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Post - Ufficio1

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Il titolare di un Bar intende vendere confezioni natalizie composte da dolciumi confezionati assieme ad articoli da regalo anche non alimentari. E' ammissibile?

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DPCM 13.10.2020 come modificato dal DPCM 18.10.2020: ee) le attivita' dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub,  ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5,00 sino alle  ore 24,00 con consumo al tavolo, e con un  massimo  di  sei  persone  pertavolo, e sino alle ore 18,00 in assenza di consumo al tavolo;  resta sempre consentita  la  ristorazione  con  consegna  a  domicilio  nel rispetto  delle  norme  igienico-sanitarie  sia  per  l'attivita'  di confezionamento che di trasporto, nonche', fino  alle  ore  24,00  la ristorazione con asporto, con divieto di  consumazione  sul  posto  o nelle adiacenze.
Pare di capire che senza consumo al tavolo, si deve chiudere alle 18:00, però fino alle 24:00 è consentito l'asporto... quindi una pizza al taglio senza tavoli chiude o tiene aperto? Scusate ma mi pare l'ennesima grande confusione!
E ancora: il divieto di consumo sul posto o nelle adiacenze è totale, è dalle 18, o è dalle 24?

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Il DPCM 13.10.2020, all'art. 1, comma6, let ee) stabilisce che le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite sino alle ore 24.00 con consumo al tavolo e sino alle ore 21.00 in assenza di consumo al tavolo; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l'attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le ore 21.00 e fermo restando l'obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.
Che significato dobbiamo dare a queste disposizioni?
Secondo noi nulla i più di quello che c'è scritto, ossia divieto di consumo in piedi dopo le 21:00. Quindi, fermo restando l'obbligo del distanziamento e della mascherina, si può stare in piedi senza consumare, sia dentro, sia fuori (visto, tra l'altro, che è consentito l'asporto!!!).
Da Instagram ufficiale di Conte si legge invece che dalle ore 21:00 c'è il divieto sostare davanti a ristoranti, bar, etc. per chiacchierare o consumare cibi e bevande! per quest'ultimo aspetto ok!
Alcuni Comuni, sui propri siti, precisano che dopo le ore 21 c'è il divieto di sosta fuori dei locali/davanti ai locali.
Voi cosa ne pensate? Grazie

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Quest’anno il Comune intende promuove una manifestazione fieristica all'aperto su area pubbblica, nella tipologia di una mostra mercato, riservata ai prodotti agricoli locali, con possibilità di vendita diretta. Non si tratta quindi di una fiera ex art. 27, comma 1, let. e) del D.lgs 114/1998.
Dovendo impostare un modello di domanda, è corretto inserire per i produttori agricoli le seguenti dichiarazioni sostitutive?
- di essere imprenditore agricolo, singolo o associato, iscritto nel registro delle imprese di cui all'art. 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580. (art. 4, comma 1, D.lgs 228/2001)
- di non aver riportato condanne con sentenza passata in giudicato, per delitti in materia di igiene e sanità o di frode nella preparazione degli alimenti nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività (art. 4, comma 6, D.lgs 228/2001). (tale requisito deve essere autocertificato, nel caso di società di persone, da tutti i soci; nel caso di altri soggetti giuridici, anche da tutti gli amministratori)
- che i ricavi derivanti dalla vendita dei prodotti non provenienti dalle rispettive aziende nell'anno solare precedente non sono superiore a 160.000 euro per gli imprenditori individuali ovvero a 4 milioni di euro per le società (art. 4, comma 8, D.lgs 228/2001)
- che non sussistono nei propri confronti "cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all’art.67 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159” (antimafia); (tale requisito deve essere autocertificato, nel caso di società e altri soggetti giuridici, ai sensi dell’art 85 del D.lgs 159/2011, da tutti i soci, da tutti gli amministratori, dall’eventuale collegio sindacale etc)
- di essere in possesso dell'attestazione igienico sanitaria n._________________ del ___________ per l’attività di ______

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Una struttura ricettiva chiede se il bonus vacanze può essere usato per 'coprire' l'imposta di soggiorno.
Sapete darci qualche indicazione? grazie

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Re:Polizia amministrativa
« il: 02 Ottobre 2020, 18:14:35 »
Grazie!!!!!!

