Autore Topic: IL CONTRIBUTO INTEGRATIVO (2% - 5%) DEI PROFESSIONISTI  (Letto 2603 volte)

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IL CONTRIBUTO INTEGRATIVO (2% - 5%) DEI PROFESSIONISTI
« Risposta #1 il: 18 Agosto 2015, 07:56:14 »
IL CONTRIBUTO INTEGRATIVO (2% - 5%) DEI PROFESSIONISTI PUO’ ESSERE DEDUCIBILE FISCALMENTE

Il Centro Studi del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli
Agrotecnici laureati, con Circolare prot. n. 2959/2015, ha indicato i casi
di deducibilità del contributo integrativo.




Il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati ha
pubblicato la Circolare prot. n. 2959/2015, elaborata dal proprio Centro
Studi, relativa alla definizione dei casi in cui è possibile dedurre fiscalmente
il contributo integrativo (2% per gli Agrotecnici, fino al 5% per le altre
categorie); il chiarimento benchè promosso da richieste provenienti da
iscritti nell’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, riguarda tutti
i liberi professionisti ordinistici esercenti l’attività ed iscritti alle rispettive
Casse professionali.
L’approfondimento interpretativo del Centro Studi degli Agrotecnici si è
reso necessario per rispondere ai ripetuti quesiti proposti da iscritti
nell’Albo, contemporaneamente iscritti alla Cassa di previdenza degli
Agrotecnici, con versamenti al minimo, i quali chiedevano conoscere se il
contributo integrativo (da loro versato, ma non ripetuto nei confronti dei
clienti per incapienza di fatturazione) fosse deducibile dal reddito.
In linea generale il contributo integrativo (che varia dal 2% al 5%, a
seconda dell’Albo di iscrizione), essendo pagato dal cliente al professionista
(il quale, a sua volta, lo riversa alla Cassa di previdenza) non è deducibile
dal reddito; diverso è il caso prospettato dai richiedenti i quali, pagando
direttamente il contributo minimo ne sostengono personalmente il costo.
Il Centro Studi ritiene che, in questo solo caso, il contributo integrativo
possa essere dedotto dal reddito, al pari del contributo soggettivo
(quest’ultimo nella misura minima del 10% del reddito netto)
Questa conclusione trova conferma anche nella Risoluzione n. 25/E del 3
marzo 2011, con la quale l’Agenzia delle Entrate, rispondendo ad un quesito
formulato da un Ente di previdenza professionale, ha chiarito che se il
contributo integrativo rimane effettivamente a carico del professionista,
senza possibilità di rivalsa verso il cliente, è possibile portarlo in deduzione
al proprio reddito; questa dunque la chiave interpretativa che porta a
ritenere possibile la deduzione fiscale dal proprio reddito.
Parimenti il Centro Studi del Collegio Nazionale degli Agrotecnici ritiene
siano deducibili dal reddito anche le quote di contribuzione integrativa
eventualmente versate volontariamente, per qualunque ragione
(ricostruzione della carriera pensionistica, versamento volontario per il
raggiungimento del periodo minimo di requisito, ecc.).
La Circolare prot. n. 2959/2015 è unita al presente Comunicato stampa.
Roma, 11 agosto 2015
http://www.agrotecnici.it/comunicati_stampa/Comunicato%20Stampa%20del%2011-8-2015.pdf

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« Risposta #1 il: 18 Agosto 2015, 07:56:14 »