articolo 13 della legge regionale 22 ottobre 2008, n. 53 (Norme in mate ria di artigianato e  semplificazione degli adempimenti amministrativi a carico delle imprese artigiane) , per la vendita dei beni di produzione propria nei locali di produzione o nei locali a questi adiacenti, purché i locali di vendita non superino le dimensioni di un esercizio di vicinato, oppure per la fornitura  al committente dei beni necessari all'esecuzione delle opere o alla prestazione del servizio;


L'art. 13, comma 1) lettera b) definisce il commercio al dettaglio, l’attività svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende, su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione, direttamente al consumatore  finale;

L'art 12 LR 62/2018 requisiti professionali
Possesso di uno tra i seguenti, come indicati all’articolo 71, commi 6 e 6 bis, del D.Lgs. 59/2010:
a) avere frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalle regioni o dalle province di Trento e di Bolzano
b) avere, per almeno 2 (due) anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, esercitato in proprio attività d'impresa nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande o avere prestato la propria opera, presso tali imprese, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all'amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualità di socio lavoratore o in altre posizioni equivalenti o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell'imprenditore, in qualità di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all'Istituto nazionale per la previdenza sociale
c) essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, purché nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti.

L'Art. 5 della legge regionale toscana n. 53/2008 prevede che è imprenditore artigiano colui che esercita personalmente, professionalmente e in qualità di titolare, l’impresa artigiana, assumendone la piena responsabilità con tutti gli oneri ed i rischi inerenti alla sua direzione e gestione e svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo.

All'art 6) della LRT 53/2008 leggo che è artigiana l’impresa che, esercitata dall'imprenditore artigiano, risponde ai seguenti requisiti: a) lo scopo prevalente è lo svolgimento di attività di produzione e di trasformazione dei beni, anche semilavorati, e attività di prestazione di servizi; b) l’impresa è organizzata ed opera con il lavoro personale e professionale dell’imprenditore artigiano ed, eventualmente, con quello dei suoi familiari rientranti nei gradi di parentela e di affinità fissati all’articolo 230 bis del codice civile, dei soci e dei dipendenti, a condizione che il lavoro complessivamente organizzato nell'impresa abbia funzione preminente sul capitale; c) l’impresa rispetta i limiti dimensionali fissati all’articolo 9

all' Art. 10 comma 2)  l’impresa artigiana può vendere beni di produzione propria nei locali di produzione medesima o ad essi adiacenti, senza l’osservanza delle disposizioni contenute nella legge regionale del commercio.

Alla luce della normativa riportata  sarei propensa a rispondere come segue alle domande rivolte al mio ufficio. Vi invito a correggermi se sbaglio.
1)Uno stesso soggetto può essere titolare di una impresa artigiana, ed essere quindi iscritto nella sezione speciale artigiani, ed essere titolare anche di una impresa commerciale? (la  legge regionale toscana n. 53/2008 prevede espressamente  che l'imprenditore artigiano può essere titolare di una sola impresa artigiana, non mi sembra che sia vietato ad un medesimo soggetto l'essere titolare di due imprese diverse: una artigiana e l'altra commerciale )
2) può una impresa artigiana (nel mio caso il gelataio) subentrare in una attività prettamente commerciale come un esercizio di vicinato alimentare e farne il proprio punto vendita? (Mi sembrerebbe di si, con comunicazione di subingresso in esercizio di vicinato, art. 90 lr 62/2018)
3) se si, non essendo adiacente all'attuale locale di produzione, dovrà possedere i requisiti professionali? (deve possedere i requisiti professionali il titolare o un preposto)
4) Riguardo ai requisiti professionali  potrebbe averli maturati svolgendo da molti anni attività nell'artigianato alimentare? (direi di no, perchè i requisiti si maturano avendo svolto una attività nel settore alimentare commerciale)
5) Nel caso in cui possa subentrare al vicinato alimentare può vendere solo i suoi prodotti o anche altri generi alimentari? Essendo artigiano alimentare dovrebbe vendere solo i suoi prodotti altrimenti verrebbero meno le condizioni per rimanere impresa artigiana. Potrebbe vendere anche altri prodotti solo nel caso in cui fosse titolare di una impresa commerciale.
Vi ringrazio per i chiarimenti che vorrete fornirmi.

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Re:deposito e consegna
« il: 02 Ottobre 2019, 09:20:47 »
Grazie per la cortese risposta.
Mi viene specificato che il corriere deposita il pacco presso il deposito privato.
Il proprietario del deposito prende il pacco e lo consegna al destinatario che si trova in un raggio di pochi chilometri. Fattura direttamente al corriere.
Viene altresì proposto di avvalersi, per il trasporto, di collaboratori a partita IVA.


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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / deposito e consegna
« il: 29 Settembre 2019, 22:26:06 »
Salve,
una impresa vorrebbe adibire un locale  di proprietà, fuori dal centro storico, a punto deposito per corrieri. (Non si tratta di deposito per merci di tipo alimentare).
Da tale deposito, lui stesso procederà a consegnare con proprio mezzo nel centro storico della città i pacchi ai rispettivi destinatari. Precisa che "non produce bolle di consegna, ma che il trasporto è effettuato con documenti di altre ditte".
E' possibile?? Come inquadro questo tipo di attività? Facchinaggio??
Grazie per l'aiuto.
AG

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Buongiorno, il titolare di un supermercato vorrebbe organizzare un servizio cortesia, gratuito, consistente nel portare il cliente a far la spesa, presso il supermercato, e riaccompagnarlo a casa al termine degli acquisti, con un mezzo della ditta.
Questo servizio verrebbe effettuato un giorno a settimana'.

