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Post - Claudio

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Grazie per la celere e dettagliata risposta.
Chiederemo senz'altro di formalizzare una domanda di autorizz. in deroga per l'inquinamento acustico ed un approfondimento sugli aspetti abientali. No art. 68 in quanto anca del tutto l'aspetto imprenditoriale.

Riguardo l'art. 80 ti riporto quanto riporta la sezione informativa del nostro portale SUAP :

L'agibilità è necessaria solo se il trattenimento o spettacolo si svolge in un contesto che presenta i caratteri distintivi del locale o luogo di pubblico spettacolo.

Un locale di pubblico spettacolo può identificarsi in un insieme di fabbricati, ambienti e luoghi (anche all’aperto) destinati allo spettacolo o trattenimento, nonché i servizi ed i disimpegni ad essi annessi: in particolare sono locali di pubblico spettacolo i luoghi all’aperto, ubicati in delimitati spazi all’aperto attrezzati con impianti appositamente destinati a spettacoli o intrattenimenti e con strutture apposite per lo stazionamento del pubblico.

Non sono viceversa considerati locali di pubblico spettacolo i luoghi all’aperto non confinati o delimitati, dove sia possibile l’accesso di fatto e di diritto a chiunque, quali piazze e aree urbane prive di strutture specificatamente destinate allo stazionamento del pubblico per assistere a spettacoli e manifestazioni varie, anche con uso di palchi o pedane per artisti, di attrezzature elettriche, comprese quelle di amplificazione sonora, purchè installate in aree non accessibili al pubblico.


Considerato che la manifestazione si terra' in aperta campagna e non vi saranno strutture per lo stazionamento del pubblico e neppure  transennamenti che in qualche modo lo contengano ( ci sara' solo una fettuccia per mantenerlo  a distanza di 3 t. dal percorso) mi e' difficile chiedere all' organizzatore una quantificazione degli spettatori  ( al fine di stabilire poi l'iter amministrativo : commissione o relazione tecnica) . Non correrei  forse il rischio di fare delle richieste pretestuose ?
Cosa ne pensi ?

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Buongiorno,
un’associazione sportiva dilettantistica,  registrata anche come “associazione di promozione sociale” (settore sport e ricreazione) ha rivolto istanza al nostro Comune per lo svolgimento di un’ evento che qualificato come attivita’ di promozione/sportiva.
Ne riassumo di seguito le principali caratteristiche, peraltro  ben evidenziate nell’ istanza :
-   Iniziativa dedicata all’ apprendimento della guida del “motociclismo fuoristrada”
-   Durata : una giornata
-   No biglietto di ingresso
-   No gara agonistica
-   Presenza di istruttori (piloti ed ex piloto esperti)
-   Ammissione alle prove di soli soci muniti di tessera associativa   
-   Tracciato da realizzare su fondo agricolo messo a disposizione dal proprietario
-   No coinvolgimento di strade o spazi pubblici
-   Presenza di ambulanza e addetti sanitari
-   Presenza di operatore antincendio
-   Delimitazione del percorso con paletti e fettuccia
-   Pubblico collocato a debita distanza , non inferiore a tre metri dal tracciato
all’ istanza viene allegata anche una “valutazione dei rischi” con esposizione degli accorgimenti adottati a salvaguardia dell’ incolumita’ dei partecipanti e del pubblico presente ( predisposta dall’ organizzatore , non da tecnici abilitati ).
Nulla viene detto, ma si intuisce dalla programma presentato , sul fatto che venga anche predisposta un’ attivita’ di ristorazione temporanea aperta al pubblico.
Onestamente e’ la prima volta che abbiamo una manifestazione del genere e  siamo un po’ dubbiosi su quali  autorizzazioni  il Comune sia tenuto ad emettere.  L’istanza presentata , sembra piu’ che altro corrispondere alla “comunicazione”  prevista dall’ art. 123 del TULPS , e quindi potremmo forse limitarci a trasmetterla alla Questura ,  ma dopo i tragici fatti che hanno funestato vari eventi in giro per l’ Italia vogliamo andare con i piedi di piombo.
E’  forse ravvisabile la necessita’ di un’ autorizzazione di pubblico spettacolo ex art. 68 con tutto cio’ che ne consegue ( valutazione della commissione di vigilanza ecc. ) ? 
Grazie mille per i contributi
 

 

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Procedimento amministrativo (L. 241/1990) / servizio notificazioni
« il: 03 Aprile 2019, 08:30:08 »
Buongiorno,
anche se i  forum Omniavis sono dedicati in particolar modo a problematiche riguardanti le attivita' produttive, provo  a "lanciare" il seguente post, avente  un argomento certamente diverso, ma penso comunque di interesse generale per molti Comuni .

