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Istituzione del sistema di consulenza aziendale in agricoltura
« Risposta #1 il: 17 Febbraio 2016, 12:40:23 »
Istituzione del sistema di consulenza aziendale in agricoltura



MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
DECRETO 3 febbraio 2016
Istituzione del  sistema  di  consulenza  aziendale  in  agricoltura.
(16A01113)
(GU n.38 del 16-2-2016)

     IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
 
                           di concerto con
 
                      IL MINISTRO DELLA SALUTE
 
  Visto il Regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 17 dicembre 2013, sul finanziamento, sulla  gestione  e
sul monitoraggio della  politica  agricola  comune  e  che  abroga  i
regolamenti del Consiglio (CEE) n. 352/78, (CE) n.  165/94,  (CE)  n.
2799/98, (CE) n. 814/2000, (CE) n. 1290/2005, (CE) n. 485/2008;
  Visto il Regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 17 dicembre 2013, sul sostegno allo sviluppo rurale  da
parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che
abroga il Regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio;
  Visti  i  Regolamenti  (UE)  n.  651/2014  e  702/2014  ABER  della
Commissione che dichiarano alcune  categorie  di  aiuti  nel  settore
agricolo e forestale e nelle zone rurali compatibili con  il  mercato
interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato;
  Visto  il  Regolamento  di  esecuzione  (UE)  n.   808/2014   della
Commissione del 17 luglio 2014, recante disposizioni di  applicazione
del Regolamento (UE)  n.  1305/2013  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio del 17 dicembre 2013, sul sostegno allo sviluppo rurale  da
parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR);
  Visto  il  Regolamento  di  esecuzione  (UE)  n.   809/2014   della
Commissione del 17 luglio 2014, recante modalita' di applicazione del
Regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo e del  Consiglio
riguardante il sistema integrato di gestione e controllo,  le  misure
di sviluppo rurale e la condizionalita';
  Visto  il  decreto  legislativo  29  marzo  2004,  n.  99,  recante
disposizioni in materia di soggetti e attivita', integrita' aziendale
e semplificazione amministrativa in agricoltura, a norma dell'art. 1,
comma 2, lettere d), e), f), g), l), ee) della legge 7 marzo 2003, n.
38;
  Visto il decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali  del  18  novembre  2014,  n.  6513,  recante  disposizioni
nazionali di applicazione  del  Regolamento  (UE)  n.  1307/2013  del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013;
  Visto il decreto ministeriale 23  gennaio  2015,  n.  180,  recante
«Disciplina del regime di condizionalita' ai  sensi  del  regolamento
(UE) n. 1306/2013 e delle riduzioni ed  esclusioni  per  inadempienze
dei beneficiari dei pagamenti diretti e  dei  programmi  di  sviluppo
rurale»;
  Visto il decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, recante «Disposizioni
urgenti  per  il   settore   agricolo,   la   tutela   ambientale   e
l'efficientamento    energetico    dell'edilizia     scolastica     e
universitaria,  il  rilancio  e  lo  sviluppo   delle   imprese,   il
contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonche' per
la definizione immediata di  adempimenti  derivanti  dalla  normativa
europea», convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n.
116, ed in particolare l'art.  1-ter,  relativo  all'istituzione  del
sistema di consulenza aziendale in agricoltura;
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012,  n.
137, «Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali,  a
norma dell'art. 3, comma 5, del  decreto-legge  13  agosto  2011,  n.
138», convertito, con modificazioni, dalla legge 14  settembre  2011,
n. 148, ed in  particolare  l'art.  7,  riguardante  l'obbligo  della
formazione continua;
  Visto il decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali, adottato di concerto con i Ministri dell'ambiente e  della
tutela del territorio e del mare e  della  salute,  d'intesa  con  la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  Regioni  e  le
Province autonome di Trento  e  di  Bolzano,  del  22  gennaio  2014,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12 febbraio 2014, n. 35,  con
il quale e' stato adottato il  Piano  d'Azione  Nazionale  per  l'uso
sostenibile dei prodotti  fitosanitari,  ai  sensi  dell'art.  6  del
decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150, recante «Attuazione della
direttiva  2009/128/CE  che  istituisce  un   quadro   per   l'azione
comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi»;
  Sancita l'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, di  cui
all'art. 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400, nella seduta  del  17
dicembre 2015;
 
