Autore Topic: Riforma della SCIA - DECRETO LEGISLATIVO 30 giugno 2016, n. 126  (Letto 3024 volte)

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Re:Riforma della SCIA - DECRETO LEGISLATIVO 30 giugno 2016, n. 126
« Risposta #5 il: 05 Agosto 2016, 08:57:42 »
Videolezione su SCIA e Conferenza di servizi



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Re:Riforma della SCIA - DECRETO LEGISLATIVO 30 giugno 2016, n. 126
« Risposta #5 il: 05 Agosto 2016, 08:57:42 »

 



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Re:Riforma della SCIA - DECRETO LEGISLATIVO 30 giugno 2016, n. 126
« Risposta #3 il: 18 Luglio 2016, 08:57:42 »
E' possibile acquistare la video-lezione sulla:
 
SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA’ E CONFERENZA DI SERVIZI NEI DLGS 126 E 127 DEL 30/06/2016



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Re:Riforma della SCIA - DECRETO LEGISLATIVO 30 giugno 2016, n. 126
« Risposta #2 il: 18 Luglio 2016, 08:56:50 »
In Gazzetta ufficiale il decreto legislativo attuativo della riforma Madia, in tema di SCIA



D.lgs. 30 giugno 2016, n. 126 recante “Attuazione della delega in materia di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), a norma dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124”

(in Gazz. Uff. 13 luglio 2016, n.162)

Entra in vigore il 28 luglio 2016.
 

È stato pubblicato uno dei fondamentali ed attesi decreti attuativi della legge n. 124 del 2015, c.d. riforma Madia (in particolare, dell’art. 5), avente ad oggetto la nuova disciplina della Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).

Dal punto di vista schematico, il decreto legislativo in esame è composto di 4 articoli.

 

L'art. 1 individua, al comma 1, l'oggetto dello schema nella definizione della "disciplina generale applicabile ai procedimenti relativi alle attività private non soggette ad autorizzazione espressa" e nella delimitazione degli "ambiti dei relativi regimi amministrativi", che in realtà il comma 2 demanda a successivi decreti legislativi, ai quali spetterà l'individuazione dei procedimenti da ricondurre ai quattro regimi amministrativi definiti nella norma di delega, ossia: segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) di cui all'art. 19, l. 7 agosto 1990, n. 241; silenzio assenso di cui all'art. 20, l. n. 241 del 1990; comunicazione preventiva; autorizzazione espressa.

Le attività private che non saranno espressamente individuate in tali decreti legislativi "o specificamente oggetto di disciplina da parte della normativa europea, statale e regionale, non sono soggette a disciplina procedimentale".

In proposito, merita di essere ricordato il parere del 30 marzo 2016 (cfr. news 1 aprile 2016) con cui il Consiglio di Stato, a proposito dell'oggetto dello schema, ha svolto, fra le altre, due considerazioni: in primo luogo rilevando che, "nonostante sarebbe stato auspicabile che l'attuazione della delega, preferibilmente con un unico decreto legislativo, non prescindesse dalla pur non facile opera di ricognizione e classificazione dei procedimenti", il decreto possiede tuttavia "caratteristiche di autonoma utilità e di indipendente operatività" idoneo a risolvere alcune delle criticità applicative della disciplina in questione; in secondo luogo, invitando il Governo ad introdurre nello schema di decreto l'obbligo di comunicazione ai soggetti interessati dei termini entro i quali l'amministrazione è tenuta a rispondere ovvero entro i quali il silenzio dell'amministrazione equivale ad accoglimento della domanda, che rientra negli oggetti della delega previsti esplicitamente dall'art. 5, comma 1, l. n. 124 del 2015.

 

L'art. 2 disciplina la predisposizione dei moduli unificati e standardizzati per la presentazione di istanze, segnalazioni e comunicazioni alle pubbliche amministrazioni, ne regola le modalità di pubblicazione sui siti delle amministrazioni e prevede sanzioni per la mancata pubblicazione.