Ho letto che il Ministero delle Infrastrutture e del Trasporti ha più volte chiarito che, ai sensi del Codice della Strada, risulta possibile per i titolari di esercizi alberghieri immatricolare autovetture ad uso proprio atte a soddisfare necessità strettamente connesse con la loro attività, ed in particolare per il trasporto gratuito dei propri clienti dall'albergo alla stazione, aeroporto, porto, eccetera, e viceversa.

Può essere estesa tale possibilità ad un supermercato?
Grazie
AG

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / tatuaggi e acconciatore
« il: 06 Maggio 2019, 18:56:49 »

Buonasera,
vorrei chiedere se una attività di acconciatore può avviare una attività di tatuaggio all'interno dei propri locali, assumendo un soggetto in possesso della specifica qualifica professionale.
Il dpgr 47/R/2007 "Regolamento di attuazione della legge regionale 31 maggio 2004 n.28" all'art. 74 "Attività promiscue in unico esercizio" al comma 1 recita che "le attività di tatuaggio possono essere svolte negli stessi immobili in cui si esercitano le attività di estetica disciplinate al titolo 1, fermo restando l'obbligo dello specifico titolo abilitativo".
Mi verrebbe quindi da escludere che l'attività di tatuaggio possa essere svolta nello stesso immobile in cui è svolta una attività di acconciatore (anche se venisse realizzata una cabina attrezzata).
Potete aiutarmi?
Grazie
AG



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Buongiorno,
il titolare di una licenza ncc, ci chiede se può farsi sostituire alla guida occasionalmente dal figlio iscritto al ruolo.
Il figlio è stato collaboratore familiare nel 2016 e socio di impresa familiare nel 2017-2018 fino al 31 agosto.

Deve necessariamente attivare con il figlio un contratto di lavoro dipendente?
A che titolo può sostituire il padre alla guida non essendo più socio della impresa familiare?
Grazie.
AG

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Buonasera,
un'associazione alla quale il Comune ha affidato la gestione di un'area di proprietà comunale (comprendente un'area per trattenimento ed un piccolo bar), vorrebbe organizzare due eventi. Nello specifico un mercatino dell'artigianato e un evento di street food. In passato hanno organizzano eventi di pubblico spettacolo.
I gestori ci assicurano che gli eventi saranno da loro organizzati.
E' possibile? Quale tipo di pratica è corretto fargli presentare?
Grazie
Agnese Grilli

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Sanzioni Amministrative / violazione amministrativa
« il: 11 Febbraio 2019, 12:52:19 »
Buongiorno,
vi scrivo per avere delucidazioni in merito ad una sanzione amministrativa che è stata rilevata ad un pubblico esercizio e su cui devo esprimermi.
Viene contestata  all'attività la violazione dell'art. 180, comma 1 regolamento esecutivo TULPS e art. 221 bis comma 2 TULPS per avere omesso di esporre la riproduzione stampa degli art. 96/97/101 TULPS e art. 181 e 186 reg. esecutivo TULPS
Nello specifico viene contestata la mancata esposizione della SCIA e del tariffario dei prezzi.
A senso oggi esporre tale documentazione??
Inoltre mi risulta che gli art 96/97 siano abrogati, mentre sopravvive in parte l'art. 101 nella parte in cui prescrive che " è vietato di adibire il locale di un pubblico esercizio a ufficio di collocamento o di pagamento delle mercedi degli operai"
Come devo intendere quest'ultima contestazione e la contestazione degli art. 181 e 186 del regolamento TULPS??

grazie
Agnese Grilli

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Buonasera,
l’art 110 comma 1 della LR 62/2018 prevede che il Comune possa , previa concertazione con le parti interessate, individuare aree del proprio territorio  nelle quali avviare percorsi innovativi di promozione e sostegno delle attività economiche.
Al comma 3 viene specificato  che preliminarmente alla definizione dei percorsi del comma 1 il Comune deve parametrare le aree interessate e definire eventuali interventi di generazione urbana di cui all’art 125 della LR 65/2014

Preso atto che al comma 4 dell'art. 110 è previsto che, nel rispetto dei principi di proporzionalità , di non discriminazione tra gli operatori e degli altri interessi di rilievo costituzionale , gli interventi di cui al comma 1 possono comprendere altresì:
a) programmi di qualificazione della rete commerciale e previsione di particolari limitazioni e prescrizioni cui sottoporre l'attività commerciale, attraverso l'individuazione di attività o merceologie incompatibili con le esigenze di tutela e con la natura delle aree;
b) ---------------------------
c) ---------------------------;
d) ---------------------------;
e) -------------------
f) -------------------------

vorremmo capire se è possibile per una Amministrazione Comunale INIBIRE tout court l'apertura di determinate attività commerciali in aree definite del proprio territorio attraverso un proprio atto deliberativo, o se invece il testo normativo richiede necessariamente l'individuazione di criteri cui condizionare l'apertura.
Grazie.
Agnese Grilli

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