Autore Topic: Variante urbanistica semplificata - Art. 8 dpr 160/2010  (Letto 382 volte)

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Re:Variante urbanistica semplificata - Art. 8 dpr 160/2010
« Risposta #2 il: 11 Giugno 2019, 06:18:36 »
La Regione Lazio (Direzione Urbanistica) in due recenti pareri (pervenuti abbondantemente oltre la data prevista per la conclusione della Conferenza di servizi) relativi a Conferenze di Servizi indette in forma semplificata (modalità asincrona) ai sensi dell’art.8 del DPR 160/2010 ha posto i seguenti rilievi:
<<L’art. 8 prevede che la variante è adottata dalla conferenza di servizi convocata in “seduta pubblica” e, di conseguenza, la disciplina della conferenza di servizi, che in questo caso si coordina con lo stesso art. 8 del DPR 160/2010, si svolge in modalità sincrona e non in modalità asincrona, come invece avvenuto per la conferenza in oggetto. Peraltro, anche a voler ammettere la modalità asincrona della Conferenza di Servizi in questione, si deve rilevare che agli atti non risultano documenti comprovanti l’avvenuta fase pubblicistica del progetto in variante.>>
Nell’indire la Conferenza di Servizi questo ufficio, nell’esercizio della propria autonomia discrezionale, ha optato per la semplificata (asincrona) in quanto ha valutato le Conferenze di servizi non particolarmente complesse se pur relative ad una variante urbanistica semplificata in quanto i progetti non hanno un rilevante impatto territoriale.
Contestualmente all’indizione delle conferenze di servizio in parola, ha provveduto a pubblicare all’Albo Pretorio on line del Comune, per 90 giorni, gli avvisi delle indizioni delle suddette Conferenze di servizi, oltre a pubblicare in Amministrazione Trasparente” sezione “Pianificazione e gestione del Territorio” tutta la documentazione pervenuta con relativi progetti, relazioni ecc..
Ritengo che così facendo <<la fase pubblicistica del progetto in variante>> sia stata ampiamente assolta, peraltro la Regione non ha mai chiesto una attestazione di pubblicazione o qualcosa di simile!
Relativamente alla conferenza di servizi in forma semplificata prevista dall’art. 8 del DPR 160/2010 dove si dispone che <<l'interessato può richiedere al responsabile del SUAP la convocazione della conferenza di servizi di cui agli articoli da 14 a 14-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241, e alle altre normative di settore, in seduta pubblica.>>, sembra che la Direzione Urbanistica della Regione Lazio non sia a conoscenza che il D. Lgs 127/2016 ha modificato profondamente l’istituto della Conferenza di Servizi.

Nella Circolare n 4/2018 del 03/12/2018 emanata dal Ministro (ministra) Giulia Bongiorno si legge che <<La conferenza di servizi, dunque, non costituisce solo un “momento” di semplificazione dell’azione amministrativa (come indicato dal capo IV della L. n. 241 del 1990) ma anche e soprattutto un momento di migliore esercizio del potere discrezionale della pubblica amministrazione, attraverso una più completa ed approfondita valutazione degli interessi pubblici (e privati) coinvolti, a tal fine giovandosi dell’esame dialogico e sincronico degli stessi.>>
Nella scheda n. 3, allegata alla citata circolare n. 4/2018, si afferma che <<La conferenza di servizi simultanea rappresenta le modalità “eccezionali” per tutti i procedimenti amministrativi complessi nei quali confluiscono più sub-procedimenti finalizzati a specifici atti di assenso>>.
Come già detto si ritiene che la conferenza di servizi indetta per una variante urbanistica, relativa ad un modesto progetto di un impianto produttivo, non possa essere considerato né “eccezionale” né “complesso”.

