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Autore Topic: un locale bar,2 gestori,2 p.iva,2 registratori di cassa,orari diversi, si può???  (Letto 4379 volte)

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Offline Simone Chiarelli

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scusate la domanda...ma il fatto che la mia collaboratrice aprirà la pratica per inizio nuova attività nei miei locali con propria partita iva necessita il fatto che lei debba avere propria autorizzazione sanitaria oppure basterebbe la mia?
perchè se bastasse la mia (come ad esempio nei casi dgli estetisti anche se regolati da contratto non commerciale) ci sarebbero sicuramente meno problematiche e dovrebbe filare spero tutto liscio!!! :)
grazie!

Nel caso di DUE attività negli stessi locali OGNUNA deve dimostrare autonomamente il rispetto dei requisiti ANCHE SE alcuni requisiti sono COMUNI (servizi igienici, deposito ecc...).
Non è che si può "prestare" la propria autorizzazione .... ma se la seconda attività è interna alla prima ed utilizza la gran parte dei requisiti della stessa sarà facile dimostrare il possesso dei requisiti ... ma occorre comunque presentare la relativa procedura.

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Offline max.calzia

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scusate la domanda...ma il fatto che la mia collaboratrice aprirà la pratica per inizio nuova attività nei miei locali con propria partita iva necessita il fatto che lei debba avere propria autorizzazione sanitaria oppure basterebbe la mia?
perchè se bastasse la mia (come ad esempio nei casi dgli estetisti anche se regolati da contratto non commerciale) ci sarebbero sicuramente meno problematiche e dovrebbe filare spero tutto liscio!!! :)
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Offline max.calzia

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rieccoci nuovamente ...ieri ci ha contattato l'ufficio del commercio del comune di Savona dicendo che rivolgendosi all'ufficio legale della regione liguria in effetti il fatto che due piva di somministrazione alimenti possano condividere gli stessi locali in orari diversi non è vietato...ci hanno pero' detto che essendo la nostra attività in zona sottoposta a tutela la persona che intenderà svolgere l'attività in aggiunta a noi, non potrà semplicemente presentare SCIA ma dovrà fare pratica nuova come "nuova attività" ...e potrebbero sorgere problemi con l'ufficio urbanistica che potrebbe pretendere (cosa a noi non accaduta in quanto la nostra licenza è molto vecchia) adeguamento dei locali come prevede la nuova normativa (bagno disabili e quant'altro) ...abbiamo contattato anche la ASL di competenza che ci ha risposto che fino ad ora hanno sempre rifiutato di dare il loro consenso e autorizzazionii in casi analoghi per problemi che potrebbero riscontrarsi in caso di sanzioni o provvedimenti in quanto non saprebbero a chi attribuire esattamente la sanzione (es....mozzarella scaduta in frigo etc...) e anche sanzioni di tipo generale del locale (zanzariera mancante etc...) Noi abbiamo fatto presente che la merce sarà adeguatamente divisa e contrassegnata (armadietti con etichette etc...) e che mancanze strutturali sarebbero a carico nostro in quanto titolari del contratto di affitto e che verrebbe scritto tutto nero su biano nel nostro contratto tra le parti....ma niente....siamo esausti e demotivati...non sappiamo piu' che pesci prendere...AIUTOOOO... :( :( :( vale la pena continuare?? è piu' di un anno che impegnamo tempo e fatica per uffici..il Comune è disposto a dialogare con Asl etc...punteremo su questo ma ci servirebbero altre vostre preziose dritte... anche perchè non possiamo permetterci ancora per molto data la crisi sempre piu' forte tempi biblici che ci stanno piano piano annientando e vorremmo cercare a tutti i costi di non dover chiudere definitivamente...
Grazie ancora!!!