Lasciatemi anche dire che, indipendentemente dall risposte che perverrano sullo specifico argomento , che davvero siete molto spesso per noi micro Comuni  vera   ".. fonte di salvezza ...".....e dunque grazie.

Il problema e' il seguente :
 
per carenza di personale molti Comuni della mia Regione (tutti di piccola dimensione)  hanno fatto ultimamene circolare una comunicazione indirizzata ai Comuni, alla Prefettura, alle agenzie delle entrate, con la quale manifestano la sospensione del servizio notifiche per conto di Enti/Amministrazioni, con l'invito a provvedere alle notificazioni tramite servizio postale o  PEC (ai sensi dell'art. 149 del CPC ) oppure di messi speciali autorizzati dall' ufficio ( art. 60 comma 1, lett. a) DPR 600/1973)
A causa del pensionamento di alcuni colleghi , tra i quali l'unico messo , ci troviamo ora nella medesima situazione, con la difficolta' a reperire una nuova figura cui affidare il servizio. Prima di adottare lo stesso accorgimento, ci siamo pero' chiesti se sia proprio legittimo, e se l' ente locale , pur potendo pretendere da altri enti la notifica postale prevista dalla legge, possa piu' in generale far mancare del tutto  un servizio di notifica.

   

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buongiorno,
volevo solo chiedere se vi sono sezioni del forum che rispondono  anche a problematiche legate all' attivita' di notificazione dei messi comunali  .
( in caso negativo grazie lo stesso ). Cordiali saluti,
 
 

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Turismo e attività ricettive / AIRBNB
« il: 11 Ottobre 2018, 17:39:59 »
Ci e' stato chiesto che adempimenti amministrativi sono necessari per svolgere attivita' di airbnb.

Se la regione ( nel mio caso Friuli Venezia Giulia) non ha disposto nulla a livello legislativo direi nulla, se non le comunicazioni di ospitalita' alla Questura.

Vi sembra corretto ?  ......ma vi sono Regioni che hanno disciplinato questa attivita' ?

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Mi sono posto la stessa domanda, alla quale non so dare risposta. D'altronde se l'organizzatore presume la presenza massima di 200 persone se ne assumera' la responsabilita' , e presentando una SCIA esercita un suo diritto, non so se possiamo obbligarlo a presentare una domanda di autorizzazione solo perche' la piazza teoricamente ne puo' contenere di piu'. 

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Non so se avete presente la conformazione  fisica di un centro commerciale "outlet " : un susseguirsi di negozi che si affacciano su stradine a cielo aperto confluenti in genere in una piazza centrale, anch' essa a cielo aperto. ( E'  in pratica la riproduzione di un piccolo centro urbano, con le strade chiuse al traffico veicolare e i negozi al posto delle case).

Nella piccola piazza centrale ( 500 mq. circa), contorniata da negozi e dotata di "vie di fuga" naturali costituite dalle stradine di accesso , si vogliono organizzare nel periodo estivo degli spettacoli di musica dal vivo.
Viene  approntato un palco per gli artisti ma nessuna struttura per il pubblico  (in pratica i clienti dei negozi potranno soffermarsi ed assitere in piedi , oppure continuare nel loro shopping ).       

Il dubbio e' quale regime amministrativo applicare per autorizzare gli eventi.
Fermo restando la necessita' di adottare comunque  le  generali misure di safety e security  ( piani di emergenza, predisposizione di pronto soccorso sanitario ecc.) , magari commisurate al numero stimato dei clienti del centro commerciale , ci sembra :

a) di poter  considerare come luogo di pubblico spettacolo la sola  piazzetta.
b) di poter trattare l'evento come al pari di quelli che si svolgono all' aperto e sono liberamente accessibili al pubblico, e quindi senza verifica di agibilita' ex art. 80 del TULPS.     

Pertanto non vi sarebbe necessita' di convocare la CCVLPS , e gli organizzatori potrebbero  ricorrere o alla presentazione di SCIA ex art. 68 ( se l'evento cessa entro le ore 24 e non vengono superate le  200 persone ) o in alternativa  alla domanda di AUTORIZZAZIONE  .

E' condivisibile questa impostazione ?



