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Autore Topic: ATTIVITA' COMMERCIALE E FATTORIA DIDATTICA EFFETTUATA DA AZIENDA AGRICOLA  (Letto 447 volte)

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Offline Mario Maccantelli

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Un'attività agricola insediatasi da due anni sul territorio (Comune di Calusco d'Adda - BG) a seguito di realizzazione di nuovo edificio (destinazioni d'uso  serra, magazzino, laboratorio trattamento prodotti agricoli, cucina e uffici), ha iniziato, senza l'inoltro di alcuna SCIA al SUAP, l'attività di vendita al dettaglio dei propri prodotti elaborati (marmellate - conserve - piante in vaso) con l'aggiunta di articoli aggiuntivi e suppellettili di materiale eterogeneo finalizzata alla loro visibilità e appetibilità commerciale.

Ai sensi del d.lgs. n. 228/01 l'imprenditore agricolo può sicuramente vendere i prodotti agricoli, anche trasformati, provenienti in misura prevalente dalla propria azienda. Sicuramente, per un organo di controllo, non è facile verificare se i prodotti stessi  o le materie prime impiegate per la realizzazione di conserve alimentari provengano prevalentemente dalla propria azienda. Ragionevolmente non viene considerata vendita commerciale se per le conserve si usa il sale, l'aceto, il pepe, lo zucchero ecc. al fine di realizzare il prodotto finale.
Per il resto posso dirti che c'è molta confusione su cosa o su non cosa possa vendere lo stesso soggetto relativamente ai prodotti complementari. In altre parole: fra i prodotti extra aziendale non prevalenti possano ricadere prodotti estranei all'ambito agricolo di riferimento?
A parere mio va usata la ragionevolezza che il MiSE cerca di descrivere in questa risoluzione:
https://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/impresa/consumatori/284489imprendagricoli.pdf
In sintesi, ok per oggetti strettamente connessi all'attività esercitata. Es. il vivaista che vende vasi, palettine, annaffiatoi ecc.

Per l'altro aspetto posso dirti che l'interpretazione dominante vuole che per la vendita diretta effettuata in locali aperti al pubblico (anche in ambito aziendale) debba essere soggetta alla comunicazione ex art. 4 del d.lgs. n. 228/2001. Il problema è che non è prevista la sanzione per l'assenza d comunicazione. Il MiSE dice di applica le sanzioni del d.lgs. n. 114/98 ma la vedo rischiosa. Sicuramente, se il soggetto vende al pubblico prodotti trasformati deve fare la Notifica ex Reg. CE 852/04 e qui la certezza della sanzione c'è ai sensi del d.lgs. n. 193/07.

L'operatore, per il quale la Regione Lombardia non ha ancora definito l'accreditamento come attività agrituristica, ha contestualmente iniziato attività di fattoria didattica con accoglienza di scolaresche e somministrazione di merende e svolgimento di attività di intrattenimento.

La normativa lombarda è molto articolata ma si può desumere che Tizio presenta la SCIA per fattoria didattica solo dopo aver attenuto l'accreditamento. Quindi, se non ha ottenuto l'accreditamento o, peggio, se non ha presentato la SCIA ex DGR 10/6198/2017, significa che è un'attività non legittima (si veda anche DD 3068/2018). Questo a condizione lo stresso soggetto si pubblicizzi come "fattoria didattica". In ogni caso la Fattoria didattica  è un quid che sta dentro all'attività agrituristica (vedi Reg. 8/2008 - art. 3, comma 5) e quindi la mancanza della SCIA è sanzionabile ai sensi della LR 31/2008.
La modulistica di cui al DD n. 4503/2016 prevede la SCIA per attività didattica ACCREDITATA

Infine l'operatore mette altresì a disposizione, previo pagamento di debito ristoro, l'intera struttura per lo svolgimento di eventi, promossi da privati o associazioni, durante i quali viene effettuata attività di somministrazione (non accertato se assistita) di alimenti e bevande non dii esclusiva propria produzione.

In questo caso occorrerebbe approfondire. Se Tizio si limita dare il locazione a terzi un immobile senza effettuare nessuna prestazione direi che si tratta di una facoltà legittima insita nella natura del diritto reale coincidente con la "proprietà" (poi resta vedere, ma qui la cosa è difficile, se la cosa diventa, per organizzazione, consistenza, pubblicità ecc. un'attività di impresa). Se Tizio, oltre a questo si mette ad erogare dei servizi, come la ristorazione o l'approntamento di trattenimenti, allora è molto probabile che lo stesso abbia dato vita ad un esercizio commerciale paragonabile ad un pubblico esercizio (locale di trattenimento o di ristorazione). Ripeto, situazione del genere sono sempre incerte e i dettagli diventano fondamentali per arrivare alla eventuale sanzione per pubblico esercizio abusivo. Se fosse tale sarebbe effettuato senza procedura abilitativa e in una destinazione d'uso non compatibile

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Dott. Mario Maccantelli - collaboratore OV
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Offline MICHELE TANCREDI

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Un'attività agricola insediatasi da due anni sul territorio (Comune di Calusco d'Adda - BG) a seguito di realizzazione di nuovo edificio (destinazioni d'uso  serra, magazzino, laboratorio trattamento prodotti agricoli, cucina e uffici), ha iniziato, senza l'inoltro di alcuna SCIA al SUAP, l'attività di vendita al dettaglio dei propri prodotti elaborati (marmellate - conserve - piante in vaso) con l'aggiunta di articoli aggiuntivi e suppellettili di materiale eterogeneo finalizzata alla loro visibilità e appetibilità commerciale. L'operatore, per il quale la Regione Lombardia non ha ancora definito l'accreditamento come attività agrituristica, ha contestualmente iniziato attività di fattoria didattica con accoglienza di scolaresche e somministrazione di merende e svolgimento di attività di intrattenimento. Infine l'operatore mette altresì a disposizione, previo pagamento di debito ristoro, l'intera struttura per lo svolgimento di eventi, promossi da privati o associazioni, durante i quali viene effettuata attività di somministrazione (non accertato se assistita) di alimenti e bevande non dii esclusiva propria produzione.
Alla luce delle disposizioni di cui all'art. 4, comma 8 bis del D.Lgs. 228/2001 e delle precisazioni di cui all'art. 1, comma 499 della Legge 205/2017, si ritiene,  e a tal proposito si richiede Vs.parere,  di dover contestare l'attività di vendita al dettaglio e somministrazione di propri prodotti (eseguita senza la preventiva SCIA al SUAP) - Di dover altresì inibire l'attività di vendita di prodotti non di esclusiva propria produzione, nonché lo svolgimento di attività didattica ed eventi per i quali non risulta ancora definito l'accreditamento come azienda agrituristica.
Distinti saluti, Michele Tancredi