Autore Topic: Licenza Alcolici e Locali a norma  (Letto 1677 volte)

Offline valeria

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Licenza Alcolici e Locali a norma
« il: Marzo 15, 2013, 06:50:05 pm »
Salve a tutti. Mi scuso in anticipo se per caso ho sbagliato sezione o qualunque altra cosa, è la prima volta che scrivo in un forum e non ho idea di come funzioni. Detto ciò, volevo esporre qualche mio dubbio riguardo alla somministrazione alcolici e locali a norma.

Vorrei aprire un'associazione culturale, in cui svolgere diverse attività di tipo sociale/ricreativo e mettere a disposizione dei soci alcolici, il cui contributo verrebbe reinvestito nell'associazione.
Per quello che ne so, richiedendo la licenza vogliono anche tutti i dettagli del locale in cui i suddetti sarebbero distribuiti, e quindi, si attiverebbe l'obbligo dei bagni a norma e così via.
Dal momento in cui la mia somministrazione di ridurrebbe ad una vendita d'asporto, (bottiglie/lattine chiuse, per essere chiari) quindi senza servizio ai tavoli o mescita, sono comunque costretta ad avere a che fare con ASl e compagnia bella? Il mio esempio è alquanto stupido, ma per dire, le pizzerie che vendono anche birra sigillata d'asporto, non credo abbiano l'obbligo di bagni a norma, no? perchè non offro servizio ai tavoli.
Ecco, come potrei ricreare la stessa situazione? E soprattutto, come dovrei presentare la cosa al SUAP (o qualunque ente responsabile), come vendita d'asporto?
Mi pare di aver letto in giro qualcosa come "licenza fiscale" per appunto questo permesso. Di che si tratta esattamente?

Spero di ottenere chiarimenti quanto prima, perchè in giro c'è solo parecchia confusione.
Grazie in anticipo a chi risponderà.

Offline Simone Chiarelli

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Re:Licenza Alcolici e Locali a norma
« Risposta #1 il: Marzo 16, 2013, 04:08:31 pm »
Salve a tutti. Mi scuso in anticipo se per caso ho sbagliato sezione o qualunque altra cosa, è la prima volta che scrivo in un forum e non ho idea di come funzioni. Detto ciò, volevo esporre qualche mio dubbio riguardo alla somministrazione alcolici e locali a norma.

Vorrei aprire un'associazione culturale, in cui svolgere diverse attività di tipo sociale/ricreativo e mettere a disposizione dei soci alcolici, il cui contributo verrebbe reinvestito nell'associazione.
Per quello che ne so, richiedendo la licenza vogliono anche tutti i dettagli del locale in cui i suddetti sarebbero distribuiti, e quindi, si attiverebbe l'obbligo dei bagni a norma e così via.
Dal momento in cui la mia somministrazione di ridurrebbe ad una vendita d'asporto, (bottiglie/lattine chiuse, per essere chiari) quindi senza servizio ai tavoli o mescita, sono comunque costretta ad avere a che fare con ASl e compagnia bella? Il mio esempio è alquanto stupido, ma per dire, le pizzerie che vendono anche birra sigillata d'asporto, non credo abbiano l'obbligo di bagni a norma, no? perchè non offro servizio ai tavoli.
Ecco, come potrei ricreare la stessa situazione? E soprattutto, come dovrei presentare la cosa al SUAP (o qualunque ente responsabile), come vendita d'asporto?
Mi pare di aver letto in giro qualcosa come "licenza fiscale" per appunto questo permesso. Di che si tratta esattamente?

Spero di ottenere chiarimenti quanto prima, perchè in giro c'è solo parecchia confusione.
Grazie in anticipo a chi risponderà.

Premessa: va benissimo il quesito che ha formulato! E' questa la funzione del FORUM.

