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Post - Serena Baglioni

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Commercio al dettaglio / Re:Temporany shop
« il: 18 Aprile 2020, 19:31:12 »
Sì, giusto: presenta scia per commercio elettronico e successiva cessazione.

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Ritengo siano dati irrilevanti perché il commercio elettronico non si svolge in un luogo fisico, ma sul web, a cui ci si può connettere da (quasi) qualsiasi posto del mondo.

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No, è irrilevante ai fini suap.

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Consiglierei di presentare al suap di riferimento scia per commercio su area pubblica in forma itinerante; in Toscana questo abilita anche al commercio al domicilio del consumatore (art. 38 lrt 62/2818).

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Re:varie alimentari
« il: 26 Marzo 2020, 15:32:16 »
Sia il D. Lgs. 222/2016 ("Madia") tabella A punto 1.11.4, sia la legge regionale Toscana art. 75 prevedono che quando l'attività di vendita per corrispondenza, televisione, altri sistemi di comunicazione e commercio elettronico sono accessori ad altra attività di vendita non occorre alcun tipo di legittimazione aggiuntivo.
Per quanto riguarda la modifica della notifica sanitaria (per aggiungere l'attività di trasporto alimenti), faccio riferimento alla nota della Regione Toscana del 2017 con cui si danno indirizzi operativi basati sull'accordo del 04/05/2017 tra Governo, regioni ed Enti locali. In questa nota si fa presente che "Non deve essere presentata la notifica per il/i mezzo/i di trasporto utilizzato/i esclusivamente al servizio dell’impresa, non per conto terzi. Detti mezzi di trasporto devono comunque essere gestiti nell’ambito dell’autocontrollo aziendale e rispondere ai requisiti del capitolo IV dell’Allegato II del Reg. 852/2004".
Da qui si può dedurre che per aggiungere l'attività di consegna pasti/prodotti alimentare occorre solo aggiornare il piano di autocontrollo con i dati dei mezzi utilizzati e le relative procedure di pulizia, sanificazione, ecc. degli stessi.

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Re:Gratta e vinci
« il: 26 Marzo 2020, 15:17:08 »
Sembrerebbe di no: il gratta e vinci non è menzionato nel comunicato dell'Agenzia dogane e monopoli: https://www.adm.gov.it/portale/documents/20182/5577147/Com_stampa_giochi_21032020.pdf/36cb8ec9-07e3-4ec8-a5e4-92bb5ad75e15

Tuttavia, molti sindaci hanno vietato con ordinanze tutte le tipologie di giochi, compreso il gratta e vinci.

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Toscana / Re:Ritiro e consegna capi
« il: 26 Marzo 2020, 15:08:42 »
La legge regionale Toscana n. 56/2013, art. 2 comma 2 vieta per le lavanderie a gettoni (self-service) la presenza di personale per tutti i tipi di servizi, comprese le attività accessorie di presa in consegna e restituzione capi.

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A quanto mi risulta si tratta di attività libera, cioè esercitabile senza bisogno di atti abilitativi da presentare/ottenere dal suap: occorre solo iscriversi in Camera di commercio e prendere partita iva. Quindi non sono dovute comunicazioni al suap.
Quando chiedi se l'attività può essere svolta, immagino tu ti riferisca al momento attuale di emergenza coronavirus; se la tua domanda è questa, occorre sapere qual è il codice ateco dell'attività e vedere se rientra tra quelli consentiti dal DPCM del 22/03.

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1 per quanto riguarda le vendita al dettaglio è possibile anche vendere roba di gastronomia (tipo piatti già pronti come lasagne roast beef etc).
SI'.

2 detti piatti eventualmente possono essere portati a domicilio
SI'

3 Per eventuali consegne a domicilio è possibile anche poter andare in comuni limitrofi o si deve rimanere solo all’interno del proprio
IL NUOVO DPCM DEL 22/03 PREVEDE CHE GLI SPOSTAMENTI FUORI COMUNE SONO POSSIBILI SOLO PER MOTIVI DI LAVORO O DI SALUTE: SECONDO ME UN ESERCENTE CHE CONSEGNA LA SPESA A DOMICILIO AI CLIENTI E' GIUSTIFICATO DAI MOTIVI DI LAVORO.

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Re:Codice stalla
« il: 23 Marzo 2020, 17:45:09 »
Per lo svolgimento dell'attività citata occorre presentare scia per inizio attività di allevamento animali con contestuale richiesta per la asl di registrazione allevamento; non vedo applicabile la notifica di cui al Regolamento CE 852/2004 perchè l'attività non si può qualificare come "impresa alimentare" sotto nessun profilo.
Deve essere presentata anche scia per industria insalubre in quanto l'allevamento di animali viene ricompreso al n. 1 lettera C dell'elenco contenuto nel D.M. 5/9/1994.
Per quanto riguarda i compiti del suap, tra questi non rientra quello della vigilanza sul rispetto delle norme igienico sanitarie dei locali/manufatti adibiti a ricovero di animali: questi adempimenti sono di competenza della asl e, più in generale, di tutti gli enti preposti al controllo (es. polizia municipale, carabinieri forestali, ecc.)