                              Decreta:
 
                               Art. 1
 
                              Finalita'
 
  1. Il presente decreto stabilisce  le  disposizioni  attuative  del
sistema di consulenza aziendale in  agricoltura  istituito  dall'art.
1-ter, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n.  91  convertito,
con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116.
                               Art. 2
 
                             Definizioni
 
  1. Ai fini del presente decreto si intende per:
    a) «sistema di consulenza aziendale»: il  sistema  di  consulenza
aziendale in agricoltura istituito  dall'art.  1-ter,  comma  1,  del
decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 11 agosto 2014, n. 116;
    b) «servizi di consulenza»: l'insieme  delle  prestazioni  e  dei
servizi offerti dagli organismi di consulenza;
    c) «destinatario del servizio»: agricoltore, giovane agricoltore,
allevatore, silvicoltore, gestore del territorio e PMI  insediata  in
zona rurale che si avvale dei servizi di consulenza;
    d) «organismo di consulenza»: l'organismo pubblico o privato  che
presta servizi di consulenza negli  ambiti  di  cui  all'art.  1-ter,
comma 2, del decreto-legge 24 giugno  2014,  n.  91  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116;
    e) «ambiti di consulenza»: ambiti di cui all'art. 1-ter, comma 2,
del  decreto-legge  24   giugno   2014,   n.   91   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116 (vedi allegato  1),
nel quale il consulente puo' prestare la propria opera;
    f) «consulente»: la persona fisica,  in  possesso  di  qualifiche
adeguate e regolarmente formata, che presta la propria opera, per  la
fornitura di servizi di consulenza;
    g) «riconoscimento»: iscrizione nel Registro unico dell'organismo
di consulenza privato o pubblico da parte della regione  o  provincia
autonoma o, nei casi previsti, del Ministero delle politiche agricole
e del Ministero  della  salute,  previa  verifica  del  possesso  dei
requisiti di cui all'art. 5;
    h)  «Registro  Unico»:  registro  nazionale  degli  organismi  di
consulenza, privati o pubblici, riconosciuti dalle regioni e province
autonome o, nei casi previsti, dal Ministero delle politiche agricole
e dal Ministero della salute,  per  la  prestazione  dei  servizi  di
consulenza.
                               Art. 3
 
        Criteri che garantiscono il principio di separatezza
 
  1. Al fine di garantire il rispetto del principio di separatezza di
cui all'art. 1-ter, comma 3, del decreto-legge 24 giugno 2014, n.  91
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116,  e
all'art. 13, comma 2, del Regolamento UE  1306/2013,  l'organismo  di
consulenza  non  puo'   svolgere   alcuna   funzione   di   controllo
sull'erogazione  di  finanziamenti  pubblici  in  agricoltura  e  nel
settore agroalimentare,  nonche'  sulla  legittimita'  e  regolarita'
delle predette  erogazioni.  Con  successiva  circolare  ministeriale
saranno dettagliati gli elementi di separatezza delle funzioni.
  2. Per i soggetti in possesso del certificato di abilitazione  alle
prestazioni di consulenza in materia di uso sostenibile dei  prodotti
fitosanitari e sui metodi  di  difesa  alternativi,  si  applicano  i
criteri  di  incompatibilita'  indicati  al  punto  A.1.3  del  Piano
d'azione nazionale per l'uso sostenibile dei  prodotti  fitosanitari,
adottato con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari
e forestali, adottato di concerto  con  i  Ministri  dell'ambiente  e
della tutela del territorio e del mare e della salute, del 22 gennaio
2014.
                               Art. 4
 
