Autore Topic: Vendita funghi su area pubblica  (Letto 950 volte)

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Vendita funghi su area pubblica
« il: Agosto 04, 2011, 04:04:33 pm »
Buonasera.
Abbiamo ricevuto una scia per la vendita di funghi il cui titolare ha residenza e sede della ditta individuale  nel nostro Comune, ma la vendita viene effettuata su area pubblica in un altro Comune.
Volevamo sapere, ai sensi della normativa vigente, se il soggetto deve presentare la scia presso il Comune di residenza ovvero se deve per ogni mercato a cui partecipa inviare la scia al relativo Comune.
Grazie per la collaborazione.
Nell'attesa, cordiali saluti.

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Re: Vendita funghi su area pubblica
« Risposta #1 il: Agosto 04, 2011, 10:16:00 pm »
Buonasera.
Abbiamo ricevuto una scia per la vendita di funghi il cui titolare ha residenza e sede della ditta individuale  nel nostro Comune, ma la vendita viene effettuata su area pubblica in un altro Comune.
Volevamo sapere, ai sensi della normativa vigente, se il soggetto deve presentare la scia presso il Comune di residenza ovvero se deve per ogni mercato a cui partecipa inviare la scia al relativo Comune.
Grazie per la collaborazione.
Nell'attesa, cordiali saluti.

La normativa vigente (che riporto in calce) non prevede quale sia il Comune competente e quindi deve ritenersi che valga la competenza sul TITOLO COMMERCIALE PRINCIPALE.
Quindi per il Commercio in sede fissa è il Comune del luogo in cui si trova la sede dell'attività.
Per il commercio su posteggio è il Comune titolare del posteggio.
NON è ammesso il commercio itinerante di questa tipologia di prodotti.


***********
L.R. 22-3-1999 n. 16
Raccolta e commercio dei funghi epigei spontanei.
Pubblicata nel B.U. Toscana 31 marzo 1999, n. 10.
Art. 21
Autorizzazione al commercio dei funghi epigei spontanei.

1. La vendita dei funghi epigei spontanei freschi, o secchi sfusi appartenenti alla specie Boletus edulis, compresa quella effettuata dai titolari delle autorizzazioni di cui alla legge 9 febbraio 1963, n. 59 "Norme per la vendita al pubblico in sede stabile dei prodotti agricoli da parte degli agricoltori produttori diretti", è soggetta a specifica autorizzazione comunale secondo quanto previsto dal D.P.R. n. 376 del 1995.

2. La vendita dei funghi epigei spontanei freschi destinati al dettaglio è consentita previa certificazione di avvenuto controllo ai sensi dell'articolo 3 dello stesso D.P.R. n. 376 del 1995 da parte dell'Ispettorato micologico dell'Azienda U.S.L., che verifica a sondaggio, con le modalità indicate dalla Giunta regionale con apposito atto deliberativo, da adottare entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

2-bis. La vendita dei funghi epigei spontanei freschi destinati al dettaglio è altresì consentita previa certificazione di avvenuto riconoscimento e di accertata commestibilità, da parte dei micologi in possesso dell'attestato ai sensi del D.M. 29 novembre 1996, n. 686 del Ministro della sanità (Regolamento concernente criteri e modalità per il rilascio dell'attestato di micologo), e iscritti nell'apposito registro nazionale (30).

3. L'autorizzazione di cui al comma 1 è rilasciata al titolare dell'attività, e in essa deve essere specificato il nome della persona o delle persone in possesso dell'attestato di idoneità al riconoscimento delle specie fungine, di cui all'articolo 20, o dell'attestato di micologo di cui al D.M. n. 686 del 1996.

4. L'autorizzazione al commercio ha validità finché almeno uno dei soggetti in possesso dell'idoneità di cui al comma precedente, o dell'attestato di micologo di cui al D.M. n. 686 del 1996 e in essa indicati, continua ad esercitare tale attività; la cessazione dell'attività ed ogni altra variazione devono essere comunicate, a cura del titolare ed entro trenta giorni, al Comune competente.

5. La vendita dei funghi epigei spontanei freschi in confezioni singole non manomissibili, è consentita previo riconoscimento da parte dei micologi in possesso dell'attestato ai sensi del D.M. n. 686/1996 sanità e iscritti nell'apposito registro nazionale, che accertano la commestibilità dei funghi e certificano singolarmente le confezioni che devono riportare in etichetta gli estremi di tale certificazione. Gli esercizi che commercializzano esclusivamente funghi in confezioni non manomissibili, singolarmente certificati da un micologo, e che rechino in etichetta il riferimento a tale certificazione, non necessitano dell'autorizzazione di cui al comma 1. Non è ammesso il frazionamento di tali confezioni (31).

6. Il commercio dei funghi epigei spontanei può effettuarsi su aree private in sede fissa o su aree pubbliche, esclusa in quest'ultima ipotesi la forma itinerante (32).

7. Le modalità di presentazione delle domande dirette ad ottenere l'autorizzazione di cui al comma 1 sono definite con apposito atto, da adottare entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, dalla Giunta regionale.

8. Al fine di consentire una più efficace funzione di vigilanza, i Comuni, entro il 31 marzo di ogni anno, inviano al Dipartimento della Prevenzione dell'Azienda U.S.L. territorialmente competente, l'elenco aggiornato delle autorizzazioni rilasciate nell'anno precedente.

(30)  Comma aggiunto dall'art. 2, comma 1, L.R. 23 aprile 2007, n. 25.

(31)  Comma così sostituito dall'art. 2, comma 2, L.R. 23 aprile 2007, n. 25. Il testo originario era così formulato: «5. Gli esercizi che commercializzano esclusivamente funghi in confezioni non manomissibili, singolarmente certificate da un micologo, e che rechino in etichetta il riferimento della certificazione di cui al comma 2, non necessitano dell'autorizzazione di cui al comma 1. Non è ammesso il frazionamento di tali confezioni.».

(32)  Comma così sostituito dall'art. 10, L.R. 22 dicembre 1999, n. 68. Il testo originario così sanciva: «6. Il commercio dei funghi epigei spontanei può effettuarsi in sede fissa o in forma ambulante; nel caso in cui il commercio venga effettuato in forma ambulante, questa deve essere svolta in apposite aree preventivamente identificate ed indicate dai Comuni nei giorni e con gli orari dagli stessi definiti.».