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Buonasera un'associazione vorrebbè organizzare una manifestzione temporanea e affidare la somministrazione ad un'altra associazione. Visto l'articolo 52 comma 3 della l.r 62/2018 mi pare di capire che questo non sia possibile. Mi può confermare ciò.
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Buongiorno,
il titolare di una licenza ncc, ci chiede se può farsi sostituire alla guida occasionalmente dal figlio iscritto al ruolo.
Il figlio è stato collaboratore familiare nel 2016 e socio di impresa familiare nel 2017-2018 fino al 31 agosto.

Deve necessariamente attivare con il figlio un contratto di lavoro dipendente?
A che titolo può sostituire il padre alla guida non essendo più socio della impresa familiare?
Grazie.
AG
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9. POLIZIA LOCALE / Re:termini notifica verbale
« Ultimo post da Monica Falossi il Oggi alle 07:47:32 »
Ti ringrazio.
Solo alcune precisazioni. Il problema nasce dalla notifica il 91° giorno al locatore/intestatario risultato al PRA che invece di fare ricorso (e mai lo ha fatto) comunica i dati del locatario,al quale di conseguenza si notifica (nei 90 giorni dal ricevimento della comunicazione dei dati) il relativo verbale. E' questo ultimo verbale notificato al locatario che fa scattare tutti i conteggi. Infatti il locatario chiede di sapere in che data il verbale (originario)è stato notificato al locatore: da qui la scoperta (per tutti) che al locatore il verbale era stato notificato il 91°giorno. Questo è il problema: la notifica al locatore (per come sopra descritta) rende nullo il verbale del locatario ??
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buonasera, sono un noleggiatore AUTOBUS con conducente in provincia di Salerno,
 a seguito di cambio della giunta comunale mi sto scontrando con l'ignoranza del nuovo arrivato che mi sta sollevando numerosi problemi e interrogativi a cui devo sopperire io con la ricerca delle norme a mio favore!
il primo quesito è:
- sono già titolare di varie autorizzazioni e ho un bus euro 0 che non può più circolare, sto acquistando un nuovo autobus e ho chiesto al comune la sostituzione sull'autorizzazione del vecchio autobus col nuovo  e il nulla osta per immatricolarlo ( nella precedente amministrazione mi è stato fatto più volte a seguito di vendita dell'autobus di proprietà e acquisto di uno nuovo ), questo passaggio però mi è stato negato, senza riferimenti normativi dal nuovo responsabile che mi ha liquidato dicendo che l'autorizzazione è legata al mezzo e muore con esso! 
voi avete riferimenti normativi in proposito? perchè la delibera comunale non dice niente , parla di trasferimento della DIA per atto tra vivi o mortis causa e già mi sembra assurdo come si possa cambiare titolare ma non mezzo!  ho trovato in rete molte delibere di altri comuni che invece prevedono questa ipotesi ma ripeto, purtroppo nessun riferimento normativo. Pertanto ho dovuto presentare la richiesta di una nuova autorizzazione con presentazione di tutta la documentazione per la dimostrazione dei requisiti e di qui nuovi problemi che sono riuscita a documentare e risolvere tranne 1 e qui vi presento il secondo quesito:
la RIMESSA
la delibera comunale menziona esplicitamente tra i requisiti: la sede legale della ditta o altra sede operativa all'interno del comune, poi menziona tra la documentazione da allegare: "planimetria del locale adibito ad autorimessa corredato da certificato di agibilità e destinazione d'uso per autorimessa o garage", NON MENZIONANDO CHE QUESTA DEBBA TROVARSI ALL'INTERNO DEL COMUNE!
ma il nuovo arrivato non accetta la rimessa fuori dal comune e non accetta che l'autobus sia stazionato in un parcheggio privato a pagamento con tutte le autorizzazioni necessarie.
anche qui non trovo riferimenti normativi, il responsabile invece ha trovato il nuovo DL 143/2018 (almeno una rimessa all'interno del comune e ...)ma  io francamente credo che questa norma parli solo degli NCC auto! ma lui insiste e io sono bloccata da 2 mesi non sapendo come controbattere!
confido nel vostro aiuto!
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Un amico ha aperto un negozio condiviso, uno spazio dove lui affitta temporaneamente ad alcuni artigiani spazi per esporre e vendere la merce. Ha aperto con licenza di Agenzia di affari, che riguarda anche "mostre, esposizioni e fiere campionarie".  Oggi un vigile del comune ha minacciato di fare una multa agli artigiani che vendono la loro merce.

