Autore Topic: AUTOLAVAGGIO - INCOMPATIBILE CON LA DESTINAZIONE RESIDENZIALE  (Letto 4373 volte)

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Offline Simone Chiarelli

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AUTOLAVAGGIO - INCOMPATIBILE CON LA DESTINAZIONE RESIDENZIALE
« Risposta #1 il: 05 Settembre 2011, 17:04:14 »
AUTOLAVAGGIO - INCOMPATIBILE CON LA DESTINAZIONE RESIDENZIALE

N. 04873/2011REG.PROV.COLL.

N. 01713/2006 REG.RIC.



REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Quarta)

ha pronunciato la presente
SENTENZA

sul ricorso in appello n. 1713 del 2006, proposto dal Comune di Fontaniva, in persona del sindaco legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv.ti Vittorio Domenichelli e Luigi Manzi, ed elettivamente domiciliato presso quest’ultimo in Roma, via Federico Confalonieri n. 5, come da mandato a margine del ricorso introduttivo;
contro
R.B.C.G. s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Francesco Segantini e Michele Costa, ed elettivamente domiciliata presso quest’ultimo in Roma, via Bassano del Grappa n. 24, come da mandato a margine della comparsa di costituzione e risposta;
per l’annullamento
della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Veneto, sezione seconda, n. 3725 del 20 ottobre 2005;

