Autore Topic: DIA EDILIZIA E TERMINI SOSPENSIONE  (Letto 2838 volte)

Offline SUAPCHIESINA

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DIA EDILIZIA E TERMINI SOSPENSIONE
« il: Giugno 07, 2011, 08:10:39 am »
Nel caso in cui in una DIA edilizia vengano richieste integrazioni con sospensione dei termini per l'inizio lavori, i 20 giorni ripartono da capo o sono solo interrotti per il periodo neccessario alla presentazione delle integrazioni?
Inoltre l'inizio lavori che è 1 anno dalla presentazione della DIA viene prorogato per il tempo necessario alle integrazioni o è comunque 1 anno dalla presentazione nonostante la sospensione?
Non consideriamo ancora la SCIA (che sarebbe molto più semplice)
un saluto
Federico
Federico Niccolai
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Re: DIA EDILIZIA E TERMINI SOSPENSIONE
« Risposta #1 il: Giugno 07, 2011, 07:05:19 pm »
Nel caso in cui in una DIA edilizia vengano richieste integrazioni
Alcune precisazioni:
1) non è corretto parlare di DIA. Oggi esiste solo la SCIA
2) non è corretto parlare di integrazioni legate alla SCIA


con sospensione dei termini per l'inizio lavori
NON esiste questo concetto. Se la SCIA è irricevibile non costituisce titolo abilitativo e non consente di avviare i lavori. Altrimenti è ricevibile e consente l'avvio dei lavori.
Non è corretto parlare di sospensione dei termini per l'inizio dei lavori


, i 20 giorni ripartono da capo o sono solo interrotti per il periodo neccessario alla presentazione delle integrazioni?
20 GIORNI???
Le SCIA edilizie sono tutte ad efficacia immediata in base al d.l. 78/2010 ed oggi anche in base al D.L. 71/2011.
Non esiste più il termine di 20 giorni



Inoltre l'inizio lavori che è 1 anno dalla presentazione della DIA viene prorogato per il tempo necessario alle integrazioni o è comunque 1 anno dalla presentazione nonostante la sospensione?il termine decorre dalla data di efficacia della SCIA

Non consideriamo ancora la SCIA (che sarebbe molto più semplice)LA DEVI CONSIDERARE. Non esiste la DIA EDILIZIA.

un saluto
Federico

Offline SUAPCHIESINA

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Re: DIA EDILIZIA E TERMINI SOSPENSIONE
« Risposta #2 il: Giugno 10, 2011, 12:55:42 pm »
grazie della risposta, ma per le DIA attuali è chiaro che si tratta di SCIA.
Il caso a cui mi riferisco è di un anno fà in vigenza di DIA .. pertanto i termini da quando scattano?
un saluto
Federico Niccolai
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Re: DIA EDILIZIA E TERMINI SOSPENSIONE
« Risposta #3 il: Giugno 10, 2011, 03:44:48 pm »
grazie della risposta, ma per le DIA attuali è chiaro che si tratta di SCIA.
Il caso a cui mi riferisco è di un anno fà in vigenza di DIA .. pertanto i termini da quando scattano?
un saluto

Il termine di 1 anno decorre dalla presentazione della DIA e non dal ventesimo giorno (data per inizio lavori). Lo prevede espressamente la lr 1/2005

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Art. 84
- Procedura per la denuncia di inizio dell'attività
1. Almeno venti giorni prima dell'effettivo inizio dei lavori, il proprietario, o chi ne abbia titolo, deve presentare la denuncia dell'inizio dell'attività, accompagnata da:
a) una dettagliata relazione a firma di professionisti abilitati, che asseverino la conformità delle opere da realizzare agli atti di cui all' articolo 52 adottati o approvati ed ai regolamenti edilizi vigenti, nonché il rispetto delle norme di riferimento vigenti;
b) gli elaborati progettuali e la descrizione dello stato di fatto dell'immobile oggetto dei lavori;
c) ogni parere, nulla osta o atto d'assenso comunque denominato, necessario per poter eseguire i lavori, salvo che il comune provveda direttamente.
2. In caso di richiesta di integrazioni documentali ai sensi dell' articolo 82 , comma 3, il termine di cui al presente comma decorre nuovamente per intero a partire dalla data di presentazione della documentazione integrativa.
3. Nel caso di varianti in corso d’opera, quando non ricorrono le condizioni dell’articolo 83, comma 12, l’interessato deve presentare una nuova denuncia di inizio attività, descrivendo le variazioni da apportare all’intervento originario (122)
4. Il termine per l'inizio dei lavori non può, a pena di decadenza, essere superiore ad un anno dalla data di presentazione della relativa denuncia. Il termine di ultimazione di cui all'articolo 86, comma 1, entro il quale l'opera deve essere abitabile o agibile, non può essere superiore a tre anni dalla data anzidetta. Qualora i lavori non vengano ultimati nei termini, l'interessato deve presentare una nuova denuncia concernente la parte non ultimata.
5. Ai fini della relazione asseverata e delle integrazioni di cui al comma 1, i professionisti competenti assumono la qualità di persona esercente un servizio di pubblica necessità ai sensi degli articoli 359 e 481 del codice penale. Nel caso in cui il comune ritenga che le attestazioni dei professionisti non corrispondano al vero e siano tali da determinare la violazione delle disposizioni di cui al comma 1), ne dà contestuale notizia all'autorità giudiziaria ed al consiglio dell'ordine di appartenenza per l'irrogazione delle sanzioni disciplinari. Il comune, entro il termine di venti giorni di cui al comma 1, verifica la denuncia d'inizio attività ai sensi del comma 1, e, qualora sia riscontrata l'assenza di uno o più dei presupposti legittimanti, notifica agli interessati l'ordine motivato di non attuare le trasformazioni previste. Gli aventi titolo hanno facoltà di presentare una nuova denuncia di inizio attività o rendere idonea quella presentata, qualora i necessari presupposti possano essere soddisfatti mediante modificazioni o integrazioni dei progetti delle previste trasformazioni, ovvero mediante l'acquisizione dei pareri, nullaosta o atti di assenso comunque denominati necessari per poter eseguire i lavori; in tale ultimo caso il termine di cui al comma 1 può essere ridotto secondo quanto disposto dal regolamento edilizio.
6. Presso il cantiere sono depositate le copie delle denunce di inizio attività, dalle quali risultino le date di ricevimento delle denunce stesse, il piano di sicurezza, nonché l'elenco di quanto altro prescritto per comporre e corredare i progetti delle trasformazioni e le attestazioni dei professionisti abilitati.
7. Il superamento del termine di venti giorni di cui al comma 1 non preclude, in ogni caso, la potestà di controllo della pubblica amministrazione e la adozione dei conseguenti provvedimenti sanzionatori. Il comune procede comunque, nell'ambito dell'attività di vigilanza di cui all'articolo 129, al controllo, anche a campione, delle denunce d'inizio delle attività. Nei casi in cui ritenga che le attestazioni dei professionisti non corrispondano al vero e siano tali da determinare la violazione delle disposizioni di cui al comma 1), il comune provvede alla applicazione delle disposizioni di cui al titolo VIII, capo I, della presente legge relative alle corrispondenti opere eseguite senza titolo abilitativo.