Al comma 2 si introduce per le amministrazioni destinatarie delle istanze, segnalazioni e comunicazioni l’obbligo di pubblicare sul proprio sito istituzionale i moduli e, per ciascuna tipologia di procedimento, l’elenco degli stati, qualità personali e fatti oggetto di dichiarazione sostitutiva, di certificazione o di atto di notorietà, nonché delle attestazioni e asseverazioni dei tecnici abilitati o delle dichiarazioni di conformità dell’Agenzia delle imprese, necessari a corredo della segnalazione, indicando le norme che ne prevedono la produzione.

Il comma 3 disciplina i poteri sostitutivi tra diversi livelli amministrativi in caso di omessa pubblicazione dei moduli e della relativa documentazione ai sensi dei commi precedenti. Ed, in particolare, stabilisce che in caso di omessa pubblicazione dei documenti da parte degli enti locali, le regioni adottano le misure sostitutive, anche su segnalazione del cittadino. Per le modalità si fa rinvio, senza ulteriori specificazioni, alla disciplina statale e regionale applicabile nella relativa materia; in caso di omessa pubblicazione da parte delle regioni, si provvede in via sostitutiva ai sensi (ossia con le modalità) dell’art. 8, l. n. 131 del 2003, che ha disciplinato il potere sostitutivo da parte del governo in attuazione dell’art. 120 Cost.

Il comma 4 detta una regola procedurale limitativa delle richieste interlocutorie delle pp.aa.. In particolare, l’amministrazione può chiedere all'interessato informazioni o documenti solo in  caso  di  mancata  corrispondenza  del  contenuto dell'istanza, segnalazione o comunicazione e dei relativi allegati  a quanto predisposto ai sensi del comma 2.  E’ quindi vietata ogni richiesta di informazioni o documenti ulteriori rispetto a quelli indicati nonchè di documenti in possesso di una p.a..

Il comma 5 regola le sanzioni per la mancata pubblicazione delle informazioni e dei documenti indicati, nonché per la richiesta di integrazioni documentali non corrispondenti alle informazioni e ai documenti pubblicati, stabilendo che tali fattispecie “costituiscono illecito disciplinare punibile con la sospensione da tre giorni a sei mesi”. In proposito merita di essere ricordato che, secondo il parere del Consiglio di Stato, avrebbe dovuto essere valutata l’opportunità di evitare automatismi e, pertanto, di sostituire le parole “costituiscono illecito disciplinare” con “sono valutabili ai fini dell’illecito disciplinare”.

 

L'art. 3 costituisce il cuore del provvedimento ed introduce una disciplina per la concentrazione dei regimi amministrativi (cosiddetta SCIA unica).

In primo luogo viene introdotto l’art. 18 bis, l. n. 241 del 1990, rubricato “Presentazione   di istanze, segnalazioni o comunicazioni”. La norma prevede il rilascio della ricevuta della presentazione che, laddove contenente i relativi elementi, vale come comunicazione di avvio del procedimento. In tema di decorrenza dei termini si prevede che per la stessa si debba far riferimento al ricevimento dell’istanza da parte dell’ufficio competente (che eventualmente la riceve da quello incompetente cui è stata presentata).

In secondo luogo si interviene a modificare l’art. 19, sia eliminando la previsione generale della possibile sospensione dell’attività intrapresa sia introducendo un ulteriore inciso che attribuisce uno specifico potere di sospensione. In particolare, si prevede che in presenza di attestazioni non veritiere ovvero di pericolo per uno degli interessi c.d. rafforzati (ambiente, paesaggio, beni culturali, salute, sicurezza pubblica o difesa nazionale), con atto motivato l'amministrazione dispone la sospensione dell'attività intrapresa, interrompendo il termine di cui al primo periodo, che ricomincia a decorrere dalla data in cui il privato comunica l'adozione delle suddette misure. In assenza di ulteriori provvedimenti, decorso lo stesso termine, cessano gli effetti della sospensione eventualmente adottata.