Procedure omogenee per la realizzazione delle attivita' di formazione
              di base e di aggiornamento professionale
 
  1. Sono considerati in possesso  di  qualifiche  adeguate  ai  fini
dello svolgimento dell'attivita' di consulenza  di  cui  al  presente
decreto gli iscritti agli ordini e ai  collegi  professionali  per  i
rispettivi ambiti di consulenza.
  2. Fatte salve le  materie  per  le  quali  la  legge  prevede  una
competenza esclusiva riservata alle categorie professionali di cui al
comma 1, sono altresi' considerati in possesso di qualifiche adeguate
ai fini dello svolgimento dell'attivita' di consulenza, i soggetti in
possesso del titolo di studio richiesto per l'iscrizione agli  ordini
o ai collegi professionali, o adeguato all'ambito di consulenza,  non
iscritti ai relativi albi, che abbiano uno dei seguenti requisiti:
    a) documentata esperienza lavorativa di almeno 3 anni  nel  campo
dell'assistenza tecnica o della consulenza nei rispettivi  ambiti  di
consulenza e dispongano della relativa attestazione dell'organismo di
consulenza;
    b) un attestato  di  frequenza/con  profitto,  per  i  rispettivi
ambiti di consulenza, al  termine  di  una  formazione  di  base  che
rispetti i criteri minimi di cui al successivo comma 3.
  3. Le attivita' di formazione di base devono rispettare i  seguenti
criteri minimi:
    a) essere svolte da organismi pubblici, enti  riconosciuti  o  da
Enti di formazione accreditati,  a  livello  regionale,  nazionale  o
europeo;
    b) avere una durata non inferiore a 24 ore nel relativo ambito di
consulenza;
    c) prevedere al  termine  del  percorso  formativo  una  verifica
finale con il rilascio di un attestato di frequenza con profitto.
  4. Le attivita' di  aggiornamento  professionale  negli  ambiti  di
consulenza sono  obbligatorie  per  tutti  i  consulenti  e  dovranno
svolgersi con periodicita' almeno triennale.
  5.  Per  gli  iscritti  agli  ordini  e  ai  collegi  professionali
nazionali viene assunta  come  valida  e  sufficiente  la  formazione
prevista  dai  rispettivi  piani   formativi   e   di   aggiornamento
professionale ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica  7
agosto 2012, n. 137.
  6. Le attivita'  di  aggiornamento  devono  rispettare  i  seguenti
criteri minimi:
    a) essere svolte da Organismi pubblici, Enti  riconosciuti  o  da
Enti di formazione accreditati,  a  livello  regionale,  nazionale  o
europeo;
    b) avere una durata non inferiore a 12 ore nel relativo ambito di
consulenza;
    c) prevedere al termine del percorso formativo il rilascio di  un
attestato di frequenza.
  7. L'abilitazione all'esercizio  dell'attivita'  di  consulente  in
materia  di  utilizzo  sostenibile  dei  prodotti   fitosanitari   e'
regolamentata dall'art. 8, comma 3, del decreto legislativo 14 agosto
2012, n. 150 e dal capitolo A.1  del  Piano  d'Azione  Nazionale  per
l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, adottato con decreto del
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, adottato di
concerto con i Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e
del mare e della salute, d'intesa con la Conferenza permanente per  i
rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento  e
di Bolzano, del 22 gennaio 2014.
                               Art. 5
 
                   Modalita' di accesso al sistema
               di consulenza aziendale in agricoltura
 
