Autore Topic: Pubblicata in GU la legge di conversione del d.l. 5/2012 e il testo coordinato  (Letto 10907 volte)

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Nota Confesercenti 17/2/2012 - Decreto Semplificazioni
« Risposta #18 il: 02 Maggio 2012, 22:06:10 »
Nota Confesercenti 17/2/2012 - Decreto Semplificazioni

Forum del Portale Omniavis.it

Nota Confesercenti 17/2/2012 - Decreto Semplificazioni
« Risposta #18 il: 02 Maggio 2012, 22:06:10 »

 


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APPUNTI E SPUNTI SULLE MODIFICHE AL TULPS INTRODOTTE DAL D.L. N. 5/2012
« Risposta #17 il: 21 Aprile 2012, 09:53:38 »
APPUNTI E SPUNTI SULLE MODIFICHE AL TULPS INTRODOTTE DAL D.L. N. 5/2012

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FIPE - semplificazioni e controlli sui circoli di somministrazione

CIRCOLARE n. 21/2012 del 5 aprile 2012 - conversione in legge del decreto legge n. 5/2012 concernente
semplificazioni. Azione federale

Link: http://www.marilisabombi.it/doc/allegati_news/news_120412_CIRCOlare-21-12%20semplificazioni.pdf
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Art. 2 - modifiche all'art. 19 della L. 241/1990 (SCIA)
« Risposta #15 il: 07 Aprile 2012, 12:09:56 »
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 9 febbraio 2012, n. 5   
Testo del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (in supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 33 del 9 febbraio 2012), coordinato con la legge di conversione 4 aprile 2012, n. 35 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo.». (12A04078) (GU n. 82 del 6-4-2012  - Suppl. Ordinario n.69)

Art. 2
 
 
    Semplificazione delle procedure amministrative mediante SCIA
 
  1. All'articolo 19, della legge 7 agosto 1990, n. 241, al comma  1,
dopo le parole: «decreto del Presidente della Repubblica 28  dicembre
2000,  n.  445,  nonche'»  sono  inserite   le   seguenti:   «,   ove
espressamente previsto dalla normativa vigente,».

******************************************

L. 7-8-1990 n. 241
Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
Pubblicata nella Gazz. Uff. 18 agosto 1990, n. 192.

19. Segnalazione certificata di inizio attività - Scia (95).

1. Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l’esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda esclusivamente dall’accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli atti stessi, è sostituito da una segnalazione dell’interessato, con la sola esclusione dei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e degli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all’immigrazione, all’asilo, alla cittadinanza, all’amministrazione della giustizia, all’amministrazione delle finanze, ivi compresi gli atti concernenti le reti di acquisizione del gettito, anche derivante dal gioco, nonché di quelli previsti dalla normativa per le costruzioni in zone sismiche e di quelli imposti dalla normativa comunitaria. La segnalazione è corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell’atto di notorietà per quanto riguarda tutti gli stati, le qualità personali e i fatti previsti negli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, nonché, ove espressamente previsto dalla normativa vigente, dalle attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, ovvero dalle dichiarazioni di conformità da parte dell’Agenzia delle imprese di cui all’ articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, relative alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti di cui al primo periodo; tali attestazioni e asseverazioni sono corredate dagli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell’amministrazione. Nei casi in cui la legge prevede l’acquisizione di pareri di organi o enti appositi, ovvero l’esecuzione di verifiche preventive, essi sono comunque sostituiti dalle autocertificazioni, attestazioni e asseverazioni o certificazioni di cui al presente comma, salve le verifiche successive degli organi e delle amministrazioni competenti. La segnalazione, corredata delle dichiarazioni, attestazioni e asseverazioni nonché dei relativi elaborati tecnici, può essere presentata mediante posta raccomandata con avviso di ricevimento, ad eccezione dei proedimenti per cui è previsto l'utilizzo esclusivo della modalità telematica; in tal caso la segnalazione si considera presentata al momento della ricezione da parte dell’amministrazione (96).

2. L’attività oggetto della segnalazione può essere iniziata dalla data della presentazione della segnalazione all’amministrazione competente.

3. L’amministrazione competente, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti di cui al comma 1, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione di cui al medesimo comma, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa, salvo che, ove ciò sia possibile, l’interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti entro un termine fissato dall’amministrazione, in ogni caso non inferiore a trenta giorni. È fatto comunque salvo il potere dell’amministrazione competente di assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies. In caso di dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorietà false o mendaci, l’amministrazione, ferma restando l’applicazione delle sanzioni penali di cui al comma 6, nonché di quelle di cui al capo VI del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, può sempre e in ogni tempo adottare i provvedimenti di cui al primo periodo.

4. Decorso il termine per l’adozione dei provvedimenti di cui al primo periodo del comma 3 ovvero di cui al comma 6-bis, all’amministrazione è consentito intervenire solo in presenza del pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento dell’impossibilità di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione dell’attività dei privati alla normativa vigente (97).

4-bis. Il presente articolo non si applica alle attività economiche a prevalente carattere finanziario, ivi comprese quelle regolate dal testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e dal testo unico in materia di intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (98).

5. [Il presente articolo non si applica alle attività economiche a prevalente carattere finanziario, ivi comprese quelle regolate dal testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e dal testo unico in materia di intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Ogni controversia relativa all’applicazione del presente articolo è devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il relativo ricorso giurisdizionale, esperibile da qualunque interessato nei termini di legge, può riguardare anche gli atti di assenso formati in virtù delle norme sul silenzio assenso previste dall’articolo 20] (99).

6. Ove il fatto non costituisca più grave reato, chiunque, nelle dichiarazioni o attestazioni o asseverazioni che corredano la segnalazione di inizio attività, dichiara o attesta falsamente l’esistenza dei requisiti o dei presupposti di cui al comma 1 è punito con la reclusione da uno a tre anni (100).

