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Post - Serena Baglioni

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I vicini del bar sono sicuramente titolari di "un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso", come previsto dall'art. 22 della legge 241/1990, quindi l'accesso deve essere consentito, magari omettendo i dati personali dei titolari che non sono funzionali alla tutela degli interessi dei vicini (es. numeri di telefono, indirizzi mail non pec, indirizzi relativi a residenza di persone fisiche, ecc.). In ogni caso l'accesso deve essere preceduto dalla notifica ai controinteressati (cioè i titolari del bar) ai sensi dell'art. 3 D.P.R. 184/2006.
Per quanto riguarda la richiesta di chiarimenti sulle motivazioni che hanno portato al rilascio della concessione di suolo pubblico, direi che bisogna tenere presente che:
-  le eventuali carenze igienico sanitarie che i vicini lamentano devono essere oggetto di controllo da parte della asl e non dell'ufficio che concede il suolo pubblico;
-  la soppressione dei parcheggi pubblici per concedere l'area al bar fa parte del potere discrezionale della pubblica amministrazione, che contemperando i 2 interessi contrapposti (quello della cittadinanza ad avere un certo numero di parcheggi pubblici a disposizione e quello del barista ad avere un'area esterna per l'ampliamento della propria attività, corrispondendo il relativo canone all'amministrazione) ha ritenuto prevalente il secondo.

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Toscana / Re:Scuola di gelateria
« il: 01 Luglio 2019, 18:55:22 »
Direi che si tratta di attività libera, quindi possono svolgerla senza bisogno di attivare nessun procedimento al suap.
L'unico adempimento che mi viene in mente è l'aggiornamento del piano di autocontrollo (su cui non è competente il suap), in cui inserire che fanno anche attività di insegnamento in un locale dedicato, oppure negli stessi locali della gelateria ma in tempi diversi rispetto a quelli relativi alla preparazione del gelato destinato alla vendita.

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La categoria catastale ha rilevanza esclusivamente fiscale, non rileva ai fini edilizi e dello svolgimento dell'attività; rileva, invece, la destinazione d'uso, che in Toscana  è disciplinata dall'art. 99 l.r. 65/2014. Il comma 4 di questa norma dice "La destinazione d’uso di un fabbricato o di una unità immobiliare è quella prevalente in termini di superficie utile." Quindi se, ad esempio, ho un locale con destinazione d'uso artigianale di 100 mq nel quale svolgo attività di acconciatore su una superficie di 51 mq (o superiore), mentre nella restante parte svolgo attività commerciale, il locale conserva la destinazione artigianale.

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Toscana / Re:Vendita di auto usate
« il: 30 Maggio 2019, 21:53:08 »
 Solo qualche spunto:
- la classificazione catastale ha rilevanza solo fiscale, quindi non deve essere presa in considerazione ai fini delle pratiche suap; quella che conta è la destinazione d'uso dell'immobile;
- controlla lo strumento urbanistico comunale per vedere quali attività sono consentite in relazione alle varie destinazioni d'uso;
- tieni presente che l'art. 99 comma 4 della legge regionale toscana 65/2014 prevede che "la destinazione d’uso di un fabbricato o di una unità immobiliare è quella prevalente in termini di superficie utile".

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Concordo con Simone: se l'istruttoria si è conclusa positivamente l'atto finale deve essere rilasciato, indipendentemente dall'imposta di bollo, altrimenti si ha un allungamento ingiustificato dei tempi di conclusione del procedimento. Per il mancato pagamento del bollo, manda tutto all'Agenzia delle entrate, che provvederà alla riscossione coattiva. Comunque, in genere la sola "promessa" di girare tutto all'Agenzia entrate funziona...in poche ore arriva la marca...

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Dipende dal tipo di attività svolta dall'impresa. Ad esempio se svolgono attività di commercio al dettaglio in sede fissa o su area pubblica o altre forme di commercio al dettaglio, o somministrazione, la legge toscana 62/2018 all'art. 68 prevede che tutte le variazioni societarie vadano comunicate al suap entro 60 giorni.

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Toscana / Re:SCIA per tutto ?
« il: 02 Maggio 2019, 21:25:15 »
 Confermo che l'art. 41 della Costituzione prevede che l'iniziativa economica privata è libera, deve esserci una legge ordinaria (o atto avente forza di legge) che ne assoggetta l'esercizio ad un atto abilitativo.

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Ritengo corretto il subingresso, visto che l'attuale titolare è un soggetto giuridico diverso dal precedente.
Se il subingresso è stato comunicato oltre 60 giorni dalla data dell'atto, è stato violato l'art. 90 comma 6 della L.R.T. 62/2019, quindi si applica la sanzione prevista dall'art. 114 comma 2.
Ai sensi del D.P.R. 160/2010, tutta la documentazione allegata alle pratiche trasmesse invia telematica deve essere firmata digitalmente: non vedo alternative.

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Somministrazione / Re:corso cucina
« il: 12 Aprile 2019, 18:50:17 »
L'organizzazione di corsi di cucina è un'attività libera, che non necessita di atti abilitativi per essere esercitata, quindi: non sono previsti specifici requisiti igienico sanitari, né requisiti professionali, né comunicazioni al comune. Se l'attività viene svolta in forma imprenditoriale occorrono partita iva e iscrizione cciaa.