Se Lei vuole organizzare un CIRCOLO e fruire delle relative norme (di favore) deve organizzare una associazione che abbia come scopo principale quello associativo. Vi riunite per parlare, giocare, fare sport o altro .... poi con l'occasione bevete e mangiate!!!
Non è possibile "mascherare" sotto forma di circolo l'attività di somministrazione o vendita per asporto di alcolici.
Lo dico per chiarezza, per evitarle problemi per più grandi di quelli che ha illustrato.
Ciò chiarito:
1) non è possibile come circolo organizzare la vendita per asporto di alcolici. Questa sarebbe una attività commerciale a tutti gli effetti. Non è vietato in assoluto farla, ma occorrerà per questo aprire una attività commerciale (che non ha necessità di bangi per il pubblico)
2) diversa è l'organizzazione di un circolo che effettua anche somministrazione. In questo caso occorrerà presentare al Comune una scia e la notifica sanitaria (adempimenti semplici sotto il profilo formale). Occorrerà però:
- predisporre un piano haccp
- fare il corso per alimentaristi (da parte di tutti coloro che somministrano)
- presentare domanda per la licenza per superalcolici (http://www.unioneconfcommercio.fr.it/index.php?option=com_content&view=article&id=133:licenza-fiscale-prodotti-alcolici-avviso&catid=1:ultime)
3) il bagno per gli avventori (soci) è indispensabile come requisito sanitario minimo. Ciò non è legato alla somministrazione di alcolici, ma alla somministrazione di prodotti alimentari (con consumo sul posto degli stessi).
4) inoltre dovretre garantire un separato servizio igienico per gli addetti alla somministrazione (soci che lavorano nel circolo).

CONSIGLIO: fai approfondire i vari aspetti da un tecnico di fiducia (es. geometra) che saprà consigliarvi anche in funzione delle caratteristiche dei locali.

Offline valeria

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Re:Licenza Alcolici e Locali a norma
« Risposta #2 il: Marzo 16, 2013, 06:44:26 pm »
Innanzitutto grazie per aver risposto.
Preciso che la mia intenzione non sarebbe quella di camuffare l'associazione e farci un locale, ma semplicemente evitare, se è possibile e in modo legale ovviamente, dover avere a che fare con l'ASL, che mi obbligherebbe a spese insostenibili. Vorrei solamente dare ai soci l'opportunità di poter prendere da bere, e sfruttare la vendita d'asporto per questo.
In sostanza mi sta dicendo che per poter fare ciò dovrei aprire un'attività commerciale a tutti gli effetti?
Non esiste un modo (sicuro e legale) per non dover aprire un'attività per questo? Il mio interesse è solo associativo, quindi non vorrei fare una cosa che non mi interessa (ditta).
Non ho capito cosa intende con "poi con l'occasione bevete e mangiate!!!", riferendosi sempre nel caso in cui farei un'attività o sempre nell'ambito dell'associazione?
Se durante una festa, offro una birra (con contributo spese da parte dei soci) ai soci e viene un controllo che succede?

Ne approfitto per porle qualche altro quesito, anche se forse è fuori tema:

Sono costretta a registrare l'associazione all'agenzia delle entrate, aprire partiva iva, codice fiscale ecc, ho basta redigere uno statuto in forma privata? Chiedo questo dal momento in cui all'interno della stessa non ci sarebbe nessun atto commerciale vero e proprio, quindi si limiterebbe tutto ad un semplice ritrovo autogestito con il contributo dei soci.
Come funziona il tesseramento? Posso decidere io in che modalità deve avvenire, per esempio decidere se con spilla o altro piuttosto che cartellino, e limitarmi ad asseganre un codice per socio piuttosto che dare nome cognome e altri dati sensibili, c'è qualche obbligo particolare?
Se organizzo serate sporadiche in cui faccio pagare un piccolissimo contributo che varrebbe come rimborso spese, è considerato attività commerciale?
Devo solo redigere uno Statuto, avere un codice fiscale e posso cominciare a svolgere le attività?
Come funziona dal punto di vista dei locali, basta che abbiano agibilità/abitabilità?

Spero di non aver esagerato con tutte queste domande!  :P

Grazie ancora.

