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Post - andrea68

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Grazie dottor Chiarelli, sempre gentilissimo!

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Vorrei sapere come ci si deve comportare ogni qualvolta vengano modificati gli orari di apertura di un negozio, se è sempre obbligatorio inviare al SUAP una SCIA con la variazione o se è sufficiente una comunicazione magari via PEC, grazie.

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Grazie dottore, molto chiaro, chiederò ai clienti come intendono consumare e se la loro intenzione sarà di portarsi il caffè al tavolino misurerò loro la temperatura corporea prima di servire la consumazione.

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Ho una gelateria/caffetteria senza somministrazione assistita ma con tavoli e sedie, le linee guida emanate dalla Regione Lombardia impongono l'obbligo di misurare la febbre a chi consuma al tavolo. Si deve ritenere valida questa disposizione anche nel mio caso?
Grazie

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Grazie dottor Chiarelli, aspetterò il suo videocommento!

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Scusate lo riscrivo meglio il T9 ha fatto degli errori:
Leggo che nel decreto rilancio di prossima uscita si parla di bonus alle partite Iva in base al calo di fatturato nello stesso periodo rispetto all'anno precedente, ma le p. Iva aperte dopo aprile 2019 non prenderanno niente perché nel 2020 non hanno avuto un calo del fatturato (dato che allora non esistevano) ma anzi hanno avuto un aumento?

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Leggo che nel decreto rilancio di prossima uscita si parli di bonus alle partite Iva in base al calo di fatturato nello stesso periodo rispetto all'anno precedente, ma le p. Iva aperte dopo all'elenco 2019 non prenderanno niente perché nel 2020 non hanno avuto un calo del fatturato dato che non esistevano?

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Risolto, le faq del governo hanno chiarito

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Ok grazie dottore, ma sull'autocertificazione come si motiva dato che è ancora necessaria?

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Riaperture e spostamenti
« il: 01 Maggio 2020, 08:14:05 »
Dal 4 maggio si riaprono per asporto le attività di ristorazione. Ho pubblicizzato sui social che lo spostamento per recarsi presso un negozio aperto è consentito (altrimenti che senso avrebbe l'apertura) ma molti clienti controbattono dicendo che 1° gli spostamenti fuori dal comune non sono consentiti, 2° il recarsi presso il mio esercizio non rientra fra le cause di spostamento permesse dall'autocertificazione in quanto comprare un gelato non è causa di necessità assoluta né rientra nel fare la spesa.
Mi potreste dare dei riferimenti da pubblicare per spiegare la fattibilità dello spostamento?
Grazie

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Grazie mille per la risposta.

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Autorizzazione insegna
« il: 20 Aprile 2020, 14:55:11 »
Ho un negozio che si affaccia su una strada provinciale da un lato e su una comunale dall'altro. Dovendo installare sulle vetrine le insegne luminose, la ditta appaltatrice ha fatto richiesta di autorizzazione alla Provincia (in quanto ente prevalente rispetto al Comune) in data 10/02 inviando tutto il necessario e pagando la relativa tassa per l'esecuzione del sopralluogo. Ora a distanza di 80 giorni dalla presentazione della domanda, dopo 3 solleciti via mail ed una serie di tentativi telefonici di contattare il responsabile dell'istanza senza averlo mai trovato in ufficio, ancora nessuna risposta dalla Provincia né tantomeno è stato eseguito il sopralluogo. Posso far valere il silenzio-assenso e procedere con l'installazione delle insegne?
Grazie

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Ho aperto la mia attività il 6 febbraio, il Suap o chi per esso, ha 60 giorni per verificare la pratica ed eventualmente chiedere documentazione integrativa o sospendere l'attività. Trascorso questo tempo senza notizie posso ritenermi al sicuro che sia tutto a posto? Possono intervenire anche oltre i 60 giorni?
Altra domanda : la CCIAA dopo un mese mi ha mandato la comunicazione che si è concluso l'iter di verifiche e la mia attività risulta ora operativa, sono due procedimenti in qualche modo collegati tra loro?
Grazie per la risposta

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C'è una cosa che non mi è chiara riguardo l'ordinanza restrittiva per attività di ristorazione bar, pub, ecc.indicate alla lettera h), la mia gelateria artigianale nonché negozio di vicinato alimentare, se interpreto bene, non appartiene a queste categorie ma alla categoria indicata alla lettera i) quindi dovrei solo far rispettare la distanza di un metro fra le persone, è corretto?

