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Topics - CommSuap

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Nel nostro Ente ci vengono spesso presentate Scia per attività quali: noleggio senza conducente; commercio elettronico di elettrodomestici (o comunque merci del settore non alimentare); commercio a mezzo telefono; commercio a mezzo corrispondenza. In tutti questi casi se nella scia viene indicata la presenza di un deposito che tipo di destinazione d'uso dovrebbe avere il "locale deposito"? I colleghi dell'edilizia privata sostengono che i locali adibiti a deposito merci devono comunque avere destinazione d'uso commerciale mentre noi (dell'ufficio commercio) riteniamo possa trattarsi anche di un magazzino o un garage e siamo del parere che il locale possa avere anche destinazione d'uso artigianale (basta che non sia residenziale). L'attività di noleggio senza conducente è una attività di servizio (e non commerciale) mentre le forme speciali di vendita sopra citate non si svolgono nella classica forma del negozio. Ci fornite il Vs. parere, cortesemente?

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Inviamo il seguente quesito al dr. Chiarelli, posto allo scrivente Comune del Veneto:
"Un ambulante itinerante abilitato alla somministrazione di alimenti e bevande (food truck), che in questo periodo non partecipa a fiere e sagre (in quanto non organizzabili), può installare il proprio mezzo nel cortile di casa, attrezzare l'area (privata) con panche e sedie e somministrare al pubblico alimenti e bevande? In sostanza, in forza del titolo posseduto (autorizzazione itinerante) può esercitare a casa propria? " Ringraziamo in anticipo del parere del dr. Chiarelli, esperto in materia.

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Vi chiediamo, cortesemente, se è legittimo che il SUAP del Comune-  dopo la presentazione di scia di commercio nel portale "impresainungiorno.gov.it" - chieda alle imprese la conformazione con l'invio di planimetrie, disegni tecnici, agibilità ecc. che dimostrino la compatibilità urbanistica dei locali e la loro destinazione d'uso. La pratica viene chiusa negativamente se entro 30 giorni non rispondono.   Ringraziamo in anticipo del riscontro.

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Buonasera, siamo un SUAP di un Comune del Veneto e chiediamo un Vs. parere sulle norme da applicare per la vendita e consumo di alcolici/superalcolici. La L.R.Veneto n. 29/2007 all'art. 6 comma 1 prevede il divieto dalle ore 1 alle ore 6. Al comma 8 è indicato che  qualora  la Giunta regionale non stipuli accordi di identico contenuto normativo con le regioni e le province autonome confinanti e le stesse adottino i rispettivi progetti di legge di ratifica, il divieto di vendita e somministrazione si applica dalle ore 2  alle ore 6  antimeridiane.
La legge nazionale n. 120 del 2010, all'art. 54 prevede che: " I titolari e i gestori  degli  esercizi  muniti  della  licenza ex art. 86 Tulps, ivi compresi  gli  esercizi ove si svolgono, con qualsiasi modalita’, spettacoli o altre forme di intrattenimento  e  svago,  musicali  o  danzanti,  nonche’  chiunque somministra bevande  alcoliche  o  superalcoliche  in  spazi  o  aree pubblici ovvero nei circoli gestiti da persone fisiche, da enti o  da associazioni (circoli privati) devono interrompere la vendita e la somministrazione di bevande  alcoliche  e  superalcoliche  alle  ore  3  e  non   possono riprenderla nelle tre ore  successive."
La domanda è: il divieto di vendita/somministrazione di bevande alcoliche/superalcoliche parte dalle ore 1, dalle 2 o dalle 3? Dobbiamo applicare la legge regionale o quella nazionale?
Grazie. Distinti saluti

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