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Polizia amministrativa
« il: 29 Settembre 2020, 17:58:35 »
Tra le funzioni fondamentali dei Comuni, ai sensi dell’art. 19 del DL 95/2012, al comma 1, punto a), punto i) troviamo la polizia municipale e la polizia amministrativa locale.
Con la presente chiedo se per polizia amministrativa è da intendersi quella di cui all’art. 158, comma 2 del D.lgs 112/1998 e quindi le funzioni e compiti di polizia amministrativa trasferite ai Comuni ai sensi dell’art. 163 del D.lgs citato, nonché ai sensi dell’art. 19 del DPR 616/1977. Grazie

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Grazie infinite, tutto chiaro

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Questa però non è una lotteria, quindi una manifestazione di sorte locale, ma un concorso a premi, che richiede la presenza di un notaio o di funzionario della Camera di Commercio territorialmente competente, sempre se leggo correttamente l’art. 9, comma 1, del D.P.R. 26 ottobre 2001, n. 430... o mi sono perso da qualche parte?
Comunque la ditta che ho sentito per capire bene cosa vuole, chiede, in effetti, se ci possono essere alternative al notaio o alla Camera di Commercio... perchè costano troppo...

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Quindi non si terrebbe conto, come nel caso che ho sottoposto, che la pena inflitta (3 anni) è inferiore al minimo edittale (6 anni)?

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Chiedo un cortese parere in merito all'ostatività di una condanna risultante dall'estratto del casellario che allego, per un'attività di commercio, settore non alimentare.
A mio parere no: la pena detentiva, ai sensi dell'art. 71, comma 1, let b D.Lgs 59/2010, avrebbe dovuto essere superiore al minimo edittale (6 anni)

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Una ditta ci ha mandato una mail chiedendo la disponibilità di un pubblico ufficiale per presenziare nel momento dell'estrazione (mensile!) perchè intenderebbe avviare un concorso a premi. E' la prima volta che viene posta al nostro comune una simile richiesta. Cosa possiamo fare?

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Autorizzazioni. Rinnovo
« il: 14 Settembre 2020, 10:48:32 »
Scusate la domanda banale, ma in ufficio non riusciamo a trovare un accordo....
Tempo fa ci siamo dati la regola che in caso di autorizzazioni soggette a rinnovo (esempio le autorizzazioni per l'esercizio del mestiere di fochino, a vigenza triennale) prendiamo come riferimento la prima data di rilascio: quindi la licenza rilasciata il 21.05.2014, scade il 21.05.2017, il suo rinnovo il 21.05.2020 etc....
Causa emergenza sanitaria, con la proroga automatica in corso circa la validità dei titoli autorizzativi, come è corretto comportarsi? Continuiamo con la nostra prassi o 'ripartiamo' con la nuova data di rilascio, che nel caso in  esame sarà probabilmente gennaio 2021?

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Una discoteca mi chiede se, attivando il codice ATECO 85.52.01, ossia corsi di ballo senza pubblico, è possibile organizzare, nella discoteca stessa, corsi di ballo. Preciso che si tratta di attività che già esercitava, senza tuttavia aver mai aggiornato il registro imprese

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Re:Circo non circo
« il: 31 Agosto 2020, 11:40:12 »
Credo sia impossibile configurare il caso degli spettacoli di strada, perchè non ci devono essere apprezzabili strutture. Nel mio caso si tratta di una struttura importante (compresi i tiranti: lunghezza 38 metri, larghezza 30; altezza 12) che stazionerà per 10 giorni. Allego estratto del Manuale d'uso (ora è diversa la proprietà e l'insegna).
Quindi come possiamo fare? Arrivano domani...
Mi hanno detto che nessun Comune ha mai sollevato loro questo problema perchè loro sono un circo contemporaneo e non un circo equestre e ginnastico ... ne usano solo la struttura, nata così...

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Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Circo non circo
« il: 28 Agosto 2020, 16:07:39 »
Scusate il gioco di parole nell'oggetto, ma spero di aver reso il problema: è  pervenuta, a nome di un'associazione culturale (con incarico del nostro ufficio cultura....), istanza di rilascio di autorizzazione per pubblici spettacoli (definiti: spettacolo ripetuto in chiave di teatro di posa) con una struttura munita di 'Manuale d'uso', dal quale risulta che si tratta di un CIRCO EQUESTRE E GINNASTICO ai sensi dell'art. 4 della L. 337/1968 e DM 11/05/2009, Medie attrazioni, realizzato nel 2011. E' una struttura non registrata ai sensi del DM 18 maggio 2007 e in effetti non è stata presentata istanza per attività temporanea di spettacolo circense.
E possibile procedere con 'normale' autorizzazione di pubblico spettacolo?