Offline max.calzia

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grazie per le info e la tua super gentilezza!! ti aggiorneremo!! :)



Offline Simone Chiarelli

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Sembra che finalmente e soprattutto grazie alle informazioni preziosissime da voi forniteci gli uffici del commercio del comune si stiano attivando positivamente e la prossima settimana ci hanno convocato per incontro e dettagli.
A questo punto proviamo ancora ad approfittare della vostra competenza e gentilezza chiedendovi:
quale tipo di contratto tra noi (ditta individuale) e il soggetto che si occuperebbe della gestione serale sarebbe meglio stipulare?
i nostri commercialisti sono decisamente confusi a riguardo....
Non essendo noi proprietari dei muri del locale ma affittuari, con contratto regolare che continueremmo a pagare noi, ma esistendo una clausola che prevede il divieto di sub affitto...come si puo' fare?
Esistono formule particolari per il co-working o casi come questo :o :o :o :o?
Vi ringraziamo anticipatamente e ci scusiamo dell'"abuso" della vostra disponibilità ma ci sentiamo un po' "pionieri" in un mondo almeno nella nostra regione ancora molto sconosciuto...

Stante il divieto di sub-locazione non rimane che provare a sottoscrivere un contratto "ATIPICO" nel senso di diverso da quelli previsti dal codice civile (soluzione legittima) di collaborazione con attività prevalente presso la vs. sede.
In pratica voi scriverete che fra i due soggetti è attivata una collaborazione bla bla bla dove A (voi) mette a disposizione di B le strutture a disposizione della società per le attività bla bla bla con le seguenti modalità bla bla bla. Il presente contratto non costituisce locazione e consente il mero utilizzo dei locali ed arredi della struttura in presenza e coordinamento di A.
Per tali prestazioni B riconosce ad A il compenso di euro .....

In alternativa stipula un vero e proprio contratto di co working (che in realtà è anch'esso un contratto atipico) ad esempio prendendo spunto da questo:
http://www.cittadellarte.it/userfiles/file/materiali/pdf/contratto-coworking2_0.pdf


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Sembra che finalmente e soprattutto grazie alle informazioni preziosissime da voi forniteci gli uffici del commercio del comune si stiano attivando positivamente e la prossima settimana ci hanno convocato per incontro e dettagli.
A questo punto proviamo ancora ad approfittare della vostra competenza e gentilezza chiedendovi:
quale tipo di contratto tra noi (ditta individuale) e il soggetto che si occuperebbe della gestione serale sarebbe meglio stipulare?
i nostri commercialisti sono decisamente confusi a riguardo....
Non essendo noi proprietari dei muri del locale ma affittuari, con contratto regolare che continueremmo a pagare noi, ma esistendo una clausola che prevede il divieto di sub affitto...come si puo' fare?
Esistono formule particolari per il co-working o casi come questo :o :o :o :o?
Vi ringraziamo anticipatamente e ci scusiamo dell'"abuso" della vostra disponibilità ma ci sentiamo un po' "pionieri" in un mondo almeno nella nostra regione ancora molto sconosciuto...



Offline max.calzia

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OK, grazie, ricevuto il concetto..... andiamo avanti con calma e per gradi ::) era solo uno sfogo curioso :D



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Come sempre rapidissimo e molto esauriente. stampiamo e torniamo all'attacco nei prossimi giorni e ti faremo sapere.
Ma ci è venuta una domanda: ma se la nostra "collega" presentasse SCIA  e notifica sanitaria agli uffici comunali competenti e aprissimo al di là del parere ad oggi avverso, cosa rischieremmo???
Oppure a chi ci possiamo rivolgere (tipo Regione - Ass Sviluppo economico o altro) per "smuovere" questa rena tipicamente rivierasca???? (Ligure ovviamente). Al di là della su-già-consigliata "richiesta danni"? (che teniamo comunque in debita considerazione per il futuro) ;) ;) ;) ;) ;) ;)
Grazie

1) non esiste organo superiore al Comune (quindi nè Regione nè Ministero possono costringere, ammesso che siano più "liberisti", il che dubitiamo, possono imporre la propria idea al responsabile del procedimento ... aggiungiamo ... per fortuna)
2) RISCHI: sanzione per esercizio senza titolo dell'attività di somministrazione (da 516 a 3098 euro, quindi 1032 euro di oblazione) + ordinanza di cessazione dell'attività (di somministrazione), non dell'attività in generale