Offline Simone Chiarelli

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Re:Licenza Alcolici e Locali a norma
« Risposta #3 il: Marzo 16, 2013, 08:18:34 pm »
Innanzitutto grazie per aver risposto.
Preciso che la mia intenzione non sarebbe quella di camuffare l'associazione e farci un locale, ma semplicemente evitare, se è possibile e in modo legale ovviamente, dover avere a che fare con l'ASL, che mi obbligherebbe a spese insostenibili. Vorrei solamente dare ai soci l'opportunità di poter prendere da bere, e sfruttare la vendita d'asporto per questo.
In sostanza mi sta dicendo che per poter fare ciò dovrei aprire un'attività commerciale a tutti gli effetti?
Non esiste un modo (sicuro e legale) per non dover aprire un'attività per questo? Il mio interesse è solo associativo, quindi non vorrei fare una cosa che non mi interessa (ditta).
Non ho capito cosa intende con "poi con l'occasione bevete e mangiate!!!", riferendosi sempre nel caso in cui farei un'attività o sempre nell'ambito dell'associazione?
Se durante una festa, offro una birra (con contributo spese da parte dei soci) ai soci e viene un controllo che succede?

Ne approfitto per porle qualche altro quesito, anche se forse è fuori tema:

Sono costretta a registrare l'associazione all'agenzia delle entrate, aprire partiva iva, codice fiscale ecc, ho basta redigere uno statuto in forma privata? Chiedo questo dal momento in cui all'interno della stessa non ci sarebbe nessun atto commerciale vero e proprio, quindi si limiterebbe tutto ad un semplice ritrovo autogestito con il contributo dei soci.
Come funziona il tesseramento? Posso decidere io in che modalità deve avvenire, per esempio decidere se con spilla o altro piuttosto che cartellino, e limitarmi ad asseganre un codice per socio piuttosto che dare nome cognome e altri dati sensibili, c'è qualche obbligo particolare?
Se organizzo serate sporadiche in cui faccio pagare un piccolissimo contributo che varrebbe come rimborso spese, è considerato attività commerciale?
Devo solo redigere uno Statuto, avere un codice fiscale e posso cominciare a svolgere le attività?
Come funziona dal punto di vista dei locali, basta che abbiano agibilità/abitabilità?

Spero di non aver esagerato con tutte queste domande!  :P

Grazie ancora.

Salve,
le implicazioni dell'attività che andrà a svolgere sono molte ed è difficile sintetizzarle.
OVVIAMENTE lei potrà somministrare (anche alcolici) senza dover avviare una attività commerciale.
Potrà approvare statuto senza necessità di un notaio nè di registrazione all'agenzia delle entrate ( la registrazione dello statuto (o la forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata) è necessaria se un ente vuole procedere con l’iscrizione ai registri regionali o comunali, o vuole ottenere la qualifica di ONLUS in base al D.Lgs. 460/97 e ancor più, qualora l’associazione volesse richiedere l’attribuzione di personalità giuridica)
LE SUGGERISCO caldamente di scegliere un professionista di fiducia (commercialista) per consigliarle la miglior soluzione giuridica e fiscale. Molte sono le variabili anche in relazione all'entità delle entrate, dei soci-lavoratori ecc...
Se vuole può approfondire con queste letture (ma sono spesso complesse):
http://www.auser.it/areariservata/prontuario.htm
http://www.sbranapiero.it/DELEGATO%20DI%20PISA/Varie-Utilit%C3%A0/Adempimenti%20amministrativi%20e%20fiscali%20delle%20Associazioni.pdf
http://www.anpasliguria.it/documenti/doc64_Guida_per_circoli.pdf
http://lnx.asmu.it/index.php?option=com_content&view=article&id=105&Itemid=81
http://www.aicsfvg.it/wp-content/uploads/2011/03/DISCIPLINA-FISCALE.pdf
http://www.anspiemiliaromagna.it/images/Fisco2011__Release_1.2.1_del_18.10_versione_Mat_17-11-2011_x_stampa_a_colori.pdf