Esiste una SCIA per spazi di coworking artigiano?

Grazie

Maurizio
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Per come la vedo io, quando la norma del 1989 parla di ristorazione ha una precisa accezione che è quella di consumare pasti. All’epoca la distinzione fra bar e ristoranti era netta e non si poteva passare dall’una all’atra categoria senza l’assenso amministrativo. Oggi non c’è la distinzione giuridica ma può restare quella di fatto: quando l’esercizio svolge ristorazione… quando l’esercizio si limita al servizio al banco …

Al netto di regolamenti comunali sui requisiti di qualità della somm.ne, a parere mio, il bar senza ristorazione rientra fra “altri luoghi aperti al pubblico” (quindi bagno accessibile solo se 250 mq). Se il bar offre la possibilità della somministrazione di pasti (pranzo/cena) rientra nella “ristorazione”. Mi rendo conto che il controllo è un caos ma con il venir meno della distinzione giuridica la ristorazione rappresenta una mera modalità organizzativa che può essere messa in atto anche saltuariamente. La LR 62/2018 porta anche avanti il concetto (già presente nella 28/05) là dove indica l’obbligo della esposizione della tabella prezzi all’esterno per gli esercizi che fanno “ristorazione”.

La visitabilità / adattabilità / accessibilità sono concetti che si applicano all'intero edificio / unità immobiliare. Se si parla di servizi iginici allora si guarda se sono accessibili o meno nel senso: possono essere raggiunti e usati dal disabile o meno ai sensi della normativa tecnica

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TOSCANA verso l'adeguamento del Codice per NO BOLKESTEIN su AAPP

http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload/pdl/2019/pdl342.pdf

proposta 342 del 13/02/2019
Nuove disposizioni in materia di commercio su aree pubbliche. Modifiche alla legge regionale 23 novembre 2018, n. 62 (Codice del Commercio)
di iniziativa consiglieri Anselmi, Marras, Giani, Mazzeo,Nardini, Niccolai, Bezzini, Bugetti, Baccelli, De Robertis, Scaramelli, Sostegni, Ciolini, Giovannetti, Bugliani

Commissione: Seconda
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Ripristinato il rinnovo tacito delle concessioni per gli ambulanti (PIEMONTE)



La Regione Piemonte ripristina le proprie norme precedenti alla “direttiva Bolkestein” sul commercio ambulante, che consentono così di superare la situazione di incertezza venutasi a creare per l'assegnazione dei posteggi nelle aree mercatali: un emendamento alla legge di bilancio fa tornare in vigore le regole di attuazione della delibera del 2 aprile 2001, che prevedono, tra le altre cose, il meccanismo di rinnovo tacito delle concessioni per dieci anni.

In questo modo si evitano il vuoto normativo e la situazione di difficoltà per i Comuni che si sarebbe creata dopo che la Legge di stabilità 2019 ha tolto il commercio ambulante dall'elenco delle attività economiche di applicazione della direttiva, prorogando al 31 dicembre 2020 la validità delle concessioni in vigore.

“Senza questo emendamento - chiarisce l'assessore regionale al Commercio, Giuseppina De Santis - ci saremmo trovati ad avere un regolamento regionale non più conforme alle nuove disposizioni, ma contemporaneamente non ci sarebbero state più regole da applicare per il settore. Per dare quindi certezza agli operatori e ai Comuni abbiamo ritenuto utile, dopo un apposito confronto con le associazioni degli enti locali e con quelle di categoria, ripristinare le vecchie norme. Tra l'altro, non avremmo avuto neppure il tempo di attendere gli esiti del confronto in sede di Conferenza Unificata che, con la partecipazione anche di una rappresentanza dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, ha in programma una serie di incontri per condividere interpretazioni e modalità attuative omogenee finalizzate a gestire al meglio questa situazione transitoria”.

Per informare al meglio i sindaci piemontesi delle novità introdotte nei prossimi giorni verrà inviata dagli uffici regionali un’apposita comunicazione.

Un tema direttamente collegato alle concessioni è quello della verifica di regolarità contributiva, che la Regione ha intenzione di posticiparne la scadenza al 2021.

https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/notizie/ripristinato-rinnovo-tacito-delle-concessioni-per-gli-ambulanti
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il discorsdo è troppo lungo per affrontarlo sul forum.
 cerco di fare una sintesi in attesa di altri contributi.