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Pubblico spettacolo / fiera popolare e pubblico spettacolo
« il: 14 Ottobre 2017, 11:33:43 »
Buongiorno,
nel ns. Comune abbiamo prossimamente in calendario un' evento a carattere tradizionale/popolare che si carattertizza sostanzialmente
con la presenza di un mercato (fiera) con banchi di vendita diffusi nelle vie del paese, stand enogastronomici (con somministrazione all' aperto) e 2 tendoni nei quali, oltre alla somministrazione , si terranno dei pubblci spettacoli.

Siamo orientati a non far intervenire la CCVLPS per un giudizio sull' intea area della manifestazione, ma solo per quei luoghi (tendoni temporanei)   nei quali si svolge un pubblico spettacolo.  Anzi, nel caso in cui si tratti di tendoni con capienza inferiore alle 200 persone,
ci limiteremmo ad acquisire la relazione asseverata di un tecnico,  + SCIA di pubblico spettacolo visto ex art. 68 visto che gli eventi terminano alle 24.00.

Per il resto, considerato che fiera e gastronomia portano comunque a un afflusso consistente di pesone, pensavamo di dare una qualche  applicazione alla circolare "Gabrielli" mediante all' area della fiera comunque presidiati e transennati.

Vi sembra corretto come approccio ?

     

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attenzione , mi pare che per i pubblici esercizi quest' onere sia stato eliminato ( legge 124/2017 art. 1 c.178)

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ok, grazie per la risposta.
Il problema e' che la relazione tecnica e' obbligatoria  ma , da quanto ne capisco , poiche' non esiste uno schema di asseverazione ,il tecnico puo' scriverci quello che vuole.
Nel caso concreto, a mio modo di vedere, non ha scritto nulla di significativo ! (nel senso che limitandosi ad elencare ex ante e genericamente le caratteristiche principali dell' evento, non ha posto in essere alcuna verifica tecnica, con buona pace della sicurezza).   

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Abbiamo ricevuto SCIA per attivita' di pubblico spettacolo da svolgersi nel ns. Comune entro le 24 ore su area all' aperto.

La SCIA risulta formalmente completa, e il portale SUAP ha quindi automaticamente generato e rilasciato  all' organizzatore una ricevuta di presentazione.

Analizzando la documentazione allegata, ci siamo accorti che la relazione del tecnico consiste in una mera relazione illustrativa   (ubicazione, tipologia dell' attivita' : concerto di musica dal vivo , stima del pubblico presente nell' area , mancanza di stutture per lo stazionamento, presenza di palco per l'esibizione, planimetria) .

Pur non avendo particolari competenze in materia , ci saremmo aspettati qualcosa di piu'  "tecnico" , cioe' di una dichiarazione con la quale il professionista incaricato  anziche' presentare una relazione PRIMA del posizionamento del palco e degli impianti elettrici , attesti in maniera esplicita , DOPO che gli allestimenti sono stati predisposti,  il rispetto delle regole tecniche stabilite dal Ministero dell' Interno  (in questo caso titolo IX D.M. 19.8.1996 ) .
     
Visto che l'evento non si e' ancora svolto  e' possibile  invitare l'organizzatore a presentare una dichiarazione tecnica  "supplettiva" , con l'avviso che qualora la stessa  non sia presentata in tempo utile,  la SCIA e' da considerarsi inefficace e l'evento non autorizzato ?

Si puo' parlare in questo caso , rimanendo esclusa la possibilita' di richieste di integrazioni documentali , di "conformazione" della SCIA ( o meglio di conformazione dell' attivita' intrapresa tramite SCIA) ? 

grazie

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Toscana / Re:Licenza di agibilità ex art. 80 TULPS
« il: 28 Giugno 2017, 12:55:28 »
un contributo di idee sul mio quesito ?

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Dopo le modifiche al D.Lgs 33/2013 introdotte con D.Lgs. 97/2016 e' corretto dire che autorizzazioni e concessioni non vanno piu' pubblicate sul sito nell' apposita sezione (provvedimenti dei dirigenti) ?

Anche le ordinanze disposte dai dirigenti erano soggette a pubblicazione nella medesima sezione ?