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E' applicabile l'istituto del silenzio assenso alle istanze di agibilità ex art. 80 TULPS?
Il dubbio sorge perchè nell'allegato C al DPR 407/1994, punto 53, si trova l'attività di 'apertura locali pubblico spettacolo' che riporta proprio l'art 80 in oggetto, ma il testo attuale dell'art. 20 della L. 241/1990 esclude gli atti che riguardano, tra gli altri, l'INCOLUMITA' PUBBLICA. Se l'attività della Commissione rientra in questo ambito, niente silenzio assenso...

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L'art. 7 della L. 21/1992 prevede che:
I titolari di licenza per l'esercizio del servizio di taxi o di autorizzazione per l'esercizio del servizio di noleggio con conducente, al fine del libero esercizio della propria attività, possono:
(....)
d) essere imprenditori privati che svolgono esclusivamente le attività di cui alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 1.
Ma cosa vuol dire esattamente? Che una ditta deve svolgere solo attività di NCC auto?


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Esiste da qualche parte un elenco delle Regioni che hanno previsto il requisito della regolarità contributiva per l'esercizio delle attività di commercio su aree pubbliche?

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Un soggetto Y che si qualifica come legale rappresentante di “Circo XXX” con sede in Germania, presenta una SCIA per “attività di spettacolo viaggiante che si svolgono entro le ore 24 del giorno di inizio e con una capienza del luogo destinato all'evento non superiore a 200 persone - art. 69 TULPS”.
Nell’istruire la pratica, emergono alcuni problemi:
-il nome dello spettacolo è “Circo XXX”, ma le uniche strutture utilizzate sono delle tribune di cui allega il collaudo annuale avvenuto in Italia, in base alle NTC 2018, in corso di validità;
- allega una sorta di ‘licenza’ del 19.04.2004, di cui presenta una traduzione (semplice scansione di un foglio, privo di qualunque firma) e dalla quale risulta: “permesso per l’esecuzione della professione di musicista e di artista di strada in tutti i paesi dell’Unione Europea” con il “gruppo teatrale Circo XXX” rilasciato al sig. Y da parte dell’Ufficio per l’Ordine Pubblico di …. (Germania), senza fare cenno ad alcuna modalità di svolgimento (quindi non è citata alcuna struttura), prescrivendo che il “responsabile del gruppo teatrale di strada è obbligato a rispettare tutte le regole che riguardano l’arte di strada imposte dall’Unione Europea, il rispetto delle regole stradali, di costruzione, uso di carburanti e di emissioni nocive”
- lo spettacolo si svolgerà per tre giorni consecutivi
- lo spettacolo si svolgerà su terreno privato
- lo spettacolo sarà a offerta libera
- allega un documento che indica come polizza RC, ma è in lingua tedesca
Cosa fare?
Sicuramente non è un circo; possiamo considerarlo spettacolo di strada anche se ci sono tribune (leggendo l’elenco delle attrazioni dello spettacolo viaggiante noi abbiamo sempre interpretato che lo spettacolo di strada dovrebbe svolgersi senza strutture, tanto è vero che è escluso dal DM 18.05.2007)?
Anche se avverrà su suolo privato?
Non abbiamo un regolamento comunale, ma è corretto ritenere lo spettacolo di strada libero solo se svolto non in forma di impresa?
Trattandosi dello stesso spettacolo proposto per tre giorni, che sicuramente non è un circo, che ci sono dubbi sulla natura di spettacolo di strada, è corretto far presentare istanza ex art 69 TULPS per ‘semplice’ pubblico trattenimento, senza scomodare le attrazioni dello spettacolo viaggiante? In tal caso, tuttavia, avendo delle tribune, dovremmo richiedere una relazione tecnica ai sensi dell’art. 141, comma 2, del Reg. TULPS.