6-bis. Nei casi di Scia in materia edilizia, il termine di sessanta giorni di cui al primo periodo del comma 3 è ridotto a trenta giorni. Fatta salva l’applicazione delle disposizioni di cui al comma 4 e al comma 6, restano altresì ferme le disposizioni relative alla vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia, alle responsabilità e alle sanzioni previste dal decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e dalle leggi regionali (101).

6-ter. La segnalazione certificata di inizio attività, la denuncia e la dichiarazione di inizio attività non costituiscono provvedimenti taciti direttamente impugnabili. Gli interessati possono sollecitare l'esercizio delle verifiche spettanti all'amministrazione e, in caso di inerzia, esperire esclusivamente l'azione di cui all'art. 31, commi 1, 2 e 3 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104 (102).

(95) Per l’interpretazione autentica delle disposizioni del presente articolo vedi la lettera c) del comma 2 dell’art. 5, D.L. 13 maggio 2011, n. 70.

(96) Comma così modificato prima dal numero 2) della lettera b) del comma 2 dell’art. 5, D.L. 13 maggio 2011, n. 70, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione, e poi dal comma 1 dell'art. 2, D.L. 9 febbraio 2012, n. 5.

(97) Comma così modificato dalla lettera a) del comma 1 dell’art. 6, D.L. 13 agosto 2011, n. 138.

(98) Comma aggiunto dal comma 1-quinquies dell'art. 2, D.L. 5 agosto 2010, n. 125, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione.

(99) Comma abrogato dal n. 14) del comma 1 dell'art. 4 dell'allegato 4 al D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104, a decorrere dal 16 settembre 2010, ai sensi di quanto disposto dall'art. 2 dello stesso provvedimento.

(100) Articolo prima sostituito dall'art. 2, L. 24 dicembre 1993, n. 537, poi modificato dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15, sostituito dall'art. 3, D.L. 14 marzo 2005, n. 35, modificato dal commi 3, 4, 5 e 6 dell’art. 9, L. 18 giugno 2009, n. 69, dal comma 1 dell’art. 85, D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59 e, infine, così sostituito dal comma 4-bis dell'art. 49, D.L. 31 maggio 2010, n. 78, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione. Vedi, anche, il D.P.R. 26 aprile 1992, n. 300, il D.P.R. 9 maggio 1994, n. 407, il D.P.R. 9 maggio 1994, n. 411 e il comma 4-ter del citato art. 49, D.L. 31 maggio 2010, n. 78.

(101) Comma aggiunto dal numero 2) della lettera b) del comma 2 dell’art. 5, D.L. 13 maggio 2011, n. 70 e poi così modificato dalla lettera b) del comma 1 dell'art. 6, D.L. 13 agosto 2011, n. 138.

(102) Comma aggiunto dalla lettera c) del comma 1 dell’art. 6, D.L. 13 agosto 2011, n. 138, come modificato dalla legge di conversione 14 settembre 2011, n. 148.
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Art. 1 - Modifiche alla L. 241/1990
« Risposta #14 il: 07 Aprile 2012, 12:08:27 »
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 9 febbraio 2012, n. 5   
Testo del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (in supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 33 del 9 febbraio 2012), coordinato con la legge di conversione 4 aprile 2012, n. 35 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo.». (12A04078) (GU n. 82 del 6-4-2012  - Suppl. Ordinario n.69)

 Art. 1
 
 
Modifiche alla legge 7 agosto 1990, n. 241 in materia di  conclusione
                del procedimento e poteri sostitutivi
 
  1. All'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, i commi 8 e  9
sono sostituiti dai seguenti:
  «8. La  tutela  in  materia  di  silenzio  dell'amministrazione  e'
disciplinata dal  codice  del  processo  amministrativo,  di  cui  al
decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.  Le  sentenze  passate  in
giudicato che accolgono  il  ricorso  proposto  avverso  il  silenzio
inadempimento dell'amministrazione sono trasmesse, in via telematica,
alla Corte dei conti.
  9. La mancata o tardiva emanazione  del  provvedimento  costituisce
elemento di valutazione della  performance  individuale,  nonche'  di
responsabilita' disciplinare e amministrativo-contabile del dirigente
e del funzionario inadempiente.
  9-bis. L'organo di  governo  individua,  nell'ambito  delle  figure
apicali dell'amministrazione, il soggetto cui  attribuire  il  potere
sostitutivo in caso di inerzia. Nell'ipotesi di omessa individuazione
il potere sostitutivo si considera attribuito al  dirigente  generale
o, in mancanza, al dirigente preposto all'ufficio o  in  mancanza  al
funzionario di piu' elevato livello presente nell'amministrazione.
  9-ter. Decorso  inutilmente  il  termine  per  la  conclusione  del
procedimento o quello superiore di cui al comma 7,  il  privato  puo'
rivolgersi al responsabile di cui al comma 9-bis  perche',  entro  un
termine pari alla meta' di quello originariamente previsto,  concluda
il procedimento attraverso le strutture competenti o con la nomina di
un commissario.
  9-quater. Il responsabile individuato ai  sensi  del  comma  9-bis,
entro il 30 gennaio di ogni anno, comunica all'organo di  governo,  i
procedimenti, suddivisi  per  tipologia  e  strutture  amministrative
competenti,  nei  quali  non  e'  stato  rispettato  il  termine   di
conclusione   previsto   dalla   legge   o   dai   regolamenti.    Le
Amministrazioni provvedono all'attuazione del presente comma, con  le
risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili  a  legislazione
vigente,  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
pubblica.
  9-quinquies. Nei provvedimenti rilasciati in ritardo su istanza  di
parte sono espressamente indicati il termine previsto dalla  legge  o
dai regolamenti e quello effettivamente impiegato.».
  2. Le disposizioni del  presente  articolo  non  si  applicano  nei
procedimenti tributari e in materia di giochi pubblici, per  i  quali
restano ferme le particolari norme che li disciplinano.
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Art. 14 - Semplificazione dei CONTROLLI SULLE IMPRESE
« Risposta #13 il: 07 Aprile 2012, 12:07:37 »
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 9 febbraio 2012, n. 5   
Testo del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (in supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 33 del 9 febbraio 2012), coordinato con la legge di conversione 4 aprile 2012, n. 35 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo.». (12A04078) (GU n. 82 del 6-4-2012  - Suppl. Ordinario n.69)

