Autore Topic: Mimare il gesto della pistola  (Letto 939 volte)

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Offline AL FRED

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Re:Mimare il gesto della pistola
« Risposta #8 il: 08 Novembre 2017, 10:48:37 »
- Il reato di cui all'articolo 336 C.P. è perseguibile d'ufficio
Certo: https://www.studiocataldi.it/articoli/23259-la-minaccia-a-pubblico-ufficiale-cosa-comporta.asp

- Il reato di cui all'articolo 612 C.P. è perseguibile a querela di parte, se non ricorre quanto indicato nell'articolo 339 C.P.
Confermato, se minaccia grave d'ufficio https://www.studiocataldi.it/guide_legali/pillole/il-reato-di-minacce.asp#par3

Grazie!

Anche se rivolto a pubblico ufficiale, giusto?

Un po' come le lesioni o l'ingiuria quando avevano eliminato l'oltraggio
« Ultima modifica: 08 Novembre 2017, 10:49:01 da AL FRED »

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Re:Mimare il gesto della pistola
« Risposta #8 il: 08 Novembre 2017, 10:48:37 »

 


Offline Simone Chiarelli

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Re:Mimare il gesto della pistola
« Risposta #7 il: 08 Novembre 2017, 06:20:14 »
- Il reato di cui all'articolo 336 C.P. è perseguibile d'ufficio
Certo: https://www.studiocataldi.it/articoli/23259-la-minaccia-a-pubblico-ufficiale-cosa-comporta.asp

- Il reato di cui all'articolo 612 C.P. è perseguibile a querela di parte, se non ricorre quanto indicato nell'articolo 339 C.P.
Confermato, se minaccia grave d'ufficio https://www.studiocataldi.it/guide_legali/pillole/il-reato-di-minacce.asp#par3
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Offline AL FRED

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Re:Mimare il gesto della pistola
« Risposta #6 il: 07 Novembre 2017, 19:38:21 »
La relazione di servizio o l’annotazione di p.g. redatta dal pubblico ufficiale fa fede fino a querela
di falso. Ovviamente se la relazione contiene fatti penalmente procedibili d’ufficio come la minaccia a p.u. va trasmessa in Procura ex articolo 331 o 347 cpp a seconda dei casi.
Se invece si integra un reato procedibile a querela di parte e la querela manca, si invia lo stesso in difetto di condizione di procedibilita’.

Grazie!

Concordate sul fatto che:

- Il reato di cui all'articolo 336 C.P. è perseguibile d'ufficio

- Il reato di cui all'articolo 612 C.P. è perseguibile a querela di parte, se non ricorre quanto indicato nell'articolo 339 C.P.

?

Citazione
Articolo 336.

Violenza o minaccia a un pubblico ufficiale.
 
Chiunque usa violenza o minaccia a un pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio, per costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri, o ad omettere un atto dell'ufficio o del servizio, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
La pena è della reclusione fino a tre anni, se il fatto è commesso per costringere alcuna delle persone anzidette a compiere un atto del proprio ufficio o servizio, o per influire, comunque, su di essa.

Citazione
Art. 612
Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a 1.032 euro.
Se la minaccia è grave, o è fatta in uno dei modi indicati nell'articolo 339, la pena è della reclusione fino a un anno e si procede d'ufficio.

La differenza tra i due è che nell'articolo 336 la minaccia al pubblico ufficiale ha lo scopo di costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri, o ad omettere un atto dell'ufficio o del servizio.
Nell'articolo 612 invece manca tale scopo.