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Legge regione Toscana 30/2003, art. 2:  Sono attività agrituristiche, nel rispetto delle modalità e dei limiti definiti dalla presente legge:
a) dare alloggio in appositi locali aziendali;
b) ospitare i campeggiatori in spazi aperti;
c) organizzare attività didattiche, divulgative, culturali, sociali, tradizionali, di turismo religioso culturale, ricreative, di pratica sportiva, di escursionismo e di ippoturismo, sociali e di servizio per le comunità locali, riferite al mondo rurale;
d) somministrare pasti, alimenti e bevande, degustazioni e assaggi e organizzare eventi promozionali, utilizzando prodotti aziendali, integrati da prodotti delle aziende agricole locali, nonché da prodotti di origine e/o certificati toscani, nel rispetto del sistema della filiera corta.

Premesso questo, niente vieta all'esercente di mettere a disposizione degli ospiti uno o più locali in cui svolgere attività ginnica; se , però, l'attività si configura come palestra, ricade nel campo di applicazione della l.r.t. 21/2015 e relativo regolamento 42/2016.
Massaggi: anche questi non rientrano nell'attività agrituristica, ma niente vieta all'esercente di mettere il servizio a disposizione degli ospiti. A seconda della natura dei massaggi, si potrebbe configurare attività medica (esercitabile solo da parte di medici), oppure attività estetica (esercitabile solo da parte di chi ha il requisito professionale di estetista e la relativa scia), oppure nessuna delle due (attività libera).

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In base al DPCM 11/03/2020, gli esercizi di somministrazione devono essere chiusi al pubblico.

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E' molto probabile che un'attività di carrozzeria (che si presuma effettui verniciature) debba essere autorizzata alle emissioni in atmosfera. Tuttavia, in base alle caratteristiche dell'attività e del suo ciclo produttivo, dovete valutare se chiedere l'autorizzazione alle emissioni come nuovo impianto ai sensi dell'art. 269 del D. Lgs. 152/2006 (domanda da presentare obbligatoriamente con domanda di AUA unitamente alla valutazione previsionale di impatto acustico) oppure se rientrate nelle autorizzazioni di carattere generale previste dall'art. 272 comma 2 D. Lgs. 152/2006; in questo caso la relativa comunicazione può essere presentata anche non come richiesta AUA.

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Certo, gli orari delle attività commerciali sono liberi. Hanno solo l'obbligo di comunicarlo alla clientela con idonei mezzi (cartello ben visibile).

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Commercio al dettaglio / Re:Temporany shop
« il: 21 Marzo 2020, 18:17:39 »
Premessa: l'attività di commercio al dettaglio è definita dall'art. 13 lettera b) della L.R.T. 62/2018 come l'attività svolta professionalmente da chi acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende direttamente al consumatore finale. Da qui discende che la normativa non trova applicazione a chi svolge attività di carattere "occasionale", ma solo professionale, cioè tramite una impresa (in altre parole a chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi). L'attività di impresa è soggetta a vari adempimenti di natura fiscale, tra cui partita IVA.
Se la persona in questione non è un soggetto che esercita il commercio al dettaglio in modo professionale (cioè non è e non ha intenzione di diventare imprenditore) nei confronti di sue eventuali attività non si potrà applicare la lrt 62/2018.
Venendo al temporary shop, questa tipologia di vendita al dettaglio è riservata ad azienda di distribuzione e aziende produttrici che intendono vendere direttamente al consumatore e promuovere il proprio marchio in occasione di fiere, feste, manifestazioni, convegni o altre riunioni straordinarie di persone.
Se il soggetto in questione non rientra in una di queste 2 categorie, ma è un commerciante al dettaglio, dovrà presentare scia per aprire un esercizio di vicinato e successivamente comunicazione di cessazione dello stesso.

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Può invece prendere gli ordini telefonici presso la propria azienda e CONSEGNARE il prodotto a domicilio del consumatore senza ulteriori comunicazioni?
SECONDO ME SI'.

Potrebbe anche vendere a domicilio in virtù della scia di vendita di commercio itinerante?
SI': ANCHE SE IL D. LGS. 228/2001 NON LO PREVEDE ESPRESSAMENTE, SI POTREBBE APPLICARE PER ANALOGIA ALL'IMPRENDITORE AGRICOLO CHE FA VENDITA ITINERANTE CIO' CHE L'ART. 38 L.R.T. 62/2018 PREVEDE PER IL COMMERCIO SU AREA PUBBLICA IN FORMA ITINERANTE.