In terzo luogo viene introdotto un nuovo art. 19 bis, rubricato “Concentrazione dei regimi amministrativi”. In particolare si prevede che sul sito istituzionale di ciascuna amministrazione sia indicato lo sportello unico, di regola telematico, al quale presentare la SCIA, anche in caso di procedimenti connessi di competenza di altre amministrazioni ovvero di diverse articolazioni interne. A fini di ulteriore semplificazione si prevede poi che se per lo svolgimento di un'attività sono necessarie altre SCIA, comunicazioni, attestazioni, asseverazioni e notifiche, l'interessato presenta un'unica SCIA allo sportello predetto; se l'attività oggetto di SCIA è condizionata dall'acquisizione di atti di assenso comunque denominati o pareri di altri uffici e amministrazioni, ovvero all'esecuzione di verifiche preventive, l'interessato presenta la relativa istanza allo stesso sportello cui consegue il rilascio della ricevuta. In tali casi, il termine per la convocazione della conferenza di cui all'art. 14 decorre dalla data di presentazione dell'istanza e l'inizio dell'attività resta subordinato al rilascio degli atti medesimi, di cui lo sportello dà comunicazione all'interessato.

Infine vengono apportate alcune modifiche: all’art. 20 (aggiunto il riferimento alla decorrenza dei termini dalla data di ricevimento della domanda del privato), all’art. 21 (circa il permanere della responsabilità del funzionario in caso di formazione del silenzio assenso e decorso del termine, in caso di istanze non conformi) ed all’art. 29 (sull’estensione anche di tali ambiti nei confini dei livelli essenziali delle prestazioni).

L'art. 4 prevede l’obbligo di adeguamento di regioni ed enti locali entro il primo gennaio del 2017, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 29, l. n. 241 del 1990.
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Riforma della SCIA - DECRETO LEGISLATIVO 30 giugno 2016, n. 126
« Risposta #1 il: 14 Luglio 2016, 07:43:12 »
Riforma della SCIA - DECRETO LEGISLATIVO 30 giugno 2016, n. 126



DECRETO LEGISLATIVO 30 giugno 2016, n. 126
Attuazione della delega in materia  di  segnalazione  certificata  di
inizio attivita' (SCIA), a norma dell'articolo 5 della legge 7 agosto
2015, n. 124.
(16G00140)
(GU n.162 del 13-7-2016)
  Vigente al: 28-7-2016   
 
 
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
 
  Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma, della Costituzione;
  Visto l'articolo 5 della legge  7  agosto  2015,  n.  124,  recante
delega al Governo per  la  precisa  individuazione  dei  procedimenti
oggetto di segnalazione certificata di inizio attivita' o di silenzio
assenso, ai sensi degli articoli 19 e 20 della legge 7  agosto  1990,
n. 241, nonche' di quelli per i quali e' necessaria  l'autorizzazione
espressa e di quelli per i quali  e'  sufficiente  una  comunicazione
preventiva;
  Vista la legge 7 agosto  1990,  n.  241,  recante  nuove  norme  in
materia di procedimento amministrativo e di  diritto  di  accesso  ai
documenti amministrativi;
  Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,
adottata nella riunione del 20 gennaio 2016;
  Vista l'intesa intervenuta in sede di Conferenza unificata  di  cui
all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,  nella
riunione del 3 marzo 2016;
  Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  Sezione
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 15 marzo 2016;
  Acquisito  il  parere  della  Commissione   parlamentare   per   la
semplificazione  e  delle  commissioni  parlamentari  competenti  per
materia e per i profili finanziari;
  Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella
riunione del 15 giugno 2016;
  Sulla proposta del Ministro per la semplificazione  e  la  pubblica
amministrazione;
 
                              E m a n a
                  il seguente decreto legislativo:
 
