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Topics - lorenzo72

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1
Può un'associazione incaricata di installare le luminarie natalizie per le feste 2020 procedere con l'installazione, in zona rossa?

L'associazione  - che ha codice ATECO 94.99.90 "attività di altre organizzazione associative nca" - solleva dubbi sulla possibilità di effettuare un tale tipo di servizio dopo il DPCM 3/11/2020. In tale caso però agirebbe come "operatore economico" incaricato di un servizio, e non come attività di gestione di attività cuturali (effettivamente chiuse dal DPCM).

Grazie
Lorenzo

2
Il titolare di un temporary store mi chiede se può riaprire - sempre nella forma temporanea - dopo un certo periodo (es. 2 - 3 mesi), per effettuare una nuova vendita temporanea nella stagione successiva.

Non ho trovato limiti temporali per cui il temporary store non possa riaprire, ma se lo store effettua liquidazioni, si applica l'articolo 105 comma 4 LR 62/2018 per cui l'esercente non può riaprire nello stesso locale se non trascorsi 6 mesi dal termine della liquidazione?

Grazie
Lorenzo

3
Un dubbio interpretativo, dato il tenore letterale dell'articolo 1 lettera ff) del DPCM 3 novembre 2020.

Le attività di servizio come il parrucchiere o la lavanderia ubicati dentro i centri commerciali devono ugualmente chiudere nei giorni festivi e prefestivi, come gli altri "esercizi commerciali" propriamente detti?

Grazie
Lorenzo

4
Una parrucchiera è in possesso di qualifica professionale per attività di acconciatore rilasciata in Campania nel 2009 e convalidata sempre nel 2009 dalla Regione Campania.
Nell'attestato c'è espressamente indicato che con tale qualifica il soggetto può - tra l'altro - "provvedere all'apertura di esercizi in proprio".

La parrucchiera mi chiede pertanto se adesso può esercitare in proprio aprendo una sua impresa.

La LR Toscana 29 / 2013 prevede che chi aveva la qualifica di acconciatore alla data di entrata in vigore della legge era equiparato ai soggetti abilitati (art. 10 comma 1); immagino che questo valga anche per le qualifiche di altra Regione, considerato il principio del riconoscimento reciproco delle abilitazioni professionali.

Mi potete confermare, o indicare come devo correttamente valutare la qualifica?

Grazie
Lorenzo

5
Uno studio di kinesiologia che svolge anche attività "motoria" in senso lato  può continuare la propria attività ai sensi del dpcm 24 ottobre?

Lo studio e inquadrato come "servizi alla persona" al registro imprese.

Lorenzo

6
Un esercizio commerciale organizzava - in apposito spazio privato al chiuso - dei laboratori per bambini che andavano da laboratori di musica o pittura, con la presenza di un genitore ed anche per bambini sotto i 3 anni, a corsi di yoga o letture animate per bambini un po' più grandi. Organizzava inoltre feste di compleanno per bambini.

In questo periodo vorrebbe ripartire, ma non esistono protocolli specifici per queste attività.
Esistono protocolli per le attività di formazione professionale (per adulti) e quelli per i circoli ricreativi-culturali, che sono forse le attività più "affini".
In Toscana, l'Ordinanza 63 del 8 giugno 2020 aveva esteso a tutte le attività "corsistiche" il protocollo per i corsi di formazione professionale e sicurezza sui luoghi di lavoro (protocolli poi sostituiti dai successivi DPCM).

E' possibile ripartire con alcune di queste attività formative per bambini piccoli  (magari escludendo le feste di compleanno), e con quali protocolli di sicurezza?

Grazie
Lorenzo

7
In occasione di una manifestazione estiva su area pubblica (parco urbano) sono stati selezionati alcuni operatori, tra cui anche commercianti ed artigiani alimentari, che effettueranno una attività temporanea di vendita e/o somministrazione di alimenti bevande presso l'area, in chioschi assegnati.

In genere in occasioni simili (es. eventi di street food) si fa presentare a tutti una SCIA per somministrazione temporanea + notifica sanitaria, anche se alcuni effettuano più una "preparazione e vendita" che una somministrazione vera e propria.

E' possibile anche in questo caso, con operatori di "varia natura"?

Lorenzo

8
Un utente mi chiede di attivare un lavaggio di auto "a vapore" presso un distributore di carburanti. Il distributore disporrebbe di apposito spazio - separato dalle pompe - all'interno della piazzola, nel quale collocare l'auto che verrebbe lavata a mano con l'apposita macchina, senza produrre scarichi.

Ho visto in altri post che questa attività, esercitata a domicilio del cliente, non necessita di adempimenti SUAP -  in questo caso la particolarità è che sarebbe esercitata presso un distributore. E' possibile?