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Regolamento regionale Toscana n. 47/R/2018 (attuativo della legge 86/2016):
Art. 18
Esercizio dell'attività (art. 32, comma 1, art. 50, art. 60, art. 66 della l.r. 86/2016 )
1. L'esercizio dell'attività delle strutture ricettive è soggetta a segnalazione certificata d’inizio attività (SCIA), ai sensi rispettivamente degli articoli 32, 50, 60 e 66 del Testo unico.
2. La modulistica per la presentazione della SCIA è definita con atto del dirigente della competente struttura della Giunta regionale.
3. In caso di attività stagionale, con la SCIA viene comunicato il periodo di apertura.
4. Eventuali variazioni degli elementi dichiarati nella SCIA devono essere tempestivamente comunicate allo SUAP.
5. Il titolare o il gestore, o il loro rappresentante, se non presenti nell'esercizio, devono comunque essere reperibili.
6. Le attrezzature, gli arredi e i locali in cui si svolge l'attività devono essere mantenuti in buono stato di conservazione, manutenzione e pulizia, tale da assicurarne la funzionalità e la fruibilità da parte dell’utenza, provvedendo alla tempestiva riparazione o sostituzione di arredi, corredi e dotazioni deteriorate.


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Toscana / Re:vendidta taglieri salumi in gelateria
« il: 02 Aprile 2019, 20:19:39 »
Direi niente, visto che è già abilitata alla vendita di prodotti alimentari. La scia per inizio attività di somministrazione è richiesta solo se vuole fare somministrazione assistita, altrimenti l'attività rientra nel commercio alimenti per cui è già autorizzata.

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Il requisito professionale per alimentaristi non è richiesto, ma sono necessari piano di autocontrollo e notifica ai sensi del regolamento ce 852/2004.

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Per la LRT 86/2016 il B&B, anche non imprenditoriale, è soggetto a scia da presentare al suap competente per territorio (vedi artt. 56 e 60); inoltre va presentata notifica ai sensi del Regolamento CE 852/2004 per gli alimenti.
Sono dovuti comunicazione degli alloggiati alla Questura e comunicazioni ai fini statistici al Comune capoluogo di provincia o Città metropolitana di Firenze, oltre agli adempimenti di natura fiscale.

Ciò che non è soggetto a scia, ma solo a comunicazione tramite portale specifico è la locazione turistica: http://www.regione.toscana.it/-/comunicazione-locazioni-turistiche.
Anche per le locazioni turistiche sono dovuti comunicazione degli alloggiati alla Questura e comunicazioni ai fini statistici al Comune capoluogo di provincia o Città metropolitana di Firenze, oltre agli adempimenti di natura fiscale.

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In teoria è possibile, deve rispettare le norme sulla destinazione d'uso dei locali e i requisiti igienico-sanitari.
Procedimenti sicuramente da attivare:  notifica ai sensi del Regolamento CE 852/2004, valutazione previsionale di impatto acustico.
In base alle caratteristiche specifiche dell'attività potrebbero dover attivare ulteriori procedimenti "tecnici".

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E' sufficiente la scia da presentare al momento dell'inizio dell'attività: nella scia vanno indicati i periodi di apertura, che valgono per ciascun anno solare. Qualora l'interessato decida in un secondo momento di cambiare i periodi di apertura, presenterà variazione.
Se non ci sono variazioni, vale la scia iniziale.

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L'esercizio di somministrazione può aggiungere sicuramente l'attività descritta, a patto che i locali abbiano i necessari requisiti igienico-sanitari. Il procedimento da attivare è la notifica ai sensi del regolamento ce 852/2004, se l'esercizio non ne è già in possesso per l'attività esistente; al limite (se l'aggiunta dell'attività di preparazione confetture si configura come variazione della tipologia di attività), farei una notifica per modifiche.

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Premetto che l'attività di cui si parla è libera, nel senso che il suo esercizio non è assoggettato ad atti abilitativi. Poiché, però, l'attività artigianale ha ad oggetto la produzione di alimenti deve essere presentata notifica ai sensi del regolamento Ce 852/2004. Questo procedimento deve essere attivato tramite il portale regionale, dopo aver scelto il codice ateco di riferimento (che per il suap è irrilevante, essendo importanti solo i procedimenti attivati), utilizzando l'opzione "adempimenti tecnici", non "avvio attività".

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Rispondo in merito ai procedimenti da attivare presso il suap di riferimento:
- notifica reg. CE 852/2004 per modifica;
- scia LRT 62/2018 per apertura esercizio di vicinato alimentare; per questa attività occorre essere in possesso dei requisiti di onorabilità e professionali previsti dall'art. 71 D. Lgs. 59/2010.

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Turismo / Re:Locazioni turistiche
« il: 27 Febbraio 2019, 19:03:04 »
È di oggi una nota della Regione trasmessa a tutti i comuni in cui si conferma che la piattaforma per la comunicazione telematica delle locazioni turistiche sarà attiva dal 1 marzo su www.regione.toscana.it.