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Grazie mille per la risposta.
Ma nell'eventualità in cui il titolare della struttura ricettiva volesse metterci di tasca propria la somma che avrebbe dovuto incassare dagli ospiti versandone l'intero importo al Comune? E' comunque opportuno procedere con la comunicazione della notizia di reato?

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Una ditta individuale, titolare di autorizzazione 'base' ex art. 69 TULPS per l'attività di spettacolo viaggiante, rilasciata dal nostro Comune, risulta cessata da poco in Camera di Commercio e ha anche chiusa la P.Iva. Ci chiede se ci potranno essere problemi quando riuscirà a vendere le attrazioni che possiede e se ne potrà avere la ditta acquirente a chiedere la voltura dei codici identificativi (rilasciati da altro Comune).
A nostro parere, non c'è alcun problema. Le abbiamo però chiesto di comunicarci tramite SUAP la cessazione dell'attività. E' corretto?

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Una struttura ricettiva aperta da poco, per qualche mese non ha richiesto e quindi non ha riscosso dai propri clienti l'imposta di soggiorno, perché non ne era a conoscenza.
Da nostro regolamento, sono previste sanzioni amministrative per il mancato versamento al Comune e per la mancata dichiarazione periodica.
Tenuto conto che all'epoca (giugno-settembre 2019) il titolare della struttura rivestiva il ruolo di agente contabile, qualora si rifiutasse di riversare nelle casse comunali quanto dovuto in base ai pernottamenti ma non effettivamente riscosso dai clienti, è configurabile il reato di peculato? Secondo noi no, perchè non si è realmente appropriato di denaro pubblico, non avendolo né richiesto al soggetto passivo, né quindi riscosso da quest'ultimo

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A seguito di un esposto da parte di 6 cittadini, nonché di numerose segnalazioni scritte e verbali relative al disturbo arrecato al riposo delle persone da parte di un pubblico esercizio di somministrazione attivato da dicembre 2019, chiedo se è possibile procedere, con ordinanza contingibile ed urgente, a ridurrne l'orario di apertura e quale sia il riferimento normativo corretto.
Specifico che a seguito di tale esposto e alle segnalazioni abbiamo già adottato, sulla base di rilevazioni fonometriche avvenute in febbraio 2020, ordinanza ex art. 9 della L. 447/1995, di divieto di utilizzo di apparecchi di diffusione sonora dalle 22:00 fino all'adeguata insonorizzazione dei locali. Al locale sono anche state contestate, agli inizi di marzo, la violazione dell'obbligo di sgombero dei clienti all'orario previsto di chiusura e la violazione del divieto di somministrare alcolici dopo le 03:00. Con la riapertura dopo il lockdown, il problema del disturbo, questa volta da schiamazzi oltre che da comportamenti poco civile, si sono ripresentati.

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Al fine di garantire il distanziamento sociale, nel nostro centro storico alcuni ristoranti avrebbero chiesto di poter aprire delle sale in locali (ex negozi, attualmente chiusi) vicini, ma non comunicanti, perché non ci sono aree pubbliche adatte e senza questo spazio aggiuntivo si troverebbero (considerati gli spazi già contenuti) con un numero di tavoli assolutamente irrisorio. Vorremmo evitare di far presentare SCIA per nuova apertura con conseguente apertura di unità locale in camera di commercio. Come Comune possiamo, con apposito atto (pensavo a ordinanza contingibile ed urgente), derogare temporaneamente e far presentare ‘solo’ SCIA per ampliamento della superficie di somministrazione e relativa notifica sanitaria (l’ULSS concorda)?

