Autore Topic: ATTIVITA' DI MASSAGGIATORE OLISTICO  (Letto 1352 volte)

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Offline DavideF

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Re:ATTIVITA' DI MASSAGGIATORE OLISTICO
« Risposta #5 il: 25 Febbraio 2019, 11:17:16 »
Le associazioni di categoria cercano di tutelare i propri iscritti, fanno il loro mestiere. Le cose che dicono non sono errate ma è bene avere una visioni più ampia ai sensi dei principi generali del diritto: a prescindere dalla legge 4/2013, chi fa i massaggi del benessere (in senso lato) lo fa senza una norma che preveda abilitazioni o requisiti legali, ergo è libera, sempre che non sfoci (e qui possono venire i problemi, in attività estetica; in attività medica o paramedica.
vedi qua:
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=48785.0

Per il resto posso aggiungere che l’operatore a domicilio non deve fare comunicazioni al SUAP. Sarà cura del centro “grotta di sale” fare in modo che tali massaggi siano svolti in locali igienicamente sicuri e adeguati ai sensi del d.lgs. n. 81/2008. Anche se la cosa non mi pare sconvolgere l’oggetto di attività, per stare tranquilli il centro può sicuramente fare un aggiornamento al REA. Sul punto può dire meglio il commercialista sentendo il registro imprese
Benissimo Mario
Mi sembra che ci siamo....grazie ancora per l'interessamento ed il parere espresso.

Buona giornata.

DAVIDE F.

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Re:ATTIVITA' DI MASSAGGIATORE OLISTICO
« Risposta #5 il: 25 Febbraio 2019, 11:17:16 »

 


Offline Mario Maccantelli

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Re:ATTIVITA' DI MASSAGGIATORE OLISTICO
« Risposta #4 il: 24 Febbraio 2019, 19:50:13 »
Le associazioni di categoria cercano di tutelare i propri iscritti, fanno il loro mestiere. Le cose che dicono non sono errate ma è bene avere una visioni più ampia ai sensi dei principi generali del diritto: a prescindere dalla legge 4/2013, chi fa i massaggi del benessere (in senso lato) lo fa senza una norma che preveda abilitazioni o requisiti legali, ergo è libera, sempre che non sfoci (e qui possono venire i problemi, in attività estetica; in attività medica o paramedica.
vedi qua:
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=48785.0

Per il resto posso aggiungere che l’operatore a domicilio non deve fare comunicazioni al SUAP. Sarà cura del centro “grotta di sale” fare in modo che tali massaggi siano svolti in locali igienicamente sicuri e adeguati ai sensi del d.lgs. n. 81/2008. Anche se la cosa non mi pare sconvolgere l’oggetto di attività, per stare tranquilli il centro può sicuramente fare un aggiornamento al REA. Sul punto può dire meglio il commercialista sentendo il registro imprese

Offline DavideF

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Re:ATTIVITA' DI MASSAGGIATORE OLISTICO
« Risposta #3 il: 21 Febbraio 2019, 10:46:30 »
Il fatto che sia inquadrabile come impresa o come lavoro autonomo dipende dall’effettiva organizzazione dell’attività. Non c’è una regola certa. L’impresa sottende una certa organizzazione che è estranea al lavoratore autonomo inteso come professionista.

Se tizio va a fare i massaggi a domicilio (presso l’abitazione del committente o presso centri di terzi, allora potrebbe essere assimilato al libero professionista. Se Tizio apre un centro olistico con sala d’attesa, cabine e, magari, un dipendente, allora sarà un’impresa.

In parallelo puoi vedere l’attività di mero cuoco a domicilio (può essere un lavoratore autonomo) e l’attività di catering che sicuramente ha il carattere dell’imprenditorialità.

Nel caso di specie si può applicare la legge 4/2013, quindi l’associazionismo fra soggetti e la regolamentazione volontaria. Nessuna legge prevede requisiti specifici per l’attività né requisiti professionali obbligatori né, tanto meno, procedure abilitative. La giurisprudenza è pacifica. Su tutte la giurisp. costituzionale nel reputare NON legittime le varie leggi regionali che si inventano e disciplinano le professioni. Solo lo Stato può definirle.