Offline roberto de marchis

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Re:Mimare il gesto della pistola
« Risposta #5 il: 07 Novembre 2017, 18:13:07 »
La relazione di servizio o l’annotazione di p.g. redatta dal pubblico ufficiale fa fede fino a querela
di falso. Ovviamente se la relazione contiene fatti penalmente procedibili d’ufficio come la minaccia a p.u. va trasmessa in Procura ex art.331 o 347 cpp a seconda dei casi.
Se invece si integra un reato procedibile a querela di parte e la querela manca, si invia lo stesso in difetto di condizione di procedibilita’.
« Ultima modifica: 07 Novembre 2017, 18:15:36 da roberto de marchis »

Offline AL FRED

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Re:Mimare il gesto della pistola
« Risposta #4 il: 07 Novembre 2017, 18:03:49 »
Citazione
Articolo 336.

Violenza o minaccia a un pubblico ufficiale.
 
Chiunque usa violenza o minaccia a un pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio, per costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri, o ad omettere un atto dell'ufficio o del servizio, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
La pena è della reclusione fino a tre anni, se il fatto è commesso per costringere alcuna delle persone anzidette a compiere un atto del proprio ufficio o servizio, o per influire, comunque, su di essa.[/i][/color]


Mancando la finalità di costringere la collega a fare un atto contrario ai propri doveri, o ad omettere un atto dell'ufficio o del servizio NON si concretizza il reato di cui all'articolo 336 C.  P. ma solamente quello di cui all'articolo 612 C. P.

Concordate?

http://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xii/capo-iii/sezione-iii/art612.html

Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a 1.032 euro.
Se la minaccia è grave, o è fatta in uno dei modi indicati nell'articolo 339, la pena è della reclusione fino a un anno e si procede d'ufficio.

« Ultima modifica: 07 Novembre 2017, 18:07:36 da AL FRED »

Offline AL FRED

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Re:Mimare il gesto della pistola
« Risposta #3 il: 07 Novembre 2017, 17:56:02 »
Grazie!

Una relazione di servizio però è opportuna; concordate?
Almeno resta agli atti... e qualora il soggetto facesse qualcosa di più grave...

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Re:Mimare il gesto della pistola
« Risposta #2 il: 07 Novembre 2017, 13:53:47 »
Buongiorno,
una collega mi ha riferito che un cittadino, mentre transitava in auto ed incrociando l'auto della polizia locale che circolava in senso opposto, ha rallentato e mimato il gesto della pistola verso la collega stessa.

La collega era a bordo sola e pertanto non ha testimoni.
Da una parte vorrebbe relazionare, trattandosi comunque di un cittadino conosciuto come "particolare" così se in futuro accadesse altro... rimane traccia...

Dall'altro però vorrebbe vedere se si tratta o meno di un gesto isolato o meno prima di denunciare per minacce.

Teme che relazionando e protocollando... l'Ufficio faccia partire in automatico la CNR e che in seguito possano esserci ritorsioni da parte del cittadino.

Cosa consigliate?

Può essere fatta soltanto una relazione di servizio descrivendo l'accaduto senza inviare per il momento CNR ma aspettare di vedere se si tratta di un episodio isolato o meno, prima di procedere?

Grazie

---

Qui

https://www.studiocataldi.it/articoli/18677-pistola-puntata-alla-tempia-e-minaccia-anche-se-l-arma-e-solo-mimata.asp

è confermata la minaccia in quanto il gesto è accompagnato da “da espressione che confermava la volontà dell'agente di porre in pericolo l'incolumità degli agenti”

E nel caso di specie, la gravità del male prospettato alla persona offesa poteva essere legittimamente desunta dal gesto esplicito ed “univoco” ascritto all'imputato, accompagnato peraltro “da espressione che confermava la volontà dell'agente di porre in pericolo l'incolumità degli agenti” delle forze dell'ordine.

Il semplice gesto è sicuramente minaccia?

Tra l'altro, leggo:

http://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-ii/capo-ii/art336.html

La locuzione violenza o minaccia costituisce un elemento essenziale della fattispecie in quanto si tratta di strumenti idonei a coartare la volontà del soggetto pubblico in grado di conferire il necessario quid di disvalore all'ipotesi delittuosa.

Qui viceversa il gesto sembra fine a sé stesso, non ha finalità di far compiere od omettere qualcosa.
Si tratta sempre di minaccia?