Art. 14
 
 
             Semplificazione dei controlli sulle imprese
 
  1. La disciplina dei controlli sulle imprese, comprese  le  aziende
agricole,  e'  ispirata,  fermo  quanto  previsto   dalla   normativa
dell'Unione   europea,   ai   principi   della   semplicita',   della
proporzionalita' dei controlli  stessi  e  dei  relativi  adempimenti
burocratici  alla  effettiva  tutela   del   rischio,   nonche'   del
coordinamento  dell'azione  svolta  dalle  amministrazioni   statali,
regionali e locali.
  2. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono tenute  a  pubblicare
sul     proprio     sito      istituzionale      e      sul      sito
www.impresainungiorno.gov.it  la  lista  dei  controlli  a  cui  sono
assoggettate le imprese in ragione della dimensione e del settore  di
attivita', indicando per ciascuno di essi i criteri e le modalita' di
svolgimento delle relative attivita'.
  3. Al fine di promuovere lo sviluppo del sistema  produttivo  e  la
competitivita' delle imprese e di assicurare la migliore tutela degli
interessi pubblici, il Governo  e'  autorizzato  ad  adottare,  anche
sulla  base  delle  attivita'  di  misurazione  degli  oneri  di  cui
all'articolo  25,  del  decreto-legge  25  giugno   2008,   n.   112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, uno
o piu' regolamenti ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23
agosto  1988,  n.  400,  volti  a  razionalizzare,   semplificare   e
coordinare i controlli sulle imprese.
  4. I regolamenti sono emanati  su  proposta  del  Ministro  per  la
pubblica amministrazione e la  semplificazione,  del  Ministro  dello
sviluppo economico e dei Ministri competenti per materia, sentite  le
associazioni   imprenditoriali   e   le   organizzazioni    sindacali
comparativamente piu' rappresentative su base nazionale, in  base  ai
seguenti  principi  e  criteri  direttivi,  nel  rispetto  di  quanto
previsto dagli articoli 20, 20-bis e 20-ter,  della  legge  15  marzo
1997, n. 59, e successive modificazioni:
  a)  proporzionalita'  dei  controlli  e  dei  connessi  adempimenti
amministrativi al rischio inerente all'attivita' controllata, nonche'
alle esigenze di tutela degli interessi pubblici;
  b) eliminazione di attivita' di controllo non  necessarie  rispetto
alla tutela degli interessi pubblici;
  c) coordinamento e programmazione  dei  controlli  da  parte  delle
amministrazioni  in  modo  da  assicurare  la  tutela  dell'interesse
pubblico evitando duplicazioni  e  sovrapposizioni  e  da  recare  il
minore intralcio al normale esercizio delle  attivita'  dell'impresa,
definendo la frequenza e tenendo conto dell'esito delle  verifiche  e
delle ispezioni gia' effettuate;
  d) collaborazione con i soggetti controllati al fine  di  prevenire
rischi e situazioni di irregolarita';
  e)  informatizzazione   degli   adempimenti   e   delle   procedure
amministrative, secondo la disciplina del decreto legislativo 7 marzo
2005, n. 82, recante codice dell'amministrazione digitale;
  f) razionalizzazione, anche mediante riduzione  o  eliminazione  di
controlli sulle imprese, tenendo conto del possesso di certificazione
del sistema di gestione per la  qualita'  ISO,  o  altra  appropriata
certificazione emessa, a fronte di norme armonizzate, da un organismo
di certificazione accreditato da un ente di accreditamento  designato
da uno Stato membro dell'Unione  europea  ai  sensi  del  Regolamento
2008/765/CE, o  firmatario  degli  Accordi  internazionali  di  mutuo
riconoscimento (IAF MLA).
  5. Le regioni,le province autonome di Trento e  di  Bolzano  e  gli
enti  locali,  nell'ambito  dei  propri  ordinamenti,  conformano  le
attivita' di controllo di loro competenza ai principi di cui al comma
4. A tale fine, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge  di
conversione del presente decreto, sono adottate apposite Linee  guida
mediante intesa in sede di Conferenza unificata.
  6. Le disposizioni  del  presente  articolo  non  si  applicano  ai
controlli in materia fiscale, finanziaria e di salute e sicurezza sui
luoghi di lavoro, per i quali continuano a  trovare  applicazione  le
disposizioni previste dalle vigenti leggi in materia.
  6-bis. Nell'ambito dei lavori pubblici e privati dell'edilizia,  le
amministrazioni pubbliche acquisiscono d'ufficio il  documento  unico
di regolarita' contributiva con le modalita' di cui  all'articolo  43
del testo unico delle disposizioni  legislative  e  regolamentari  in
materia di documentazione  amministrativa,  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 28 dicembre  2000,  n.445,  e  successive
modificazioni.
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Art. 13 - Semplificazioni del TULPS
« Risposta #12 il: 07 Aprile 2012, 12:06:54 »
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 9 febbraio 2012, n. 5   
Testo del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (in supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 33 del 9 febbraio 2012), coordinato con la legge di conversione 4 aprile 2012, n. 35 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo.». (12A04078) (GU n. 82 del 6-4-2012  - Suppl. Ordinario n.69)

Art. 13
 
 
Modifiche al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al
                regio decreto 18 giugno 1931, n. 773
 