Vedi qua:
http://www.olisticmap.it/notizie/l%E2%80%99operatore-olistico-e-le-professioni-non-regolamentate-2

Per la giurisprudenza puoi vedere C.Cost. n. 93/2008 - Stato contro Piemonte e il TAR Piemonte n. 46 del 10/01/2017
Vale per tutt'Italia

Ti incollo un pezzo della sentenza del TAR Piemonte:

Poiché, come evidenziato anche dalla giurisprudenza di questo Tribunale (cfr. TAR Piemonte, Sez. I, 19/01/2005 n. 39), se l’esercizio dell’attività di estetista può per legge avvalersi anche dei trattamenti forniti da saune e bagni turchi, non perciò l’attivazione di tali locali senza connesse prestazioni e trattamenti di carattere estetico costituisce esercizio dell’attività di estetista (cfr. T.A.R. Veneto, II, 28 novembre 1989, n. 1411; T.A.R. Toscana, II, 22 aprile 1998, n. 332), il provvedimento di diffida emesso dal Comune, in mancanza di qualsiasi indizio del concreto svolgimento di un’attività corrispondente a quella prevista dall’art. 1 l. n. 1/90 e dall’art. 2 L.R. n. 54/1992 tale da richiedere la presenza di personale dotato della specifica qualifica professionale, risulta affetto dai denunciati vizi di violazione di legge ed eccesso di potere per difetto assoluto dei presupposti” (così TAR Piemonte, sez. II, 15 aprile 2010 n. 1945; Id., sez. II, 29 gennaio 2016 n. 156);
[...]
Richiamato altresì l’orientamento già espresso da questa Sezione, in merito alla qualificazione giuridica delle discipline bio-naturali, che non sono assimilabili all’attività di estetista e non soggiacciono alla regolamentazione dettata per l’abilitazione professionale e le condizioni di esercizio dei massaggi estetici: “ (…) Il ricorso è fondato, per le ragioni già sommariamente espresse nella fase cautelare. Nelle direttive impartite agli enti locali, la Regione Piemonte ha espresso l’avviso secondo il quale ‘tutte le attività di massaggi, comunque denominate, trattandosi in ogni caso di interventi diretti sul corpo umano, debbano essere ricondotte alle due tipologie di massaggi terapeutici o estetici e, di conseguenza, alle normative di riferimento tutt’oggi in vigore e già applicate’. [...]

I provvedimenti comunali, che da tale ERRONEA interpretazione prendono le mosse, sono illegittimi. [...] Le attività svolte professionalmente dal ricorrente sono riconducibili alla pratica del massaggio bio-naturale. In proposito, merita adesione l’orientamento del tutto prevalente in giurisprudenza, secondo il quale non sono sovrapponibili le attività di estetista con quelle implicanti l’esercizio di discipline bio-naturali, essendo queste ultime caratterizzate da una diversità di approccio e di finalità, volte a favorire il miglioramento e la conservazione del benessere globale della persona, a prescindere dal perseguimento di benefici di tipo estetico (cfr. TAR Lombardia, Milano, sez. I, n. 163/2015; Id., sez. I, n. 2080/2014; TAR Sicilia, Palermo, sez. III, n. 2904/2014; TAR Veneto, sez. III, n. 1379/2013; TAR Toscana, sez. II, n. 770/2011). La diversità oggettiva tra i due ambiti professionali si desume anche dalla giurisprudenza della Corte costituzionale, che ha annullato le norme regionali con le quali si era tentato di regolamentare l’esercizio delle discipline bio-naturali per contrasto con l’art. 117, terzo comma, Cost., poiché l’individuazione di una nuova professione costituisce materia sottoposta alla concorrenza legislativa ripartita tra Stato e Regioni (cfr. Corte cost., sent. n. 98/2013). In assenza di una disciplina legislativa statale che regolamenti i requisiti per l’esercizio di pratiche bio-naturali, deve ritenersi che l’attività di massaggiatore svolta dal ricorrente rientri tra quelle non organizzate e LIBERAMENTE ESERCITABILI di cui alla legge n. 4 del 2013” (TAR Piemonte, sez. II, 28 maggio 2015 n. 878);

Grazie molte Mario per il contributo.
Dunque mi sembra pacifico procedere su questa strada
(Probabilmente il messaggio di Confestetica mira a tirare acqua al proprio mulino, ma non ha i fondamenti giuridici per esprimere con ragione una simile opinione).
Mi resta un solo dubbio.
Il caso di una libera professionista (in questo caso per ovvie ragioni non la configurerei come impresa) che va ad operare c/o un centro benessere (nello specifico grotta di sale) come massaggiatore olistico, peraltro con attestato di qualifica di 600 ore.
I locali sono a norma a livello igienico-sanitario.
Secondo te, considerato che la GROTTA DI SALE è iscritta in CCIAA e il massaggiatore è libero professionista/lavoratore autonomo con partita iva. Chi dovrà fare cosa?
Cioè.....il centro dovrebbe comunicare un'aggiunta attività i Camera di Commercio considerato che c/o i propri  locali vengono svolte altre attività (anche se non dal titolare del centro).......oppure il massaggiatore olistico dovrebbe fare qualche comunicazione al SUAP (ne dubito perché quello che fa comunque non è normato e non si troverebbe alcun percorso telematico nell'apposito portale da seguire attenendosi alla fattispecie dell'attività esercitata).