Art. 336.

Violenza o minaccia a un pubblico ufficiale.
 
Chiunque usa violenza o minaccia a un pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio, per costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri, o ad omettere un atto dell'ufficio o del servizio, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
 La pena è della reclusione fino a tre anni, se il fatto è commesso per costringere alcuna delle persone anzidette a compiere un atto del proprio ufficio o servizio, o per influire, comunque, su di essa.



Grazie


Se non ci sono testimoni è difficile dimostrare:
1) che il gesto c'è stato
2) che era rivolto a lei
3) che aveva scopo minaccioso

D'altronde lei era in macchina e stava guidando, quindi era concentrata sulla strada ... con un livello di attenzione ridotto (ti scrivo le obiezioni che farebbe controparte).

Anche se il gesto è deperecabile ed in determinati contesti configura una minaccia:
https://www.diritto.it/il-gesto-della-pistola-nell-atto-di-sparare-integra-il-reato-di-minaccia-grave/

essendo lei "protetta" dal veicolo e non in immediato pericolo .... beh ... punterei a sorprendere il soggetto in altre occasioni.
Ma è solo una considerazione pourparler

Offline AL FRED

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Mimare il gesto della pistola
« Risposta #1 il: 07 Novembre 2017, 12:57:23 »
Buongiorno,
una collega mi ha riferito che un cittadino, mentre transitava in auto ed incrociando l'auto della polizia locale che circolava in senso opposto, ha rallentato e mimato il gesto della pistola verso la collega stessa.

La collega era a bordo sola e pertanto non ha testimoni.
Da una parte vorrebbe relazionare, trattandosi comunque di un cittadino conosciuto come "particolare" così se in futuro accadesse altro... rimane traccia...

Dall'altro però vorrebbe vedere se si tratta o meno di un gesto isolato o meno prima di denunciare per minacce.

Teme che relazionando e protocollando... l'Ufficio faccia partire in automatico la CNR e che in seguito possano esserci ritorsioni da parte del cittadino.

Cosa consigliate?

Può essere fatta soltanto una relazione di servizio descrivendo l'accaduto senza inviare per il momento CNR ma aspettare di vedere se si tratta di un episodio isolato o meno, prima di procedere?

Grazie

---

Qui

https://www.studiocataldi.it/articoli/18677-pistola-puntata-alla-tempia-e-minaccia-anche-se-l-arma-e-solo-mimata.asp

è confermata la minaccia in quanto il gesto è accompagnato da “da espressione che confermava la volontà dell'agente di porre in pericolo l'incolumità degli agenti”

E nel caso di specie, la gravità del male prospettato alla persona offesa poteva essere legittimamente desunta dal gesto esplicito ed “univoco” ascritto all'imputato, accompagnato peraltro “da espressione che confermava la volontà dell'agente di porre in pericolo l'incolumità degli agenti” delle forze dell'ordine.

Il semplice gesto è sicuramente minaccia?

Tra l'altro, leggo:

http://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-ii/capo-ii/art336.html

La locuzione violenza o minaccia costituisce un elemento essenziale della fattispecie in quanto si tratta di strumenti idonei a coartare la volontà del soggetto pubblico in grado di conferire il necessario quid di disvalore all'ipotesi delittuosa.

Qui viceversa il gesto sembra fine a sé stesso, non ha finalità di far compiere od omettere qualcosa.
Si tratta sempre di minaccia?

Art. 336.

Violenza o minaccia a un pubblico ufficiale.
 
Chiunque usa violenza o minaccia a un pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio, per costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri, o ad omettere un atto dell'ufficio o del servizio, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
 La pena è della reclusione fino a tre anni, se il fatto è commesso per costringere alcuna delle persone anzidette a compiere un atto del proprio ufficio o servizio, o per influire, comunque, su di essa.



Grazie
« Ultima modifica: 07 Novembre 2017, 17:58:47 da AL FRED »