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Toscana / Re:Licenza di agibilità ex art. 80 TULPS
« il: 25 Giugno 2017, 12:04:53 »
Io ho questi 2 casi :

- teatro all'aperto con palco e posizionamento di sedie , meno di 200 persone , termine spettacolo entro le
  24.00
- concerto di musica dal vivo all'aperto con palco   , meno di 200 persone ma senza sedie, termine spettacolo entro le 24.00 

In entrambi i casi ammettiamo SCIA ex art. 68 una volta ottenuta l'autorizz. suolo pubblico e il collaudo del palco .
E' una prassi corretta o vi sono delle criticita' ?  (es . le sedie ? )

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Lombardia / Re:gonfiabili
« il: 07 Giugno 2017, 19:37:14 »
A seguito del  D.Lgs. 222/2016 ,non puo' piu' essere presentata una SCIA e  l'installazione  del gonfiabile e' sempre soggetta ad autorizzazione, indipendentemente dal numero dei partecipanti .  E' corretto ?

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La polizia locale ha elevato a carico di vari esercizi commerciali verbali di accertamento di violazione alla normativa regionale 
(Friuli Venezia Giulia) in materia di aperture festive.

Gli interessati hanno ovviamente presentato scritti difensivi con richiesta di archiviazione, basati sostanzialmente sull' asserita incostituzionalita'  della normativa. 

Cosa che poi si e' puntualmente verificata, vedasi recente sentenza della Corte Costituzionale  98/2017.

A questo punto com' e'  corretto procedere ? Si annullano i verbali in autotutela ai sensi della 241/1990 oppure si procede con l'archiviazione ai sensi della 689 ( e corrispondente legge regionale) ?

Diciamo che l'esito della procedura scelta e' lo stesso ma cambiano attori e modalita' .


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La polizia municipale ha provveduto ad accertare la violazione commessa da un esercizio commerciale alle norme sulle chiusure obbligatorie festive (nella ns. Regione e' stata introdotta un' apposita legge , sulla quale pende il giudizio della Corte Costituzionale).

L'accertamento non si e' svolto nella giornata festiva ma acquisendo in data successiva gli scontrini emessi in quella giornata.

Poiche' e' presumibile che la ditta contravvenzionata presenti ricorso , si chiede se l' azione a posteriori della polizia municipale possa effettivamente prestare il fianco a possibili eccezioni .
 
Si chiede inoltre se i 90 giorni a disposizione per notificare il processo verbale di accertamento decorrano dal momento della trasgressione o dal momento in cui gli scontrini sono stati acquisiti.

grazie

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Commercio al dettaglio / verifica SCIA
« il: 27 Gennaio 2017, 18:24:13 »
abbiamo ricevuto una SCIA con la quale una societa' titolare di esercizio commerciale ha comunicato la variazione della ragione sociale . Nella SCIA non viene data evidenza della nuova composizione societaria (che traspare invece da una visura camerale) mentre vengono citati gli atti del notaio che giustificano l'operazione (senza alcuna indicazione riguardo ad un' eventuale registrazione)

Ai fini istruttori abbiamo titolo per chedere copia di tali atti  ? Ed in caso positivo possono essere richiesti direttamente al notaio ?

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grazie,
esauriente e tempestivo..........come sempre !

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Quindi ,riassumendo , le procedure in materia di spettacolo viaggiante potrebbero essere le seguenti :

PUBBLICA PIAZZA con posizionamento di poche attrazioni : domanda di occupazione suolo pubblico + dichiarazioni di corretto montaggio = rilascio autorizzazione di occupazione suolo pubblico  (ed eventuale, so che alcuni Comuni lo ritengono inutile, rilascio di contestuale autorizzazione ex art. 69 )

LUNA PARK con meno di 200 persone  istanza al SUAP (telematica) da parte del singolo organizzatore e procedura secondo il nr. 74 della nuova tabella tabella (invio alla Commissione di vigilanza)

LUNA PARK con piu' di 200 persone  istanza al SUAP (telematica) da parte del singolo organizzatore e procedura secondo il nr. 75 della nuova tabella (invio alla Commissione di vigilanza)

CRITICITA' :  1) le procedure 74 e 75 sembrano uguali ! Dove sta la differenza ? 
                    2) come si fa a stabilire se la soglia delle 200 persone viene o non viene superata ?   
 

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riguardo alle gioste : e' la singola attrazione che non deve superare le 200 persone ? ( o parliamo di piccoli luna-park ? )

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e la SCIA introdotta dal dl 91/2013  ( eventi fino a 200 partecipanti e termine massimo entro le 24.00 ) ? permane ?

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in ogni caso rimane un' autorizzazione ? niente possibilita' di SCIA ?

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Friuli Venezia Giulia / affitto di ramo d'azienda
« il: 09 Novembre 2016, 16:10:09 »
Il soggetto proprietario di un centro commerciale ci ha chiesto quale sia la tempistica e la procedura da seguire per ottenere l'autorizzazione ad aprire un nuovo esercizio di somministrazione all' interno del centro, in aggiunta a quelli gia' esistenti.

