Autore Topic: Il preavviso di rigetto si applica anche alla SCIA Dlgs 259/2003 (art. 87 bis)  (Letto 974 volte)

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Offline roberto de marchis

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Per me è una demerita stupidaggine,  che non fa altro che confondere noi operatori. La sentenza richiamata al quale il CDS [... ]
Un saluto a tutti, tra poco ci diranno pure che la SCIA è soggetta all'imposta di bollo, visto che dobbiamo evitare l'aumento dell'IVA e servono nuove entrate.

Lo dica a bassa voce, non vorrei qualcuno la sentisse....

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Offline maurizio

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Per me è una demerita stupidaggine,  che non fa altro che confondere noi operatori. La sentenza richiamata al quale il CDS non intende discostarsi,(CDS n.418/2014) è giusta e sacrosanta in quanto enunciata sull'avvio della procedura prevista dell'art. 87 del d.lgs. 259/2003 (intervento soggetto ad autorizzazione e quindi ad istanza di parte).ù
Se come sostenuto dal CDS l'art.87 ed 87.bis ) sono oggetto della stessa procedura amministrativa in quanto per il CDS "HANNO LA STESSA IDENTITA' STRUTTURALE", non si comprende per quale motivo il legislatore ha inteso delinare due procedure diverse, poteva assoggettarli entrambi all'istituto dell'autorizzazione o entrambi al'istituto della SCIA. E se il focus su cui poggia la sentenza del CDS è perché "HANNO LA STESSA IDENTITA' STRUTTURALE", allora troppe procedure pur diverse tra loro possono "AVERE LA STESSA IDENTITA' STRUTTURALE"- ( commercio - edilizia  ecc..).
Un saluto a tutti, tra poco ci diranno pure che la SCIA è soggetta all'imposta di bollo, visto che dobbiamo evitare l'aumento dell'IVA e servono nuove entrate.

Offline roberto de marchis

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Ho pensato la stessa cosa. Oggetto della controversia evidentemente ha il suo peso 🧐

Offline Simone Chiarelli

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Non ho parole.... alla faccia della certezza del diritto.
Il 10 bis sulla Scia mi mancava 🧐

Una volta si diceva “Ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit”

Spero che simile giurisprudenza resti minoritaria

Anche io sono rimasto scioccato, anche perchè non è un TAR qualsiasi ... è il Consiglio di Stato.

E' vero che gli le società di installazione di antenne sono "forti" (da tanti punti di vista) e dubito che analogo orientamento sarebbe sorto per una officina o esercizio commerciale ... però così è ... ne va preso atto! in attesa forse della Adunanza Plenaria

Offline roberto de marchis

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Non ho parole.... alla faccia della certezza del diritto.
Il 10 bis sulla Scia mi mancava 🧐

Una volta si diceva “Ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit”

Spero che simile giurisprudenza resti minoritaria
« Ultima modifica: 22 Agosto 2019, 07:34:07 da roberto de marchis »

Offline Staff Omniavis

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Cons. giust. amm. Sicilia, 13/12/2016, n. 460
L'istituto del preavviso di rigetto, di cui all'art. 10-bis della L. n. 241 del 1990, ha finalità ed effetti diversi rispetto a quanto stabilito dall'art. 19, comma 3, della medesima legge. In primo luogo va rilevato che il preavviso di rigetto trova applicazione con riferimento alle istanze di parte che avviano un procedimento volto all'adozione di un provvedimento mentre l'art. 19, comma 3, è destinato ad operare solo con riferimento alle attività indicate in materia di SCIA poiché la presentazione di tali atti non è assimilabile ad un'istanza di parte ma è solo rivolta a comunicare l'intenzione di intraprendere un'attività direttamente consentita dalla legge.

T.A.R. Puglia Lecce Sez. II, 14/02/2019, n. 259
Lo schema procedimentale della segnalazione certificata di inizio attività è estraneo alla comunicazione di cui all'art. 10 bis della Legge n. 241/1990 atteso che non è ammissibile un effetto interruttivo nel caso di procedimento che ha nell'accelerazione temporale una delle proprie ragioni d'essere.

T.A.R. Puglia Lecce Sez. I, 22/11/2018, n. 1730
La segnalazione certificata di inizio attività è una dichiarazione di volontà privata di intraprendere una determinata attività ammessa direttamente dalla legge con la conseguenza che l'autorità procedente non è tenuta a comunicare al segnalante l'avvio del procedimento o il preavviso di rigetto ex art. 10 bis della Legge n. 241/1990 prima dell'esercizio dei relativi poteri di controllo e inibitori.