  1. Al regio decreto 18 giugno  1931,  n.  773,  sono  apportate  le
seguenti modificazioni:
  a) all'articolo 13, primo comma, le parole:  «un  anno,  computato»
sono sostituite dalle seguenti: «tre anni, computati»;
  b) all'articolo 42, terzo comma, e' aggiunto, in fine, il  seguente
periodo: «La licenza, la cui durata non  sia  diversamente  stabilita
dalla legge, ha validita' annuale»;
  c) all'articolo 51, primo comma, le  parole:  «durano  fino  al  31
dicembre dell'anno in cui furono rilasciate»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «hanno validita' di tre anni dalla data del rilascio»;
  d) all'articolo 75-bis, comma 1, l'ultimo periodo e' soppresso;
  e) all'articolo 99, primo comma, le parole: «agli otto giorni» sono
sostituite dalle seguenti: «ai trenta giorni»;
  f) all'articolo 115:
  1) al primo comma, le parole: «senza  licenza  del  Questore»  sono
sostituite dalle seguenti: «senza darne comunicazione al Questore»;
  2) al secondo e al quarto comma, la parola: «licenza» e' sostituita
dalla seguente: «comunicazione»;
  3) il sesto comma e' sostituito  dal  seguente:  «Le  attivita'  di
recupero stragiudiziale dei crediti per conto di terzi sono  soggette
alla licenza del Questore. A esse si  applica  il  quarto  comma  del
presente articolo e la licenza del questore abilita allo  svolgimento
delle attivita' di recupero senza limiti territoriali,  osservate  le
prescrizioni  di  legge  o   di   regolamento   e   quelle   disposte
dall'autorita'.»;
    g) gli articoli 12, primo comma, 86,  secondo  comma,  107,  115,
terzo comma, sono abrogati.
  2. Gli articoli 121, 123, secondo comma, 124, secondo  comma,  159,
173 e 184 del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, sono abrogati.
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Art. 12 - LIBERALIZZAZIONI e SEMPLIFICAZIONI
« Risposta #11 il: 07 Aprile 2012, 12:06:17 »
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 9 febbraio 2012, n. 5   
Testo del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (in supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 33 del 9 febbraio 2012), coordinato con la legge di conversione 4 aprile 2012, n. 35 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo.». (12A04078) (GU n. 82 del 6-4-2012  - Suppl. Ordinario n.69)

Art. 12
 
Semplificazione   procedimentale   per   l'esercizio   di   attivita'
  economiche e segnalazione certificata di inizio attivita'  in  caso
  di esercizio  congiunto  dell'attivita'  di  estetista,  anche  non
  prevalente, con altre attivita' commerciali.
 
  1. Fermo restando quanto previsto dalle norme  di  liberalizzazione
delle attivita' economiche e di riduzione degli oneri  amministrativi
per le imprese e tenendo conto anche dei risultati  del  monitoraggio
di cui all'articolo 11, comma 1, del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 7 settembre  2010,  n.  160,  le  Regioni,  le  Camere  di
commercio industria agricoltura e artigianato, i  comuni  e  le  loro
associazioni, le agenzie per le  imprese  ove  costituite,  le  altre
amministrazioni competenti e le organizzazioni e le  associazioni  di
categoria interessate, comprese le organizzazioni dei  produttori  di
cui al decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, possono  stipulare
convenzioni, su proposta dei Ministri per la pubblica amministrazione
e  la  semplificazione  e  per  lo  sviluppo  economico,  sentita  la
Conferenza unificata Stato regioni ed autonomie locali, per  attivare
percorsi  sperimentali  di  semplificazione  amministrativa  per  gli
impianti produttivi e le iniziative ed attivita'  delle  imprese  sul
territorio, in ambiti delimitati e a partecipazione volontaria, anche
mediante deroghe alle procedure ed ai termini per  l'esercizio  delle
competenze facenti  esclusivamente  capo  ai  soggetti  partecipanti,
dandone preventiva ed adeguata informazione pubblica.
  2.  Nel  rispetto  del   principio   costituzionale   di   liberta'
dell'iniziativa economica privata in condizioni di piena  concorrenza
e pari opportunita' tra tutti i soggetti, che ammette solo i  limiti,
i programmi e i controlli necessari ad evitare possibili  danni  alla
salute,  all'ambiente,  al  paesaggio,  al  patrimonio  artistico   e
culturale, alla sicurezza,  alla  liberta',  alla  dignita'  umana  e
possibili contrasti con l'utilita' sociale,  con  l'ordine  pubblico,
con  il  sistema  tributario  e  con  gli  obblighi   comunitari   ed
internazionali  della  Repubblica,  il  Governo  adotta  uno  o  piu'
regolamenti ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto
1988, n. 400, al fine di semplificare i  procedimenti  amministrativi
concernenti l'attivita' di impresa, compresa quella agricola, secondo
i seguenti principi e criteri direttivi.
  a)   semplificazione   e    razionalizzazione    delle    procedure
amministrative, anche mediante  la  previsione  della  conferenza  di
servizi telematica ed aperta a tutti gli  interessati,  e  anche  con
modalita' asincrona;
  b)  previsione  di  forme  di  coordinamento,   anche   telematico,
attivazione ed implementazione delle banche dati consultabili tramite
i siti degli sportelli unici comunali, mediante convenzioni fra Anci,
Unioncamere, Regioni, agenzie per  le  imprese  e  Portale  nazionale
impresa  in  un  giorno,  in  modo  che   sia   possibile   conoscere
contestualmente gli oneri, le prescrizioni ed  i  vantaggi  per  ogni
intervento, iniziativa ed attivita' sul territorio;
  c) individuazione delle norme da abrogare a decorrere  dall'entrata
in vigore dei regolamenti e di quelle tacitamente abrogate  ai  sensi
della  vigente  normativa  in  materia  di   liberalizzazione   delle
attivita' economiche e di riduzione degli oneri amministrativi  sulle
imprese.
  c-bis) definizione delle modalita' operative per l'integrazione dei
dati telematici tra le diverse amministrazioni.
  3. I decreti di cui al comma 2 sono adottati entro il  31  dicembre
2012, tenendo conto dei risultati della  sperimentazione  di  cui  al
comma 1 e di quanto previsto dai regolamenti di cui  all'articolo  1,
comma 3, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n.  1,  su  proposta  dei
Ministri per la pubblica amministrazione e la semplificazione e dello
sviluppo  economico,  sentita  la   Conferenza   unificata   di   cui
all'articolo 8 del decreto legislativo 28  agosto  1997,  n.  281,  e
previo parere dell'Autorita' garante della concorrenza e del  mercato
che si intende reso in senso favorevole decorsi trenta  giorni  dalla
richiesta.
  4.  Con  i  regolamenti  di  cui  all'articolo  1,  comma  3,   del
decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1,  sono  altresi'  individuate  le
attivita' sottoposte ad autorizzazione, a segnalazione certificata di
inizio  di  attivita'  (SCIA)  con  asseverazioni  o  a  segnalazione
certificata di inizio di attivita' (SCIA) senza asseverazioni  ovvero
a mera comunicazione e quelle del tutto libere.
  4-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore della  legge  di
conversione del presente decreto, le disposizioni di cui al  comma  2
dell'articolo 10 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito,
con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007,  n.  40,  e  successive
modificazioni, si applicano anche  in  caso  di  esercizio  congiunto
dell'attivita'  di  estetista  con  altra  attivita'  commerciale,  a
prescindere dal criterio della prevalenza.
  5. Le Regioni e le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,
nell'esercizio della loro potesta' normativa, disciplinano la materia
oggetto  del  presente  articolo  nel  rispetto  di  quanto  previsto
dall'articolo 29 della legge 7 agosto 1990 n.  241,  dall'articolo  3
del  decreto-legge  13  agosto  2011,   n.   138,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 e  dall'articolo
34 del  decreto-legge  6  dicembre  2011,  n.  201,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. A tale fine,  il
Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento  e  di  Bolzano,
promuovono  anche  sulla  base  delle  migliori  pratiche   e   delle
iniziative sperimentali  statali,  regionali  e  locali,  accordi,  o
intese ai sensi dell'articolo 20-ter della legge 15  marzo  1997,  n.
59.
  6. Sono esclusi dall'ambito di applicazione del presente articolo i
servizi  finanziari,  come  definiti  dall'articolo  4  del   decreto
legislativo 26 marzo 2010, n. 59, nonche' i procedimenti tributari  e
in materia di giochi pubblici e di tabacchi  lavorati,  per  i  quali
restano ferme le particolari norme che li disciplinano.
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Art. 24 - modifiche al CODICE DELL'AMBIENTE
« Risposta #10 il: 07 Aprile 2012, 12:05:28 »
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 9 febbraio 2012, n. 5   
Testo del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (in supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 33 del 9 febbraio 2012), coordinato con la legge di conversione 4 aprile 2012, n. 35 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo.». (12A04078) (GU n. 82 del 6-4-2012  - Suppl. Ordinario n.69)