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Dopo la sentenza 56/2020 della Corte Costituzionale che ha eliminato l'obbligo di rientro in rimessa dopo ogni servizio, si pone il problema di interpretare le altre norme della L. 21/1992 che non sono state dichiarate incostituzionali per capire le ricadute sulla effettiva modalità con cui è possibile espletare i vari servizi.
E’ condivisibile l’interpretazione che riporto di seguito?
L'inizio di un servizio di noleggio con conducente può avvenire al di fuori di una rimessa in disponibilità del vettore NCC a condizione che:
- non si effettui alcun stazionamento al di fuori delle rimesse in disponibilità del vettore NCC ubicate nel bacino territoriale
- sia registrato, eventualmente assieme ad altri servizi prenotati prima che sia iniziato il primo servizio di essi, sul foglio di servizio tenuto a bordo, la cui copia conforme, qualora abbia formato cartaceo, è stata lasciata presso la rimessa, ubicata nel bacino territoriale, da cui è partito il primo servizio in esso registrato.
Dopo il primo viaggio, che può avere destinazione sia l'interno del bacino territoriale sopraindicato, che una località fuori di esso (nazionale o europea), il successivo servizio, regolarmente registrato sul foglio di servizio sin dalla partenza dalla rimessa del predetto primo servizio, non ha alcun limite territoriale per il suo inizio o il suo termine.
Ciò che occorre considerare è che tali servizi ulteriori al primo, purché prenotati e registrati sul foglio di servizio prima dell'inizio di quest'ultimo, possono iniziare o terminare ovunque.
Per tutti i successivi servizi, già registrati sul foglio di servizio sin dalla partenza dalla rimessa per il primo viaggio, potrà essere adottato il medesimo schema. La prenotazione deve essere ricevuta dal vettore, anche con strumenti telematici, prima di lasciare la rimessa, in quanto, nel caso di foglio di servizio in formato cartaceo, copia conforme di detto foglio deve essere lasciata presso tale rimessa.
Dopo l'ultimo servizio prenotato, tuttavia, si ritiene che sia necessario il rientro presso una rimessa nella disponibilità del vettore, situata nel bacino territoriale di cui sopra, in quanto è vietato lo stazionamento del veicolo in attesa dei clienti al di fuori di essa
.

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L’art. 181 del DL 34 ha introdotto una procedura semplificata per richiedere l’occupazione del suolo pubblico da parte dei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, con esonero fino al 31.10 dal pagamento della TOSAP e dell’imposta di bollo.
In situazioni normali, avremmo chiesto anche la presentazione (via SUAP!) di SCIA per l’ampliamento della superficie di somministrazione. Il Comune può introdurre delle semplificazioni per la presentazione di queste SCIA?

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Parrucchieri ed estetisti che hanno presentato SCIA di vicinato e hanno iscrizione in camera di commercio con codice ATECO 47.75.10 (Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l'igiene personale) possono vendere anche in negozio?

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Riporto per comodità alcune parti del D.LGS 228/2001:
Comma 2: La vendita diretta dei prodotti agricoli in forma itinerante è soggetta a comunicazione al comune del luogo ove ha sede l'azienda di produzione
Comma 5: La presente disciplina si applica anche nel caso di vendita di prodotti derivati, ottenuti a seguito di attività di manipolazione o trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici, finalizzate al completo sfruttamento del ciclo produttivo dell'impresa
Comma 8-bis. …., nell'ambito dell'esercizio della vendita diretta è consentito vendere prodotti agricoli, anche manipolati o trasformati, già pronti per il consumo, mediante l'utilizzo di strutture mobili nella disponibilità dell'impresa agricola, anche in modalità itinerante su aree pubbliche o private, nonché il consumo immediato dei prodotti oggetto di vendita, utilizzando i locali e gli arredi nella disponibilità dell'imprenditore agricolo, con l'esclusione del servizio assistito di somministrazione e con l'osservanza delle prescrizioni generali di carattere igienico-sanitario.
La mia domanda è dunque questa: la comunicazione di vendita in forma itinerante di prodotti agricoli ex comma 2, in base al comma 8-bis, consente la vendita di prodotti, anche manipolati, già pronti per il consumo, nonché il consumo immediato, senza il servizio di somministrazione.
Orbene chiedo: cosa deve presentare il produttore agricolo se ha un mezzo di proprietà che consente di fare alcune preparazioni sul mezzo (esempio frittura, cottura alla piastra)? cosa vuol dire già pronti per il consumo? vuol dire che è ammesso il solo riscaldamento, ad esempio?

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A fronte di disposizioni contrastanti tra DPCM e ordinanze regionali, il Comune come deve comportarsi?
In particolare in Veneto, per i mercati, l’ultima ordinanza appena adottata prevede:
nei mercati e nelle analoghe forme di vendita su area pubblica o privata è ammessa la vendita di prodotti florovivaistici e di abbigliamento per bambini, comprese le scarpe per i bambini medesimi; mentre il DPCM 26.04.2020, art. 1, comma 1, let z) dispone: sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari.

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