Autore Topic: contributo correlato costo costruz. per ristrutturazioni in edifici unifamiliari  (Letto 2468 volte)

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Offline Simone Chiarelli

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  • Dott. Simone Chiarelli
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Pur essendo consapevole di toccare una questione datata, mi trovo a riproporre il quesito se sia dovuto o meno il contributo correlativo al costo di costruzione per ristrutturazioni in edifici unifamiliari (art. 17 cooma 3 TU 380/2001 e art. 188 lr 65/2014).
Nel mio comune la prassi è quella di farlo versare per ristrutturazioni superiori al 20% (???). Per l'ufficio edilizia io sono un nuovo acquisto e non riesco a dare questa interpretazione agli articoli citati. Tra l'altro, cercando anche su altri forum (es: Bosetti e Gatti), ho trovato pareri che, citando: ordinanza corte costituzionale 26 giugno 1991, n. 296, T.A.R. Lombardia, Milano, Sez. II, 10 ottobre 1996, n. 1480 e probabilmente anche altre pronunce giurisdizionali, ritengono non dovuto il contributo correlativo al costo di costruzione per interventi di ristrutturazione (qualsiasi ristrutturazione!) in edifici unifamiliari.
... infine il nostro regolamento edilizio stabilisce cosa debba intendersi per edificio unifamiliare.
Potreste aiutarmi a chiarire la questione?

Il punto di partenza è la lr 65/2014
Art. 188 - Permesso di costruire e SCIA a titolo gratuito
....
2. La quota di contributo relativa al costo di costruzione non è dovuta nei seguenti casi:
b) per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di ampliamento, in misura non superiore al 20 per cento della superficie utile preesistente, di edifici unifamiliari. E’ facoltà del comune disciplinare, nel regolamento edilizio, le caratteristiche di edificio unifamiliare, sulla base di criteri di abitabilità di un nucleo familiare medio;


Si tratta di una norma ECCEZIONALE, derogatoria, che prevede appunto un particolare caso in cui il costo di costruzione NON è dovuto.
Per realizzarsi la fattispecie occorre che vi siano TUTTE LE CONDIZIONI:
1) non si deve superare il 20% della SUL preesistente (altrimenti è sempre dovuto)
2) si deve trattare di edifici unifamiliari
3) il Comune può disciplinare le caratteristiche dell'edificio unifamiliare (se non lo fa la norma si applica comunque con riferimento alla sola disciplina regionale).

Il problema si pone se RISTRUTTURO oltre il 20% ma AMPLIO entro il 20%.
La tesi circa la gratuità è quella fatta propria in questo quesito:
http://www.bosettiegatti.eu/info/quesiti/edilizia/e010ampliamentogratuito.htm

Vedi anche:
http://www.ptpl.altervista.org/dossier/dossier_edificio_unifamiliare.htm

Quindi si ritiene gratuito l'intervento che superi, per ristrutturazione, il 20% della SUL ma non superi il 20% di ampliamento.

Forum del Portale Omniavis.it

 


LAURA BENEDETTI

  • Visitatore
Pur essendo consapevole di toccare una questione datata, mi trovo a riproporre il quesito se sia dovuto o meno il contributo correlativo al costo di costruzione per ristrutturazioni in edifici unifamiliari (art. 17 cooma 3 TU 380/2001 e art. 188 lr 65/2014).
Nel mio comune la prassi è quella di farlo versare per ristrutturazioni superiori al 20% (???). Per l'ufficio edilizia io sono un nuovo acquisto e non riesco a dare questa interpretazione agli articoli citati. Tra l'altro, cercando anche su altri forum (es: Bosetti e Gatti), ho trovato pareri che, citando: ordinanza corte costituzionale 26 giugno 1991, n. 296, T.A.R. Lombardia, Milano, Sez. II, 10 ottobre 1996, n. 1480 e probabilmente anche altre pronunce giurisdizionali, ritengono non dovuto il contributo correlativo al costo di costruzione per interventi di ristrutturazione (qualsiasi ristrutturazione!) in edifici unifamiliari.
... infine il nostro regolamento edilizio stabilisce cosa debba intendersi per edificio unifamiliare.
Potreste aiutarmi a chiarire la questione?