Grazie
Lorenzo

9
Un'attività di somministrazione, con annessa area giochi per bambini ed area barbecue, chiede indicazioni circa la possibilità di riattivare:
1 - accesso ad area giochi  (con attrazioni tipo gonfiabili)
2 - possibilità di consentire sport di gruppo come calcio o volley in area attrezzata
3 - noleggio spazi barbecue

Con riferimento alle aree giochi per bambini in area privata, L'ordinanza 60 del 27 maggio recepisce le linee guida della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 25 maggio 2020, ma non dice espressamente che ne è consentita la riapertura - sono consentite?
Sulla attività ludico-ricreativa "libera" di cui al punto 2, e su attività tipo punto 3), tutto fermo fino al 14 giugno?

Si tratta appunto di un'attività mista, con caratteristiche da area giochi per bambini / ludico - ricreativa e con altri servizi, che non si inquadra bene in un settore specifico.

Grazie
Lorenzo

10
Una attività di vendita di aerei ultraleggeri e relativi componenti (es. sedili), indirizzata sia a favore di aziende che di privati, dal punto di vista delle competenze del SUAP come si inquadra?

Suggerivo una SCIA per vendita via internet, visto che utilizzerà questo sistema, più comunicazione per vendita all'ingrosso per vendita ad aziende, mi si risponde che alcune di queste attività hanno ATECO 47.99.10 (come il porta a porta) per via della prassi di operare la vendita (anche) tramite cataloghi.

Grazie
Lorenzo

11
Un temporary store che ha dovuto chiudere per l'emergenza sanitaria da COVID-19, e per il quale nel frattempo sono scaduti i giorni di apertura, mi chiede se può usufruire di qualche "proroga" per completare il periodo nel momento in cui potrà riaprire.

E' applicabile qualche norma sullo slittamento dei termini, o è necessario che presenti nuova SCIA?

Grazie
Lorenzo


12
L'Ordinanza 48 del 3 maggio 2019 del Presidente della Regione Toscana prevede -  tra l'altro -  che i datori di lavoro debbano redigere (e presentare) il protocollo di sicurezza anti-contagio.

La definizione "datori di lavoro" va intesa in senso proprio? Chi non ha dipendenti, oppure ha solo collaboratori familiari, come si pone rispetto all'obbligo?

Grazie
Lorenzo

13
Un circolo privato ha a suo tempo affidato la somministrazione ai soci del circolo  ad una società commerciale (codice ATECO 56.3). Questa società ora intenderebbe riaprire con un'attività di asporto alimenti e bevande (presumo limitata ai soci...), analogamente a quanto fanno gli altri esercizi di somministrazione.

Chiede inoltre se e come poter effettuare vendita di alimenti confezionati tipo pasta, biscotti ecc.. - pur non avendo a disposizione altri locali se non quelli per la somministrazione ai soci.

Grazie
Lorenzo

14
Un artigiano la cui attività  fa parte di quelle sospese mi chiede se può  effettuare consegna a domicilio di un proprio prodotto di manifattura artistica giacente in magazzino.

Alla luce del nuovo dpcm  del 10 aprile mi domando se possa farlo, e se deve fare la comunicazione al Prefetto prevista dall'art 2 comma 12, anche se si tratta di consegnare il prodotto con il furgone e non di spedirlo.

Grazie
Lorenzo

15
Un'attività  di estetica avviata ai sensi della legge regionale toscana 28 / 2004, con esercizio congiunto con altra attività  commerciale (art. 7 comma 4 LR 28 / 2004 )  chiede se può  vendere a "distanza" - con consegna a domicilio - i prodotti (non alimentari) in vendita in negozio.

Deve presentare scia per commercio elettronico o si può considerare vendita "accessoria" ai sensi dell'art. 75 LR 62 / 2018, senza ulteriori adempimenti?

Grazie
Lorenzo

16
Premesso che il mercato settimanale in questo periodo è  sospeso, un ambulante a posteggio del settore alimentare mi chiede se può effettuare la consegna a domicilio dei propri prodotti (frutta e verdura) - immagino attraverso ordini telefonici dei clienti, visto che il mercato non si tiene.
Lorenzo

17

Una associazione di appassionati di moto americane ha a disposizione un fondo produttivo (artigianale) per svolgere le proprie attività. Vorrebbero cominciare un'attività di somministrazione agli associati, per la quale presenterebbero  SCIA e dia / notifica dell'attività alimentare per attività di somministrazione ai soli associati.

Dubbi sorgono in merito alla destinazione d'uso "produttiva". Si tratta di libera associazione che non risulta riassociata con EPS o altre realtà. Hanno limiti in merito alla destinazione d'uso del locale??

