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Post - andrea vendramin

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Lombardia / Re:Studio dentistico SCIA o DIA
« il: 13 Agosto 2019, 07:41:17 »
Confermo: la procedura di SCIA sul portale ASAN.

In base a quanto stabilito dalla l.r. n. 23/15, la presentazione di DIA/SCIA, autorizzazione all’esercizio e richieste di accreditamento deve essere effettuata presso l'Agenzia di Tutela della Salute (ATS) competente per territorio.
Questo quanto indicato a tutt'oggi sul sito di Regione: https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioServizio/servizi-e-informazioni/enti-e-operatori/sistema-welfare/accreditamento/autorizzazione-accreditamento-strutture-sanitarie

Vedi anche questo post recente: http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=50340.0

La Direzione Generale Welfare ha di recente completato, con l'aiuto degli Angeli Anti Burocrazia e delle ATS, una ricognizione delle attività di competenza delle Aziende di Tutela della Salute e delle modalità di presentazione (quindi anche con riferimento al passaggio dal SUAP). Era attesa una Delibera prima dell'estate ..... aspettiamo settembre!
PS: Il lavoro ha riguardato anche il tariffario per giungere ad una maggiore uniformità a livello regionale.

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CCIAA / Re:Institore DM 37/2008
« il: 23 Ottobre 2018, 07:58:29 »
Buongiorno, avrei bisogno di sapere nel caso in cui un'azienda già impiantista a cui però manca la lettera c, voglia nominare un institore per la certificazione di impianti lettera c, la nomina può essere un semplice atto tra le parti oppure occorre che sia registrato all'agenzia delle entrate o addirittura deve essere fatto con procura notarile ? Inoltre, siccome ci deve essere il rapporto di immedesimazione con l'azienda, il contratto che lega le due parti che tipo di forma può avere ?
Grazie, Francesca Fulceri (CNA Firenze)

L’articolo 3 comma 1 del D.m. 37/2008 reca “…le imprese sono abilitate all’esercizio delle attività di cui all’art. 1, se l’imprenditore individuale o il legale rappresentante ovvero il responsabile tecnico da essi preposto con atto formale, è in possesso dei requisiti professionali”. A tal fine il preposto responsabile tecnico deve avere un rapporto diretto con la struttura operativa dell'impresa il c.d. rapporto di "immedesimazione".
Sono considerati immedesimati con l’impresa:
• il titolare
• legale rappresentante di società
• il lavoratore dipendente (rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato/indeterminato, a tempo pieno/part-time; contratto di “Somministrazione di lavoro”)
• il socio prestatore d’opera (chi conferisce nella società la propria prestazione lavorativa anche in società di capitali ed indipendentemente dal possesso di poteri di amministrazione);
• il familiare collaboratore o coadiuvante familiare
• l’institore –procuratore
• il socio amministratore.

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Pareri a CCIAA di Terni del 1-3-2010, a CCIAA di Modena del 9-11-2009 e
a privato del 31-5-2011
institore
Il Mi.S.E. ha rappresentato che la figura di “institore” possa essere ritenuta idonea a
far considerare rispettato il principio di immedesimazione nell’impresa, che costituisce
il presupposto fondamentale alla nomina a responsabile tecnico ai sensi dell’art.3 del
d.m. 37/2008.
Peraltro l’argomento è già stato oggetto di apposito pronunciamento da parte del
Mi.S.E. con circolare n.3597/C del 27 gennaio 2006 laddove è stato previsto che
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“considerato che, ai sensi degli artt.2203 e ss del codice civile, l’institore può
rappresentare l’imprenditore nell’esercizio dell’impresa, e può compiere tutti gli atti
pertinenti all’esercizio dell’impresa cui è preposto, impegnando la responsabilità
dell’imprenditore e costituendo, sostanzialmente, un alter ego dell’imprenditore
stesso, nulla osta alla sua indicazione come preposto alla gestione tecnica, ove in
possesso dei requisiti di legge”.
La predetta circolare concerne le imprese di facchinaggio ma tenuto conto delle
similitudini degli argomenti trattati, il Mi.S.E. l’ha considerata idonea a disciplinare
anche il caso in esame, concernente il d.m.37/2008.
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Parere a privato del 31-5-2011
institore
Il Mi.S.E. ha rappresentato che l’institore, qualora abilitasse un’impresa di installazione
impianti (la cui figura rispetta il principio dell’immedesimazione, come peraltro stabilito
con circolare Mi.S.E. n. 3597/C del 27 gennaio 2006) - non incorre nelle cause ostative
di cui all’art.3, comma 2 del d.m. 37/2008.
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Infatti, costituendo – sostanzialmente - ai sensi degli artt.2203 e ss del codice civile,
un alter ego dell’imprenditore, non possono essergli fatte valere le limitazioni
sopracitate tenuto conto che le medesime concernono unicamente la figura di
“responsabile tecnico preposto con atto formale dal legale rappresentante o
proprietario individuale” e non anche coloro che abilitano le imprese “in quanto legali
rappresentanti o proprietari individuali”, al di là quindi, anche di qualsivoglia
valutazione di questa Amministrazione sulla continuità o meno dell’attività esercitata
dall’institore al di fuori dell’impresa medesima.
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L'INSTITORE è un soggetto che ha un ruolo formale nell'azienda (a prescindere dal fatto che sia anche nominato responsabile tecnico).
In quanto institore occorre l'atto notarile: https://www.rm.camcom.it/pagina631_nomina-e-modifica-di-procuratori-ed-institori.html