T.A.R. Lombardia Brescia Sez. II, 02/07/2018, n. 646
Proprio la natura giuridica della segnalazione certificata di inizio attività (ed a maggior ragione della comunicazione di inizio lavori asseverata) - che non è istanza di parte per l'avvio di un procedimento amministrativo poi conclusosi in forma tacita, ma è dichiarazione di volontà privata di intraprendere una determinata attività ammessa direttamente dalla legge - esclude che debba trovare applicazione l'istituto della comunicazione di avvio del procedimento o del preavviso di rigetto ex art. 10 bis L. 7 agosto 1990, n. 241.

T.A.R. Veneto Venezia Sez. III, 31/01/2018, n. 95
La natura giuridica della SCIA, che non è una vera e propria istanza di parte per l'avvio di un procedimento amministrativo poi conclusosi in forma tacita, bensì una dichiarazione di volontà privata di intraprendere una determinata attività ammessa direttamente dalla legge, induce ad escludere che l'autorità procedente debba comunicare al segnalante l'avvio del procedimento o il preavviso di rigetto ex art. 10 bis della L. n. 241 del 1990 prima dell'esercizio dei relativi poteri di controllo e inibitori. In particolare, il denunciante la SCIA è titolare di una posizione soggettiva originaria che rinviene il suo fondamento diretto ed immediato nella legge che non ha bisogno di alcun consenso della. P.A. e, pertanto, la segnalazione di inizio attività non instaura alcun procedimento autorizzatorio destinato a culminare in un atto finale di assenso, espresso o tacito, da parte dell'amministrazione. In assenza di procedimento, non c'è spazio per la comunicazione di avvio, per il preavviso di rigetto o per atti sospensivi da parte dell'amministrazione.
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Il preavviso di rigetto si applica anche alla SCIA Dlgs 259/2003 (art. 87 bis)



CONSIGLIO DI STATO, sez. VI, sent. 3453

..............

FATTO

L’odierna appellante, con quattro ricorsi proposti dinanzi al T.A.R. per il Veneto, è insorta avverso i provvedimenti (nota prot. gen. rif. prat. n. 2017 559771 PG del 13.12.2017, nota prot. gen. rif. prat. n. 559782 PG del 13.12.2017, nota prot. gen. rif. prat. n. 13637/2018 PG del 18.01.2018, nota prot. gen. rif. prat. n. 22351/2018 PG del 25.01.2018), con i quali il Comune di Venezia, viste le SCIA presentate dalla società ricorrente ex art. 87-bis del D.Lgs. 259/2003, ha diffidato la medesima a non iniziare i lavori di riconfigurazione con aumento di potenza di vari impianti di telefonia, rilevando il contrasto urbanistico edilizio degli interventi progettati con l’art. 50 del Regolamento Edilizio che vieta l’istallazione o la riconfigurazione con aumento di potenza di impianti di telefonia in una serie di siti considerati sensibili, specificati, dalla Circolare regionale n. 12/2001, quali “scuole, asili, ospedali, case di cura, parchi e aree per gioco e lo sport” (nel caso di specie la progettata riconfigurazione con aumento di potenza delle stazioni radiobase ricadeva in luoghi destinati dalla disciplina urbanistica a parchi e aree per il gioco e lo sport: Parco Albanese in Mestre, Campo Sportivo di Viale San Marco, Campo Sportivo di Via della Fonte-Beccaria, Campo Sportivo-Stadio Baracca).

Il T.A.R. ha riunito i quattro ricorsi e li ha rigettati.

Avverso la sentenza ha interposto gravame l’odierna appellante.

Si è costituito in giudizio il Comune di Venezia, per resistere al gravame.

All’udienza del 21 maggio 2019, la causa è passata in decisione.

DIRITTO

E’ fondato il primo motivo d’appello avente carattere assorbente.

Con il medesimo l’appellante critica la sentenza nella parte in cui ha rigettato il motivo di ricorso attinente al mancato invio del preavviso di diniego ex art. 10-bis, L. n. 241/1990.

Il rigetto è avvenuto in ragione della natura giuridica della SCIA (dichiarazione di volontà privata) ed in ragione dell’affermazione che l’eventuale applicabilità dell’art. 10-bis, L. n. 241/1990 al procedimento ex art. 87-bis, D.L.vo n. 259/2003 frusterebbe la finalità semplificatoria ed acceleratoria della disciplina dettata dal codice delle comunicazioni.