Sul patrocinio consistente nell’esenzione cosap ecc. dovrebbe essere affinato il relativo regolamento comunale. Ciò che può rilevare è la finalità della manifestazione unita alla qualità dei soggetti operanti. Se vi sono soggetti “impresa” che perseguono, quindi lo scopo di lucro vendendo servizi o beni al pubblico, allora è giusto che l’uso suolo pubblico, dato che è sottratto all’utilizzo consueto, sia sottoposto a canone. Anche i normali mercati rionali hanno una funzione di servizio alla comunità ma non per questo sono esenti da oneri.

Talvolta può accadere che si ala stessa PA a cercare un soggetto in grado di organizzare un evento con lo scopo di rivitalizzare una parte di città. In questo caso, nella scelta (procedura pubblica) può essere previsto un contributo in favore del soggetto. In pratica siamo di fronte a una “concessione di servizi” anche se, magari, non è applicato il codice degli appalti. La concessione di servizi è un istituto giuridico per il quale una PA provvede all'erogazione di servizi alla collettività (servizi pubblici) tramite l'attività di un soggetto terzo che si assume (almeno in parte – vedi appunto la possibilità del contributo pubblico) il rischio operativo connesso alla gestione del servizio. Quindi, alla base di tutto c’è un quid che è considerato, nella sua natura, “servizio pubblico”. Il soggetto terzo opera con una certa autonomia in base all’accordo con la PA.

In questo caso può accadere che il servizio pubblico non sia l’evento in sé ma la gestione dell’evento. Metti che il comune voglia organizzare una fiera su area pubblica con operatori commerciali di qualità e con determinate tipologie di prodotti. Il comune può agire in proprio oppure cercare un soggetto che sia capace di organizzare, promuovere l’evento, cercare gli operatori giusti. Il comune procederà con gara al fine di trovare il soggetto che, a seconda dei casi potrà essere sia un’impresa che un soggetto diverso.
Su questo puoi vedere la sentenza del CdS n. 2342/2013:
… Nella fattispecie in esame, la convenzione stipulata ha ad oggetto l’uso del campo sportivo comunale per lo svolgimento di una attività di servizi, consistente nella esposizione e vendita di beni.
In relazione all’uso del campo sportivo si è in presenza di una concessione di bene pubblico, con la conseguenza che, in attuazione dei principi generali posti a tutela della concorrenza, devono essere seguite procedure di garanzia per la scelta del concessionario (Cons. Stato, V, 19 giugno 2009, 4035).
In relazione all’attività posta in essere, la stessa, come risulta dal testo della convenzione stipulata – essendo «rivolta principalmente ai cittadini residenti nel territorio di Larino», con assunzione del rischio di gestione e con imposizione, da parte del Comune, di specifici obblighi di servizio (ad esempio, consentire l’«accesso gratuito alle scuole») – integra gli estremi del servizio pubblico. Anche sotto questo aspetto devono, pertanto, essere seguite le regole generali previste nel caso in cui il Comune intende affidare a terzi la gestione di un servizio pubblico locale. È bene aggiungere che, anche qualora si volesse ritenere che l’attività posta in essere costituisca mera attività di impresa non avendo i doveri imposti natura regolatoria, in ogni caso l’amministrazione, venendo in rilievo la gestione di un bene pubblico, avrebbe dovuto seguire le regole dell’evidenza pubblica.
In definitiva, la Sezione ritiene che l’attività di gestione di una manifestazione fieristica su un campo sportivo comunale – implicando la gestione di un bene pubblico e lo svolgimento di una attività rivolta ai cittadini e non all’amministrazione – non rientra nell’ambito di applicazione dell’art. 5 della legge n. 381 del 1991, con la conseguenza che la scelta del gestore deve avvenire nel rispetto delle procedure amministrative poste a tutela della concorrenza…


La realtà è complessa e le declinazioni sono molteplici ma direi che la qualità del soggetto organizzatore non è poi così determinante. Occorre vedere che cosa viene realizzato, chi esercita su area pubblica e qual è il fine.

In altri casi può accadere che sia un’associazione (proloco ecc.) a proporre la comune un pacchetto completo. In questi casi il comune può avallare l’iniziativa motivando sull’assenza di domande concorrenti e sulla finalità con risvolti pubblici: rivitalizzazione / rigenerazione urbana. In ogni caso, se la proloco è capofila di una serie di operatori professionali che vendono al pubblico, non vedo perché questi non debbano pagare il suolo pubblico.

