Autore Topic: Mancato pagamento sanzioni amministrative per insolvibilità/irreperibilità  (Letto 487 volte)

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Rischio di essere frainteso, con una mera semplificazione.
Più in concreto: accertato il fatto, se la notifica non va a buon fine per irreperibilita o per compiuta giacenza, é più economico per l'ente fermarsi qui o continuare a spendere per notifiche inutili o che non ci saranno o desistere?
Non per omettere atti d'ufficio  ma per evitare spese al comune.
Anche sulla solvibilità, ovviamente, il tutto non potrebbe risolversi in una sorta di valutazione lombrosiana del "commerciante", ma sorretta da elementi di fatto, circa la condizione di insolvibilità del soggetto.
Il mio pensiero si attaglia ai superiori principi costituzionali di efficacia e di efficienza dell'azione amministrativa, relativamente ai quali, credo che la Magistratura contabile dovrebbe riferirsi nei suoi giudizi sull'attività della P.A. E' ovvio che rischio, con queste valutazioni, di spingermi più su di una valutazione politica del fenomeno, che non tecnica-burocratica; ma l'idea che un magistrato contabile entri nel merito di un accumulo di somme esigibili, a fronte delle quali l'Amministrazione ha speso molto, senza ottenere i risdultati sperati e tutto questo, nella piena consapevolezza di quel risultato, non la vedo così peregrina.
Si tratta, evidentemente, di astrazioni: ma sono fortemente convinto che un'amministrazione pubblica, dovrebbe anche valutare se i mezzi giustificano il fine, uscendo dalla consueta logica machiavellana che rischia di ingessare ed impoverire l'attività della pubblica amministrazione.
Grazie comunque per l'opportunità che viene data, anche per esternare aspetti di "filosofia del diritto" e rinnovati complimenti per l'ottimo lavoro che state portando avanti.

Giovanni, apprezziamo moltissimo i tuoi ragionamenti ed astrazioni ... che sono alla base dell'argomentare giuridico.
A volte servono per poterli applicare alla realtà ... a volte solo per "ipotizzare" in quanto spesso la realtà è più prosaica.

Comunque il tuo approccio è decisamente interessante!
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Offline Giovanni Fontana

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Rischio di essere frainteso, con una mera semplificazione.
Più in concreto: accertato il fatto, se la notifica non va a buon fine per irreperibilita o per compiuta giacenza, é più economico per l'ente fermarsi qui o continuare a spendere per notifiche inutili o che non ci saranno o desistere?
Non per omettere atti d'ufficio  ma per evitare spese al comune.
Anche sulla solvibilità, ovviamente, il tutto non potrebbe risolversi in una sorta di valutazione lombrosiana del "commerciante", ma sorretta da elementi di fatto, circa la condizione di insolvibilità del soggetto.
Il mio pensiero si attaglia ai superiori principi costituzionali di efficacia e di efficienza dell'azione amministrativa, relativamente ai quali, credo che la Magistratura contabile dovrebbe riferirsi nei suoi giudizi sull'attività della P.A. E' ovvio che rischio, con queste valutazioni, di spingermi più su di una valutazione politica del fenomeno, che non tecnica-burocratica; ma l'idea che un magistrato contabile entri nel merito di un accumulo di somme esigibili, a fronte delle quali l'Amministrazione ha speso molto, senza ottenere i risdultati sperati e tutto questo, nella piena consapevolezza di quel risultato, non la vedo così peregrina.
Si tratta, evidentemente, di astrazioni: ma sono fortemente convinto che un'amministrazione pubblica, dovrebbe anche valutare se i mezzi giustificano il fine, uscendo dalla consueta logica machiavellana che rischia di ingessare ed impoverire l'attività della pubblica amministrazione.
Grazie comunque per l'opportunità che viene data, anche per esternare aspetti di "filosofia del diritto" e rinnovati complimenti per l'ottimo lavoro che state portando avanti.
« Ultima modifica: 04 Febbraio 2019, 09:03:40 da Giovanni Fontana »