Art. 24
 
 
Modifiche  alle  norme  in  materia  ambientale  di  cui  al  decreto
                 legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
 
  1. Al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate  le
seguenti modificazioni:
   
    a) all'articolo 6, comma  17,  sesto  periodo,  dopo  le  parole:
«titoli abilitativi gia' rilasciati alla stessa data»  sono  inserite
le seguenti: «, anche ai fini delle eventuali relative proroghe»;
    b)  all'articolo  10,  comma  1,  secondo  periodo,   la   parola
«richiesta» e' sostituita dalla seguente: «rilasciata»;
    c) all'articolo 29-decies, comma 1,  e'  aggiunto,  in  fine,  il
seguente periodo: «Per gli impianti localizzati in  mare,  l'Istituto
superiore  per  la  protezione  e  la  ricerca  ambientale  esegue  i
controlli di  cui  al  comma  3,  coordinandosi  con  gli  uffici  di
vigilanza del Ministero dello sviluppo economico.»;
    d) all'articolo 109 sono apportate le seguenti modificazioni:
      1) al comma 2, le parole da: «e'  rilasciata»  a:  «smaltimento
alternativo» sono sostituite dalle  seguenti:  «e'  rilasciata  dalla
regione,  fatta  eccezione  per  gli  interventi  ricadenti  in  aree
protette nazionali di cui alle leggi 31 dicembre 1982,  n.  979  e  6
dicembre 1991, n. 394,  per  i  quali  e'  rilasciata  dal  Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,»;
      2) al comma 3, dopo la parola «autorizzazione» e'  inserita  la
seguente «regionale»;
    d-bis) all'articolo 194,  comma  3,  e'  aggiunto,  in  fine,  il
seguente  periodo:  «Le   imprese   che   effettuano   il   trasporto
transfrontaliero di rifiuti,  fra  i  quali  quelli  da  imballaggio,
devono allegare per ogni spedizione una dichiarazione  dell'autorita'
del Paese di destinazione dalla quale risulti che nella  legislazione
nazionale non vi siano  norme  ambientali  meno  rigorose  di  quelle
previste dal diritto dell'Unione europea, ivi incluso un  sistema  di
controllo sulle  emissioni  di  gas  serra,  e  che  l'operazione  di
recupero nel Paese  di  destinazione  sia  effettuata  con  modalita'
equivalenti, dal punto di vista ambientale, a quelle  previste  dalla
legislazione in materia di rifiuti del Paese di provenienza»;
    e) all'articolo 216-bis,  comma  7,  dopo  il  primo  periodo  e'
inserito il seguente: «Nelle more dell'emanazione del decreto di  cui
al primo periodo, le autorita' competenti  possono  autorizzare,  nel
rispetto  della  normativa  dell'Unione  europea,  le  operazioni  di
rigenerazione degli oli usati anche in deroga all'allegato A, tabella
3, del decreto ministeriale 16 maggio 1996, n. 392, fermi restando  i
limiti stabiliti dalla predetta tabella  in  relazione  al  parametro
PCB/PCT.»;
    f) all'articolo 228, dopo il comma 3, e'  inserito  il  seguente:
«3-bis. I produttori e  gli  importatori  di  pneumatici  o  le  loro
eventuali forme associate  determinano  annualmente  l'ammontare  del
rispettivo contributo necessario per l'adempimento, nell'anno  solare
successivo, degli obblighi di cui al comma 1 e lo  comunicano,  entro
il 31 ottobre di ogni anno, al Ministero dell'ambiente e della tutela
del  territorio  e  del  mare  anche  specificando  gli  oneri  e  le
componenti di costo che giustificano l'ammontare del  contributo.  Il
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,  se
necessario, richiede integrazioni e chiarimenti al fine  di  disporre
della completezza delle informazioni da divulgare anche a  mezzo  del
proprio portale informatico entro il 31 dicembre del rispettivo anno.
E' fatta salva la facolta' di procedere  nell'anno  solare  in  corso
alla rideterminazione, da parte dei produttori e degli importatori di
pneumatici o le rispettive forme associate, del contributo  richiesto
per l'anno solare in corso.»;
    f-bis) all'articolo 242, comma 7,  dopo  il  secondo  periodo  e'
inserito  il  seguente:  «Nell'ambito  dell'articolazione   temporale
potra'  essere  valutata  l'adozione  di  tecnologie  innovative,  di
dimostrata efficienza ed  efficacia,  a  costi  sopportabili,  resesi
disponibili  a  seguito  dello   sviluppo   tecnico-scientifico   del
settore»;
    g) all'articolo 268, comma 1, alla lettera p) le parole da:  «per
le piattaforme» alle parole «gas naturale liquefatto off-shore;» sono
soppresse;
    h) all'articolo 281, il comma 5 e' sostituito dal  seguente:  «5.
Le integrazioni e le modifiche degli allegati alle norme  in  materia
di tutela dell'aria e della riduzione delle  emissioni  in  atmosfera
del  presente  decreto  sono  adottate  con  decreto   del   Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,  di  concerto
con  il  Ministro  della  salute,  con  il  Ministro  dello  sviluppo
economico  e,  per  quanto  di  competenza,  con  il  Ministro  delle
infrastrutture e dei trasporti, sentita la  Conferenza  unificata  di
cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.»;
    i) all'allegato VIII alla parte seconda del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152, dopo il  punto  1.4  e'  inserito  il  seguente:
«1.4-bis terminali di rigassificazione e altri  impianti  localizzati
in mare su piattaforme off-shore;».
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Art. 23 - AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE
« Risposta #9 il: 07 Aprile 2012, 12:04:41 »
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 9 febbraio 2012, n. 5   
Testo del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (in supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 33 del 9 febbraio 2012), coordinato con la legge di conversione 4 aprile 2012, n. 35 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo.». (12A04078) (GU n. 82 del 6-4-2012  - Suppl. Ordinario n.69)