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 24 maggio 2011 il Cons. Diego Sabatino e uditi per le parti gli avvocati Luigi Manzi e Michele Costa;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO
Con ricorso iscritto al n. 1713 del 2006, il Comune di Fontaniva propone appello avverso la sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Veneto, sezione seconda, n. 3725 del 20 ottobre 2005 con la quale è stato accolto il ricorso proposto da R.B.C.G. s.r.l. per l'annullamento del provvedimento comunale 9.9.2005 n. 12128 con il quale è stato ordinato “di non effettuare l’intervento edilizio previsto” nella denuncia di inizio attività edilizia presentata il 22.6.2005 n. 49/05 “limitatamente al potenziamento costituito dalla nuova installazione di tre impianti di autolavaggio self-service composti da tre piste scoperte ed accompagnato da due nuove isole di aspirazione”.
Con il provvedimento gravato, il Comune di Fontaniva disponeva il rigetto parziale della denuncia di inizio attivita presentata dalla societa R.B.C.G. s.r.l. che prevedeva: a) la sostituzione con spostamerito dell'autolavaggio esistente alI'intemo dell’area di servizio della medesima R.B.C.G.; b) la nuova installazione di un impianto di autolavaggio self-service composto da tre piste scoperte, accompagnato da due nuove isole di aspirazione.
L' area interessata insiste su di un appezzamento sito nel Comune di Fontaniva, in via Guglielmo Marconi, in zona residenziale classificata "C/1" per cui, a seguito della d.i.a.e. presentata in data 22/06/05, il Comune di Fontaniva aveva comunicato i motivi ostativi all'accoglimento della denuncia di inizio attivita quanto all'installazione del nuovo impianto self-service, contestualmente richiedendo documentazione integrativa, ed evidenziando: a) la mancata conformita alla normativa vigente delle modalita di trattamento e smaltimento delle acque reflue degli impianti e delle acque meteoriche; b) la fattibilita dei lavori di sostituzione con spostamento dell'autolavaggio a portale gia già esistente; c) il contrasto dell'installazione di un nuovo ulteriore impianto di autolavaggio self - service con le previsioni delle Norme Tecniche di Attuazione del P.RG. vigente, in quanto l'art. 33 (impianti per la distribuzione dei carburanti) delle N.T.A. consente unicamente l’installazione degli impianti di erogazione nelle fasce di rispetto stradale esterene ai centri abitati e l'art. 14 delle N.T.A. che ammette soltanto destinazioni prefissate tra le quali non rientrava il detto intervento.
Ricevuta la risposta di R.B.C.G. s.r.l, data con missiva del 12/08/05, in data 09/09/05 l'Ufficio Tecnico del Comune di Fontaniva comunicava le proprie determinazioni in ordine alla d.i.a. ed al suo parziale rigetto.
Avverso tale rigetto parziale la societa RB.C.G proponeva ricorso avanti al T.A.R. Veneto. In esito all'udienza di sospensiva del 19/05/2005 in camera di consiglio il giudice di prime cure ha accolto il ricorso con sentenza in forma semplificata n. 3725/2005, ora gravata, evidenziando il prevalere della disciplina rlegislativa regionale ed il venir meno delle norme contenute negli strumenti urbanistici comunalei con questa incompatibili.
Contestando le statuizioni del primo giudice, la parte appellante evidenzia la correttezza del proprio operato, proponendo una diversa ricostruzione della disciplina normativa in concreto applicabile.
Nel giudizio di appello, si è costituita la R.B.C.G. s.r.l., chiedendo di dichiarare inammissibile o, in via gradata, rigettare il ricorso.
All’udienza del 30 maggio 2006, l’esame dell’istanza cautelare veniva rinviato al merito.
Alla pubblica udienza del 24 maggio 2011, il ricorso è stato discusso ed assunto in decisione.
DIRITTO
1. - L’appello è fondato e merita accoglimento entro i termini di seguito precisati.
2. - Con l’unico motivo di appello, il Comune di Fontaniva censura la sentenza gravata per illogicità della motivazione, dovuta alla erronea ed incongrua interpretazione ed applicazione della L.R. n. 23 del 2003, delle delibere regionali di applicazione n. 1562/2004 e n. 497/2005, nonché degli art. 14 e 33 delle NTA del piano regolatore vigente.
In particolare, sottolinea l’appellante come la discipina comunale sia ancora applicabile, non essendovi stato alcuna sottrazione delle competenze dell’ente locale a seguito degli interventi normativi regionali, che hanno invece salvaguardato, nel rispetto dei diversi piani applicativi, le attribuzioni esistenti, sebbene da inserirsi nel nuovo quadro così delineatosi.
2.1. - La censura è fondata e va accolta.
Osserva la Sezione come l’interpretazione sostenuta del T.A.R. non possa essere condivisa sulla scorta di una palmare lettura delle norme vigenti in materia.
La legge regionale Veneto n. 23 del 23 ottobre 2003, recante “Norme per la razionalizzazione e l'ammodernamento della rete distributiva di carburanti”, detta (art. 1) “i principi ed i criteri fondamentali per la razionalizzazione e l'ammodernamento della rete degli impianti stradali di carburanti liquidi e gassosi per autotrazione, nonché la disciplina degli impianti per natanti e di quelli ad uso privato, al fine di favorire il contenimento dei prezzi, l'incremento anche qualitativo dei servizi resi all'utenza e la garanzia del servizio pubblico, nel rispetto delle scelte effettuate dalla Regione in materia di assetto del territorio e di tutela dell'ambiente” e prevede i diversi compiti, articolati in relazione alle attribuzioni dei singoli livelli di governo.