Per la successiva nomina a responsabile tecnico impiantista vengono utilizzati modelli specifici: https://www.pi.camcom.it/uploads/Impiantisti%20%20Nomina%20Responsabile%20Tecnico.pdf
Pwr questi non occorre alcuna ulteriore formalità se non la sottoscrizione del legale rappresentante.

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Decreto del ministero dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37
http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2008_0037.htm

In Lombardia è stato redatto un Prontuario che disciplina il DM 37/08, compresa la nomina del Responsabile Tecnico diverso dal titolare/legale rappresentante (link: http://www.milomb.camcom.it/c/document_library/get_file?uuid=aee2fe0f-856c-4d37-b5e2-4dcdd1a363ab&groupId=10157)
Nel caso descritto, se l'impresa possiede i requisiti artigiani, deve essere valutato anche questo aspetto (in base ai diversi ordinamenti regionali).

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Toscana / Re:AREE PUBBLICHE E REGISTRO IMPRESE
« il: 21 Settembre 2018, 00:46:04 »
Il criterio, ripreso pari pari dall'Intesa della CU del 05/07/2012, vuole che sia valutata l'anzianità di esercizio effettivo di impresa limitatamente al settore del commercio al dettaglio su AAPP. La ratio vuole che si sommino tutti i periodi di effettivo esercizio riferiti a quel codice fiscale. Non sono conteggiati i periodi di formalizzata inattività.

La norma aggiunge che tale anzianità è COMPROVATA, quindi provata con ulteriori elementi, tramite la verifica della posizione al registro imprese. L'esercente, infatti, è tenuto all'iscrizione al registro imprese e alla dichiarazione dello stato di attività o inattività.

Da un punto di vista temporale può esserci uno scollamento fra giorni di esercizio effettivo e giorni di iscrizione (ad esempio l'esercente ha 30 gg di tempo dall'avvio attività per effettuare l'iscrizione).

Dato che si tratta di una COMPROVA, ritengo che siano prevalenti tutte le informazioni circa l'effettivo periodo di attività. In subordine si applica (dato l'eventuale scollamento minimo in termini di giorni) le date di iscrizione al registro imprese.
Concludo dicendo che questi particolari sarebbe bene dettagliarli nel regolamento comunale o nel bando.

Come precisato dal dott. Maccantelli  deve essere presa in considerazione  "l'anzianità di esercizio effettivo di impresa limitatamente al settore del commercio al dettaglio su AAPP" che non sempre corrisponde alla data di iscrizione/inizio attività pubblicizzata nella parte iniziale delle visure del Registro Imprese.
Nei campi appena citati è indicata la data di inizio della prima attività svolta dall'impresa: questa data non varia anche se l'attività iniziale viene cessata e sostituita con altra.
Pertanto, per verificare se il commercio al dettaglio su  AAPP  è sempre stato svolto dall'impresa, sarà necessario scorrere la visura ordinaria fino alle informazioni finali (dove molti Registri imprese descrivono le variazioni intervenute nel tempo con la data di effetto) o consultare una visura storica (che invece riporta l'elenco cronologico di tutti le variazioni effettuate dall'impresa).

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L'Autorità Garante della concorrenza e del mercato in un recente parere riconosce legittimo l'operato dal Comune di Roma, che ha ritenuto non applicabile il regime della segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA) al caso di apertura e funzionamento delle strutture residenziali socio assistenziali.