Art. 23
 
 
Autorizzazione unica in materia ambientale per  le  piccole  e  medie
                               imprese
 
  1. Ferme restando le  disposizioni  in  materia  di  autorizzazione
integrata ambientale di cui al titolo 3-bis del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152, al fine di semplificare le procedure  e  ridurre
gli oneri per le PMI e per gli  impianti  non  soggetti  alle  citate
disposizioni in materia di autorizzazione integrata ambientale, anche
sulla base dei risultati delle attivita' di misurazione  degli  oneri
amministrativi di cui all'articolo 25  del  decreto-legge  25  giugno
2008, n. 112, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto
2008, n. 133, il Governo e' autorizzato ad emanare un regolamento  ai
sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.  400,
su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio
e del mare,  del  Ministro  per  la  pubblica  amministrazione  e  la
semplificazione e del Ministro dello sviluppo economico,  sentita  la
Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281, volto a  disciplinare  l'autorizzazione  unica  ambientale  e  a
semplificare gli adempimenti amministrativi  delle  piccole  e  medie
imprese e degli impianti non soggetti alle disposizioni in materia di
autorizzazione integrata ambientale, in base ai seguenti  principi  e
criteri direttivi, nel rispetto di quanto previsto dagli articoli 20,
20-bis e 20-ter, della legge 15  marzo  1997,  n.  59,  e  successive
modificazioni:
    a)  l'autorizzazione  sostituisce  ogni  atto  di  comunicazione,
notifica ed autorizzazione previsto  dalla  legislazione  vigente  in
materia ambientale;
    b) l'autorizzazione unica ambientale e' rilasciata  da  un  unico
ente;
    c)  il  procedimento  deve  essere  improntato  al  principio  di
proporzionalita' degli adempimenti amministrativi in  relazione  alla
dimensione  dell'impresa  e  al   settore   di   attivita',   nonche'
all'esigenza  di  tutela  degli  interessi  pubblici  e  non   dovra'
comportare l'introduzione di maggiori oneri a carico delle imprese.
  2. Il regolamento di cui al comma 1 e' emanato entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore  del  presente  decreto  e  dalla  data  di
entrata in vigore  del  medesimo  regolamento  sono  identificate  le
norme, anche di legge, regolatrici dei relativi procedimenti che sono
abrogate dalla data di entrata in vigore del medesimo regolamento.
  2-bis.  La  realizzazione  delle  infrastrutture  di  ricarica  dei
veicoli elettrici e' sottoposta alla  disciplina  della  segnalazione
certificata di inizio attivita' di cui all'articolo 19 della legge  7
agosto 1990, n.241, e successive modificazioni.
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Art. 56 - modifiche al CODICE DEL TURISMO
« Risposta #8 il: 07 Aprile 2012, 12:03:14 »
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 9 febbraio 2012, n. 5   
Testo del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (in supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 33 del 9 febbraio 2012), coordinato con la legge di conversione 4 aprile 2012, n. 35 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo.». (12A04078) (GU n. 82 del 6-4-2012  - Suppl. Ordinario n.69)