In particolare, mentre la Regione ha il dovere, tra l’altro, di provvedere alla “definizione delle zone omogenee comunali e delle caratteristiche degli impianti esistenti o da installare nelle medesime, ai fini dell’attuazione degli interventi operativi della rete” (art. 4, comma 1, lett. b), spetta ai Comuni “fissare, in osservanza al provvedimento di cui all'articolo 4, comma 2, lett. a) (ossia la delibera di giunta regionale con cui si procede all’emanazione dei criteri e delle direttive relative) i requisiti e le caratteristiche delle aree per l'installazione degli impianti di distribuzione di carburanti” (art. 6 comma 2, lett. b).
La diversità di interventi rende palese come la disciplina regionale sulla dislocazione degli impianti di distribuzione carburanti non viene ad incidere sui poteri di pianificazione territoriale spettanti al Comune che, in questo modo, non sono assolutamente incisi. Il posizionamento territoriale deve quindi avvenire in conformità degli strumenti urbanistici vigenti, salva la loro eventuale illegittimità per contrasto con la disciplina regionale di attuazione, vicenda che non viene peraltro qui in evidenza stante la mancata impugnativa delle NTA che hanno fondato il rigetto dell’istanza.
Non può quindi sostenersi, come ha fatto il T.A.R., che il nuovo impianto normativo, scaturito dalla legge statale n. 57 del 5 marzo 2001 e dalla citata legge regionale, abbia privato i Comuni del potere di localizzazione degli impianti di distribuzione di carburanti per il solo fatto della mancata predisposizione di nuovi strumenti urbanistici aggiornati. Infatti, non vi è qui un potere spettante in esclusiva alla Regione, ma di una diversa articolazione dei rispettivi compiti, in relazione alle funzioni non identiche in materia di governo del territorio.
Deve quindi del tutto escludersi che la pregressa disciplina comunale, adottata in attuazione dell’art. 2 del previgente D. L.vo n. 32 del 1998 sia da considerarsi superata e non più applicabile, stante, come si è detto, la mancata impugnazione degli strumenti urbanistici, in relazione alla disciplina concretamente applicabile al caso concreto.
La censura va quindi ritenuta fondata.
3. - L’accoglimento del motivo di appello impone di scrutinare l’originario primo motivo di ricorso, ritenuto assorbito dal T.A.R. e riproposto dall’appellata nella memoria di costituzione.
In tale censura, la R.B.C.G. s.r.l. si duole dell’errata qualificazione del proprio intervento come “potenziamento dell’impianto di distribuzione di carburante”, e quindi soggetto alla disciplina urbanistica del PRG, mentre si trattava invece di mero “potenziamento dell’esistente impianto di lavaggio”.
3.1. - La doglianza non ha pregio.
Correttamente, il Comune di Fontaniva ha evidenziato come l’opera da realizzare, considerata nella sua ontologia di realizzazione di un impianto di autolavaggio self – service a tre corsie, non risultava compatibile proprio con la destinazione di zona, venendo a cadere in un’area, interna al centro abitato, e quindi non potendo essere inquadrata tra gli impianti tecnologici pertinenti alle zone residenziali, ossia l’unica tipologia ivi ammessa, non essendo certamente affermabile che una struttura di tipo industriale, quale quella di cui si verte, possa avere natura pertinenziale in funzione delle destinazioni residenziali ivi permesse.
Pertanto, anche il primo motivo di ricorso in primo grado, non valutato dal T.A.R. perché ritenuto assorbito, deve considerarsi non sostenibile.
4. - L’appello va quindi accolto. Le spese processuali seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), definitivamente pronunziando in merito al ricorso in epigrafe, così provvede:
1. Accoglie l’appello n. 1713 del 2006 e per l’effetto, in riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Veneto, sezione seconda, n. 3725 del 20 ottobre 2005, respinge il ricorso di primo grado;
2. Condanna R.B.C.G. s.r.l. a rifondere al Comune di Fontaniva le spese del doppio grado di giudizio che liquida in €. 5.000,00 (euro cinquemila, comprensivi di spese, diritti di procuratore e onorari di avvocato) oltre I.V.A., C.N.A.P. e rimborso spese generali, come per legge.
Ordina che la presente decisione sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del giorno 25 maggio 2011, dal Consiglio di Stato in sede giurisdizionale – Sezione Quarta - con la partecipazione dei signori:
Giorgio Giaccardi, Presidente
Raffaele Greco, Consigliere
Diego Sabatino, Consigliere, Estensore
Guido Romano, Consigliere
Silvia La Guardia, Consigliere
 
 
L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
 
 
 
 
 
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 30/08/2011
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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