Grazie ancora.

DAVIDE F.

Offline Mario Maccantelli

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Re:ATTIVITA' DI MASSAGGIATORE OLISTICO
« Risposta #2 il: 20 Febbraio 2019, 19:04:55 »
Il fatto che sia inquadrabile come impresa o come lavoro autonomo dipende dall’effettiva organizzazione dell’attività. Non c’è una regola certa. L’impresa sottende una certa organizzazione che è estranea al lavoratore autonomo inteso come professionista.

Se tizio va a fare i massaggi a domicilio (presso l’abitazione del committente o presso centri di terzi, allora potrebbe essere assimilato al libero professionista. Se Tizio apre un centro olistico con sala d’attesa, cabine e, magari, un dipendente, allora sarà un’impresa.

In parallelo puoi vedere l’attività di mero cuoco a domicilio (può essere un lavoratore autonomo) e l’attività di catering che sicuramente ha il carattere dell’imprenditorialità.

Nel caso di specie si può applicare la legge 4/2013, quindi l’associazionismo fra soggetti e la regolamentazione volontaria. Nessuna legge prevede requisiti specifici per l’attività né requisiti professionali obbligatori né, tanto meno, procedure abilitative. La giurisprudenza è pacifica. Su tutte la giurisp. costituzionale nel reputare NON legittime le varie leggi regionali che si inventano e disciplinano le professioni. Solo lo Stato può definirle.

Vedi qua:
http://www.olisticmap.it/notizie/l%E2%80%99operatore-olistico-e-le-professioni-non-regolamentate-2

Per la giurisprudenza puoi vedere C.Cost. n. 93/2008 - Stato contro Piemonte e il TAR Piemonte n. 46 del 10/01/2017
Vale per tutt'Italia

Ti incollo un pezzo della sentenza del TAR Piemonte:

Poiché, come evidenziato anche dalla giurisprudenza di questo Tribunale (cfr. TAR Piemonte, Sez. I, 19/01/2005 n. 39), se l’esercizio dell’attività di estetista può per legge avvalersi anche dei trattamenti forniti da saune e bagni turchi, non perciò l’attivazione di tali locali senza connesse prestazioni e trattamenti di carattere estetico costituisce esercizio dell’attività di estetista (cfr. T.A.R. Veneto, II, 28 novembre 1989, n. 1411; T.A.R. Toscana, II, 22 aprile 1998, n. 332), il provvedimento di diffida emesso dal Comune, in mancanza di qualsiasi indizio del concreto svolgimento di un’attività corrispondente a quella prevista dall’art. 1 l. n. 1/90 e dall’art. 2 L.R. n. 54/1992 tale da richiedere la presenza di personale dotato della specifica qualifica professionale, risulta affetto dai denunciati vizi di violazione di legge ed eccesso di potere per difetto assoluto dei presupposti” (così TAR Piemonte, sez. II, 15 aprile 2010 n. 1945; Id., sez. II, 29 gennaio 2016 n. 156);
[...]
Richiamato altresì l’orientamento già espresso da questa Sezione, in merito alla qualificazione giuridica delle discipline bio-naturali, che non sono assimilabili all’attività di estetista e non soggiacciono alla regolamentazione dettata per l’abilitazione professionale e le condizioni di esercizio dei massaggi estetici: “ (…) Il ricorso è fondato, per le ragioni già sommariamente espresse nella fase cautelare. Nelle direttive impartite agli enti locali, la Regione Piemonte ha espresso l’avviso secondo il quale ‘tutte le attività di massaggi, comunque denominate, trattandosi in ogni caso di interventi diretti sul corpo umano, debbano essere ricondotte alle due tipologie di massaggi terapeutici o estetici e, di conseguenza, alle normative di riferimento tutt’oggi in vigore e già applicate’. [...]