Art. 56
 
 
         Disposizioni per il settore turistico e per l'EXPO
 
   1. Al codice della normativa statale  in  tema  di  ordinamento  e
mercato del turismo, di cui al decreto legislativo 23 maggio 2011, n.
79, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) all'articolo 22, comma 2, al primo periodo sono  aggiunte,  in
fine, le seguenti parole: «e della promozione  di  forme  di  turismo
accessibile, mediante accordi con le  principali  imprese  turistiche
operanti nei territori interessati attraverso pacchetti a  condizioni
vantaggiose per i giovani, gli anziani e le persone con  disabilita',
senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica»;
    b) all'articolo 27, comma 1, la lettera c) e' abrogata.
  2.  I  beni  immobili  confiscati  alla  criminalita'  organizzata,
individuati  dall'Agenzia  nazionale  per  l'amministrazione   e   la
destinazione dei beni  sequestrati  e  confiscati  alla  criminalita'
organizzata, che hanno caratteristiche tali  da  consentirne  un  uso
agevole per scopi  turistici  possono  essere  dati  in  concessione,
secondo le modalita' previste dall'articolo 48, comma 3, lettera  c),
del codice delle leggi antimafia e delle misure  di  prevenzione,  di
cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, alle  comunita',
agli enti, alle associazioni e alle organizzazioni di cui al medesimo
articolo 48, comma 3, lettera c), del citato codice,  attribuendo  un
titolo di preferenza alle cooperative o ai  consorzi  di  cooperative
sociali di giovani di eta' inferiore a 35 anni. Per l'avvio e per  la
ristrutturazione  a  scopi  turistici  dell'immobile  possono  essere
promossi dal Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport
accordi  e  convenzioni  con  banche  ed  istituti  di  credito   per
finanziamenti a condizioni vantaggiose, senza nuovi o maggiori  oneri
per la finanza pubblica.
  3. All'articolo 54, comma 1, del decreto-legge 31 maggio  2010,  n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge  30  luglio  2010,  n.
122, le parole: «al 4» sono sostituite dalle seguenti: «all'11».
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Art. 47 quater - Indiepa.gov OBBLIGATORIO con sanzioni
« Risposta #7 il: 07 Aprile 2012, 12:01:19 »
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 9 febbraio 2012, n. 5   
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Art. 47-quater
 
 
       Indice degli indirizzi delle pubbliche amministrazioni
 
  1. Il comma 3 dell'articolo 57-bis del codice  dell'amministrazione
digitale, di cui al decreto legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  e'
sostituito dal seguente:
  «3. Le amministrazioni  aggiornano  gli  indirizzi  e  i  contenuti
dell'indice tempestivamente e comunque con cadenza almeno  semestrale
secondo le indicazioni di DigitPA.  La  mancata  comunicazione  degli
elementi  necessari  al  completamento   dell'indice   e   del   loro
aggiornamento e' valutata ai fini della responsabilita'  dirigenziale
e dell'attribuzione della  retribuzione  di  risultato  ai  dirigenti
responsabili».
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Art. 47 ter - INFORMATIZZAZIONE ASSOCIATA NEI COMUNI
« Risposta #6 il: 07 Aprile 2012, 12:00:19 »
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 9 febbraio 2012, n. 5   
Testo del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (in supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 33 del 9 febbraio 2012), coordinato con la legge di conversione 4 aprile 2012, n. 35 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo.». (12A04078) (GU n. 82 del 6-4-2012  - Suppl. Ordinario n.69)

Art. 47-ter
 
 
                 Digitalizzazione e riorganizzazione
 
  1. Dopo il comma 3 dell'articolo 15 del codice dell'amministrazione
digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo  2005,  n.  82,  sono
aggiunti i seguenti:
  «3-bis. Le funzioni  legate  alle  tecnologie  dell'informazione  e
della comunicazione, di seguito denominate "funzioni ICT", nei comuni
sono  obbligatoriamente  ed  esclusivamente   esercitate   in   forma
associata, secondo le forme  previste  dal  testo  unico  di  cui  al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, da parte dei  comuni  con
popolazione fino a 5.000 abitanti, esclusi i comuni il cui territorio
coincide integralmente con quello di una o piu' isole e il comune  di
Campione d'Italia.
  3-ter. Le funzioni  ICT  di  cui  al  comma  3-bis  comprendono  la
realizzazione e la  gestione  di  infrastrutture  tecnologiche,  rete
dati, fonia, apparati,  di  banche  dati,  di  applicativi  software,
l'approvvigionamento  di  licenze  per  il  software,  la  formazione
informatica e la consulenza nel settore dell'informatica.
  3-quater. La medesima funzione ICT non puo' essere svolta  da  piu'
di una forma associativa.
  3-quinquies. Il limite demografico minimo che l'insieme dei comuni,
che sono tenuti ad esercitare le funzioni  ICT  in  forma  associata,
deve raggiungere e' fissato in 30.000 abitanti, salvo quanto disposto
dal comma 3-sexies.
  3-sexies. Entro due mesi dalla data  di  entrata  in  vigore  della
presente disposizione, nelle materie di cui all'articolo  117,  commi
terzo e quarto, della Costituzione, la regione individua con  propria
legge, previa concertazione con i comuni interessati nell'ambito  del
Consiglio delle autonomie locali, la dimensione territoriale ottimale
e  omogenea  per  area  geografica  per  lo  svolgimento,  in   forma
obbligatoriamente  associata  da  parte  dei  comuni  con  dimensione
territoriale inferiore ai 5.000 abitanti, delle funzioni  di  cui  al
comma 3-ter, secondo i principi di economicita', di efficienza  e  di
riduzione delle spese, fermo  restando  quanto  stabilito  dal  comma
3-bis del presente articolo.
  3-septies. A partire dalla data fissata dal decreto di cui al comma
3-octies, i comuni non possono  singolarmente  assumere  obbligazioni
inerenti alle funzioni e ai servizi di cui ai commi  3-bis  e  3-ter.
Per tale  scopo,  all'interno  della  gestione  associata,  i  comuni
individuano un'unica stazione appaltante.
  3-octies. Le funzioni di cui al comma 3-bis e i relativi  tempi  di
attuazione sono definiti con decreto del  Ministro  per  la  pubblica
amministrazione e  la  semplificazione,  previa  intesa  in  sede  di
Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, da emanare entro sei
mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione».
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Art. 41 - SOMMINISTRAZIONE TEMPORANEA senza requisiti e asseverazioni
« Risposta #5 il: 07 Aprile 2012, 11:58:56 »
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 9 febbraio 2012, n. 5   
Testo del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (in supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 33 del 9 febbraio 2012), coordinato con la legge di conversione 4 aprile 2012, n. 35 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo.». (12A04078) (GU n. 82 del 6-4-2012  - Suppl. Ordinario n.69)