  1.  Possono  accedere  al  sistema  di  consulenza  aziendale   gli
organismi  riconosciuti  ai  sensi   del   presente   articolo,   che
contemplino, tra le proprie finalita', le attivita' di consulenza nel
settore agricolo, zootecnico o forestale e che dispongano  di  uno  o
piu'  consulenti,  dotati  di  adeguate  qualifiche  e   regolarmente
formati, ai  sensi  dell'art.  4,  in  almeno  uno  degli  ambiti  di
consulenza di cui all'allegato 1,  che  non  siano  in  posizioni  di
incompatibilita' secondo i principi di cui all'art. 3, comma 1.
  2. Possono accedere  al  sistema  di  consulenza,  quali  organismi
privati di consulenza aziendale,  le  imprese,  costituite  anche  in
forma societaria, le societa'  e  i  soggetti  costituiti,  con  atto
pubblico, nelle altre forme associative  consentite  per  l'esercizio
dell'attivita' professionale.
  3. Le regioni e le province autonome,  competenti  con  riferimento
alla sede legale degli organismi  privati  di  consulenza  aziendale,
provvedono al loro riconoscimento previa verifica  del  possesso  dei
requisiti di cui agli articoli 3 e 4 e ai commi 1 e  2  del  presente
articolo.
  4. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il
Ministero della salute e le regioni e le province autonome provvedono
al riconoscimento degli organismi pubblici  di  consulenza  aziendale
ovvero  degli  enti  pubblici  istituzionalmente  competenti,  previa
verifica del possesso dei requisiti di cui al presente articolo.
  5. Le Regioni e le Province autonome si impegnano ad assicurare che
nel loro territorio, in esito alle attivita' di riconoscimento  degli
organismi di consulenza di cui al  presente  articolo,  sia  operante
un'offerta di consulenza in tutti gli ambiti  di  consulenza  di  cui
all'allegato  1,  compatibilmente  con  i  fabbisogni  rilevati,   le
specificita' di ciascun territorio e  la  disponibilita'  di  risorse
finanziarie.
                               Art. 6
 
       Registro Unico nazionale degli organismi di consulenza
 
  1. E'  istituito  presso  il  Ministero  delle  politiche  agricole
alimentari e forestali il Registro unico nazionale degli organismi di
consulenza riconosciuti ai sensi dell'art. 5.
  2. Gli enti che hanno provveduto al riconoscimento degli  organismi
di consulenza ai sensi dell'art. 5, aggiornano in via informatica  il
Registro  unico  entro  30  giorni  dalla  data  del  riconoscimento,
fornendo per ciascuno di essi i dati, secondo  un  modello  unificato
definito  dal  Ministero  delle  politiche  agricole   alimentari   e
forestali, in accordo con  le  regioni  e  le  province  autonome,  o
comunicando i dati del provvedimento di revoca del riconoscimento.
  3.  Gli  estremi  identificativi  degli  organismi  di   consulenza
riconosciuti, iscritti nel Registro unico,  sono  pubblicati,  con  i
relativi dati,  sul  sito  del  Ministero  delle  politiche  agricole
alimentari e forestali (www.politicheagricole.it).
  4.  Nelle  procedure  ad  evidenza  pubblica   le   amministrazioni
aggiudicatrici  o  gli  altri  soggetti  aggiudicatori,  in  sede  di
verifica dell'ammissibilita' di organismi di consulenza  iscritti  al
Registro unico  di  cui  al  presente  articolo,  sono  esentate  dal
controllo  del  possesso  dei  requisiti  richiesti  ai  sensi  degli
articoli 3, 4 e 5, in quanto impliciti nell'iscrizione medesima sotto
la responsabilita' dell'Ente che ha proceduto al loro riconoscimento,
fatte salve le necessarie  verifiche  relative  alla  permanenza  dei
requisiti che hanno consentito l'iscrizione.
  5. L'istituzione del Registro unico di cui al presente articolo  e'
fatta nell'ambito delle  risorse  umane,  strumentali  e  finanziarie
disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o  maggiori
oneri a carico della finanza pubblica.
                               Art. 7
 
                Sistema di certificazione di qualita'
 
  1. Con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari  e
forestali, d'intesa con la Conferenza permanente per i  rapporti  tra
lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e  Bolzano,  e'
istituito  il  sistema  di  certificazione  di   qualita'   nazionale
sull'efficacia ed efficienza dell'attivita' svolta dagli organismi di
consulenza.
                               Art. 8
 
