Autore Topic: REITERAZIONE - Effetti pagamento ordinanza-ingiunzione  (Letto 201 volte)

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Offline Giovanni Fontana

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Re:REITERAZIONE - Effetti pagamento ordinanza-ingiunzione
« Risposta #3 il: 19 Giugno 2019, 13:03:29 »
Come al solito, siete una conferma!
Sia in termini di disponibilità al confronto costruttivo, privo di preconcetti di posizione, sia in termini di chiarezza espositiva ed onestà intellettuale.
Grazie!
Farò tesoro delle preziose considerazioni a riguardo.

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Re:REITERAZIONE - Effetti pagamento ordinanza-ingiunzione
« Risposta #3 il: 19 Giugno 2019, 13:03:29 »

 


Offline Simone Chiarelli

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Re:REITERAZIONE - Effetti pagamento ordinanza-ingiunzione
« Risposta #2 il: 13 Giugno 2019, 20:26:24 »
Per meglio comprendere la natura del quesito, giova fare alcune premesse di ordine generale, in relazione alle quali, un eventuale parere contrario, condurrebbe a diverse conclusioni.

A parere di chi scrive, affinché si verifichi la c.d. reiterazione delle violazioni (ex art. 8-bis, comma 1, l. 689/1981), debbono sussistere le seguenti condizioni:
1. un periodo di osservazione di cinque anni dall'ultima violazione accertata con provvedimento esecutivo;
2. nell'arco di questo quinquennio, si siano verificate almeno due violazioni della stessa indole, da parte del medesimo soggetto.
In definitiva, si tratta di una indagine che produce effetti "a posteriori", con le ulteriori specifiche:
1. quanto al periodo di osservazione, lo stesso decorre dalla data del primo atto di accertamento ovvero del primo verbale non impugnato, tanto da avere prodotto effetti (emissione dell'ordinanza- ingiunzione non opposta);
2. entrambi i verbali di accertamento sottoposti al periodo di osservazione, debbono essere considerati esecutivi: quindi, non è sufficiente che sia stata emessa la relativa ordinanza-ingiunzione, ma è necessario che la stessa sia "convalidata", o dal giudice che in sede di opposizione conferma la violazione, o in conseguenza della mancata presentazione dell'opposizione da parte del trasgressore (implicita accettazione delle conseguenze del suo comportamento illecito).

Ciò premesso, vengo adesso al quesito odierno.

Al quinto comma, dell'art. 8-bis citato, l'ultimo periodo stabilisce della reiterazione quanto segue: "Essa non opera nel caso di pagamento in misura ridotta". Come il verbale di accertamento non è da considerare un titolo esecutivo, ma una mera descrizione di un fatto cui corrisponde - in ipotesi - un illecito amministrativo, il relativo pagamento in misura ridotta, non va qualificato come l'accettazione, da parte del trasgressore, delle conseguenze di quel comportamento. In buona sostanza (a parere di chi scrive), il c.d. "fatto illecito" potrebbe essere considerato anche un "fatto lecito" da parte di chi subisce l'atto di accertamento, ma per quest'ultimo, può essere più conveniente pagare subito, piuttosto che proseguire oltre nel procedimento sanzionatorio; vantaggio che riverbera anche nella efficienza amministrativa, giacché è meglio ottenere una prestazione certa, adesso, che attenderne una incerta, successivamente e con tutte le spese accessorie che ne conseguono. Insomma, una sorta di "patteggiamento amministrativo" tra trasgressore e pubblica amministrazione, che conviene ad entrambi e, se vogliamo, sul piano giustiziale, una sorta di "opportunità" (funzione rieducativa), per chi ha commesso la violazione, di essere punito, con una pena certa e, probabilmente, meno affliggente di quella definitiva.
Proprio perché il pagamento in misura ridotta ha una natura diversa da quella dell'accettazione della responsabilità sul fatto (sempre a parere di chi scrive), con questa, non possono essere applicate le conseguenze della reiterazione.

Se (e vengo alla domanda, scusandomi per la lunga premessa), invece, il trasgressore decide di pagare la sanzione ingiunta con l'ordinanza emessa ex art. 18 l. 689/1981, la stessa sortisce i medesimi effetti di cui sopra e quindi, anche in questo caso, non possono essere applicate le conseguenze della reiterazione?

Io sono di parere contrario.
Intanto, l'inciso di cui sopra (art. 8-bis, comma quinto l. 689/1981), richiama, esclusivamente, il c.d. "pagamento in misura ridotta"; in quanto il pagamento della sanzione stabilita dall'autorità amministrativa e non opposta, è già stata oggetto di contenzioso ed ha portato ad una prima valutazione di un "organo terzo", rispetto agli effetti del mero atto di accertamento che ha originato il procedimento sanzionatorio.
In buona sostanza, a parere di chi scrive, il pagamento della sanzione stabilita nell'ordinanza-ingiunzione produce gli effetti previsti per l'applicazione della reiterazione.

Sarei particolarmente grato, di conoscere al più presto il vostro parere e, soprattutto, se esistono già dei precedenti a riguardo, o a favore o contro la tesi prospettata.

Grazie.

Acuta ricostruzione sulla quale faccio alcune precisazioni (sono più sintetico e diretto):
1) l'art. 8 bis NON HA VALORE se non richiamato da altra disposizione normativa. La definizione in esso contenuta infatti è "teorica" e trova applicazione solo se espressamente e formalmente richiamata da norme che prevedano sanzioni accessorie in conseguenza della reiterazione
2) il legislatore successivo ha spesso DEROGATO a tale definizione sia nel termine (due anni o un anno invece di 5) sia nella fattispecie (stessa violazione e non stessa indole), sia (e qui è l'aspetto più grave) nella previsione che anche il pagamento in misura ridotta va considerato ai fini della reiterazione.