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Aree Pubbliche / Re:Consegna alimenti
« il: 21 Marzo 2020, 17:53:57 »
In base all'accordo Stato-Regioni del 04/05/2017, non deve essere presentata notifica sanitaria per il mezzo di trasporto utilizzato esclusivamente a servizio dell'impresa. Il mezzo di trasporto deve essere comunque gestito nell'ambito dell'autocontrollo aziendale e rispondere ai requisiti del capitolo IV dell'allegato II del Reg. CE 852/2004.

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La scia può essere presentata senz'altro e il suap la deve trattare come le altre.
Sul fronte, poi, dell'applicazione dei dpcm "coronavirus", direi che questo tipo di attività è comunque consentita: il dpcm parla solo di chiusura dei mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. La vendita al domicilio del consumatore sembrerebbe, anzi, incentivata nell'ottica di ridurre il più possibile le uscite di casa e gli assembramenti di persone in generale.

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Potrebbe essere considerata vendita itinerante, quindi soggetta a comunicazione ai sensi del D. Lgs. 228/2001.

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E' vero che i DPCM "coronavirus" sospendono anche le attività di commercio su aree pubbliche, ma fanno salve le attività da considerare necessarie, come quelle che vendono alimentari ("Sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari").
Da considerare, poi, che la vendita a domicilio è comunque consentita dagli ultimi DPCM, che, nell'ottica di evitare il più possibile assembramenti di persone, favoriscono questa modalità di commercio.

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Anche in tempi "ordinari", al di fuori di emergenze come quella attuale,  l'art. 38 della legge regionale toscana 62/2018 prevede che la scia per commercio itinerante abilita anche al commercio al domicilio del consumatore e nei locali ove questo si trovi per motivi di lavoro, studio, cura, intrattenimento o svago.

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In Toscana sì. Art. 89 lrt 62/2018:


Variazione del legale rappresentante o della denominazione o ragione sociale
1. Le variazioni del legale rappresentante e della denominazione o ragione sociale di un’attività commerciale, la variazione del soggetto in possesso dei requisiti professionali e le trasformazioni societarie non conseguenti ad atti di trasferimento di attività per atto tra vivi o a causa di morte, sono soggette a comunicazione al SUAP competente per territorio da effettuare entro sessanta giorni dalla variazione e non implicano il rilascio di una nuova autorizzazione né la presentazione di una nuova SCIA.

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Toscana / Re:Ristorazione a domicilio del consumatore
« il: 16 Marzo 2020, 18:08:17 »
La consegna a domicilio dei pasti e della spesa da arte di negozi ed esercizi di somministrazione è consentita dai vari dpcm sul contrasto al coronavirus. Naturalmente la consegna deve essere effettuata tramite mezzi idonei al trasporto degli alimenti, da indicare nel piano di autocontrollo.

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Polizia locale / Re:Coronavirus ed attività artigianali
« il: 16 Marzo 2020, 18:00:50 »
Aggiungo una riflessione: lo spirito dei vari dpcm della settimana scorsa è quello di evitare il più possibile assembramenti di persone, per contrastare la diffusione del virus. Secondo me consentire la consegna a domicilio di pasti e/o generi alimentari da parte anche di vari artigiani (come le pizzerie a taglio) aiuta a raggiungere questo scopo perché se mi portano la pizza a domicilio magari esco una volta in meno per andare al supermercato.

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Nuove disposizioni del governo: tutti gli esercizi commerciali ad esclusione di vendita alimentari, farmacie e parafarmacie restano chiusi. Esercizi di somministrazione chiusi al pubblico: possono solo consegnare pasti a domicilio.

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Nuove misure appena adottate dal governo: esercizi di somministrazione sempre chiusi al pubblico, sono consentite solo le consegne dei pasti a domicilio.

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Le faq del governo dicono che la consegna a domicilio da parte di esercizi di somministrazione è sempre consentita anche oltre le ore 18. È vietato restare aperti al pubblico dopo le 18.
http://www.governo.it/it/articolo/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti-sulle-misure-adottate-dal-governo/14278

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Nel fine settimana devono chiudere medie e grandi strutture e centri commerciali non alimentari. Gli esercizi commerciali di vendita generi alimentari di qualsiasi dimensione non hanno limitazioni, neanche se inseriti in centri commerciali. Idem farmacie e parafarmacie.
Mercati sospesi nei giorni festivi e prefestivi.

Questo almeno alle ore 21.25 del 11/03/2020.

Queste le faq del Governo:

http://www.governo.it/it/articolo/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti-sulle-misure-adottate-dal-governo/14278

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