Qualora volessero - occasionalmente - effettuare eventi di promozione aperti anche ai non associati è possibile SCIA  per somministrazione temporanea??
Grazie
Lorenzo

18
Un'attività di gelateria e produzione prodotti dolciari, con annessa vendita sia per produzione propria che di altri prodotti (ha presentato a suo tempo la SCIA per esercizio di vicinato - settore alimentare) vorrebbe vendere vin brulè, sia con metodo "bag in box" per l'asporto, sia per il consumo diretto, tramite apposito erogatore  - l'esercente metterebbe a disposizione del cliente il bicchiere.

Questa seconda modalità (vendita per consumo sul posto) può essere possibile nei limiti della c.d. somministrazione non assistita, trattandosi - tra l'altro - di consumo diretto di alcolici?

Grazie
Lorenzo

19
Il titolare di una tabaccheria, con relativo esercizio di vicinato, vorrebbe installare all'interno del proprio negozio una macchinetta automatica che eroga caffè ed altre bevande calde, che metterebbe a disposizione della clientela.
E' possibile farlo nel negozio?
L'installazione dovrebbe essere effettuata da una ditta specializzata che colloca il classico distributore automatico, quindi sarebbe quest'ultima ad effettuare la vendita ed i relativi adempimenti (SCIA e/o aggiornamento semestrale).
Se invece fosse il titolare della tabaccheria ad installare una macchinetta, dovrebbe avere requisito professionale per il settore alimentare?

Grazie
Lorenzo

20
Il titolare di una Casa vacanze già avviata, attualmente con apertura annuale, vorrebbe modificare l'attività riducendo l'apertura della CAV al solo periodo primaverile-estivo ed avviando, per il restante periodo dell'anno, un B&B professionale, presentando la relativa SCIA per la nuova attività.
In pratica utilizzerebbe sempre lo stesso immobile per due attività, CAV  e B&B, esercitate in periodi diversi dell'anno e mai sovrapposte temporalmente.

Fattibile?

Grazie
Lorenzo

21

Un'azienda agricola dedita all'apicoltura a fini commerciali (già avviata in altro Comune)  vuole prendere in affitto un fondo
per la vendita dei propri prodotti (miele, cera ecc...)

Nel caso venda solo i prodotti dell'azienda agricola, effettua la comunicazione ai Comune ai sensi dell'articolo 4 Dlgs. 228/2001
più dia / notifica dell'attività alimentare.
Qualora voglia vendere altri prodotti, non necessariamente acquistati da altri imprenditori agricoli ma anche da imprese di altro tipo,
fanno SCIA per esercizio di vicinato riferita allo stesso fondo?

Grazie
Lorenzo

22

Un soggetto vorrebbe gestire due B&B, con somministrazione agli alloggiati, nell'ambito del medesimo edificio.

Mi chede però se è possibile somministrare i pasti  (pranzo e cena) in un locale "salone" facente parte dell'edificio
ma esterno  alle due unità immobiliari  utilizzate per iB&B - in pratica il salone
si trova in una terza unità immobiliare dell'edificio, accessibile dal pianerottolo comune.

Grazie

Lorenzo

23

Un'attività di vendita piscine prefabbricate, senza deposito presso l'esercente, come si qualifica?.

In pratica l'esercente l'attività avrà solo un ufficio vendite; il cliente acquista la piscina dall'esercente, che si occuperà poi
di conegnarla al cliente. E' anche possibile che ivenga fornito un catalogo on line, oltre che in sede.

Grazie
Lorenzo

24

Una ditta ha presentato SCIA  per avvio attività di somministrazione alimenti e bevande.
L'attività effettivamente da esercitare invece è quella di produzione e vendita diretta alimenti (tipo pizzeria - produzione e vendita panini - kebab ecc..)
più vendita bevande in bottiglia o lattina.
Tra l'altro, il locale non sarebbe idoneo per attività di sommnistrazione vera è propria, in quanto privo di alcuni requisiti.

Che fare in tal caso? Si richiede SCIA per esercizio di vicinato settore alimentare + notifica sanitaria corretta, dichiarando la SCIA
per somministrazione priva di effetti??

Grazie
Lorenzo

25

Una ditta che già esercita l'attività di agenzia d'affari per compravendita veicoli conto terzi vorrebbe aggiungere l'attività di intermediazione
e disbrigo pratiche  -  non prevista nella comuniicazione ai sensi  dell'art 115 TULPS per agenzia d'affari a suo tempo
presentata.

Deve presentare una nuova comunicazione ai sensi dell'art 115 TULPS per la nuova attività?

