Autore Topic: Rigetto pratica attività sala giochi. Continuazione attività abusiva.  (Letto 1826 volte)

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Offline Mario Maccantelli

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A parere mio puoi mettere in atto i rimedi amministrativi basandosi sull’art. 9, 17-bis e 17-ter del TULPS. Benché si tratti di SCIA, è chiaro che il soggetto non ha adempiuto alle prescrizioni imposte dall’autorità.
Quindi, partendo dall’art. 9 si arriva al 17-bis e al 17-ter.


 Art. 9 (art. 8 T.U. 1926)
Oltre le condizioni stabilite dalla legge , chiunque ottenga un'autorizzazione di polizia deve osservare le prescrizioni, che l'autorità di pubblica sicurezza ritenga di imporgli nel pubblico interesse.

17-bis
[/i]Le violazioni alle disposizioni di cui agli articoli 59, 60, 75, 75-bis, 76, se il fatto è commesso contro il divieto dell'autorità, 86, 87, 101, 104, 111, 115, 120, comma secondo, limitatamente alle operazioni diverse da quelle indicate nella tabella, 121, 124 e 135, comma quinto, limitatamente alle operazioni diverse da quelle indicate nella tabella, sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 516 (lire un milione) a euro 3.098 (lire sei milioni).
La stessa sanzione si applica a chiunque, ottenuta una delle autorizzazioni previste negli articoli indicati nel comma 1, viola le disposizioni di cui agli articoli 8 e 9.
[...][/i]

Art. 17-ter

Quando è accertata una violazione prevista dall'art. 17-bis, commi 1 e 2, e dall'art. 221-bis il pubblico ufficiale che vi ha proceduto, fermo restando l'obbligo del rapporto previsto dall'art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, ne riferisce per iscritto, senza ritardo, all'autorità competente al rilascio dell'autorizzazione, o qualora il fatto non concerna attività soggette ad autorizzazione, al questore.

Nei casi in cui è avvenuta la contestazione immediata della violazione, è sufficiente, ai fini del comma 1, la trasmissione del relativo verbale. Copia del verbale o del rapporto è consegnata o notificata all'interessato.

Entro cinque giorni dalla ricezione della comunicazione del pubblico ufficiale, l'autorità di cui al comma 1 ordina, con provvedimento motivato, la cessazione dell'attività condotta con difetto di autorizzazione ovvero, in caso di violazione delle prescrizioni, la sospensione dell'attività autorizzata per il tempo occorrente ad uniformarsi alle prescrizioni violate e comunque per un periodo non superiore a tre mesi. Fermo restando quanto previsto al comma 4 e salvo che la violazione riguardi prescrizioni a tutela della pubblica incolumità o dell'igiene, l'ordine di sospensione è disposto trascorsi trenta giorni dalla data di violazione. Non si dà comunque luogo all'esecuzione dell'ordine di sospensione qualora l'interessato dimostri di aver sanato le violazioni ovvero di aver avviato le relative procedure amministrative.

Quando ricorrono le circostanze previste dall'art. 100, la cessazione dell'attività non autorizzata è ordinata immediatamente dal questore.

Chiunque non osserva i provvedimenti previsti dai commi 3 e 4, legalmente dati dall'autorità, è punito ai sensi dell'art. 650 del codice penale.

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Offline Adolfo Sabato

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Rigetto pratica attività sala giochi. Continuazione attività abusiva.
« Risposta #1 il: 12 Maggio 2015, 21:02:13 »
Una società di persone ha presentata SCIA per l'apertura di una sala giochi con all'interno anche video slot e apparecchi per il gioco lecito di cui all'art. 110 del TULPS. Nella documentazione allegata non erano stati comunicati i nominativi dei soci e, a seguito della verifica dei criteri di sorvegliabilità, si era riscontrata la mancanza dei criteri per l'apertura di una seconda uscita sul retro del locale. Sono stati chiesti elementi integrativi da fornire entro 30 giorni pena il rigetto della SCIA. La richiesta suddetta non ha avuto riscontro e trascorsi i 30 giorni concessi si è provveduto a rigettare la pratica con avviso di interruzione dell'attività- La predetta società non ha ottemperato a quanto intimato ed ha continuato ad esercitare tranquillamente l'attività. Si chiede quali sono gli atti da compiere a seguito di tale situazione.