Art. 41
 
 
Semplificazione in materia di somministrazione temporanea di alimenti
                             e bevande.
 
  1. L'attivita' temporanea di somministrazione di alimenti e bevande
in occasione di sagre, fiere, manifestazioni religiose,  tradizionali
e  culturali  o  eventi  locali  straordinari,  e'   avviata   previa
segnalazione certificata di inizio attivita' priva  di  dichiarazioni
asseverate ai sensi dell'articolo 19 della legge 7  agosto  1990,  n.
241, e non e' soggetta al possesso dei requisiti previsti dal comma 6
dell'articolo 71 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59.
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Art. 12 bis - COMUNICAZIONI SEMPLICI PER I COMUNI
« Risposta #4 il: 07 Aprile 2012, 11:55:39 »
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 9 febbraio 2012, n. 5   
Testo del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (in supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 33 del 9 febbraio 2012), coordinato con la legge di conversione 4 aprile 2012, n. 35 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo.». (12A04078) (GU n. 82 del 6-4-2012  - Suppl. Ordinario n.69)

Art. 12-bis
 
 
    Riduzione degli oneri delle comunicazioni a carico dei comuni
 
  1. Al fine di semplificare l'attivita' dei responsabili  finanziari
degli enti locali e ridurre la duplicazione delle  comunicazioni  dei
dati correlati alla gestione contabile, entro sessanta  giorni  dalla
data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente
decreto, con decreto del Ministro dell'interno, di  concerto  con  il
Ministro dell'economia e delle finanze  e  con  il  Ministro  per  la
pubblica amministrazione e la semplificazione,  sono  adottate  nuove
modalita' per le comunicazioni obbligatorie  di  dati  a  carico  dei
comuni nei confronti di altre amministrazioni pubbliche,  finalizzate
all'utilizzo di un unico modulo  per  la  trasmissione  dei  dati  da
comunicare   a   soggetti   diversi   appartenenti   alla    pubblica
amministrazione.
  2. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare  nuovi
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
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Art. 6 ter - PAGAMENTI SEMPLIFICATI CON LA P.A.
« Risposta #3 il: 07 Aprile 2012, 11:53:34 »
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 9 febbraio 2012, n. 5   
Testo del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (in supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 33 del 9 febbraio 2012), coordinato con la legge di conversione 4 aprile 2012, n. 35 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo.». (12A04078) (GU n. 82 del 6-4-2012  - Suppl. Ordinario n.69)

Art. 6-ter
 
Modifica all'articolo 5 del codice di cui al  decreto  legislativo  7
  marzo  2005,  n.  82,  in  materia  di  pagamenti  alle   pubbliche
  amministrazioni con modalita' informatiche
 
  1.  All'articolo  5,  comma  1,  del  codice   dell'amministrazione
digitale, di cui al decreto legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  e'
aggiunto, in fine, il seguente periodo: «A tal fine sono tenute:
  a) a pubblicare nei propri siti istituzionali e sulle richieste  di
pagamento i codici identificativi dell'utenza bancaria sulla quale  i
privati possono effettuare i pagamenti mediante bonifico;
  b) a specificare i dati e i codici  da  indicare  obbligatoriamente
nella causale di versamento».
  2. Gli obblighi introdotti per le amministrazioni pubbliche con  le
disposizioni di cui al comma 1 acquistano efficacia  decorsi  novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto.
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Art. 6 bis - BOLLO TELEMATICO
« Risposta #2 il: 07 Aprile 2012, 11:51:28 »
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 9 febbraio 2012, n. 5   
Testo del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (in supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 33 del 9 febbraio 2012), coordinato con la legge di conversione 4 aprile 2012, n. 35 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo.». (12A04078) (GU n. 82 del 6-4-2012  - Suppl. Ordinario n.69)

Art. 6-bis Disposizioni  per  il  pagamento  dell'imposta  di  bollo   per   via telematica
 
  1. Al fine di consentire a cittadini e imprese di assolvere per via
telematica a tutti gli obblighi connessi all'invio  di  un'istanza  a
una  pubblica  amministrazione  o  a  qualsiasi  ente   o   autorita'
competente, con decreto del Ministro dell'economia e  delle  finanze,
di concerto con il Ministro per  la  pubblica  amministrazione  e  la
semplificazione, da emanare entro centottanta giorni  dalla  data  di
entrata in vigore della legge di conversione  del  presente  decreto,
sono stabilite le  modalita'  per  il  calcolo  e  per  il  pagamento
dell'imposta di bollo per via telematica, anche attraverso l'utilizzo
di carte di credito, di debito o prepagate, per tutti i casi  in  cui
questa e' dovuta.
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Pubblicata in GU n. 82 del 6.4.2012 S.O. N. 69
- la L. 4 aprile 2012 n. 35 " Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 5 febbraio 2012 n. 5, recante disposizioni urgenti In materia di liberalizzazioni e sviluppo"
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- e il TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE  5 FEBBRAIO 2012 n. 5
Testo del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, coordinato con la legge di conversione 4 aprile 2012, n. 35, recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo.».
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« Ultima modifica: 06 Aprile 2012, 23:57:36 da Alberto Valenti »