Es: Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114
Art. 22 comma 2. In caso di particolare gravità o di recidiva il sindaco può inoltre disporre la sospensione dell’attività di vendita per un periodo non superiore a venti giorni. La recidiva si verifica qualora sia stata commessa la stessa violazione per due volte in un anno, anche se si è proceduto al pagamento della sanzione mediante oblazione.


Legge regionale 23 novembre 2018, n. 62 (TOSCANA)
Art. 113
6. In caso di particolare gravità o di reiterata violazione delle disposizioni di cui al comma 3, lettere b), c), d), e), g) ed h), può essere disposta la sospensione dell’attività per un periodo non superiore a venti giorni. Al fine dell'applicazione della sospensione, la reiterazione si verifica qualora sia stata commessa la stessa violazione per due volte in un periodo di trecentosessantacinque giorni, da computarsi a partire dall'ultima violazione, anche se si è proceduto al pagamento in misura ridotta della sanzione.


In definitiva la definizione dell'8 bis è coerente vale quanto da te evidenziato. Vale solo in caso di seconda ordinanza ingiunzione (non concordo che si debba attendere la "convalida" del giudice, l'ordinanza è titolo esecutivo ex se) a fronte di una prima ordinanza ingiunzione che costituisce titolo esecutivo.

Offline Giovanni Fontana

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REITERAZIONE - Effetti pagamento ordinanza-ingiunzione
« Risposta #1 il: 11 Giugno 2019, 10:02:43 »
Per meglio comprendere la natura del quesito, giova fare alcune premesse di ordine generale, in relazione alle quali, un eventuale parere contrario, condurrebbe a diverse conclusioni.

A parere di chi scrive, affinché si verifichi la c.d. reiterazione delle violazioni (ex art. 8-bis, comma 1, l. 689/1981), debbono sussistere le seguenti condizioni:
1. un periodo di osservazione di cinque anni dall'ultima violazione accertata con provvedimento esecutivo;
2. nell'arco di questo quinquennio, si siano verificate almeno due violazioni della stessa indole, da parte del medesimo soggetto.
In definitiva, si tratta di una indagine che produce effetti "a posteriori", con le ulteriori specifiche:
1. quanto al periodo di osservazione, lo stesso decorre dalla data del primo atto di accertamento ovvero del primo verbale non impugnato, tanto da avere prodotto effetti (emissione dell'ordinanza- ingiunzione non opposta);
2. entrambi i verbali di accertamento sottoposti al periodo di osservazione, debbono essere considerati esecutivi: quindi, non è sufficiente che sia stata emessa la relativa ordinanza-ingiunzione, ma è necessario che la stessa sia "convalidata", o dal giudice che in sede di opposizione conferma la violazione, o in conseguenza della mancata presentazione dell'opposizione da parte del trasgressore (implicita accettazione delle conseguenze del suo comportamento illecito).

Ciò premesso, vengo adesso al quesito odierno.

Al quinto comma, dell'art. 8-bis citato, l'ultimo periodo stabilisce della reiterazione quanto segue: "Essa non opera nel caso di pagamento in misura ridotta". Come il verbale di accertamento non è da considerare un titolo esecutivo, ma una mera descrizione di un fatto cui corrisponde - in ipotesi - un illecito amministrativo, il relativo pagamento in misura ridotta, non va qualificato come l'accettazione, da parte del trasgressore, delle conseguenze di quel comportamento. In buona sostanza (a parere di chi scrive), il c.d. "fatto illecito" potrebbe essere considerato anche un "fatto lecito" da parte di chi subisce l'atto di accertamento, ma per quest'ultimo, può essere più conveniente pagare subito, piuttosto che proseguire oltre nel procedimento sanzionatorio; vantaggio che riverbera anche nella efficienza amministrativa, giacché è meglio ottenere una prestazione certa, adesso, che attenderne una incerta, successivamente e con tutte le spese accessorie che ne conseguono. Insomma, una sorta di "patteggiamento amministrativo" tra trasgressore e pubblica amministrazione, che conviene ad entrambi e, se vogliamo, sul piano giustiziale, una sorta di "opportunità" (funzione rieducativa), per chi ha commesso la violazione, di essere punito, con una pena certa e, probabilmente, meno affliggente di quella definitiva.
Proprio perché il pagamento in misura ridotta ha una natura diversa da quella dell'accettazione della responsabilità sul fatto (sempre a parere di chi scrive), con questa, non possono essere applicate le conseguenze della reiterazione.

Se (e vengo alla domanda, scusandomi per la lunga premessa), invece, il trasgressore decide di pagare la sanzione ingiunta con l'ordinanza emessa ex art. 18 l. 689/1981, la stessa sortisce i medesimi effetti di cui sopra e quindi, anche in questo caso, non possono essere applicate le conseguenze della reiterazione?

Io sono di parere contrario.
Intanto, l'inciso di cui sopra (art. 8-bis, comma quinto l. 689/1981), richiama, esclusivamente, il c.d. "pagamento in misura ridotta"; in quanto il pagamento della sanzione stabilita dall'autorità amministrativa e non opposta, è già stata oggetto di contenzioso ed ha portato ad una prima valutazione di un "organo terzo", rispetto agli effetti del mero atto di accertamento che ha originato il procedimento sanzionatorio.
In buona sostanza, a parere di chi scrive, il pagamento della sanzione stabilita nell'ordinanza-ingiunzione produce gli effetti previsti per l'applicazione della reiterazione.

Sarei particolarmente grato, di conoscere al più presto il vostro parere e, soprattutto, se esistono già dei precedenti a riguardo, o a favore o contro la tesi prospettata.

Grazie.