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Oggi si sono presentati i Carabinieri che mi contestano la macchina del caffè e l'uso di stoviglie non monouso come indicato dalla legge della regione Lombardia del 2009. Ho consegnato la relazione dell'avvocato e mi faranno sapere ma non sono andati via convinti delle mie ragioni

I CONTROLLI fanno parte del corretto operato della PA.
Sicuramente approfondiranno la questione anche e soprattutto grazie alla relazione dell'avvocato.
Difatti non mi sono minimamente scomposto, anzi gli ho fatto un trattato sulle normative oltre a fornire una copia della relazione dell'avvocato, adesso aspetto che tornino con la risposta...

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Buongiorno, se si rilegge tutto dall'inizio trova la risposta che cerca

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Oggi si sono presentati i Carabinieri che mi contestano la macchina del caffè e l'uso di stoviglie non monouso come indicato dalla legge della regione Lombardia del 2009. Ho consegnato la relazione dell'avvocato e mi faranno sapere ma non sono andati via convinti delle mie ragioni

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Grazie per la risposta. Autonomi non direi, ho un commercialista che mi segue, un geometra per le pratiche, uno studio di avvocati per il problema col Suap. Il problema è che il commercialista era incerto sul codice Ateco e mi suggeriva quello della caffetteria che credo mi avrebbe dato la cosiddetta zappa sui piedi, ecco la mia domanda a voi, non era per il "fai da te". Mi avete dato un suggerimento interessante di valutare anche altri codici, grazie

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Domanda per il Dottor Chiarelli: come negozio di vicinato alimentare, dovendo scegliere tra i codici ATECO presenti, mi pare che quello più consono al mio caso sia il 47.11.40 "minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimenti vari", potrebbe darmi un consiglio?
La ringrazio

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Il Suap ha risposto che è consentita la vendita di prodotti alimentari di propria produzione tramite l'utilizzo degli arredi dell'azienda e di stoviglie a perdere, la mia richiesta era però l'attività di consulenza funzionale all'istruttoria, dovevo sapere se e come mettere una macchina del caffè, praticamente non hanno risposto al quesito scrivendo tutt'altro

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Altra cosa, se la scia di vicinato fa scattare la somministrazione non assistita, in base a cosa potranno negarmi l'installazione della macchina da caffè?

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Ma la somministrazione non assistita per il caffè potevo già farla in base a quanto mi aveva già risposto dottor Chiarelli, o sbaglio? Comunque è un punto a mio favore, intanto ho trovato il preposto, l'importante è che non mi possano chiedere i bagni per il pubblico perché lo spazio fisico non ce l'ho, poi se dovremo andare in giudizio ci andremo, il Comune dovrà motivare il diniego e dirmi in base a quale norma.

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Assodato che presenterò la scia di gelateria artigianale e anche quella per esercizio alimentare di vicinato, questo può tornare utile e rafforzare la mia posizione di richiesta della macchina del caffè o è ininfluente?
Grazie

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Grazie Dottor Chiarelli, tutto chiaro, dopodomani ho appuntamento con il commercialista ed il geometra per impostare le scia, vediamo che altri documenti mi chiederanno.
Un cordiale saluto

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Solo per gli ESERCIZI DI SOMMINISTRAZIONE (non quelli di somministrazione non assistita) è possibile vendere per asporto i prodotti somministrati.
Scusi ma allora in somministrazione non assistita cosa posso vendere?
Aggiungo una cosa: è vero che avendo due scia devo avere 2 zone distinte in negozio con 2 casse separate?