I provvedimenti comunali, che da tale ERRONEA interpretazione prendono le mosse, sono illegittimi. [...] Le attività svolte professionalmente dal ricorrente sono riconducibili alla pratica del massaggio bio-naturale. In proposito, merita adesione l’orientamento del tutto prevalente in giurisprudenza, secondo il quale non sono sovrapponibili le attività di estetista con quelle implicanti l’esercizio di discipline bio-naturali, essendo queste ultime caratterizzate da una diversità di approccio e di finalità, volte a favorire il miglioramento e la conservazione del benessere globale della persona, a prescindere dal perseguimento di benefici di tipo estetico (cfr. TAR Lombardia, Milano, sez. I, n. 163/2015; Id., sez. I, n. 2080/2014; TAR Sicilia, Palermo, sez. III, n. 2904/2014; TAR Veneto, sez. III, n. 1379/2013; TAR Toscana, sez. II, n. 770/2011). La diversità oggettiva tra i due ambiti professionali si desume anche dalla giurisprudenza della Corte costituzionale, che ha annullato le norme regionali con le quali si era tentato di regolamentare l’esercizio delle discipline bio-naturali per contrasto con l’art. 117, terzo comma, Cost., poiché l’individuazione di una nuova professione costituisce materia sottoposta alla concorrenza legislativa ripartita tra Stato e Regioni (cfr. Corte cost., sent. n. 98/2013). In assenza di una disciplina legislativa statale che regolamenti i requisiti per l’esercizio di pratiche bio-naturali, deve ritenersi che l’attività di massaggiatore svolta dal ricorrente rientri tra quelle non organizzate e LIBERAMENTE ESERCITABILI di cui alla legge n. 4 del 2013” (TAR Piemonte, sez. II, 28 maggio 2015 n. 878);


Offline DavideF

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ATTIVITA' DI MASSAGGIATORE OLISTICO
« Risposta #1 il: 19 Febbraio 2019, 09:53:26 »
Buongiorno
Apro questo topic per toccare un argomento sicuramente già trattato, ma a mio parere credo parecchio controverso.
L'attività di MASSAGGIATORE OLISTICO.
Innanzitutto mi viene da chiedermi se in sostanza sia da inquadrare sempre sotto la forma dell'impresa o piuttosto del lavoro autonomo (libero professionista).
Oltre a questo il dibattito, secondo me, dovrebbe  convergere soprattutto sul fatto se l'attività sia libera o meno.....nel senso....
Ho sempre ritenuto che questo tipo di attività fosse di libero esercizio senza bisogno di particolari requisiti professionali e comunicazioni obbligatorie al SUAP (anche perché non previste).
Ho letto però un messaggio di Confestetica (Comunicato Ufficiale di Confestetica n. 4512 del 28 gennaio 2018) che parla di esclusione dell'operatore olistico dalla legge 4/2013 che riguarda le professioni intellettuali non organizzate e non iscritte ad Albi. Il messaggio alla fine dice quanto segue: 

  In conclusione, chiunque esegua trattamenti sul corpo umano, che siano di benessere, olistici o quant’altro, non può essere normato dalla L.4/2013 per almeno tre motivi fondamentali, e precisamente:
1. chiunque esegua trattamenti sul corpo umano NON È PROFESSIONE INTELLETTUALE
2. chiunque esegua trattamenti sul corpo umano È UN MESTIERE ARTIGIANALE
3. chiunque esegua trattamenti sul corpo umano È GIÀ REGOLAMENTATO DA L.1/90
 
La L.4/2013 è nata per regolamentare figure non organizzate, come ad esempio:
-Programmatori informatici
-grafici pubblicitari
-amministratori immobiliari
-traduttori e interpreti
… e tanti altri, non certamente i massaggiatori vari e operatori olistici ecc ecc,  che sono già normati.

Oltretutto ho letto della legge Regionale del 18/02/2018 che riguarda le discipline del benessere e bio-naturali (parlo in questo caso della Regione Veneto).
Sembra ci sia una normativa di riferimento. Comunque diversa da quella della L.1/90 su richiamata.

Alla fine mi restano molti dubbi.
Un massaggiatore olistico deve operare come autonomo o come impresa?
La normativa di riferimento è la L.1/90 o qualche altra legge Regionale o nazionale? O piuttosto è attività libera dove le competenze professionali saranno solo eventuali ed al limite costituiranno un di più che darà titolo all'operatore, ma non costituiranno obbligo.....
Tra l'altro, se non è prevista pratica SUAP e se poi non mi iscrivo in Camera di Commercio, dove si comunicherebbero eventuali competenze?
Può l'operatore olistico lavorare presso centri benessere? Forse solo se fatto in forma di lavoratore autonomo?

La materia mi sembra rimanere fumosa in molti suoi aspetti.....forse bisogna rifarsi all'interpretazione Regionale caso per caso.....è il singolo Comune che poi decide?
A prescindere dal fatto che esiste un parere del MISE del giugno 2015 che parla di requisiti professionali non necessari, ma di generale rispetto delle disposizioni igienico-sanitarie comuni rimandando comunque alle disposizioni regionali e/o comunali.

Che ne pensate?
Mi farebbe piacere avere un'autorevole opinione riguardo a tutto ciò!

Grazie.

DAVIDE F.