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Toscana / Re:Apertura agenzia di viaggi on-line
« il: 25 Febbraio 2019, 20:45:41 »
 Secondo me non occorre alcun cambio d'uso perché l'agenzia on line non si svolge da casa (o in altro luogo fisico), ma su internet, a cui il titolare può connettersi ovunque.

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Omniavis - Assistenza e Consulenza / Re:ACCESSO ATTI
« il: 25 Febbraio 2019, 20:39:21 »
Se il richiedente l'accesso è il proprietario dell'abitazione confinante con la piscina o, comunque, vi ha il domicilio o la residenza, direi che è già sulla buona strada per ottenere l'accesso perché da queste situazioni si desume l'interesse diretto, concreto e attuale previsto dalla norma. Comunque deve motivare la sua richiesta di accesso e queste motivazioni devono essere valutate dalla p.a.
Per la tutela dei dati del titolare della piscina, se si tratta di una impresa ricorda che la normativa privacy si applica solo ai dati delle persone fisiche.

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Turismo / Re:CONSIGLI DI VIAGGIO
« il: 15 Febbraio 2019, 21:20:21 »
Prima di prenotare prova a guardare su siti diversi le recensioni ricevute dall'hotel da parte di chi vi ha soggiornato...non è una garanzia, ma aiuta molto.

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CCIAA / Re:COMMERCIO INGROSSO SENZA DEPOSITO
« il: 07 Febbraio 2019, 19:42:40 »
Sì, si tratta di commercio all'ingrosso.

24
Toscana / Re:cuoco a domicilio - banqueting
« il: 04 Febbraio 2019, 17:47:48 »
Niente, l'attività è libera, non sono previsti atti abilitativi.

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Farei una semplice comunicazione al suap circa la variazione intervenuta, indicando  a quali titoli abilitativi si riferisce e specificando che il soggetto giuridico è sempre lo stesso.

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SUAP / Re:assemblaggio/produzione bigiotteria da casa come artigiano
« il: 02 Febbraio 2019, 14:41:54 »
La domanda da porsi non è "quale norma consente l'attività", ma "c'è una norma che la vieta". Nel nostro ordinamento l'iniziativa economica privata è libera (art. 41 Cost.)

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Toscana / Re:Competenze SUAP
« il: 23 Gennaio 2019, 16:17:17 »
Dalla descrizione direi che deve presentare:
1) scia per agenzia di affari (servizi di biglietteria, intermediazione di servizi di assicurazioni e telecomunicazioni);
2) scia esercizio di vicinato se ha superficie di vendita sotto i 300mq per la vendita di auto;
3) scia attività di rimessaggio e noleggio senza conducente.

Dovrebbe specificare meglio "attività connesse con lotterie e scommesse".

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L'art. 4 del D.Lgs. 228/2001 non assoggetta la vendita da parte  del produttore agricolo a scia, indipendentemente dai soggetti verso cui viene effettuata. Lo ribadisce anche il D. Lgs. 222/2016 tabella A punto 1.9, che prevede comunicazione solo in caso di vendita in forma itinerante. L'unico adempimento è la notifica ai sensi del Regolamento CE  852/2004, che avete già effettuato. La CCIAA non può pretendere che un soggetto attivi procedimenti non previsti dalla legge.

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Toscana / Re:VENDITA OROLOGI USATI A DOMICILIO
« il: 21 Gennaio 2019, 17:35:30 »
L'esercizio di vicinato rientra nella categoria del commercio in sede fissa, che in questo caso non c'è. Si tratta di vendita al domicilio del consumatore, prevista dall'art. 77 legge regionale toscana 62/2018:
Art. 77
Vendite effettuate presso il domicilio dei consumatori
1. Qualora non accessorio ad altra attività di vendita, l’esercizio dell’attività di vendita al dettaglio e di raccolta di ordinativi di acquisto presso il domicilio dei consumatori è soggetto a SCIA, ai sensi degli articoli 19 o 19 bis Sito esternodella Sito esternol. 241/1990 , da presentare al SUAP competente per il territorio nel quale si intende avviare l’attività.
2. Durante le operazioni di vendita e di raccolta di ordinativi di acquisto l'esercente deve esporre in modo ben visibile un tesserino di riconoscimento.
3. Il tesserino di cui al comma 2 deve essere numerato e deve contenere:
a) le generalità e la fotografia dell'esercente;
b) l'indicazione a stampa della sede e dei prodotti oggetto dell'attività dell'impresa, nonché del nome del responsabile dell'impresa stessa;
c) la firma del responsabile dell'impresa.
4. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche all'attività di somministrazione di alimenti e bevande svolta al domicilio del consumatore.

Necessario il registro di vendita beni usati, da vidimare con procedura dell'autovidimazione. Nel registro inserirei tutti i dettagli degli oggetti, compreso eventuale numero di serie, a tutela dell'esercente.

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Rispondo in merito agli aspetti amministrativi: se l'unica attività svolta è quella di locazione dell'immobile, non c'è necessità di atti abilitativi per il suap.

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