In attesa di un parere invio i più cordiali saluti

SECONDO NOI il vostro comportamento è corretto. Tuttavia occorre considerare che la variante art. 8 ha un presipposto indefettibile. il PARERE FAVOREVOLE ESPRESSO DELLA REGIONE.
Senza parere espresso regionale non si procede, quindi consigliamo di assecondare (pur magari ribadendo alla Regione stessa la legittimità del proprio comportamento) quanto chiede l'Ente Regionale in quanto, diversamente, il rischio è di far perdere molto tempo all'interessato, più che non la gestione di una procedura di variante ordinaria
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Re:Variante urbanistica semplificata - Art. 8 dpr 160/2010
« Risposta #2 il: 11 Giugno 2019, 06:18:36 »

 


Offline CARLOALBERTO

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Variante urbanistica semplificata - Art. 8 dpr 160/2010
« Risposta #1 il: 09 Giugno 2019, 18:13:14 »
La Regione Lazio (Direzione Urbanistica) in due recenti pareri (pervenuti abbondantemente oltre la data prevista per la conclusione della Conferenza di servizi) relativi a Conferenze di Servizi indette in forma semplificata (modalità asincrona) ai sensi dell’art.8 del DPR 160/2010 ha posto i seguenti rilievi:
<<L’art. 8 prevede che la variante è adottata dalla conferenza di servizi convocata in “seduta pubblica” e, di conseguenza, la disciplina della conferenza di servizi, che in questo caso si coordina con lo stesso art. 8 del DPR 160/2010, si svolge in modalità sincrona e non in modalità asincrona, come invece avvenuto per la conferenza in oggetto. Peraltro, anche a voler ammettere la modalità asincrona della Conferenza di Servizi in questione, si deve rilevare che agli atti non risultano documenti comprovanti l’avvenuta fase pubblicistica del progetto in variante.>>
Nell’indire la Conferenza di Servizi questo ufficio, nell’esercizio della propria autonomia discrezionale, ha optato per la semplificata (asincrona) in quanto ha valutato le Conferenze di servizi non particolarmente complesse se pur relative ad una variante urbanistica semplificata in quanto i progetti non hanno un rilevante impatto territoriale.
Contestualmente all’indizione delle conferenze di servizio in parola, ha provveduto a pubblicare all’Albo Pretorio on line del Comune, per 90 giorni, gli avvisi delle indizioni delle suddette Conferenze di servizi, oltre a pubblicare in Amministrazione Trasparente” sezione “Pianificazione e gestione del Territorio” tutta la documentazione pervenuta con relativi progetti, relazioni ecc..
Ritengo che così facendo <<la fase pubblicistica del progetto in variante>> sia stata ampiamente assolta, peraltro la Regione non ha mai chiesto una attestazione di pubblicazione o qualcosa di simile!
Relativamente alla conferenza di servizi in forma semplificata prevista dall’art. 8 del DPR 160/2010 dove si dispone che <<l'interessato può richiedere al responsabile del SUAP la convocazione della conferenza di servizi di cui agli articoli da 14 a 14-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241, e alle altre normative di settore, in seduta pubblica.>>, sembra che la Direzione Urbanistica della Regione Lazio non sia a conoscenza che il D. Lgs 127/2016 ha modificato profondamente l’istituto della Conferenza di Servizi.

Nella Circolare n 4/2018 del 03/12/2018 emanata dal Ministro (ministra) Giulia Bongiorno si legge che <<La conferenza di servizi, dunque, non costituisce solo un “momento” di semplificazione dell’azione amministrativa (come indicato dal capo IV della L. n. 241 del 1990) ma anche e soprattutto un momento di migliore esercizio del potere discrezionale della pubblica amministrazione, attraverso una più completa ed approfondita valutazione degli interessi pubblici (e privati) coinvolti, a tal fine giovandosi dell’esame dialogico e sincronico degli stessi.>>
Nella scheda n. 3, allegata alla citata circolare n. 4/2018, si afferma che <<La conferenza di servizi simultanea rappresenta le modalità “eccezionali” per tutti i procedimenti amministrativi complessi nei quali confluiscono più sub-procedimenti finalizzati a specifici atti di assenso>>.
Come già detto si ritiene che la conferenza di servizi indetta per una variante urbanistica, relativa ad un modesto progetto di un impianto produttivo, non possa essere considerato né “eccezionale” né “complesso”.

In attesa di un parere invio i più cordiali saluti