                               Art. 1
 
 
                   Liberta' di iniziativa privata
 
  1. Il presente decreto, in attuazione dell'articolo 5 della legge 7
agosto 2015, n. 124,  reca  la  disciplina  generale  applicabile  ai
procedimenti  relativi  alle  attivita'  private  non   soggette   ad
autorizzazione espressa e  soggette  a  segnalazione  certificata  di
inizio di attivita', ivi incluse le modalita' di presentazione  delle
segnalazioni o istanze alle pubbliche amministrazioni. Resta ferma la
disciplina  delle   altre   attivita'   private   non   soggette   ad
autorizzazione espressa.
  2. Con successivi decreti legislativi, ai  sensi  e  in  attuazione
della delega di cui all'articolo 5 della legge n. 124 del 2015,  sono
individuate  le   attivita'   oggetto   di   procedimento   di   mera
comunicazione o segnalazione certificata di inizio di  attivita'  (di
seguito «SCIA») od oggetto di silenzio assenso, nonche' quelle per le
quali e' necessario il  titolo  espresso.  Allo  scopo  di  garantire
certezza  sui  regimi  applicabili  alle  attivita'  private   e   di
salvaguardare la  liberta'  di  iniziativa  economica,  le  attivita'
private non espressamente individuate ai sensi dei medesimi decreti o
specificamente  oggetto  di  disciplina  da  parte  della   normativa
europea, statale e regionale, sono libere.
                               Art. 2
 
 
                 Informazione di cittadini e imprese
 
  1. Le amministrazioni statali, con decreto del Ministro competente,
di concerto con il Ministro delegato  per  la  semplificazione  e  la
pubblica amministrazione, sentita  la  Conferenza  unificata  di  cui
all'articolo 8 del  decreto  legislativo  28  agosto  1997,  n.  281,
adottano  moduli   unificati   e   standardizzati   che   definiscono
esaustivamente, per tipologia di procedimento, i contenuti  tipici  e
la relativa organizzazione dei dati delle istanze, delle segnalazioni
e delle  comunicazioni  di  cui  ai  decreti  da  adottare  ai  sensi
dell'articolo  5  della  legge  n.  124  del  2015,   nonche'   della
documentazione da allegare. I suddetti moduli prevedono, tra l'altro,
la  possibilita'  del  privato  di  indicare  l'eventuale   domicilio
digitale  per  le  comunicazioni  con   l'amministrazione.   Per   la
presentazione  di  istanze,   segnalazioni   o   comunicazioni   alle
amministrazioni regionali o locali, con  riferimento  all'edilizia  e
all'avvio di attivita' produttive, i suddetti moduli  sono  adottati,
in attuazione del principio  di  leale  collaborazione,  in  sede  di
Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo n.
281 del 1997, con accordi  ai  sensi  dell'articolo  9  dello  stesso
decreto legislativo o con intese ai sensi della legge 5 giugno  2003,
n. 131, tenendo conto delle specifiche normative regionali.
  2. Fermi restando gli obblighi di cui  al  decreto  legislativo  14
marzo 2013, n. 33, le pubbliche  amministrazioni  destinatarie  delle
istanze, segnalazioni e comunicazioni  pubblicano  sul  proprio  sito
istituzionale i moduli di cui al comma 1. In relazione alla tipologia
del procedimento, nei casi in  cui  la  documentazione  debba  essere
individuata dall'amministrazione procedente ovvero fino  all'adozione
dei moduli di cui al comma 1, le medesime  pubbliche  amministrazioni
pubblicano sul  proprio  sito  istituzionale  l'elenco  degli  stati,
qualita' personali e fatti oggetto di dichiarazione  sostitutiva,  di
certificazione o di atto di notorieta', nonche' delle attestazioni  e
asseverazioni  dei  tecnici  abilitati  o  delle   dichiarazioni   di
conformita' dell'agenzia delle imprese,  necessari  a  corredo  della
segnalazione, indicando le norme che ne prevedono la produzione.
  3. Fermi restando i rimedi previsti dal decreto legislativo  n.  33
del 2013, qualora gli enti locali non provvedano  alla  pubblicazione
dei documenti di cui al  presente  articolo,  le  regioni,  anche  su
segnalazione  del  cittadino,  assegnano  agli  enti  interessati  un
congruo termine per provvedere, decorso inutilmente il quale adottano
le misure  sostitutive,  nel  rispetto  della  disciplina  statale  e
regionale applicabile nella relativa materia. In caso di inadempienza
della regione si provvede in via sostitutiva ai sensi dell'articolo 8
della legge n. 131 del 2003.
  4. L'amministrazione puo' chiedere all'interessato  informazioni  o
documenti solo  in  caso  di  mancata  corrispondenza  del  contenuto
dell'istanza, segnalazione o comunicazione e dei relativi allegati  a
quanto  indicato  nel  comma  2.  E'  vietata   ogni   richiesta   di
informazioni o documenti ulteriori  rispetto  a  quelli  indicati  ai
sensi del comma 2, nonche' di documenti in possesso di  una  pubblica
amministrazione.
  5. Ferme restando le sanzioni previste dal decreto  legislativo  n.
33 del 2013,  la  mancata  pubblicazione  delle  informazioni  e  dei
documenti di cui al presente articolo e la richiesta di  integrazioni
documentali non  corrispondenti  alle  informazioni  e  ai  documenti
pubblicati  costituiscono  illecito  disciplinare  punibile  con   la
sospensione dal servizio con privazione  della  retribuzione  da  tre
giorni a sei mesi.