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Ok, quindi se ho capito bene presenterò 2 Scia, una come gelateria artigiana e una come negozio alimentare di vicinato, devo nominare un preposto con il Sab, i bagni per il pubblico comunque non servono, è corretto?

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Ringrazio molto il dott. Chiarelli per le sue esaurienti risposte, purtroppo il SUAP è un muro di gomma e non accetta la sentenza del consiglio di stato. A beneficio mio e di altri utenti che si trovano nella mia condizione, vorrei conferma dei passi corretti:
Scia per gelateria artigianale con
Pianta 1:100 senza indicazione dei macchinari e della caffettiera
Inclusione della frase: Comunicazione aggiuntiva ai sensi dell'art.3 punto F/bis della legge 4 agosto n° 248.
Prevedo il consumo immediato dei cibi prodotti nei locali adiacenti a quelli di produzione tramite arredi destinati all'uso senza che avvenga servizio assistito di somministrazione e con l'osservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie.
Comunico altresì che prevedo la vendita complementare alla mia attività primaria di bevande in bottiglia, caffè, brioches, cioccolate, thè, tisane ed altro senza che avvenga il servizio di somministrazione."

Gli altri due problemi sono l'insegna dove dovrei scrivere anche caffetteria ed è sottoposta ad approvazione da parte del Comune.
La CCIAA, devo indicare tutto quello che venderò o produrrò?
Grazie ancora infinitamente.
Andrea

A mio avviso NON vi sono ostacoli a tutto quanto descritto, compresa installazione di macchinetta per caffè, anche professionale.
Compresa insegna con caffetteria.

Ovviamente nell'oggetto sociale va indicato tutto ...
Anche qui non mi aveva parlato dei requisiti, mi scusi ma è importante, grazie
Copio e incollo dal sito suap.regione.fvg.it:
Gli esercizi di somministrazione hanno facoltà di vendere per asporto, senza ulteriori titoli autorizzativi, gli alimenti e le bevande che somministrano (mentre per la vendita di articoli del settore non alimentare, ad esempio, gadget, devono presentare la SCIA di vicinato).

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Dimenticavo di precisare che non sono in possesso del SAB nel caso in cui fosse necessario per la Scia di vicinato

NON SERVE il requisito professionale (SAB) per gli artigiani alimentari. Solo HACCP prima di iniziare
Dottor Chiarelli, mi sono però ricordato che prima mi era stata data risposta che non serviva il requisito, potrebbe chiarirmi meglio? Mi sembrava di aver letto anche in altri thread che se l'attività è accessoria non serviva la scia di vicinato, potrebbe chiarirmi meglio? Grazie

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Ho però un dubbio riguardo alla Scia, mi basterà la scia come laboratorio artigiano di gelateria anche se venderò caffè, bibite in bottiglia, pasticceria non prodotta da me o dovrò fare (anche) la Scia per negozio di vicinato? E se sì, necessita dei requisiti professionali?

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Non so se ridere o piangere...sono stato al protocollo per presentare quella che si chiama "attività di consulenza funzionale all'istruttoria ai sensi dell'art 1 comma 3 decreto legislativo 222/2016", praticamente serve per chiedere al Suap il parere e la procedura da seguire per quello che si intende fare. Prescrivendo tale comma il pagamento dei diritti di segreteria, chiedo al protocollo l'ammontare degli stessi e non sapendolo mi mandano al Suap a chiedere. Al Suap sentendo parlare di attività di consulenza mi chiedono "ha già presentato la SCIA?"...ma di cosa stiamo parlando??? Faccio notare che la consulenza viene chiesta apposta PRIMA di presentare la SCIA per conoscere il parere dell'ufficio! La mia impressione è che non sapessero nemmeno di cosa parlassi, si sono confrontate in due per poi rispondermi che i diritti non sono dovuti, a mio parere si sono sbagliate perché invece sono previsti nel comma 3, adesso attendo risposta nei trenta giorni previsti.

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