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Post - claudia perri

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Agricoltura, industria e artigianato / Vivaio manutenzione giardini
« il: 09 Dicembre 2018, 15:01:18 »
Un'imprenditore agricolo (coltivatore diretto) in Toscana svolge l'attività di florivivaismo. I terreni agricoli sono di sua proprietà.
Il vivaio svolge le seguenti attività:
- vendita di prodotti di propria produzione
-vendita di prodotti acquistati da terzi e sottoporti a manipolazione prezzo lo stesso vivaio
- vendita di altri prodotti connessi all'attività agricola (come specificato dalla Ris. 284489 del 10 luglio 2017), quindi terriccio, piccoli articoli da giardinaggio, semi, pesticidi etc..

1 DOMANDA:
Vorrebbe iniziare un'attività commerciale per la realizzazione e manutenzione di giardini aprendo una società SRL Unipersonale con lui stesso Amministratore unico (non c'è la possibile di inserire altri soggetti). Vorrebbe anche poter commercializzare quei prodotti che con il vivaio non potrebbe vendere (tavoli da giardino, lampade per esterni etc..). A mio avviso potrebbe essere una SRL artigiana per l'attività di manutenzione di giardini ma la sua qualifica di coltivatore diretto credo che non me lo consenta. E corretto? E questa SRL, anche se non artigiana, potrebbe svolgere un'attività secondaria di commercio nei terreni agricoli? Egli ha in proprietà solo questi terreni agricoli.  Oppure qui occorre che vi sia un'area a destinazione commerciale?


2 DOMANDA:
Nel caso in cui come vivaio superasse il limite dei 160.000 euro di beni  venduti acquistati da terzi (sempre comunque manipolati) di cui all'art. 4 del 228/2001 cosa deve fare? scia di vicinato anche per i prodotti agricoli? In tal caso occorre il cambio di destinazione d'uso o può sempre utilizzare i terreni agricoli.

grazie
claudia

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Agricoltura, industria e artigianato / Re:Vivaio vendita prodotti
« il: 09 Dicembre 2018, 13:23:29 »
Buonasera, grazie per la risposta.
Con il nuovo codice del commercio della Toscana cambia qualcosa in merito al quesito posto?

grazie

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Agricoltura, industria e artigianato / Vivaio vendita prodotti
« il: 15 Novembre 2018, 14:09:04 »
Buongiorno,
un vivaio in toscana vende:
-prodotti di propria produzione
-prodotti acquistati da terzi e sottoporti a manipolazione prezzo lo stesso vivaio
-altri prodotti connessi all'attività agricola (come specificato dalla Ris. 284489 del 10 luglio 2017), quindi terriccio, piccoli articoli da giardinaggio, semi, pesticidi etc..

Mentre per le prime due attività ritengo che non sia necessaria alcuna autorizzazione, per la terza credo che occorra invece una comunicazione di inizio esercizio di vicinato.
Il fondo in cui viene svolta l'attività però è tutto un terreno agricolo (con istallate delle serre all'interno delle quali vi sono tali prodotti commercializzati).
Vista l'abrograzione della legge regionale 1 del 03 gennaio 2005 (e dell'art. 59 che prevedeva che il commercio effettuato entro 30 mq non necessitava di cambio di destinazione d'uso del fondo)..come posso comportarmi?  Urbanisticamente non credo che in un terreno agricolo possa essere iniziato un esercizio di commercio...

Inoltre, per quanto riguarda il limite di fatturato di euro 160.000 previsto dal comma 8 dell D.lgs 228/2001 è sempre valido?

grazie

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Toscana / Re:Differenza tra b&b e Affittacamere
« il: 27 Aprile 2018, 14:12:09 »
grazie per la risposta. Però non capisco una cosa:
se l'affittacamere non poteva svolgere la somministrazione per quale motivo  la l.r. 58/2017 cita nel Preambolo:
"Considerato che:
1. È necessario integrare le disposizioni relative ai
bed and breakfast in forma imprenditoriale, prevedendo,
solo per quella tipologia, la somministrazione di alimenti
e bevande agli alloggiati ed inserendo una disposizione
transitoria che consenta agli affittacamere, già legittimati
alla somministrazione secondo le norme previgenti,

di assumere la denominazione di bed and breakfast ai
sensi dell’articolo 56, comma 2, lettera a) o b), della l.r.
86/2016"


Scritto così sembra proprio che l'attività di affittacamere potesse già prima svolgere l'attività di somministrazione.

Secondo lei però, sulla base dell'art. 55 e 56 della L.r.-86/2016 (come aggiornata), la differenza tra affittacamere e b&b è solo la somministrazione della colazione?

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Toscana / Differenza tra b&b e Affittacamere
« il: 22 Aprile 2018, 14:45:46 »
Buongiorno,
ho visto che con L.regionale 58/2017 è stato modificato  l'art. 53 della l.regionale 86/2016 prevedendo che le attività di B&B professionali possano effettuare la somministrazione di alimenti e bevande (solo quelle professionali e non quelle occasionali a quanto ho capito). Sempre nello stesso articolo è previsto che gli affittacamere (già legittimati con la previgente normativa alla somministrazione!!!), possono assumere quindi la denominazione di B&B.
Ma allora tra affittacamere e b&b professionali che differenza c'è in sostanza?
Ed è a questo punto lecito che il b&b possa essere svolto come attività imprenditoriale (vista l'incostituzionalità degli artt. 9 e 12 del codice del turismo)?
In ogni caso per attività di somministrazione di alimenti e bevande si intende solo cibi confezionati giusto?

grazie 

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