                               Art. 3
 
             Modifiche alla legge 7 agosto 1990, n. 241
 
  1. Alla legge 7 agosto 1990, n. 241,  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni:
    a) dopo l'articolo 18 e' inserito il seguente:
  «Art.   18-bis   (Presentazione   di   istanze,   segnalazioni    o
comunicazioni).  -  1.  Dell'avvenuta   presentazione   di   istanze,
segnalazioni o comunicazioni e' rilasciata immediatamente,  anche  in
via telematica, una ricevuta
, che  attesta  l'avvenuta  presentazione
dell'istanza, della segnalazione e della  comunicazione  e  indica  i
termini entro i quali l'amministrazione e' tenuta,  ove  previsto,  a
rispondere, ovvero entro i  quali  il  silenzio  dell'amministrazione
equivale ad accoglimento dell'istanza. Se  la  ricevuta  contiene  le
informazioni di cui all'articolo 8, essa costituisce comunicazione di
avvio  del  procedimento  ai  sensi  dell'articolo  7. La  data   di
protocollazione dell'istanza, segnalazione o comunicazione  non  puo'
comunque essere diversa da  quella  di  effettiva  presentazione
Le
istanze, segnalazioni o comunicazioni producono effetti anche in caso
di mancato rilascio della ricevuta, ferma restando la responsabilita'
del soggetto competente.