Grazie
Lorenzo

26
Somministrazione / Somministrazione in impianto sportivo - Toscana
« il: 07 Febbraio 2019, 09:12:43 »

Una ASD ha in gestione la somministrazione (bar - pizzeria) all'interno di un impianto sportivo pubblico. La somministrazione è esercitata congiuntamente
all'attività prevalente dell'impianto sportivo stesso - attività anch'essa gestita dalla stessa ASD  in forza di convenzione in essere.

E' possibile trasformare l'attività di somministrazione in un bar vero e proprio, come pubblico esercizio autonomo rispetto all'attività sportiva,
magari affidandolo in gestione - separatamente-  ad un soggetto terzo (impresa, associazione) che la valorizzi??

Attualmente la  somministrazione è di fatto un bar interno, non ha un accesso autonomo sulla pubblica via e pertanto
è accessibile solo dagli ingresso della struttura. Inoltre, si chiede se è possibile attivare all'interno del bar un piccolo punto vendita oltre
alla somministrazione (es. vendere pane, verdura ecc..)

Grazie
Lorenzo



27

Nelle manifestazioni commerciali staordinarie (mercatini di vario genere) c'è spesso la presenza di alcuni operatori del settore alimentare.

Secondo le indicazioni della Regione Toscana,  in questo caso la notifica sanitaria 852/04 viene presentata solo  dall'organizzatore , se alla manifestazione
partecipano operatori del settore alimentare già "registrati" ai sensi del Regolamento CE 852/2004 o "riconosciuti" ai sensi del Regolamento CE 853/04.

Mi chiedo se ci si riferisca, in questi casi, anche a tutti gli operatori già registrati per attività diverse da quelle che vengono effettuate durante la manifestazione (vendita e/o somministrazione).
Es. il produttore locale di birra artigianale, registrato 852/04 per la produzione artigianale e la vendita presso lo stabilimento,
quando partecipa ad una manifestazione su suolo pubblico deve presentare comunque propria notifica sanitaria e/o SCIA per vendita o somministrazione temporanea?
Ed il titolare di esercizio commerciale in sede fissa o di pubblico esercizio che partecipa alla manifestazione con proprio banchino?

Il fatto che si parli anche di operatori "riconosciuti ai sensi del Reg. 853/04" sembra suggerire che basti la registrazione / riconoscimento
per una qualsiasi attività del settore alimentare , ma sentendo varie realtà ci sono opinioni diverse.

Grazie

Lorenzo

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Estetica / Estetista in Toscana - qualifica per responsabile tecnico
« il: 22 Novembre 2018, 12:23:20 »

Un'impresa individuale vuole rilevare un'attività di estetica. L'imprenditore  - che non ha il requisito professionale di estetista  -
deve designare il responsabile tecnico. La persona individuata - un dipendente dell'impresa - possiede solamente la qualifica professionale di base
di cui all'art. 85 comma 1 lettera c) del regolamento regionale 47/R/2007, cioè ha prestato servizio per più di 3 anni come socio partecipante al lavoro
in un esercizio congiunto di acconciatore ed estetista (l'attività di estetista è registrata al registro imprese come attiivtà secondaria)

Può essere designato responsabile tecnico, o ha bisogno dell'ulteriore qualifica prevista dal comma 2 lettera c) dello stesso articolo 85
(corso di formazione teorica di 300 ore e superamento esame,, con periodo lavorativo di almeno 3 anni nell'ultimo quinquennio)?

Grazie

Lorenzo

29
CCIAA / Ingrosso prodotti alimentari con deposito in altro Comune
« il: 08 Novembre 2018, 15:51:32 »
Una ditta avente sede legale nel Comune A intende aprire un'attività di deposito e commercio all'ingrosso di prodotti alimentari.
Il deposito dei prodotti alimentari è situato nel Comune B.

Dove devono essere presentati gli adempimenti (SCIA commercio all'ingrosso + dia / notifica dell'attività alimentare??)

I Comuni A e B si trovano nel territrorio di competenza della stessa ASL  e della stessa CCIAA.

Grazie

Lorenzo

30

Mi si chiede se è possibile utilizzare, tra privati  la modalità di "affidamento in gestione di beni ed attività", per cedere ad altra impresa la gestione di una attività di somministrazione di alimenti e bevande aperta al pubblico, in alternativa alla cessione d'azienda (o d di ramo d'azienda) che comporterebbe subingresso.

In pratica sarebbe simile ad un contratto di affidamento in gestione utilizzato nei circoli privati per affidare ad una impresa l'attività di somministrazione, o ad un affidamento di reparto (in questo caso però riguarderebbe tutta l'attività e non un reparto).
Il richiedente mi citava anche le concessioni di gestione di beni ed attività che le Amminsitrazioni utilizzano per concedere la gestione di beni e servizi (tipo "il bar dello stadio comunale" ecc).

Grazie
Lorenzo

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