Offline max.calzia

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Come sempre rapidissimo e molto esauriente. stampiamo e torniamo all'attacco nei prossimi giorni e ti faremo sapere.
Ma ci è venuta una domanda: ma se la nostra "collega" presentasse SCIA  e notifica sanitaria agli uffici comunali competenti e aprissimo al di là del parere ad oggi avverso, cosa rischieremmo???
Oppure a chi ci possiamo rivolgere (tipo Regione - Ass Sviluppo economico o altro) per "smuovere" questa rena tipicamente rivierasca???? (Ligure ovviamente). Al di là della su-già-consigliata "richiesta danni"? (che teniamo comunque in debita considerazione per il futuro) ;) ;) ;) ;) ;) ;)
Grazie



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Ciao Simone! Rieccoci!!!! 8) 8) 8)
Dopo qualche mese ecco l'ultima risposta del Comune di Savona alla nostra richiesta fatta sulla base dei tuoi consigli e portando anche le citazioni legali da te forniteci in questo topic:
"effettivamente ad oggi la normativa regionele, comunale e della camera di commercio NON PREVEDE co-working come lo pensereste voi, però si potrebbe lavorare su un contratto specifico tra le parti, fare una società di persone, presentare una SCIA e diventerebbe possibile"
Cosa ne pensi????
Ci stanno portando nella giusta direzione o verso una fregatura?
L'idea non era quella di fare una società....
boh?
Abusiamo ancora della tua competenza.... che facciamo?
Grazie  ;D
Mary e Max

BATTUTA PER STEMPERARE GLI ANIMI: se minacci il Comune di chiedere i danni, essendo liguri, magari ti danno ragione

SERIAMENTE: quello che ti stanno proponendo non è coworking, ma un WORKING ALONE, in pratica create un nuovo soggetto giuridico che opera da solo .... grazie al cavolo che questo si può!
Per convincere il Comune prova a dirgli che anche il MINISTERO DELL'INTERNO (quello più burocrate che esista) ha riconosciuti la legittima compresenza di circolo e bar:
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/impresa/consumatori/131684circoliprivati.pdf

Il Ministero delo sviluppo economico lo dà per assodato:
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/normativa/207483.pdf

Ancora più esplicitamente:
Risoluzione del Ministero delle Attività Produttive Prot. n. 558387 del 08/11/2004

OGGETTO: PUBBLICO ESERCIZIO E RIVENDITA DI GENERI DI MONOPOLIO - COESISTENZA DI PIÙ AUTORIZZAZIONI NEGLI STESSI LOCALI INTESTATE A DITTE DIVERSE - QUESITO.
Codesto Comune ha chiesto di conoscere il parere dello scrivente Ufficio in merito al quesito in oggetto.
Al riguardo, si precisa, preliminarmente, che le disposizioni nazionali in materia di somministrazione di alimenti e bevande sono previste dalla Legge 25 agosto 1991, n. 287, nella quale, tra l’altro, non vi è alcun richiamo a norme che vietino la coesistenza di più autorizzazioni nella stessa unità immobiliare, intestate a soggetti diversi.
Inoltre, per completezza di informazione, si invia la risoluzione ministeriale n. 504797 del 7/5/2002, con cui la scrivente si è espressa in merito alla possibile attivazione di più esercizi di vendita nel medesimo ambito spaziale.
IL DIRETTORE GENERALE
(Mario Spigarelli)

**********************


Insomma ... personalmente andrei fino in fondo ... giocando anche queste carte ....

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Ciao Simone! Rieccoci!!!! 8) 8) 8)
Dopo qualche mese ecco l'ultima risposta del Comune di Savona alla nostra richiesta fatta sulla base dei tuoi consigli e portando anche le citazioni legali da te forniteci in questo topic:
"effettivamente ad oggi la normativa regionele, comunale e della camera di commercio NON PREVEDE co-working come lo pensereste voi, però si potrebbe lavorare su un contratto specifico tra le parti, fare una società di persone, presentare una SCIA e diventerebbe possibile"
Cosa ne pensi????
Ci stanno portando nella giusta direzione o verso una fregatura?
L'idea non era quella di fare una società....
boh?
Abusiamo ancora della tua competenza.... che facciamo?
Grazie  ;D
Mary e Max



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in effetti ci siamo recati oggi in Comune (ufficio Commercio) ed oltre ad uno sconcerto evidente ci è stato risposto che non si puo' fare...anzi che più esattamente non è previsto!!!! Ma torneremo all'attacco con queste tue preziose informazioni! Grazie mille e ti terremo informato
Mari e Max

Portatevi anche questo .... se non è previsto ... allora è consentito!

Decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (estratto)
Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo

Art. 3 comma 1
Comuni, Province, Regioni e Stato, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, adeguano i rispettivi ordinamenti al principio secondo cui l'iniziativa e l'attività economica privata sono libere ed è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge

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in effetti ci siamo recati oggi in Comune (ufficio Commercio) ed oltre ad uno sconcerto evidente ci è stato risposto che non si puo' fare...anzi che più esattamente non è previsto!!!! Ma torneremo all'attacco con queste tue preziose informazioni! Grazie mille e ti terremo informato
Mari e Max



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Ciao a tutti! Io e la mia compagna abbiamo un piccolo bar a Savona che teniamo aperto dalle 7 alle 19 e lo vorremmo far gestire ad una nostra amica (che ha tra l'altro una sua licenza e partita iva con eventualmente un suo registratore di cassa) dalle 19 alle 4 del mattino. Secondo noi potrebbe essere un buon modo per riuscire ad avere un'entrata in piu' per provare a combattere la crisi, è una follia? Si può fare? Dove potremmo trovare notizie in merito? Grazie

Quanto descritto è giuridicamente fattibile senza nessun problema di ordine generale.
L'amica presenterà SCIA per nuova attività + notifica sanitaria assicurandosi di avere i requisiti (che immagino siano gli stessi vostri).

DOVRETE aggiornare il piano di sicurezza ed il DUVRI per le interferenze oltre che i piani HACCP (così da assicurare che l'uno lasci all'altro il locale igienicamente idoneo).

NON ESCLUDO che il Comune potrebbe rimanere sorpreso (non è una procedura frequente), ma fategli presente l'esistenza dell'art. 35 del Dlgs 59/2010 (ed ovviamente fategli leggere anche questo post9.

IN BOCCA AL LUPO

DECRETO LEGISLATIVO 26 marzo 2010, n. 59
Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno


Art. 35. (Attività multidisciplinari)

1. I prestatori possono essere assoggettati a requisiti che li obblighino ad esercitare esclusivamente una determinata attività specifica o che limitino l'esercizio, congiunto o in associazione, di attività diverse solo nei casi seguenti:

a) professioni regolamentate, nella misura in cui ciò sia giustificato per garantire il rispetto di norme di deontologia diverse in ragione della specificità di ciascuna professione, di cui è necessario garantire l'indipendenza e l'imparzialità;
b) prestatori che forniscono servizi di certificazione, di omologazione, di controllo, prova o collaudo tecnici, nella misura in cui ciò sia giustificato per assicurarne l'indipendenza e l'imparzialità.

2. Nei casi in cui è consentito lo svolgimento delle attività multidisciplinari di cui al comma 1:

a) sono evitati i conflitti di interesse e le incompatibilità tra determinate attività;
b) sono garantite l'indipendenza e l'imparzialità che talune attività richiedono;
c) è assicurata la compatibilità delle regole di deontologia professionale e di condotta relative alle diverse attività, soprattutto in materia di segreto professionale.


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Dott. Simone Chiarelli
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Ciao a tutti! Io e la mia compagna abbiamo un piccolo bar a Savona che teniamo aperto dalle 7 alle 19 e lo vorremmo far gestire ad una nostra amica (che ha tra l'altro una sua licenza e partita iva con eventualmente un suo registratore di cassa) dalle 19 alle 4 del mattino. Secondo noi potrebbe essere un buon modo per riuscire ad avere un'entrata in piu' per provare a combattere la crisi, è una follia? Si può fare? Dove potremmo trovare notizie in merito? Grazie