Ritiene il Collegio che la disciplina ex art. 10-bis L. n. 241/1990 sia senz’altro applicabile al procedimento ex art. 87-bis, D.L.vo n. 259/2003, e ciò in virtù del precedente della III Sezione di questo Consiglio, a cui questo Collegio intende conformarsi, costituito dalla sentenza n. 418/2014, pronunciata in relazione ad un procedimento ex art. 87, D.L.vo n. 259/2003, ma valevole anche nel caso del procedimento ex art. 87-bis D.L.vo n. 259/2003, stante l’identità strutturale dei due procedimenti, secondo cui: “Si deve, al riguardo, ricordare che, l’art. 10-bis della legge n. 241 del 1990, aggiunto dall'art. 6 della legge 11 febbraio 2005 n. 15 (poi modificato dal comma 3 dell’art. 9 della legge 11 novembre 2011, n. 180), ha previsto che «nei procedimenti ad istanza di parte il responsabile del procedimento o l'autorità competente, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano all'accoglimento della domanda. Entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti. La comunicazione di cui al primo periodo interrompe i termini per concludere il procedimento che iniziano nuovamente a decorrere dalla data di presentazione delle osservazioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine di cui al secondo periodo. Dell'eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni è data ragione nella motivazione del provvedimento finale»”. Secondo la III Sezione del Consiglio di Stato: “Tale disposizione ha, quindi, introdotto, in via generale, nel nostro ordinamento l’istituto del preavviso di diniego, che ha la funzione di portare a conoscenza del soggetto che ha fatto una domanda all’amministrazione, i motivi che non consentono di poter accogliere la sua domanda in modo da consentire all’interessato, in via amministrativa e precontenziosa, di rappresentare all’amministrazione, nel termine assegnato, le ragioni che militano invece in favore dell’accoglimento della sua domanda” ed ancora: “si deve ritenere, quindi, in via generale, che la comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento di una domanda interrompe anche i termini per la formazione di un eventuale silenzio assenso, in quei casi in cui l’ordinamento ha inteso assegnare al silenzio serbato dall’amministrazione su un’istanza il valore di assenso alla richiesta” ed, infine: “Né si può ritenere che tale disciplina non possa essere applicata nel procedimento, dettato dall’art. 87 del D.L.vo n. 259 del 2003, per l’esame delle domande di autorizzazione alla installazione di infrastrutture di comunicazione elettronica, sebbene lo stesso procedimento sia chiaramente disciplinato in modo da consentirne la definizione in tempi certi e rapidi”.

Conseguentemente, va accolto il primo motivo d’appello nei sensi e nei limiti anzidetti, con conseguente annullamento dei provvedimenti impugnati in primo grado (nota prot. gen. rif. prat. n. 2017 559771 PG del 13.12.2017, nota prot. gen. rif. prat. n. 559782 PG del 13.12.2017, nota prot. gen. rif. prat. n. 13637/2018 PG del 18.01.2018, nota prot. gen. rif. prat. n. 22351/2018 PG del 25.01.2018), salvi gli ulteriori provvedimenti dell’Amministrazione.

In considerazione della relativa novità della questione, sussistono giusti motivi per compensare le spese del doppio grado di giudizio tra le parti.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta), definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, accoglie i ricorsi in primo grado, nei sensi e nei limiti di cui in motivazione, salvi gli ulteriori provvedimenti dell’Amministrazione.

Compensa integralmente le spese del doppio grado di giudizio tra le parti.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 21 maggio 2019 con l'intervento dei magistrati:

Giulio Castriota Scanderbeg,   Presidente FF

Silvestro Maria Russo,   Consigliere

Alessandro Maggio,   Consigliere

Dario Simeoli,   Consigliere

Oswald Leitner,   Consigliere, Estensore

       
       
L'ESTENSORE      IL PRESIDENTE
Oswald Leitner      Giulio Castriota Scanderbeg
       
       
       
       
       
IL SEGRETARIO



Decreto Legislativo 1° agosto 2003, n. 259
Codice delle comunicazioni elettroniche


Art. 87-bis. Procedure semplificate per determinate tipologie di impianti
(articolo introdotto dall'art. 5-bis, comma 1, legge n. 73 del 2010)

1. Al fine di accelerare la realizzazione degli investimenti per il completamento della rete di banda larga mobile, nel caso di installazione di apparati con tecnologia UMTS, sue evoluzioni o altre tecnologie su infrastrutture per impianti radioelettrici preesistenti o di modifica delle caratteristiche trasmissive, fermo restando il rispetto dei limiti, dei valori e degli obiettivi di cui all’articolo 87 nonché di quanto disposto al comma 3-bis del medesimo articolo, è sufficiente la segnalazione certificata di inizio attività, conforme ai modelli predisposti dagli enti locali e, ove non predisposti, al modello B di cui all’allegato n. 13. Qualora entro trenta giorni dalla presentazione del progetto e della relativa domanda sia stato comunicato un provvedimento di diniego da parte dell’ente locale o un parere negativo da parte dell’organismo competente di cui all’articolo 14 della legge 22 febbraio 2001, n. 36, la denuncia è priva di effetti.
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