Chiarito che non intende gestire direttamente l'esercizio, ottenuta l'intestazione dell' autorizzazione cederebbe la gestione ad altra impresa, sottoscrivendo con la medesima un contratto di affitto di ramo d'azienda.

In prima battuta , considerato che l' attivazione di tali esercizi e' oggi soggetta a SCIA, abbiamo risposto che una volta ottenuta l'agibilita' la tempistica e' sostanzialmente ridotta a zero, e che alla SCIA di apertura seguirebbe una SCIA di subingresso da parte dell' affittuario.

Ci siamo posti pero' alcune questioni , che espongo qui di seguito :

la prima : si puo' affittare un' azienda , o meglio un ramo, che non ha mai iniziato l'attivita'  ?   

la seconda : si e' effettivamente in presenza di un affitto di ramo d'azienda o dovremmo piuttosto parlare di locazione commerciale di un ' immobile ?

la terza : quand' anche tali questioni fossero fondate , preso atto che comunque la proprieta' del centro presentera' un contratto di affitto di ramo d' azienda, saremmo noi (Comune) legittimati  a contestare  la regolarita' dell' atto redatto dal notaio ?

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Nel quesito indicato si fa riferimento all' obbligo , che permane nella Regione Campania, di indicare mediante cartello l'orario che si intende praticare.
Nel caso in cui l' orario di apertura che e' stato indicato venga sforato e' ancora applicabile la sanzione prevista per il mancato rispetto degli orari oppure  la pretesa e' ormai incoerente con l'intervenuta liberalizzazione ?

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Ma scusate, non mi e' per nulla chiaro :

il limite delle 200 persone a cosa si riferisce , al parco divertimenti ? Ma come si fa a predeterminare
quale sara' la capienza ?  Io ho il caso di una piazza ove vengono collocate una decina di attrazioni di media e piccola grandezza, va considerata zona da collaudare ex art. 80 ? 

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Mi aggancio alla discussione :  e' corrretto dire che a seguito dell' intervenuta abrogazione dell' art. 124 , comma 2 del reg. TULPS  all' esercizio pubblico che organizza un concerto di musica dal vivo  non si rilascia piu' alcuna autorizzazione di pubblico spettacolo  anche qualora l'evento si svolga non all'interno, ma nelle pertinenze esterne dell' esercizio ?
Deve in ogni caso trattarsi di un "piccolo trattenimento"  oppure, qualora l'esibizione artistica  richiami un  pubblico considerevole, ben piu' ampio di quello che normalmente si rivolge al pubblico esercizio ( es . pertinenze esterne molto spaziose , allestite anche con file di sedute per assistere allo spettacolo ) ,   va presa in considerazione l' opportunita' di rilasciare un' autorizzazione ex art. 68 del TULPS ?
grazie

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Lombardia / Re:Rivendita quotidiani e periodici
« il: 22 Giugno 2016, 13:12:10 »
chiarissimo, grazie.  Non resta che constatare , per l'ennesima volta, la diversa applicazione delle norme  a seconda della Regione ( se non del Comune ) di appartenenza !  :-\

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Lombardia / Re:Rivendita quotidiani e periodici
« il: 22 Giugno 2016, 10:17:48 »
ma ha ancora un senso differenziare tra esclusivo e non esclusivo ? Premetto che non conosco la legislazione della vs. regione  ma l'argomento mi interessa molto. Se il titolare della cartoleria ha interesse a vendere giornali e riviste e gli e' inibita l'attivazione di un PUNTO DI VENDITA NON ESCLUSIVO potra' comunque attivare , tramite SCIA , un PUNTO DI VENDITA ESCLUSIVO.  E' corretto ?
Per l'imprenditorte che differenza fa ?

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Commercio al dettaglio / SANZIONI AMMINISTRATIVE
« il: 19 Aprile 2016, 17:12:01 »
A carico di un commerciante, e' stato elevato verbale di accertamento e contestazione di di violazione alle norme sull' esposizione dei prezzi.
Nei termini di legge, il commerciante ha presentato scritti difensivi e richiesta di audizione .
Ci stiamo chiedendo a questo punto se c'e' un termine da rispettare per la convocazione del ricorrente e se sia vero che l'ente locale ha
un termine di addirittura cinque anni (dalla violazione)  per far eventualmente valere la pretesa di pagamento e concludere il procedimento con l'ordinanza/ingiunzione .
Grazie   

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