Offline Simone Chiarelli

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Anche alla luce delle recenti modifiche al Codice del Commercio della Regione Toscana e sulla base di esperienza passata, sarà ben probabile che buona parte di coloro che saranno attinti da sanzione amministrativa - solitamente, commercianti stranieri senza fissa dimora o residenti all'estero - alle successive ricerche per notificazione atti, risulteranno irreperibili o, se anche reperibili, risulteranno non solvibili e quindi, non provvederanno a versare quanto stabilito. Questo, con l'ulteriore conseguenza, che le spese di notificazione e di gestione dei verbali (in termini di risorse umane, con un notevole costo per l'Ente) ovvero le c.d. "spese vive", resteranno a carico della P.A.: aggiungendo a queste ultime, le spese di custodia delle attrezzature e delle merci che sono state sequestrate e che non sono state ritirate allo scadere dei 60 gg. stabiliti per il pagamento in misura ridotta (che poi, non è ben chiaro che fine dovranno fare: cose confiscabili o cose abbandonate o che altro... la legge regionale, non aiuta, a riguardo).
Dunque, se e quando l'azione amministrativa venisse effettuata nel solco dei criteri di efficacia dell'azione amministrativa, per altro verso, analoga circostanza potrebbe non essere considerata efficiente, giacché la P.A. sarebbe costretta a spendere più di quello che "guadagna"... ancorché con termine non calzante.
Ciò premesso, la domanda che ne consegue è la seguente: stabilito che il trasgressore è persona senza fissa dimora (ancorché domiciliato presso un terzo) o, comunque, palesemente incapace di poter assolvere al pagamento della sanzione, con un provvedimento motivato del dirigente della struttura burocratica, potrebbe essere previsto che nell'iter sanzionatorio i successivi atti di accertamento si concludano alla prima occasione in cui la notificazione non giunga a buon fine o dalle indagini amministrative di iniziativa, il trasgressore risulti insolvibile? tutto ciò potrebbe rilevare sul piano contabile o anche penale, in ordine al delitto di omissione di atti d'ufficio?
Grazie.

Comprendo le ragioni SOSTANZIALI ma una interpretazione del genere potrebbe aprire ad abusi lato UTENTE ed ad abusi lato AMMINISTRAZIONE nonchè a possibili estensioni analogiche nel settore civilistico ... e perchè no penale?!?!

Ciò detto reputo anche scorretto qualificare ex ante un soggetto come "palesemente insolvibile" ... in base a quali criteri? l'aspetto fisico? l'attività svolta?

L'iter sanzionatorio va gestito secondo le procedure e disposizioni stabilite dalla legge, con rigore e fermezza ma anche con l'umanità che sta dietro l'art. 11 l. 689/1981 e la disciplina sulla rateizzazione ...

NELLA MIA ESPERIENZA vedo semmai migliaia e migliaia di euro persi per verbali non fatti, fatti male, ordinanze ingiunzione mai notificate ecc.... e ti assicuro non sempre agli insolvibili ... anche a favore di bene abbienti e "ben entranti!" ... meglio evitare scorciatoie che quelli come te userebbero in buona fede, ma che potrebbero essere una via per chi in buona fede non è

Offline Giovanni Fontana

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Mancato pagamento sanzioni amministrative per insolvibilità/irreperibilità
« Risposta #1 il: 03 Febbraio 2019, 18:37:02 »
Anche alla luce delle recenti modifiche al Codice del Commercio della Regione Toscana e sulla base di esperienza passata, sarà ben probabile che buona parte di coloro che saranno attinti da sanzione amministrativa - solitamente, commercianti stranieri senza fissa dimora o residenti all'estero - alle successive ricerche per notificazione atti, risulteranno irreperibili o, se anche reperibili, risulteranno non solvibili e quindi, non provvederanno a versare quanto stabilito. Questo, con l'ulteriore conseguenza, che le spese di notificazione e di gestione dei verbali (in termini di risorse umane, con un notevole costo per l'Ente) ovvero le c.d. "spese vive", resteranno a carico della P.A.: aggiungendo a queste ultime, le spese di custodia delle attrezzature e delle merci che sono state sequestrate e che non sono state ritirate allo scadere dei 60 gg. stabiliti per il pagamento in misura ridotta (che poi, non è ben chiaro che fine dovranno fare: cose confiscabili o cose abbandonate o che altro... la legge regionale, non aiuta, a riguardo).
Dunque, se e quando l'azione amministrativa venisse effettuata nel solco dei criteri di efficacia dell'azione amministrativa, per altro verso, analoga circostanza potrebbe non essere considerata efficiente, giacché la P.A. sarebbe costretta a spendere più di quello che "guadagna"... ancorché con termine non calzante.
Ciò premesso, la domanda che ne consegue è la seguente: stabilito che il trasgressore è persona senza fissa dimora (ancorché domiciliato presso un terzo) o, comunque, palesemente incapace di poter assolvere al pagamento della sanzione, con un provvedimento motivato del dirigente della struttura burocratica, potrebbe essere previsto che nell'iter sanzionatorio i successivi atti di accertamento si concludano alla prima occasione in cui la notificazione non giunga a buon fine o dalle indagini amministrative di iniziativa, il trasgressore risulti insolvibile? tutto ciò potrebbe rilevare sul piano contabile o anche penale, in ordine al delitto di omissione di atti d'ufficio?
Grazie.