Forum del Portale Omniavis.it

News:

News

Guarda i nostri servizi per la PUBBLICA AMMINISTRAZIONE su http://www.omniavis.com/index.php/2013-11-10-07-07-12

Autore Topic: “Codice di comportamento dei dipendenti pubblici”; artt. 6 e 7.  (Letto 187 volte)

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

Offline Simone Chiarelli

  • Dott. Simone Chiarelli
  • Administrator
  • Membro Super
  • *****
  • Post: 17.908
  • Dott. Simone Chiarelli
    • Mostra profilo
    • Omniavis srl
    • E-mail
1)   Stante che il “conflitto di interessi” è una “situazione”, come inquadrare all’art. 6 del “Codice di comportamento dei dipendenti pubblici” il richiamo alle “pressioni politiche, sindacali e dirigenziali”, che sono azioni/attività/comportamenti?
LA NORMA DICE: 2. Il dipendente si astiene dal prendere decisioni o svolgere attività inerenti alle sue mansioni in situazioni di conflitto, anche potenziale, di interessi con interessi personali, del coniuge, di conviventi, di parenti, di affini entro il secondo grado. Il conflitto può riguardare interessi di qualsiasi natura, anche non patrimoniali, come quelli derivanti dall’intento di voler assecondare pressioni politiche, sindacali o dei superiori gerarchici.
IN QUESTO CASO IL CONFLITTO NON NASCE DALLE PRESSIONI ... CHE ALTRIMENTI TUTTI SAREMMO IN CONFLITTO DI INTERESSI. SE IO SUBISCO PRESSIONI E "ME NE FREGO" ... NON SONO IN CONFLITTO ... SE IO SUBISCO PRESSIONI E SEGUO QUESTE PRESSIONI (QUINDI ATTUO COMPORTAMENTI DIVERSI DA QUELLI CHE TERREI IN CONDIZIONI ORDINARIE) ... ALLORA SONO IN CONFLITTO E DEVO ASTENERMI.
E' DIFFICILE DIMOSTRARE LA SUSSISTENZA OGGETTIVA DI TALE CONDIZIONI ... ECCO PERCHE' E' INSERITA NEL CODICE


2)   In concreto, quali atti dovrebbe compiere il dipendente sottoposto a “pressioni politiche, sindacali o dei superiori gerarchici”? C'è eventualmente differenza di comportamento sulla base delle diverse categorie di soggetti coinvolti?
COME DETTO SI TRATTA DEL DIPENDENTE CHE ASSUME MARIO ROSSI PERCHE' DELLA SIGLA SINDACALE XX QUANDO E' STATO INVITATO A FARLO DA QUELLA SIGLA (O NON ASSUME YY PERCHE' XX NON VUOLE, O CHE DA' UN CONTRIBUTO A PIPPO SU INDICAZIONE DELL'ASSESSORE.
PIU' DELICATO IL RAPPORTO CON I "SUPERIORI GERARCHICI" LADDOVE OCCORRE DISTINGUERE LE "PRESSIONI LECITE" (IN QUALITA' DI SUPERIORE) DA QUELLE ILLECITE VERSO LE QUALI OCCORRE ASTENERSI IN QUANTO, SAPPIAMO, NON SI PUO' DISOBBIDIRE AD UN ORDINE REITERATO PER SCRITTO ... MENTRE SI PUO' CHIEDERE DI ASTENERSI.


3)   Se le pressioni sono del superiore gerarchico/dirigente, occorre che la segnalazione sia indirizzata al responsabile dell’anticorruzione?
IO LO FAREI SUBITO ... A MENO CHE LA PRESSIONE NON ARRIVI DALLO STESSO RESPONSABILE ANTICORRUZIONE, IN QUEL CASO SI SEGNALA AD ANAC/PROCURA
 E se quest’ultimo fosse anche essere lo stesso superiore gerarchico/dirigente?
VEDI SOPRA

4)   Nel libro “Codice di comportamento dei dipendenti pubblici” - V. Italia e M. Bassani, è affermato che l’art. 7 (dovendosene darne un’interpretazione letterale) sarebbe circoscritto al dovere di astensione all’interno della partecipazione a decisioni collegiali. Cosa ne pensa?
MI AVVALGO DELLA FACOLTA' DI RITENERE ERRATA QUESTA INTERPRETAZIONE RESTRITTIVA .... SI PARTECIPA ALL'ADOZIONE DI DECISIONI ANCHE COME RESPONSABILE DI PROCEDIMENTO QUANDO L'ATTO FINALE E' ADOTTATO DA TERZI, MA ANCHE QUANDO SI ADOTTA NOI STESSI CON PARERI DI TERZI ... E NON CI SONO ORGANI COLLEGIALI DI SORTA

* * * * * * * * * *
Dott. Simone Chiarelli
simone.chiarelli@gmail.com
tel. 3337663638


Offline Ferraris Lorenzo

  • Nuovi iscritti
  • *
  • Post: 16
  • Nuovo iscritto
    • Mostra profilo
Risposta #1 il: 12 Febbraio 2019, 09:43:26
1)   Stante che il “conflitto di interessi” è una “situazione”, come inquadrare all’art. 6 del “Codice di comportamento dei dipendenti pubblici” il richiamo alle “pressioni politiche, sindacali e dirigenziali”, che sono azioni/attività/comportamenti?
2)   In concreto, quali atti dovrebbe compiere il dipendente sottoposto a “pressioni politiche, sindacali o dei superiori gerarchici”? C'è eventualmente differenza di comportamento sulla base delle diverse categorie di soggetti coinvolti?
3)   Se le pressioni sono del superiore gerarchico/dirigente, occorre che la segnalazione sia indirizzata al responsabile dell’anticorruzione? E se quest’ultimo fosse anche essere lo stesso superiore gerarchico/dirigente?
4)   Nel libro “Codice di comportamento dei dipendenti pubblici” - V. Italia e M. Bassani, è affermato che l’art. 7 (dovendosene darne un’interpretazione letterale) sarebbe circoscritto al dovere di astensione all’interno della partecipazione a decisioni collegiali. Cosa ne pensa?
Ringrazio anticipatamente e saluto.