Per concludere, la regola generale (vedi TAR Catania n. 1375/2009 per altra fattispecie ma perfettamente traslabile) vorrebbe che l’iniziativa comunale:

- dovrebbe essere ad evidenza pubblica in ogni caso.

- Se tenuta fuori dal d.lgs. n. 50/2016 si applicano, in ogni caso, i principi di cui al RD n. 2440/1923 e art. 12 della legge n. 241/90, ai sensi del quale (vedi anche art. 192 TUEL):
La concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati sono subordinate alla predeterminazione da parte delle amministrazioni procedenti, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, dei criteri e delle modalità cui le amministrazioni stesse devono attenersi.
L’effettiva osservanza dei criteri e delle modalità di cui al comma 1 deve risultare dai singoli provvedimenti relativi agli interventi di cui al medesimo comma 1
Si veda, ad esempio, la concessione di suolo pubblico singola o cumulativa ad un soggetto che rappresenta un insieme di operatori.
Ai sensi dell’art. 36 del d.lgs. n. 50/2016 e delle linee guida di cui alla Delibera 26/10/2016, n. 1097 ANAC (vedi il caso di importi minori di 40.000 € - affidamento diretto) occorre mettere in atto procedure per l'affidamento che si basano su avvisi per indagini di mercato o formazione e gestione degli elenchi di operatori economici ai fini del confronto competitivo o del criterio di rotazione: in ogni caso c’è l’obbligo della motivazione (inoltre ci sarà un CIG e l’uso del MePA).
Ai sensi delle linee guida ANAC è auspicabile un avviso pubblico con l'indicazione dell'interesse pubblico che si intende soddisfare, le caratteristiche delle opere, dei beni, dei servizi che si intendono acquistare, l'importo massimo stimato dell'affidamento e la relativa copertura contabile, la procedura che si intende seguire con una sintetica indicazione delle ragioni, i criteri per la selezione degli operatori economici e delle offerte nonché le principali condizioni contrattuali.
L'onere motivazionale relativo all'economicità dell'affidamento e al rispetto dei principi di concorrenza può essere soddisfatto mediante la valutazione comparativa dei preventivi di spesa forniti da due o più operatori economici
Criterio OEPV è d'obbligo a parte per importi inferiori a 40.000 €, per il quale è comunque preferibile.

Per le procedure con CIG vedi questi esempi:
- http://www.comunefinale.net/il-comune/amministrazione-trasparente/item/4333-affidamento-in-concessione-del-servizio-di-organizzazione-e-gestione-della-fiera-di-aprile-2018.html
- http://www.comune.jesi.an.it/opencms/export/jesiit/sito-JesiItaliano/Contenuti/BandiGara/2017/visualizza_asset.html_587082490.html
- http://www.comune.camaiore.lu.it/it/bandi-archivio-storico/1915-gara-aperta-telematica-per-l-affidamento-in-concessione-del-servizio-per-l-organizzazione-e-gestione-delle-fiere-promozionali-da-tenersi-in-lido-di-camaiore-lungomare-europa-e-camaiore-centro-storico-per-la-durata-di-tre-anni-codice-cig-690898639c

Per procedure senza CIG vedi gli esempi dei vari municipi di Milano:
- https://www.comune.milano.it/dseserver/webcity/garecontratti.nsf/WEBAll/28ED2DC2BCE69FA8C1258321002B2F9F?opendocument
- https://www.comune.milano.it/dseserver/webcity/garecontratti.nsf/WEBAll/AF6B1A8336A92411C12582E40035B5F0?opendocument
- https://www.comune.milano.it/dseserver/webcity/garecontratti.nsf/WEBAll/E05D88C2365118B0C125831D00305817?opendocument
- https://www.comune.milano.it/dseserver/webcity/garecontratti.nsf/WEBAll/1A95AD76042670EDC12581B10036A5C2?opendocument
- https://www.comune.milano.it/dseserver/webcity/GareContratti.nsf/weball/1ADD582EAB64EA31C12582FF004C48DB?opendocument
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MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
CIRCOLARE 14 febbraio 2019, n. 3

Chiarimenti in materia di equilibrio di bilancio degli enti territoriali a decorrere dall'anno 2019, ai sensi dell'articolo 1, commi da 819 a 830, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio 2019). (GU Serie Generale n.68 del 21-03-2019)



https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/03/21/19A01904/sg

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