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Autore Topic: Allevamenti semintensivi e classificazione industria insalubre  (Letto 289 volte)

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Allo sportello SUAP è arrivata una pratica per la realizzazione di un capannone aperto da adibire a stabulazione di più di un migliaio di ovini. Il professionista dichiara che l'attività non rientra nel campo delle industrie insalubri in quanto la permanenza dei capi è limitata a una decina di ore nel corso della giornata e il rapporto tra capi e fondo aziendale è basso (considerando l'intera superficie del fondo, ovviamente). Posto che nel testo del DM 5/9/1994 gli allevamenti sono trattati come industrie insalubri di prima classe senza ulteriori specificazioni, e che per estensione di tale principio di temporalità dovrebbe essere esente qualsiasi officina, esiste un qualche fondamento per lo meno giurisprudenziale nella affermazione del professionista (agromomo)?

NON ESISTE un fondamento per escludere la classificazione come industria insalubre di prima classe. Semmai devi valutare se sia ragionevole e proporzionato il divieto assoluto di localizzazione considerata la particolare tipologia di attività.
Insomma, E' industria di prima classe ma non è detto che sia incompatibile con l'insediamento se non ne dimostri in concreto le caratteristiche di incompatibilità.


Offline Giampietro.murgia

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Risposta #1 il: 14 Giugno 2018, 15:37:27
Allo sportello SUAP è arrivata una pratica per la realizzazione di un capannone aperto da adibire a stabulazione di più di un migliaio di ovini. Il professionista dichiara che l'attività non rientra nel campo delle industrie insalubri in quanto la permanenza dei capi è limitata a una decina di ore nel corso della giornata e il rapporto tra capi e fondo aziendale è basso (considerando l'intera superficie del fondo, ovviamente). Posto che nel testo del DM 5/9/1994 gli allevamenti sono trattati come industrie insalubri di prima classe senza ulteriori specificazioni, e che per estensione di tale principio di temporalità dovrebbe essere esente qualsiasi officina, esiste un qualche fondamento per lo meno giurisprudenziale nella affermazione del professionista (agromomo)?