L'avvio di tali strutture rimane quindi soggetto a domanda di autorizzazione.
<<..La normativa sopra citata, inoltre, attua un bilanciamento di interessi tra la tutela della concorrenza ed esigenze di interesse generale, non potendosi trascurare, in un’ottica di proporzionalità, di considerare anche le esigenze di tutela delle persone bisognose di assistenza.
La peculiarità dei servizi sociali, come quello di cui trattasi, trova, peraltro, riconoscimento anche nelle norme della Direttiva Servizi che, espressamente, al considerando 28, prevede la non applicabilità delle disposizioni in essa contenute al «finanziamento dei servizi sociali, né il sistema di aiuti ad esso collegato. Essa [la Direttiva n.d.r.] non incide sui criteri o le condizioni stabiliti dagli Stati membri per assicurare che tali servizi sociali effettivamente giovino all’interesse pubblico e alla coesione sociale». Analogamente l’art. 2 del d.lgs. n. 59/2010 afferma che «Le disposizioni del presente decreto non si applicano: a) alle attività connesse con l'esercizio di pubblici poteri, quando le stesse implichino una partecipazione diretta e specifica all'esercizio del potere pubblico e alle funzioni che hanno per oggetto la salvaguardia degli interessi  generali dello Stato e delle altre collettività pubbliche».
L’art. 3 del d.lgs. n. 59/2010 precisa che «le disposizioni del presente decreto non si applicano ai servizi sociali riguardanti gli alloggi popolari, l'assistenza all'infanzia e il sostegno alle famiglie e alle persone temporaneamente o permanentemente in stato di bisogno forniti da amministrazioni pubbliche, da prestatori da esse incaricati o da associazioni che perseguono scopi caritatevoli..».
 
http://www.agcm.it/component/joomdoc/bollettini/34-18.pdf/download.html
 

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Varie ed eventuali / Re:ASD e imposta di bollo
« il: 28 Agosto 2018, 16:14:14 »
L'esperienza diretta (e l'articolo 22 secondo comma del DPR 642/72) consigliano di effettuare la segnalazione all'Agenzia delle Entrate entro 15 giorni (previo invito alla parte a provvedere che non è affatto obbligatorio e deve sempre essere informale considerato che, ai sensi dell'art. 31 dello stesso DPR, la regolarizzazione può essere "eseguita esclusivamente dagli Uffici del Registro mediante annotazione sull'atto o documento della sanzione amministrativa riscossa " ).


Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., 11 novembre, n. 292). -Disciplina dell'imposta di bollo

ARTICOLO N.22  - Solidarietà (1).

Sono obbligati in solido per il pagamento dell'imposta e delle eventuali sanzioni amministrative:

1) tutte le parti che sottoscrivono, ricevono, accettano o negoziano atti, documenti o registri non in regola con le disposizioni del presente decreto ovvero li enunciano o li allegano ad altri atti o documenti;

2) tutti coloro che fanno uso, ai sensi dell'art. 2, di un atto, documento o registro non soggetto al bollo fin dall'origine senza prima farlo munire del bollo prescritto (2).

La parte a cui viene rimesso un atto, un documento o un registro, non in regola con le disposizioni del presente decreto, alla formazione del quale non abbia partecipato, è esente da qualsiasi responsabilità derivante dalle violazioni commesse ove, entro quindici giorni dalla data del ricevimento, lo presenti all'ufficio del registro e provveda alla sua regolarizzazione col pagamento della sola imposta. In tal caso la violazione è accertata soltanto nei confronti del trasgressore.

[Indipendentemente dalle pene previste dal codice penale, il venditore o il locatore delle macchine bollatrici o chi comunque le dà in uso a qualsiasi titolo è responsabile, in solido con l'utente, dell'imposta di bollo e delle sanzioni per le infrazioni rese possibili da difetti di costruzione delle macchine, da irregolare fornitura di punzoni o dall'omissione della comunicazione all'amministrazione finanziaria della vendita, della locazione o della dazione in uso delle macchine stesse.] (3)

(1) Articolo sostituito dall'art. 17, d.p.r. 30 dicembre 1982, n. 955.

(2) Comma modificato dall'art. 5, d.lg. 18 dicembre 1997, n. 473.

(3) Comma abrogato dall'art. 5, d.lg. 18 dicembre 1997, n. 473.




Quindi io chiedo l'imposta di bollo. Se l'ASD non provvede, informerò l'Agenzia delle Entrate. Concordate?

Sì, consigliamo, qualora non sia assolta l'imposta di bollo entro 20/25 giorni di informare via PEC agenzia delle entrate per evitare la responsabilità solidale.
NON SUPERARE MAI i 30 giorni.

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