                      Clausole di salvaguardia
 
  1. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle Regioni a
statuto speciale e alle Province autonome di  Trento  e  Bolzano  nel
rispetto e nei limiti degli statuti speciali  di  autonomia  e  delle
relative norme di attuazione, inclusa la vigente normativa in materia
di bilinguismo e di uso  della  lingua  italiana  e  tedesca  per  la
redazione dei provvedimenti e degli atti  rivolti  al  pubblico  come
previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 15  luglio  1988
n. 574.
  2. Sono fatte  salve  le  disposizioni  vigenti,  anche  di  natura
regolamentare, purche' compatibili con le disposizioni contenute  nel
presente decreto.
                               Art. 9
 
                         Norme di attuazione
 
  1.  Le  regioni  e  le  province  autonome  definiscono,  ai  sensi
dell'art. 1-ter, comma 6, del decreto-legge 24 giugno  2014,  n.  91,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, le
disposizioni attuative a livello regionale del sistema di  consulenza
aziendale di cui all'art. 1.
  Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  alla
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
    Roma, 3 febbraio 2016
 
                                        Il Ministro delle politiche   
                                      agricole alimentari e forestali
                                                  Martina             
 
Il Ministro della salute: Lorenzin
                                                           Allegato 1
 
                  Ambiti del sistema di consulenza
 
    Il  sistema  di  consulenza,  rivolto  alle   aziende   agricole,
zootecniche e forestali, opera almeno nei seguenti ambiti:
      a) gli obblighi a livello di azienda risultanti dai criteri  di
gestione obbligatori e dalle norme per il mantenimento del terreno in
buone condizioni agronomiche e ambientali, ai sensi  del  titolo  VI,
capo I, del regolamento (UE) n. 1306/2013;
      b) le pratiche agricole benefiche per  il  clima  e  l'ambiente
stabilite nel titolo III, capo 3, del regolamento (UE) n. 1307/2013 e
il  mantenimento  della  superficie  agricola  di  cui  all'art.   4,
paragrafo 1, lettera c), del medesimo regolamento (UE) n. 1307/2013;
      c) misure a  livello  di  azienda  previste  dai  programmi  di
sviluppo rurale volte all'ammodernamento aziendale, al  perseguimento
della  competitivita',  all'integrazione  di  filiera,  compreso   lo
sviluppo di filiere  corte,  all'innovazione  e  all'orientamento  al
mercato nonche' alla promozione dell'imprenditorialita';
      d) i requisiti a livello di beneficiari  adottati  dagli  Stati
membri  per  attuare  l'art.  11,  paragrafo   3,   della   direttiva
2000/60/CE;
      e) i requisiti a livello di beneficiari  adottati  dagli  Stati
membri per attuare l'art. 55 del regolamento (CE)  n.  1107/2009,  in
particolare l'obbligo di cui all'art. 14 della direttiva 2009/128/CE;
      f) le norme di sicurezza sul lavoro e  le  norme  di  sicurezza
connesse all'azienda agricola;
      g) consulenza specifica per agricoltori che si insediano per la
prima volta;
      h)   la   promozione   delle   conversioni   aziendali   e   la
diversificazione della loro attivita' economica;
      i) la gestione del rischio e l'introduzione  di  idonee  misure
preventive contro i disastri naturali, gli eventi catastrofici  e  le
malattie degli animali e delle piante;
      j) i  requisiti  minimi  previsti  dalla  normativa  nazionale,
indicati all'art. 28, paragrafo 3, e all'art. 29,  paragrafo  2,  del
regolamento (UE) n. 1305/2013;
      k) le informazioni relative alla  mitigazione  dei  cambiamenti
climatici e all'adattamento ai medesimi, alla  biodiversita'  e  alla
protezione delle acque di cui all' allegato I del regolamento (UE) n.
1306/2013;
      l) misure rivolte al benessere e alla biodiversita' animale;
      m) profili sanitari delle pratiche zootecniche.

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