  2. Nel caso di istanza, segnalazione o comunicazione presentate  ad
un ufficio diverso da  quello  competente,  i  termini  di  cui  agli
articoli 19, comma 3,  e  20,  comma  1,  decorrono  dal  ricevimento
dell'istanza,   segnalazione   o   della   comunicazione   da   parte
dell'ufficio competente.»;
    b) all'articolo 19,
  1) al comma 2, dopo le parole «puo' essere iniziata» sono  inserite
le seguenti: «, anche nei casi di cui all'articolo 19-bis, comma 2,»;
  2) al comma 3,
  a) le parole «, disponendo la sospensione dell'attivita' intrapresa
e» sono soppresse;
  b) la parole «stesse» e' sostituita dalle seguenti: «da  parte  del
privato»;
  c) e' aggiunto in fine il seguente periodo:  «Con  lo  stesso  atto
motivato, in presenza di attestazioni non veritiere o di pericolo per
la tutela dell'interesse pubblico in materia di ambiente,  paesaggio,
beni  culturali,  salute,  sicurezza  pubblica  o  difesa  nazionale,
l'amministrazione dispone la sospensione  dell'attivita'  intrapresa.
L'atto motivato interrompe il termine di cui al  primo  periodo,  che
ricomincia  a  decorrere  dalla  data  in  cui  il  privato  comunica
l'adozione  delle  suddette   misure.   In   assenza   di   ulteriori
provvedimenti, decorso lo stesso termine, cessano gli  effetti  della
sospensione eventualmente adottata.»;
    c) dopo l'articolo 19 e' inserito il seguente:
  «Art. 19-bis (Concentrazione dei regimi amministrativi). -  1.  Sul
sito  istituzionale  di  ciascuna  amministrazione  e'  indicato   lo
sportello unico, di regola telematico, al quale presentare  la  SCIA,
anche in  caso  di  procedimenti  connessi  di  competenza  di  altre
amministrazioni   ovvero    di    diverse    articolazioni    interne
dell'amministrazione ricevente. Possono essere istituite piu' sedi di
tale sportello, al solo scopo di garantire la pluralita' dei punti di
accesso sul territorio.
  2. Se per lo svolgimento  di  un'attivita'  soggetta  a  SCIA  sono
necessarie altre SCIA, comunicazioni, attestazioni,  asseverazioni  e
notifiche, l'interessato presenta un'unica SCIA allo sportello di cui
al comma  1.  L'amministrazione  che  riceve  la  SCIA  la  trasmette
immediatamente alle altre  amministrazioni  interessate  al  fine  di
consentire,  per  quanto  di  loro  competenza,  il  controllo  sulla
sussistenza dei  requisiti  e  dei  presupposti  per  lo  svolgimento
dell'attivita' e la presentazione, almeno cinque giorni  prima  della
scadenza dei termini di cui all'articolo 19,  commi  3  e  6-bis,  di
eventuali proposte motivate  per  l'adozione  dei  provvedimenti  ivi
previsti.
  3. Nel caso in cui l'attivita'  oggetto  di  SCIA  e'  condizionata
all'acquisizione di atti di assenso comunque denominati o  pareri  di
altri uffici e amministrazioni, ovvero  all'esecuzione  di  verifiche
preventive, l'interessato presenta allo sportello di cui al  comma  1
la relativa istanza, a seguito della quale e' rilasciata ricevuta  ai
sensi  dell'articolo  18-bis.  In  tali  casi,  il  termine  per   la
convocazione della conferenza di cui all'articolo  14  decorre  dalla
data di presentazione dell'istanza e  l'inizio  dell'attivita'  resta
subordinato al rilascio degli atti medesimi, di cui lo sportello  da'
comunicazione all'interessato.»;
    d) all'articolo 20, comma 1, e' aggiunto, in  fine,  il  seguente
periodo: «Tali termini decorrono  dalla  data  di  ricevimento  della
domanda del privato.»;
    e) all'articolo 21, dopo il comma 2-bis e' aggiunto il seguente:
  «2-ter. La decorrenza del termine previsto dall'articolo 19,  comma
3, e la formazione del silenzio assenso ai sensi dell'articolo 20 non
escludono la responsabilita'  del  dipendente  che  non  abbia  agito
tempestivamente  nel  caso  in  cui  la  segnalazione  certificata  o
l'istanza del privato non fosse conforme alle norme vigenti.»;
    f) all'articolo 29, comma 2-ter,  dopo  la  parola  «concernenti»
sono inserite le seguenti: «la presentazione di istanze, segnalazioni
e comunicazioni,».
                               Art. 4
 
 
              Disposizioni transitorie e di attuazione
 
  1. Ai sensi dell'articolo 29  della  legge  n.  241  del  1990, le
regioni e gli enti locali si adeguano alle disposizioni di  cui  agli
articoli 18-bis, 19 e 19-bis della stessa legge n. 241 del 1990, come
introdotti o modificati dall'articolo 3, entro il 1° gennaio 2017
.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
 
    Dato a Roma, addi' 30 giugno 2016
 
                             MATTARELLA
 
 
                                  Renzi, Presidente del Consiglio dei
                                  ministri
 
                                  Madia,     Ministro     per      la
                                  semplificazione   e   la   pubblica
                                  amministrazione
 
 
Visto, il Guardasigilli: Orlando
 
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