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Autore Topic: MERCATINI DI HOBBISTI - parere della Regione FVG  (Letto 5632 volte)

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Risposta #2 il: 07 Febbraio 2019, 07:38:17
Hobbisti, occasionalità e controlli - commento a parere Agenzia Entrate - 6/2



Videocommento: https://buff.ly/2SePr08


Offline Simone Chiarelli

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Risposta #1 il: 29 Novembre 2011, 21:02:08
MERCATINI DI HOBBISTI - parere della Regione FVG

Riporto un interessante parere su un tema ricorrente: MERCATINI ANTIQUARI DI HOBBISTI

Estremi nota parere
     Protocollo   39231
     Data   16/11/2011
Estremi quesito
     Anno   2011
     trimestre   IV
Ambito   ATTIVITA' ECONOMICHE
Materia   ATTIVITÀ PRODUTTIVE
Oggetto   
Organizzazione di manifestazioni fieristiche.
Massima   
I mercatini su aree pubbliche di cose usate e di hobbistica - qualora svolti da privati - vanno inquadrati nell'ambito della disciplina del settore fieristico di cui alla L.R. 7/2003. Ai sensi dell'art. 3, comma 1, lett. e), di quest'ultima, viene, invece, previsto che le attività di vendita svolte in forma imprenditoriale siano regolate dalla normativa di settore del commercio e, perciò, dalla L.R. 29/2005.
Funzionario istruttore   LORENZO PEGORARO
0432/555535
LORENZO.PEGORARO@REGIONE.FVG.IT
Parere espresso da   SERVIZIO PER GLI AFFARI ISTITUZIONALI E IL SISTEMA DELLE AUTONOMIE LOCALI
Testo completo del parere
Il Comune espone che, in occasione di una tradizionale festa locale, hanno avuto luogo due eventi - un mercatino dell'antiquariato ed uno di prodotti alimentari - autorizzati e qualificati ai sensi della legge regionale 21 marzo 2003, n. 7. L'Ente lamenta che a queste manifestazioni hanno preso parte anche operatori non autorizzati, quali ambulanti con licenza commerciale ovvero operatori di settori diversi da quelli oggetto dei mercatini.

A fronte di tutto ciò, il Comune chiede di sapere: quale possa essere l'ipotesi sanzionatoria prevista dalla legge a fronte di tali partecipazioni non autorizzate; se vi siano disposizioni normative specifiche relative ai c.d. hobbisti (partecipanti ai mercati dell'antiquariato, modernariato, vintage...); se sia legittimo che l'Ente chieda ai partecipanti un rimborso forfettario delle spese di gestione dell'area, oltre al Cosap ed alla Tarsu.

Sentito il Servizio marketing territoriale e promozione internazionale della Direzione centrale attività produttive ed il Servizio commercio della Direzione centrale lavoro, formazione, commercio e pari opportunità, si espone quanto segue.

In primis, si osserva che sono diverse, e vengono regolate da normative differenti, le fiere e le manifestazioni fieristiche.

Per fiere si intendono le manifestazioni caratterizzate dall'afflusso, nei giorni stabiliti ed in occasione di particolari ricorrenze, eventi o festività, di operatori commerciali autorizzati su aree pubbliche o private (delle quali ultime il comune abbia la disponibilità)[1]. La disciplina di tali eventi è contenuta nella legge regionale 5 dicembre 2005, n. 29.

Per manifestazioni fieristiche si intendono le attività commerciali svolte in regime di diritto privato e in ambito concorrenziale per la presentazione, promozione o commercializzazione di beni e servizi in un determinato luogo, per un periodo di tempo limitato, il cui accesso può essere consentito alla generalità del pubblico oppure circoscritto a specifici gruppi o categorie. La disciplina di tali eventi è contenuta nella legge 21 marzo 2003, n. 7[2].

Come è stato già evidenziato dal parere rilasciato dall'allora Servizio sostegno e promozione comparti commercio e terziario della Direzione centrale attività produttive[3], si ritiene corretto inquadrare i mercatini su aree pubbliche di cose usate e di hobbistica - qualora svolti da privati - nell'ambito della disciplina del settore fieristico di cui alla citata L.R. 7/2003[4]. Ai sensi dell'art. 3, comma 1, lett. e), di quest'ultima, viene invece previsto che le attività di vendita svolte in forma imprenditoriale siano regolate dalla normativa di settore del commercio e, perciò, dalla L.R. 29/2005.

Per quanto attiene agli aspetti sanzionatori, l'art. 9 della L.R. 7/2003, che prevedeva casi ed entità delle sanzioni comminate per le violazioni delle disposizioni disciplinanti il settore fieristico, è stato abrogato dall'art. 52, comma 1, della legge regionale 4 marzo 2005, n. 4.

In mancanza di una apposita norma di legge, il Comune potrà fare riferimento all'art. 7 della legge regionale 12 febbraio 2003, n. 4. Questo consente all'ente locale, qualora manchi una legge che ne stabilisca di apposite, di prevedere, con proprio regolamento, l'irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie in misura non superiore a diecimila euro, nonché di eventuali sanzioni accessorie sospensive o interdittive di attività derivanti da provvedimenti della medesima amministrazione[5].

In merito agli aspetti concernenti l'organizzazione delle manifestazioni fieristiche[6] e, quindi, anche ai costi di gestione (fornitura di energia, organizzazione evento, smaltimento rifiuti...) che il Comune potrebbe chiedere di rimborsare agli organizzatori ed ai partecipanti, si ritiene che essi dovrebbero essere predeterminati dall'Ente stesso e conformi ai principi delineati dall'art. 5 della L.R. 7/2003.

Le condizioni contrattuali a carico degli espositori devono, infatti, rispondere a criteri di trasparenza e di parità di trattamento, con particolare riferimento all'ammontare della quota di partecipazione richiesta agli espositori e alle tariffe per i servizi non compresi nella quota stessa.





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[1] V. art. 40, comma 1, lett. d), della L.R. 29/2005.

[2] V. art. 2, comma 1, lett. a), della L.R. 7/2003.

[3] Si tratta del parere del 13 settembre 2007 avente ad oggetto 'L.R. 29/2005 e L.R. 7/2003 - Mercatini dell'usato e hobbistica' scaricabile dal sito della Regione al seguente indirizzo: http://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/AT4/ARG3/FOGLIA14/

[4] Si noti che l'art. 5, comma 2 bis, della L.R. 7/2003 fissa il limite massimo di dodici vote all'anno per gli operatori privati che pongono in vendita occasionalmente beni usati o prodotti materiali di propria creazione manuale o intellettuale a manifestazioni fieristiche.

[5] Si veda, inoltre, quanto previsto dalla legge regionale 17 gennaio 1984, n. 1, in materia di sanzioni amministrative regionali.

[6] Ai sensi dell'art. 11 del Regolamento di attuazione dell'art. 7 della L.R. 7/2003, approvato con il decreto del Presidente della Regione 19 aprile 2005, n. 0104/Pres., nel caso di manifestazioni fieristiche di interesse locale, sarà cura del comune territorialmente competente definire i requisiti delle aree disponibili per lo svolgimento dell'evento, verificando l'idoneità per gli aspetti relativi alla sicurezza, all'agibilità degli impianti, delle strutture ed il rispetto delle norme igienico sanitarie, di sicurezza ambientale e sul lavoro.

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Dott. Simone Chiarelli
simone.chiarelli@gmail.com
tel. 3337663638