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Autore Topic: ordinanza di limitazione dell'orario di un esercizio di somministrazione  (Letto 2064 volte)

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Online Staff Omniavis

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Orari esercizi somministrazione LIBERALIZZATI con alcuni vincoli Ris. 294246

Ministero dello Sviluppo Economico

- permane l’obbligo per gli esercenti di comunicare preventivamente al comune l’orario adottato e di renderlo noto al pubblico con l’esposizione di apposito cartello, ben visibile
- le disposizioni sulle liberalizzazioni degli orari non si applicano agli esercizi di cui all’articolo 3, comma 6, della citata legge n. 287 del 1991
- permane l’obbligo, per gli esercenti, di rendere noti i turni al pubblico mediante l’esposizione, con anticipo di almeno venti giorni, di un apposito cartello ben visibile. Il sindaco, infatti, al fine di assicurare all’utenza, specie nei mesi estivi, idonei livelli di servizio, può predisporre programmi di apertura per turno degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande.


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Offline Simone Chiarelli

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Un esercizio di somministrazione con gazebo su suolo pubblico ha avuto sanzioni da parte di Arpat per il superamento dei limiti acustici di zona e, di conseguenza, ordinanze dirigenziali per ridurre l'inquinamento acustico (ai sensi della normativa in materia di inquinamento acustico Legge 447/1995). Tuttavia, poichè la rumorosità, come evidenziato da Arpat, è generata soprattutto dagli avventori che sostano a consumare nella pertinenza esterna (gazebo), data la difficoltà dell'esercente di adottare interventi struturali sull'esterno, abbiamo pensato di emanare una ordinanza del sindaco che limiti l'orario dell'attività di somministrazione nella pertinenza stessa, in base all'art. 31 comma 2 Legge 214/2011 (modifica degli orari degli esercizi commerciali per esgenze di tutela dell'ambiente urbano) e del regolamento comunale di polizia urbana. L'articolo del TUEL da citare è il 50 comma 7 (competenza "generica" del sindaco sugli orari delle attività) oppure l'art. 54 comma 7 (ordinanza contingibile e urgente da adottare in casi di emergenza connessi con l'inquinamento acustico)?
Grazie.

A mio avviso si tratta di ordinanza contingibile ed urgente (quindi inserisci l'avviso sull'applicazione del 650 c.p.).
L'ordinanza trova fondamento (secondo un filone giurisprudenziale condivisibile) sul presupposto che non occorre dimostrare il concorso di colpa o il dolo dell'esercente ma soltanto il fatto che è INEVITABILE il superamento dei limiti in conseguenza dell'assembramento di fronte all'esercizio.
Suggerisco di citare anche qualche sentenza:
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=12426.msg23436#msg23436
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=1637.msg3772#msg3772
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=6007.msg12398#msg12398

Ovviamente l'orario di chiusura anticipato deve essere RAGIONEVOLE e PROPORZIONATO e LIMITATO NEL TEMPO (es. fino al 15 settembre) salvo revoca se vengono men o i presupposti!!!




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Offline serenabag

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Un esercizio di somministrazione con gazebo su suolo pubblico ha avuto sanzioni da parte di Arpat per il superamento dei limiti acustici di zona e, di conseguenza, ordinanze dirigenziali per ridurre l'inquinamento acustico (ai sensi della normativa in materia di inquinamento acustico Legge 447/1995). Tuttavia, poichè la rumorosità, come evidenziato da Arpat, è generata soprattutto dagli avventori che sostano a consumare nella pertinenza esterna (gazebo), data la difficoltà dell'esercente di adottare interventi struturali sull'esterno, abbiamo pensato di emanare una ordinanza del sindaco che limiti l'orario dell'attività di somministrazione nella pertinenza stessa, in base all'art. 31 comma 2 Legge 214/2011 (modifica degli orari degli esercizi commerciali per esgenze di tutela dell'ambiente urbano) e del regolamento comunale di polizia urbana. L'articolo del TUEL da citare è il 50 comma 7 (competenza "generica" del sindaco sugli orari delle attività) oppure l'art. 54 comma 7 (ordinanza contingibile e urgente da adottare in casi di emergenza connessi con l'inquinamento acustico)?
Grazie.